“IL GOVERNO INTERVENGA CON URGENZA PER SCONGIURARE ALTRE RITORSIONI”

luglio 29th, 2010 — 2:17pm

“Il Governo intervenga con urgenza al fine di scongiurare altre possibili ritorsioni dei vertici aziendali nei confronti dei lavoratori e si adoperi, per quanto di sua competenza, affinché il ritiro dei licenziamenti da parte del gruppo di Torino sia condizione indispensabile al fine di avviare un serio confronto con le parti in relazione alle decisioni di politica industriale del gruppo Fiat recentemente annunciate, ed evitare l’inasprimento del clima sociale e politico in un momento così delicato per la produzione del settore”: queste le richieste avanzate in un’Interrogazione che il PD ha rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali relativamente alle vicende dei cinque lavoratori licenziati dalla Fiat in una sola settimana (in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom e uno del coordinamento dello Slai Cobas). L’Interrogazione, presentata da Antonio BOCCUZZI e Stefano ESPOSITO, è stata sottoscritta dai Deputati piemontesi del PD Cesare DAMIANO, Mimmo LUCA’, Giorgio MERLO, Anna ROSSOMANDO, Mario LOVELLI ed Elisabetta RAMPI, e da numerosi altri Parlamentari in rappresentanza di varie Regioni italiane.

Spiegano i Parlamentari del PD: “Il Ministro Sacconi, in relazione agli annunciati licenziamenti ha dichiarato che ‘c’è un clima di relazioni industriali che devono risolvere le parti tra di loro’, sostenendo poi in successive dichiarazioni le motivazioni dell’azienda in riferimento ai ‘gravi episodi di interruzione della produzione’. Fino ad ora il Governo non si è mai messo nella condizione di poter chiedere chiare garanzie occupazionali per i lavoratori interessati e per scongiurare la delocalizzazione produttiva, anche al fine di mantenere i poli di ricerca e innovazione che hanno reso la nostra industria automobilistica tra i leader mondiali del settore. Solo in seguito dell’annuncio dei vertici Fiat di spostare parte della produzione in Serbia il Ministro del lavoro ha convocato un tavolo delle parti a Torino”.

On. Antonio BOCCUZZI

On. Stefano ESPOSITO

Deputati PD Piemonte

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Torna in piazza la protesta dell’Ages

luglio 26th, 2010 — 9:30am

Non solo Fiat. A due giorni dal tavolo tra l’azienda e le istituzioni, anche l’indotto fa sentire la sua voce. Si tratta dei lavoratori della Ages, che produce gomma per interno motori nello stabilimento di Santena e fanaleria in quello di Asti. Ieri hanno manifestato in piazza San Carlo. Insieme a loro Stefano Esposito, deputato Pd. «Alla Ages – ricordano Enrico de Paolo (Filctem-Cgil) e Salvatore Scalia (Femca Cisl) – lavorano 510 persone, 350 a Santena e 160 ad Asti. Lo stabilimento di Asti è stato praticamente venduto venerdì al gruppo Stola, il che ha permesso di salvare 120 posti, ma per Santena siamo in alto mare». Pare che il gruppo Stola sia interessato, ma solo a fronte di finanziamenti regionali. Una situazione di incertezza che mercoledì spingerà i lavoratori a far sentire la loro voce.

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Ages, il grido d´aiuto degli operai “Appena 13 giorni per non fallire”

luglio 26th, 2010 — 9:21am

STEFANO PAROLA – Repubblica

Hanno presidiato per giorni davanti ai cancelli di Mirafiori, hanno portato la loro protesta fin sopra la Mole. Nel lungo elenco di luoghi in cui i lavoratori dell´Ages di Santena hanno fatto sentire la propria voce mancava solo piazza San Carlo. Hanno rimediato ieri mattina, con una conferenza-presidio in cui hanno lanciato l´ennesimo grido di dolore: «Abbiamo bisogno che la Regione intervenga e che Fiat garantisca la sua presenza qui a Torino», ha spiegato il sindacalista della Filctem-Cgil, Enrico De Paolo. Che ha poi annunciato: «Mercoledì saremo in piazza Castello, per ricordare al tavolo su Mirafiori che se Fiat abbandona lo stabilimento lascia a casa anche i lavoratori dell´indotto».

Un gazebo, le bandiere dei sindacati che sventolano e due casse che fanno rimbombare la voce di chi interviene nei signorili portici al fianco del cavallo di bronzo. «Abbiamo scelto il salotto buono di Torino perché temiamo che chi lo frequenta si stia assuefacendo a questa crisi economica», ha detto il funzionario della Femca-Cisl, Salvatore Scalia.

Così lavoratori e sindacalisti hanno spiegato ai passanti che la la fabbrica di Santena impiega 350 persone, che è in amministrazione straordinaria e che, se non succede nulla, il 7 agosto rischia il fallimento. Ma anche che c´è uno spiraglio. La Spola, holding industriale dell´imprenditore Roberto Ginatta, venerdì ha acquistato lo stabilimento Ages di Asti e sarebbe disponibile a fare altrettanto con Santena. Però vorrebbe l´aiuto della Regione, un intervento simile a quello effettuato per la Pininfarina di Grugliasco. Tuttavia, ha spiegato il parlamentare santenese del Pd Stefano Esposito, «nonostante questa a oggi sia la più grande emergenza industriale del Torinese, la giunta Cota è assente». Ma, ha proseguito Esposito, unico parlamentare presente nonostante fosse stati invitati tutti i suoi colleghi piemontesi e i consiglieri regionali, «è necessario che anche Fiat garantisca delle commesse. Per questo sarebbe utile che il presidente della Provincia, Antonio Saitta, portasse la questione Ages al tavolo su Mirafiori di mercoledì».

Quel giorno gli addetti dell´azienda, che produce parti in gomma per auto, si faranno sentire. Anche perché con la decisione del Lingotto di trasferire in Serbia il monovolume promesso a Mirafiori, sono finiti dalla padella alla brace: per il salvataggio la Spola deve stilare un piano industriale di due anni e quindi ha bisogno di qualche certezza sulle commesse Fiat. Il capogruppo dell´opposizione nel consiglio comunale di Santena, Bruno Ferragatta, spera che in piazza ci sia anche il sindaco Benedetto Nicotra: «La sua presenza sarebbe importante. E ancora più fondamentale sarebbe che rinunciasse a variare la destinazione d´uso dell´area dello stabilimento. Dobbiamo fare il possibile affinché su quel terreno ci sia l´industria e non un supermercato».

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Conferenza stampa Ages

luglio 25th, 2010 — 10:01pm
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In Piemonte 7 miliardi di credito verso enti pubblici

luglio 25th, 2010 — 9:23am

Marina Cassi – LaStampa

Va un po’ meglio, ma solo per le imprese più grandi. Per piccoli e medi e per gli artigiani il ritardo nei pagamenti continua a essere una spina nei bilanci che si somma alla lunghissima crisi. Un mix infernale che rischia di far affogare aziende altrimenti sane.

Da tempo chiedono una legge che stabilisca tempi certi sia da parte della pubblica amministrazione sia da parte delle imprese medio-grandi a cui spesso le piccole fanno da banca. E il problema è particolarmente grave a Torino e in Piemonte, dove l’industria è ancora molto estesa.

Così i deputati torinesi del Pd Esposito, Merlo, Beltrandi, Misiani hanno messo giù un testo di 11 articoli e lo stanno facendo circolare tra le associazioni di categoria. Spiega Esposito: «Da tempo chiedono una legge e hanno ragione. Penso che riusciremo a portarla a casa solo con una azione bipartisan e per questo sollecito il centrodestra a elaborare un proprio testo su cui confrontarci». Aggiunge: «Il nostro articolato non è blindato, spettiamo osservazioni e siamo disposti al cambiamento».

Secondo l’associazione italiana per il factoring, i crediti vantati dalla imprese italiane nei confronti della pubblica amministrazione sono stimabili in 60-70 miliardi, di cui un decimo abbondante in Piemonte.

Esposito fa una provocazione: «Le piccole e medie imprese sono gli istituti di credito più generosi e affidabili nei confronti dello Stato e della grande azienda». I tempi di pagamento arrivano anche a 600 giorni per il pubblico. Una media di 128 giorni contro i 67 dell’Europa, dove le imprese private pagano in 88 giorni grazie a leggi impositive.

In Piemonte, come denunciano gli artigiani, le attese sono eterne, anche 7-8 mesi, e da qualche tempo per ottenere in molto ritardo i propri soldi si deve concedere un ulteriore sconto. Nella proposta di legge di Esposito si pone il termine di 90 giorni per la pubblica amministrazione.

La proposta ha ottenuto molta attenzione tra le associazioni di categoria. Dice il direttore dell’Api, Roberto Degiovanni: «È veramente importante che si muova finalmente qualcosa e per questo siamo favorevoli all’iniziativa».

Ci sono però dei rilievi nel merito: «Va bene che ci siano termini secchi per la pubblica amministrazione, ma a noi servono scadenze egualmente decise anche per i rapporti tra privati». E spiega: «Non va bene che i termini siano stabiliti tra le parti, perché così c’è il rischio che non vengano rispettati e che siano poste condizioni che la piccola impresa non può rifiutare».

Analoga la posizione della Cna con Stefano Busi: «Il problema non è solo stabilire tempi e scadenze brevi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni e nelle transazioni commerciali tra privati, che vengono ridotti a 30 per il pubblico e a 30-60 con deroghe per i privati, ma riuscire a farle rispettare con efficacia, individuando meccanismi e strumenti automatici, che realizzino la riduzione dei tempi senza dover ricorrere solo e sempre alla procedura del decreto ingiuntivo che deve, a mio avviso, essere eseguita solo in casi eccezionali».

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Processo alla Fiat: Il partito del Lingotto si sente tradito dalle evasioni barbariche

luglio 24th, 2010 — 9:46am

Processo alla Fiat: Il partito del Lingotto si sente tradito dalle evasioni barbariche

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AGES: CONFERENZA STAMPA

luglio 24th, 2010 — 9:27am

IL 7 AGOSTO L’AGES SARA’ DICHIARATA FALLITA: DOMENICA 25 LUGLIO IN PIAZZA SAN CARLO CONFERENZA STAMPA DI LAVORATORI E SINDACATI .

Il 7 agosto prossimo, senza un intervento delle istituzioni, l’Ages sara’ dichiarata fallita e 350 lavoratrici e lavoratori perderanno il posto di lavoro.

Il tempo stringe, in questo momento c’è la necessità che tutte le parti sociali intervengano per salvare i posti di lavoro, per questo lavoratori e sindacati convocano per domenica 25 luglio alle ore 11:30, in Piazza San Carlo, una conferenza stampa con la richiesta di intervento dei Parlamentari, dei Consiglieri Regionali, dei Consiglieri Provinciali, di tutte le Istituzioni, Sindaci e Assessori della Regione, della Provincia e dei Comuni interessati.

La Filctem-Cgil e la Femca-Cisl, insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori dell’Ages, ritengono che non basta sostenere di essersi interessati alle problematiche occupazionali dell’azienda, ma occorre creare le condizioni affinché qualche imprenditore prenda in esame la possibilità di investire a Santena.

Recentemente l’Assessore allo Sviluppo Economico Massimo Giordano, ha dichiarato che la Regione “metterà a disposizione tutte le proprie forze per risolvere il problema”.

Occorre dichiarare espressamente che la Regione si impegnerà anche economicamente per salvaguardare l’occupazione dell’Ages.

Esempi del passato ci insegnano che con questi interventi si sono salvate le aziende e l’occupazione, la stessa cosa lo faccia questa Amministrazione.

Riteniamo che la FIAT debba essere sollecitata a trovare delle soluzioni atte a salvare l’Ages, in ballo ci sono 350 posti di lavoro e altrettante famiglie.

Torino, 23 luglio 2010

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Torino, la partita del sindaco Il nodo Fassino nelle scelte pd

luglio 21st, 2010 — 11:27am

Marco Imarisio – CorriereDellaSera

TORINO – Lo stagno non si addice alle contese tra vecchi amici. «Adesso che è tutto fermo, c’ è il rischio che scoppi la guerra fratricida». Chi parla è un dirigente del Pd piemontese, uno dei centomila che negli ultimi mesi non ha fatto mistero del suo interesse per il posto da sindaco che a maggio verrà lasciato libero da Sergio Chiamparino. Tra gli effetti collaterali prodotti dalla sentenza del Tar che ha messo in bilico la poltrona di governatore di Roberto Cota, c’ è anche quello di un nuovo rimescolamento. Sembrava ormai una corsa a due, quella per Palazzo di città, sede del primo cittadino. Roma contro Torino, come al solito. Il nome del possibile salvatore di un centrosinistra ammaccato dall’ esito delle regionali era già pronto. Piero Fassino, caldeggiato da Massimo D’ Alema che nei giorni scorsi avrebbe ironizzato: «Cosa vogliono i torinesi? Un candidato ce l’ hanno già». Benché paracadutato, si tratta di un nome autorevole. Ma qui cominciano i problemi. Gli scossoni del Tar e la conseguente possibilità di nuove elezioni regionali porterebbero Chiamparino al ruolo dello sfidante di Cota. Un cavallo vincente, e in molti ricordano come l’ eventualità di una sua discesa in campo nelle sciagurate – per il centrosinistra – elezioni di marzo fosse stata stoppata dai vertici nazionali del Pd. Ma Chiamparino in Regione, o almeno candidato, sbarrerebbe le porte a Fassino. Nel Pd piemontese la componente cattolica ex Margherita è forte, ben rappresentata dal segretario regionale Gianfranco Morgando. E due ex Pci sulle principali poltrone sarebbero un piatto difficile da digerire. Ecco allora che s’ avanza la mitologica candidatura della società civile, caldeggiata da persone molto influenti in città, compreso Enrico Salza, l’ ex presidente del Gruppo Sanpaolo, che nel ‘ 93 fu sponsor convinto di Valentino Castellani. L’ idea non è disdegnata neppure da Chiamparino, che in questi mesi ha rivendicato il suo ruolo di kingmaker, avviando la creazione di un movimento politico-culturale che nasce con l’ obiettivo della lista civica. A guidarla potrebbe essere l’ architetto Mario Virano, presidente dell’ Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione che ha dimostrato grandi capacità di mediazione. Pochi mesi fa l’ attuale sindaco si era sbilanciato sul suo nome. Ora preferisce andarci piano, per non bruciare la candidatura «torinese» da opporre a Fassino. Il paradosso sta nel fatto che Virano, il quale vanta un fugace passaggio da militante nel Pci, e l’ ex segretario dei Ds sono buoni amici. E lo stesso si può dire di Chiamparino, per molto tempo considerato «gemello» politico di Fassino ma grande estimatore di Virano. Quest’ ultimo è anch’ esso portatore di una controindicazione. Non è amato dai No-Tav, che a Torino hanno radici importanti come dimostrato dalle Regionali. In alternativa, il sindaco pensa a una candidatura che sparigli completamente il tavolo. Quella di Evelina Christillin, presidente del Teatro Stabile, motore del Comitato che organizzò le Olimpiadi invernali del 2006. Anche qui c’ è un dettaglio a complicare la situazione, i dubbi nei suoi confronti di una parte dei quadri del Pd torinese. Altri nomi fanno fatica a emergere. Il rettore del Politecnico Francesco Profumo, gradito a ex Popolari e Torino laica, negli ultimi tempi è passato da una festa del centrosinistra a quelle di sponda avversa, e ci sarebbe il rischio di imboscate al momento del voto. Fremono i giovani, ai cattolici non dispiacerebbe la candidatura di Davide Gariglio, ex presidente del consiglio regionale. E dunque? Stefano Esposito, parlamentare torinese del Pd, è l’ unico a lanciarsi in una previsione: «Non ci mettiamo d’ accordo su nulla. Chiamparino non lascia eredi, ed è difficile che si arrivi a una sintesi all’ interno del Pd piemontese. Quindi, la porta è aperta a una candidatura autorevole come quella di Fassino». Ma l’ eventuale uscita di scena di Chiamparino segnerebbe una sorta di «liberi tutti», con primarie più affollate di un autobus nell’ ora di punta. È una vicenda tutta interna al centrosinistra, perché, lo disse Giulio Tremonti a Torino pochi mesi fa, durante una cena con Umberto Bossi e Cota, «se a Bologna si può perdere bene, a Torino si perde male perché adesso ci illudiamo di poter vincere». Fuori i secondi, tra poco sul ring resteranno i vecchi amici. Da settembre si fa sul serio.

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Dal Tar decisione pilatesca

luglio 19th, 2010 — 10:31am

Andrea Rossi – LaStampa

«Dopo la sentenza del Tar la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve chiarezza, soprattutto per restituire funzionalità alle istituzioni e trasparenza ai cittadini che rischiano di non comprendere le ragioni di questa stasi che si può prolungare per svariati mesi».

A sostenerlo Giorgio Merlo e Stefano Esposito, parlamentari piemontesi del Pd. «Ci auguriamo – dicono – che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza restituisca, in un verso o nell’altro, la necessaria chiarezza uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca, che peraltro rispettiamo, del Tar Piemonte». Merlo ed Esposito auspicano inoltre che «la collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in consiglio regionale» porti alla cancellazione della legge che ha abolito l’obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali, che è «tra le cause principali di questa incredibile e ormai insopportabile situazione che si è venuta a creare».

Sul fronte opposto del Pdl dà loro ragione il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli: «Nessuna sentenza di nessun Tribunale può mettere in dubbio la volontà con tanta chiarezza espressa dagli elettori piemontesi. La maggioranza ha votato il centrodestra e ha scelto di essere governata da Cota. Hanno ragione Merlo ed Esposito quando evocano il rischio che un’inutile coda alla battaglia elettorale possa compromettere la collaborazione istituzionale. Cota ha vinto legittimamente e legittimamente governa il Piemonte».

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Regione, l´effetto Tar sul bilancio

luglio 19th, 2010 — 10:00am

MARCO TRABUCCO

Per qualche giorno le polemiche tra centrosinistra e centrodestra piemontese si trasferiranno dalle aule di giustizia a quella, più consona a un dibattito politico, del Consiglio regionale. Qui infatti da domani partirà una tre giorni per discutere (e magari approvare) il bilancio di assestamento della Regione. Su questo tema il Pd nei giorni scorsi aveva offerto a Cota e ai suoi una collaborazione per cercare di evitare conseguenze negative al Piemonte delle vicende legate ai ricorsi elettorali. Offerta però respinta dal centrodestra.

Mentre Cota e Bresso hanno continuato a prendersi a male parole, ieri sono tornati a invitare tutti alla calma due parlamentari dei Democratici, Giorgio Merlo e Stefano Esposito. «Dopo la sentenza del Tar – hanno scritto – la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve ridare chiarezza ai cittadini che rischiano di non comprendere appieno le ragioni di questa stasi che si può prolungare per mesi. Ci auguriamo quindi che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza prenda un decisione chiara, in un senso o nell´altro, uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca del Tar Piemonte. E auspichiamo che la collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale porti alla cancellazione della legge che ha abolito l´obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali, che è tra le cause principali di questa incredibile situazione che si è venuta a creare».

Ai due ha subito risposto il vicecapogruppo Pdl alla Camera Osvaldo Napoli: «Hanno ragione i colleghi del Pd Merlo ed Esposito quando evocano il rischio che un´inutile coda alla battaglia elettorale possa compromettere la collaborazione istituzionale. Cota ha vinto legittimamente e legittimamente governa il Piemonte. Questo e non altro, è il significato di chi denuncia il rischio di golpe politico-giudiziario. Va scongiurato nell´interesse dei Piemonte e dei piemontesi. E bisogna rimetter mano quanto prima a quell´autentico obbrobrio della legge elettorale regionale».

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