Al governo servono fondi e li toglie alla Torino-Lione
giugno 16th, 2013MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica
NESSUN disimpegno perchè la Torino Lione è un’opera strategica. Il governo, per voce del ministro dei trasporti, Maurizio Lupi mette subito le mani avanti. Ma di fatto il decreto Fare, approvato ieri a Palazzo Chigi, ha preso 524 milioni per la Torino-Lione nei prossimi tre anni e li ha dirottati sul fondo «sblocca cantieri »: 2 miliardi di euro destinati a opere immediatamente cantierabili. A farne le spese non c’è solo la Tav valsusina, ma anche il Terzo Valico, tra Piemonte e Liguria, che ha «ceduto» oltre 770 milioni di euro. Il ministro comunque rassicura. «In merito ad alcune allarmistiche anticipazioni stampa sul fondo destinato a far partire immediatamente i cantieri, preciso che con c’è nessun definanziamento nè blocco di grandi opere. C’è un utilizzo temporaneo di risorse già previste, ma che non verrebbero utilizzate nel breve periodo, in quanto l’avanzamento dei lavori non lo ritiene necessario. Queste risorse — precisa il ministro — verranno prontamente ricollocate». Quando? Per il Terzo valico a strettissimo giro, assicura Lupi: «Il 21 giugno con un provvedimento all’esame dal Parlamento e già approvato in Senato».
Per la Torino-Lione, invece, i tempi sono più lunghi, ma nel fronte pro Tav non c’è allarmismo perché, assicurano, quei soldi per ora non servono. «E’ una decisione condivisa — spiega il commissario Mario Virano — frutto di una ricognizione sulle risorse che effettivamente serviranno nei prossimi tre anni. Ne è emerso che le due opere da finanziare sono la galleria di Chiomonte, che ha già le sue risorse, e il tunnel da 9 chilometri a Saint Martin la Porte, in Francia, che l’Italia pagherà con fondi delle Ferrovie. Quindi i soldi accantonati per la Torino-Lione non servonofino al 2016. E’ solo una questione di cassa — assicura Virano — e non si può cercare attribuire a Lupi o a Letta un disimpegno su questo tema ». Gli fa eco anche Stefano Esposito, senatore del Pd, che tenta di spegnere sul nascere quella che definisce «la solita propaganda strumentale No Tav». «Condivido la decisione del governo — precisa — e mi aspetto che, quando sarà approvato il progetto definitivo dell’opera e sarà cantierabile, le risorse siano subito ripristinate».
La scelta di Palazzo Chigi, tuttavia, ringalluzzisce il fronte della protesta che nell’ultimo mese ha dovuto fare invece i conti con una serie di provvedimenti che hanno dimostrato, in maniera inequivocabile, il sostegno all’opera: la presenza di Alfano e Lupi a Torino, la visita di quest’ultimo al cantiere di Chiomonte, soldi per i comuni e il via libera al trattato con la Francia. Eppure non rinunciano a provare a leggere un’inversione di rotta: «E’ una decisione in linea con quanto abbiamo sempre detto — ha detto il presidente della Comunità montana Sandro Plano — dettata dal buon senso che spero usino anche in futuro».
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Giusto utilizzare risorse TAV per opere immediatamente cantierabili
giugno 15th, 2013Il Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio ha definito un piano da 2 miliardi per far partire opere immediatamente cantierabili.
Giustamente, in una fase in cui le risorse finanziarie non sono infinite, i 2 miliardi sono stati individuati tra i finanziamenti di opere che non necessitano immediatamente di quelle risorse come la Torino – Lione o il Terzo Valico del Giovi. In particolare i 500 milioni sui 2 miliardi e 900 stanziati per la Torino – Lione, sono stati trasferiti dal piano finanziario dell’opera al fondo Sblocca cantieri, manutenzione reti e territorio e fondo piccoli Comuni.
Prima che si metta in moto la solita propaganda strumentale No Tav, ci tengo a precisare che questa scelta è da me condivisa, la ritengo corretta e rimango solo in attesa di un comunicato del Governo che confermi che quando sarà approvato il progetto definitivo della Torino – Lione e quindi l’opera sarà cantierabile, le risorse verranno immediatamente ripristinate.
Un governo serio, non tiene immobilizzate risorse, ma le utilizza per le opere che lo richiedono.
Il governo Letta sta operando come opererebbe un qualunque buon padre di famiglia.
Ricordo ai malpensanti che l’impegno politico del Governo Letta e del Parlamento sulla realizzazione della Torino Lione è stato ancora recentemente confermato con atti formali e con stanziamento di risorse per le opere accessorie. Qualunque strumentalizzazione, che capisco, è del tutto priva di fondamento.
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L’autorità di vigilanza richiama Sitaf: appalti solo con gare pubbliche
giugno 15th, 2013Maurizio Tropeano – LaStampa
L’autorità di Vigilanza sui contratti e gli appalti bacchetta Sitaf, la società che gestisce l’autostrada TorinoBardonecchia, e le sue controllate per le modalità di affidamento dei lavori che di «fatto ha limitato la concorrenza sui mercati della progettazione e della realizzazione delle opere pubbliche». Ma il parere, non vincolante, richiesto dal consigliere provinciale Antonio Ferrentino e dal senatore del Pd, Stefano Esposito, per aprire il mercato alle imprese della Valsusa rischia di tagliarle fuori.
L’autorità di Vigilanza ha stabilito che Sitaf non potrà rivolgersi ad imprese collegate ma dovrà far ricorso a procedure di evidenza pubblica per «l’affidamento di appalti di servizi e forniture siano essi di importo superiore o inferiore alla soglia di importo comunitario». E Gianni Luciani amministratore delegato della società, spiega: «Noi abbiamo sempre agito nel rispetto delle normative di settore. Adesso è arrivato il parere dell’Autorità, sicuramente il più autorevole tra quelli che abbiamo finora acquisito, e lo valuteremo con attenzione per capire come applicarlo tenendo presente che la nostra priorità è salvaguardare i livelli occupazionali della nostra società e delle controllate».
Facciamo un passo indietro. Nei mesi scorsi Esposito e Ferrentino hanno chiesto conto del fatto che Sitaf assegnasse i lavori senza gare e attraverso affidamenti diretti evitando di applicare la nuova normativa in materia di appalti pubblici che fissa una percentuale del 40% dei lavori da assegnare senza gara e del sessanta con evidenza pubblica. L’autorità di Vigilanza, come abbiamo visto, va oltre e impone che tutti gli appalti siano pubblici. Ferrentino canta vittoria e si augura che adesso si «augura che le imprese della valle che si sono associate per essere più forti e competitive per partecipare alle gare adesso lo possano fare». Ed Esposito che si rende conto che il provvedimento «potrebbe comportare difficoltà gestionali da parte di Sitaf» si dice pronto a «discutere in modo trasparente la possibilità di modificare, se necessario, le norme ce che fissano le percentuali di affidamento diretto».
Ma per Luciani il problema è diverso: «Non è più questioni di percentuali. Le gare si dovranno fare senza riserve e alla fine vinceranno le imprese di altre regioni. Altro che riserva per la Valsusa».
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Attacco all’Itinera Betoniere bloccate e raid negli uffici
giugno 15th, 2013AMEDEO MACAGNO MASSIMO NUMA – LaStampa
Quarantadue giovanissimi attivisti No Tav, che si identificano nell’organizzazione Kgn, Komitato Giovani No Tav hanno effettuato un raid vandalico (rivendicato con un comunicato apparso sui siti di riferimento) ai danni della Itinera. Alcuni mezzi sono stati imbrattati con la vernice. Bloccate due betoniere che stavano rientrando in cantiere.
Bloccati in stazione
Al termine dell’«azione», che inaugura di fatto il camping No Tav di Venaus, tutti gli attivisti sono stati fermati dai carabinieri della compagnia di Susa, con l’aiuto della Digos, nella stazione. Dieci attivisti sono studenti minorenni. Uno ha solo 16 anni, Quelli che sono entrati all’interno dell’impresa, saranno denunciati alla Procura. Sequestrati due contenitori di vernice. Venti giorni fa un escavatore della Itinera, che è uno dei fornitori del cantiere Tav di Chiomonte, è stato incendiato e distrutto.
«Fermare la talpa»
Giovedì sera, nel corso di un’assemblea avvenuta a Bussoleno, alla presenza di circa 200 persone, i capi dei centri sociali torinesi che guidano il segmento più radicale del movimento avevano tracciato le prossime strategie. Il numero tre di Askatasuna, Lele Rizzo ha detto testualmente: «Attaccheremo il cantiere per danneggiarlo e dobbiamo impedire l’arrivo della “talpa”».
«Sabotaggio»
Ma anche il portavoce storico Alberto Perino, citando Ghandi (combatteva per l’indipendenza e la libertà del suo Paese), Mandela (l’uomo che ha battuto l’apartheid in Sudafrica) ha deciso che il sabotaggio è una pratica da seguire anche quando il nemico è solo una nuova linea ferroviaria. «Bisogna allargare il campo d’azione – ha aggiunto – perché le valli sono lunghe e larghe, Torino è grande e la cintura lo è ancora di più». Inizia così un’estate di lotta ma, forse per la prima volta, non tutti gli attivisti sembrano d’accordo con l’uso della violenza.
Attivisti «dissidenti»
«E’ un metodo sbagliato che non ha portato a niente di concreto», spiegano i dissidenti, che si identificano in una parte non secondaria dei vecchi comitati. «Non li seguiremo più nella trappola di Chiomonte, dove siamo destinati a perdere altro terreno. Ci faremo sentire negli incontri di base dei Comitati, parlare ora in assemblea sarebbe inutile e pericoloso». Ma Francesco Richetto, del Clp di Bussoleno insiste: «Toccheremo il cantiere da tutti i lati e da tutti i paesi che lo circondano».La base dell’ala radicale No Tav sarà il presidio di Venaus.
«Dalle parole ai fatti»
Il vice presidente della Commissione Trasporti Stefano Esposito: «Dalle parole ai fatti. Le intenzioni dei No Tav più violenti sono chiare, spero siano altrettanto chiare le intenzioni delle istituzioni e degli amministratori della Val Susa». Il consigliere nazionale Sap Massimo Montebove: «Lele Rizzo e i suoi amici dei centri sociali sono stati molto chiari. Nessuno, dunque, potrà dirsi sorpreso quando torneremo a contare i feriti e i contusi tra forze dell’ordine e lavoratori». E oggi il Consiglio dei ministri varerà anche le nuove misure di sicurezza per la Valsusa.: I presidi interforze saranno estesi anche ai futuri cantieri di Susa e Bussoleno, con l’istituzione di aree off limit per gli attivisti.
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Raid No Tav da fornitore cantiere
giugno 14th, 2013(ANSA) – TORINO, 14 GIU – Raid negli uffici di Itinera, azienda del gruppo Gavio che fornisce calcestruzzo al cantiere Tav di Chiomonte. Lo denuncia il senatore Pd, Stefano Esposito. Una trentina di autonomi e anarchici, secondo il parlamentare noto per le sue posizioni a favore della Torino-Lione, ha imbrattato con scritte No Tav alcuni mezzi e i muri degli uffici della società, a Salbertrand, in Valle di Susa. ”E’ stato subito eseguito – osserva – l’ordine impartito dall’assemblea di ieri…”.
Segnalo oltretutto, che in serata, sul sito notav.info, è comparsa la rivendicazione dell’atto da parte di “sedicenti studenti no tav”. In realtà si parla sempre dei soliti noti: Rizzo, Richetto, Perino e compagnia, ciò non toglie che il campeggio estivo, sia il luogo in cui vengono organizzati e pianificati questi attacchi.
Si può far finta di non vedere?
Si può tollerare un’altra estate di attacchi al cantiere, ai lavoratori, alle aziende ed alle forze dell’ordine?
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L’AUTORITÀ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI DÀ TORTO ALLA SITAF
giugno 13th, 2013Venerdì 14 giugno 2013, alle ore 12.00, presso la Sala Marmi della Provincia di Torino, in via Maria Vittoria 12, il Sen. Stefano ESPOSITO e il Consigliere provinciale Antonio FERRENTINO terranno una conferenza stampa per illustrare agli organi di informazione il parere dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti (AVCP) relativamente alle modalità con cui SITAF affida i lavori alle società partecipate e all’obbligo dell’osservanza da parte di SITAF del codice dei contratti pubblici.
Infatti, nel mese di novembre del 2012 il consigliere Antonio Ferrentino, in accordo con il Sen. Stefano Esposito, aveva presentato una richiesta di parere in ordine all’ascrivibilità della Società SITAF, in quanto concessionaria a maggioranza pubblica, nel novero dei soggetti tenuti all’osservanza delle norme del Codice dei contratti pubblici approvato con D.Lgs. n. 163/2006 e, quindi, se fosse da considerarsi assoggettata alle procedure ivi disciplinate.
Nella conferenza stampa del novembre era stato richiesto a Sitaf di rispettare la legge che prevede che fino al 31 dicembre 2012 il 40% cento lavori devono essere affidati attraverso gara e il 60% in affidamento diretto; mentre dal 1 gennaio 2013, con l’entrata in vigore della nuova normativa, il 60% deve essere assegnato attraverso gara e il restante 40% per via di affidamento diretto. Pertanto, si poneva una questione di trasparenza, chiedendo a Sitaf di ricorrere a gare di evidenza pubblica senza ‘corsie preferenziali.
Durante la conferenza stampa verrà distribuito il testo del parere dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti (AVCP) che non solo conferma ma anzi rafforza le tesi da noi sostenute.
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Per la Tav deroga al patto di stabilità
giugno 7th, 2013MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica
MANCA ancora un tassello, o almeno ne manca ancora uno importante, per sigillare quella che il senatore del Pd Stefano Esposito ha definito la «settimana storica della Torino- Lione». C’è il nuovo via libera ufficiale del governo, che ieri ha approvato il trattato con la Francia: manca solo più la ratifica di Camera e Senato. Ci sono i soldi, i 30 più 10 milioni che serviranno a finanziare le piccole opere nei comuni della Valsusa. Quello che manca, però, è la deroga al patto di stabilità, la stessa già concessa alle zone terremotate di Emilia Romagna e Abruzzo. E che ora vorrebbero i sindaci valsusini. Perché senza questa autorizzazione le risorse chieste a gran voce nei mesi scorsi e, finalmente, accordate, non potranno essere usate.
«Prima ancora dei soldi – spiega il primo cittadino di Susa Gemma Amprino – vorremmo avere la possibilità di spenderli. Per questo chiediamo la deroga al patto di stabilità». Le fa eco, in qualche modo, anche il suo collega di Chiomonte Renzo Pinard, che i vincoli del patto non li ha, perché il comune non supera i mille abitanti, ma solleva un problema simile. «Avrò i soldi – ammette – ma il mio è un piccolo comune e non ci sono le competenze per gestire cifre e lavori di questo tipo. Sarebbe stato meglio darli a Provincia e Regione, che però hanno i vincoli del patto». Insomma è il consueto adagio del cane che si morde la coda. Anche se un margine di manovra ancora c’è, prima di martedì, quando arriverà il voto finale sul decreto emergenze. «Dai comuni arriva la richiesta di deroga – spiega Esposito – Non è facile visto che il ‘bonus’ nazionale per quest’anno ammonta a 300 milioni e 110 sono già stati assegnati alle zone terremotate, ma il pressing è partito». Qualche margine di sforamento si potrebbe ricavare anche dalla Regione che ogni anno cede «quote di patto» ai comuni in grado di spendere.
Questo, per quanto ravvicinato, è il futuro. Il presente è la soddisfazione bipartisan per l’approvazione del trattato da parte del governo. Il governatore Roberto Cota parla di «un passaggio molto importante». Critica, ma divisa,invece Sel: «Se il M5S avesse avuto il coraggio di prendersi la responsabilità di sostenere il governo del cambiamento proposto da Bersani, oggi non ci sarebbe stata l’approvazione dell’accordo tra Italia e Francia» dice la capogruppo in Regione Monica Cerutti.Che per il parlamentare di Sel Giorgio Airaudo parla però «a titolo personale». «È il governo che prosegue nell’errore di sostenere un’opera non più utile e osteggiata. Quei soldi – aggiunge – dovrebbero essere usati per il lavoro, che è la vera emergenza». Il grillinoMarco Scibona, infine, attacca: «Il trattato è incostituzionale perché cede sovranità alla Francia su una parte del territorio della Valsusa».
E sempre di Valsusa si è parlato anche ieri a Roma, nella conferenza dei servizi per la seconda canna autostradale del Frejus.Durante la riunione la Provincia, sostenuta da Comune di Bardonecchia e Regione, ha ribadito: «Va bene fare due gallerie di transito per ragioni di sicurezza, ma il numero di veicoli che ci passeranno non deve crescere».
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CON IL DDL SULLA RATIFICA DEL TRATTATO SI CHIUDE SETTIMANA STORICA X TAV
giugno 6th, 2013Dopo l’approvazione di ieri alla Camera dei Deputati delle Mozioni a sostegno della Tav e lo stanziamento di 30 milioni di euro, con l’approvazione del disegno legge di ratifica del trattato tra Italia e Francia sulla linea ferroviaria Torino-Lione si conclude nel migliore dei modi una settimana storica per chi, come me in questi anni, ha tenacemente e non senza difficoltà tenuto il punto sulla realizzazione di un’opera fondamentale per il futuro del Piemonte e del nostro Paese.
Non posso, quindi, che esprimere grande soddisfazione e ringraziare i colleghi della Camera per l’ottimo lavoro svolto ieri in sede di approvazione delle Mozioni. Un particolare ringraziamento va a Silvia Fregolent, Enrico Borghi e Umberto D’Ottavio che con i loro interventi hanno tolto ogni eventuale dubbio su quale sia la posizione del PD piemontese su quest’opera.
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Tav, per i Comuni arrivano 30 milioni
giugno 6th, 2013Maurizio Tropeano – LaStampa
Non solo parole e ordini del giorno. Ma soldi, tanti: 30 milioni da spendere in tre anni sui territori interessati dal cantiere della TorinoLione. Risorse che si aggiungono ai 10 milioni stanziati dal Cipe (e concentrati nei comuni di Susa e Chiomonte) che arriveranno nelle casse della Regione che di fatto sarà il regista di questa operazione. Il Senato ha approvato con i voti di Pd (eccezion fatta per Laura Puppato), Pdl, Scelta Civica e Lega Nord, l’emendamento presentato da Stefano Esposito e con il via libera del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, lo stanziamento per gli interventi di riqualificazione per il territorio che potranno essere spesi al di fuori del patto di stabilità.
Il fronte Sì Tav prova così a togliere il consenso sociale in Valsusa al movimento che da 23 anni si batte contro il supertreno e che ancora ieri, su alcuni siti (a partire da No Tav.info) annuncia nuove proteste in previsione dell’avvio dei lavori della fresa meccanica. E le compensazioni, richieste a gran voce dai quei sindaci che hanno detto sì o non hanno ostacolato, il percorso della TorinoLione (da Amprino di Susa a Pinard di Chiomonte, fino a Ferrentino di Sant’Antonino di Susa) possono fare la differenza in un territorio che chiede investimenti e lavoro. I comitati parlano di un’«operazione senza dignità», il senatore Marco Scibona (M5S) che si è opposto al provvedimento parla del «pagamento di quietanze elettorali» e aggiunge: «Si spacciano per compensazioni ciò che invece è solamente un diritto dei cittadini italiani che pagano le tasse. Ci si dimentica invece che 30 milioni (spalmati su 3 anni) potrebbero arginare il crollo delle scuole, la chiusura degli ospedali, e la dismissione del trasporto pubblico locale».
Per il fronte del No, però, il problema è che adesso quei fondi ci sono e che potranno essere spesi. Dopo anni di parole, infatti, prende forma quell’idea di considerare la Tav come volano per sviluppo della Valle. Sulla carta se ne parla dal 2006 e il lavoro dell’Osservatorio di Mario Virano è andato in quella direzione. E il ministro Lupi ha raccolto e rilanciato il messaggio dando vita a quella task force governo enti locali che si occuperà proprio dei progetti di riqualificazione che parte proprio dalla nuova linea ferroviaria. Ed Esposito che da anni si batte su questo fronte adesso commenta: «Tutti quelli che dicono che vogliamo devastare quel territorio dovrebbero forse prendere atto che invece per la Valsusa si sta facendo molto». E aggiunge: «Ora mi aspetto che questi soldi vengano spesi su scuole, edifici pubblici e dare prospettive di sviluppo per un’area che ne ha bisogno».
La larga maggioranza che al Senato ha permesso di approvare lo stanziamento dei trenta milioni al Senato alla Camera ha respinto la mozione presentata da Sel e Movimento 5 Stelle che chiedeva di bloccare i lavori della Torino-Lione. Approvati i documenti di Pd, Pdl, Scelta Civica, Lega Nord e Fratelli d’Italia favorevoli alla realizzazione della nuova linea ferroviaria. Documenti che hanno tutti ricevuto la benedizione del governo.
Con questi numeri alla Camera e al Senato il disegno di legge di ratifica del trattato internazionale che questa mattina sarà approvato da parte del Consiglio dei Ministri potrebbe essere approvato prima dell’estate, in contemporanea con la ratifica da parte del parlamento francese. Due atti politici «forti», come ha spiegato Mario Virano che facilitano il percorso con l’Unione Europea.
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Io, minacciato per il sì alla Tav da delinquenti e figli di papà
maggio 22nd, 2013PAOLO GRISERI – Repubblica
TORINO — Assediato fino all’una di notte nella sala di Bussoleno dove partecipava a una riunione di esponenti del Pd. Contestato dal presidente della Comunità montana, anch’egli del Pd, che lo accusa «di essere venuto in valle sapendo che la sua presenza era una provocazione ». E, ieri mattina, oggetto di un’ultima minaccia su Facebook: «Stefano Esposito fa la figura del servo di Caselli. Deve ringraziare che non ci sono più le Br altrimenti sarebbe finito».
Senatore Esposito, qual è la sua versione dei fatti?
«Sono stato invitato dal mio partito a partecipare ad un’assemblea di iscritti a Bussoleno, in val di Susa. Ho chiesto che non si diffondesse la notizia della mia presenza e infatti alle 21, quando sono arrivato, tutto era tranquillo. Solo dopo un’ora si è radunata una piccola folla di un centinaio di persone che dall’esterno ha cominciato a insultarmi. Siamo riusciti a uscire solo all’una di notte».
Normale contestazione, no?
«Certo, la contestazione fa parte della democrazia. Ma non fanno parte della democrazia i tweet che mi inviavano i capi dei centri sociali dall’esterno invitandomi a uscire se ne avevo il coraggio. Non fa parte della democrazia manomettere l’impianto elettrico per impedire la riunione. Operazione fallita perché abbiamo continuato alla luce del generatore. Non fa parte della democrazia minacciare il gestore del locale».
Ha paura del confronto a viso aperto?
«Io non ho paura di confrontarmi con un manipolo di figli di papà che si dedicano alla delinquenza pensando di fare la rivoluzione. Al contrario di loro io vengo dalla barriera e so come cavarmela. Non sono preoccupato per me. Sono preoccupato per gli operai aggrediti di notte quando escono dal lavoro al cantiere, sono preoccupato per gli agenti che rimangono feriti per difendere chi lavora. Sono preoccupato per un clima che finisce per giustificare l’escalation di queste settimane».
Lei ieri ha messo in rete un post che auspicava il ritorno delle Br per colpire persone come lei. Non crede che anche gesti come il suo finiscano per dare importanza a farlocchi che non sanno quel che scrivono?
«L’ho fatto per due motivi. Il primo è che l’escalation è avvenuta sotto gli occhi di tutti nella colpevole sottovalutazione di molti. Non è normale che si assalti un cantiere a colpi di molotov. Non è normale che le persone vengano minacciate e aggredite fisicamente. Non è normale che tutto questo venga minimizzato come se si trattasse di intemperanze verbali. Per dieci che si limitano a scrivere stupidaggini sul ritorno delle Br ce n’è uno che pensa di riprovarci davvero».
Il secondo motivo?
«Gli stessi che l’altra sera erano davanti alla sede dov’era riunito il Pd di Bussoleno, due giorni prima erano al Salone del Libro a Torino. A leggere un comunicato in cui si accusa Giancarlo Caselli di aver represso il dissenso “molti anni fa” quando combatteva le Br e Prima Linea. E a questi delinquenti è arrivata anche la solidarietà di un gruppo di intellettuali che hanno firmato un appello a difesa della libertà di espressione. Io sono onorato di essere definito “servo di Caselli”. Ma spero di non dover mai registrare il pentimento dei signori che oggi firmano gli appelli. È già successo anche questo».
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