Grazie Federico


21
Nov
2008

Circola da alcune ore su svariati indirizzi mail, un’elegante lettera di tal Federico Viano, che evidentemente colpito dalla campagna di comunicazione di Roberto Placido e da quella sulle bugie di Ghigo promossa da me e da Antonio Boccuzzi, ha deciso di mettere mano alla tastiera e , da par suo, editare una puntigliosa critica a stile e impostazione delle due campagne.

Fin qui nulla di male, se ne può discutere e ne discuteremmo volentieri anche con Federico Viano se la sua lettera si occupasse davvero di stili comunicativi. Così non è, la comunicazione è un utile pretesto per un’aggressione verbale, degna delle più malfamate osterie, che non capita di sentire neppure da parte dei nostri più rozzi e volgari avversari politici.

Non ci è dato conoscere Federico Viano. Ci siamo rivolti alle più note aziende di comunicazione della città, ma il suo nome ha suscitato sguardi interrogativi e perplessi. Abbiamo poi scoperto che collabora con un’agenzia torinese occupandosi di contenuti web, ha un suo blog, una pagina su fb, abbiamo anche letto che è stato candidato, peraltro senza fortuna, a redattore di kilombo: insomma una vera autorità nel campo della comunicazione.

Tale pedigree evidentemente porta il comunicatore Federico Viano a scegliere i toni del disprezzo e, allora, quello di Placido diventa un testone abnorme ( proprio così: come l’ AB normal del mitico Igor) e tutti insieme, Placido e compagni sono, nell’ordine, ignoranti, arroganti e a caccia di visibilità; si è dimenticato, chissà perchè, bifolchi e meridionali.

Federico, ci par di capire, sta muovendo i primi passi nel mondo della comunicazione e quindi i suoi giudizi di merito hanno il vigore assertivo tipico degli inesperti, dei novizi con un profilo professionale ancora da costruire. D’altra parte il vizio d’insegnare prima di aver imparato è talmente diffuso da essere diventato uno stereotipo. Se, come spesso si usa dire, l’Italia ha cinquanta milioni di commissari tecnici della Nazionale, allora gli esperti di comunicazione sono pochi di meno. 

Insomma l’assenza di competenze ed esperienze è giustificabile, lo è molto meno l’assenza di educazione e stile. Perché competenze ed esperienze si acquisiscono; per l’educazione e lo stile, se non si conquistano da piccoli, non c’è più nulla da fare.

Nel merito dei rilievi c’è ben poco da dire; meglio di ogni nostra parola parlano le recensioni pubblicati da siti e blog di comunicazione politica ben più seguiti e stimati di quello del buon Viano  e, soprattutto le considerazioni espresse dal direttore dell’agenzia che ha realizzato la campagna di Roberto Placido 

Oltre a ciò, segnaliamo alla riflessione di Federico Viano un’ulteriore e finale considerazione: se qualcuno come lui, così pieno di odio e disprezzo nei confronti di Placido, Esposito e compagni è a tal punto attirato dalla nostra comunicazione da dedicarvisi con così tanto interesse  e da premurarsi di ripeterne il messaggio, allora l’obiettivo della comunicazione è raggiunto, la campagna ha funzionato.

Guarda un po’, alla fine ci tocca pure ringraziarlo il buon Viano. 

Grazie Federico, grazie.

I ricercatori hanno diritto alla cassa


20
Nov
2008

La Stampa

C’è uno spiraglio per la cassa integrazione straordinaria in favore dei 370 ricercatori scientifici della Motorola: lo apre il deputato Stefano Esposito dopo aver condotto una complessa inchiesta sul fatto che gli ingegneri non avrebbero diritto alla mobilità e alla Cis. «Perché dal 2001 - chiede il parlamentare del Pd - la Motorola Electronics si è equiparata a uno studio professionale, sia esso legale, tecnico o commerciale? E’ sotto il codice 771 (che riguarda tali categorie), che sono stati versati i contributi all’Inps: in quel settore non è prevista la quota dello 0,90 per mobilità e cassa». 

Esposito ha ricostruito i passaggi che la multinazionale americana avrebbe fatto in Italia: «La Motorola spa nel ‘98 ha assunto 90 ingegneri con contratti del Terziario, pagando contributi sotto il codice 723 per il Commercio, che prevede il pagamento dello 0,90»; «Nel 2001 la Motorola ha ceduto il ramo d’azienda di Torino con i 90 dipendenti alla Motorola Electronics (di cui la prima detiene il 90%) dando loro una lettera in cui sostiene che “restano invariate le condizioni”»; 3) «Da allora la Motorola non paga più lo 0,90 nè per i 90 nè per i nuovi assunti, mentre le sedi di Milano e Roma mantengono la collocazione nel Terziario». Esposito chiede ai sindacati di tutelare in ogni sede i lavoratori. Con i parlamentari Bocuzzi e Portas (e il consigliere comunale La Volta), si rivolge al ministro Sacconi affinché conceda la cassa integrazione ai 370 della Motorola di Torino come prevede la legge finanziari approvata dal governo Prodi in caso «di programmi finalizzati alla gestione di crisi occupazionale».

MULTATO IL CAMPER DI TRE DEPUTATI DEL PD


15
Nov
2008

“DISTRAE GLI AUTOMOBILISTI” 

REDATTO UN VERBALE DI 370 EURO 

Stefano ESPOSITO, Antonio BOCCUZZI e Mimmo PORTAS LANCIANO UN APPELLO A FINI: “GARANTISCA LE ELEMENTARI GARANZIE DELLA LIBERTA’ POLITICA”

 

Questa mattina, intorno alle ore 8.00, il camper della campagna di informazione politica “In Viaggio per Ascoltare. In Viaggio per Cambiare”  promossa dai Deputati del Partito Democratico Stefano ESPOSITO, Antonio BOCCUZZI e Mimmo PORTAS (Indipendente – Moderati), è stato fermato da una pattuglia della Polizia Stradale in strada del Drosso mentre da Torino si recava al mercato di Nichelino, dove era previsto un momento di incontro con i cittadini e di distribuzione di materiale informativo. 

Gli agenti hanno redatto il verbale di contestazione comminando una multa di 370 euro in quanto i loghi affissi sul camper (che richiamano graficamente alcuni cartelli stradali) potevano indurre in errore gli automobilisti che viaggiavano in tangenziale. Gli agenti hanno poi intimato di togliere o coprire tali loghi, avvertendo che in caso contrario ci potrebbero essere anche conseguenze penali 

Dichiarano Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi e Mimmo Portas: “Siamo sconcertati da quanto avvenuto. Multare, con motivazioni futili e ridicole, un camper che sta promuovendo una campagna di informazione politica è un fatto gravissimo che non può non preoccupare chi ha a cuore la salute della nostra democrazia. 

 Ci appelliamo al Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini affinché intervenga a garantire quell’elementare esercizio di libertà politica e di democrazia che consiste nel diffondere manifesti e volantini. 

Siamo certi che gli agenti abbiano agito in buona fede, nel compimento del loro dovere. Siamo grati alla Polizia per l’impegno svolto quotidianamente al servizio dei cittadini. 

Al tempo stesso, l’episodio di oggi è un’ulteriore dimostrazione del clima politico che si è instaurato nel nostro Paese. Un clima avvelenato, dove la parola d’ordine è ‘non disturbate il manovratore’ ”. 

scaramanzia


14
Nov
2008
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Alluvione


14
Nov
2008
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Fondi Alluvione


13
Nov
2008

La Stampa

«La Camera ha respinto l’emendamento presentato da Stefano Esposito che prevedeva lo stanziamento di 40 milioni di euro per rimediare ai danni subiti dal Piemonte in occasione dell’alluvione del maggio 2008»: i deputati del Pd Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi e Mimmo Portas sottolineano che quelle risorse erano «indispensabili per riparare i danni di urgenza e di somma urgenza. Invece «Pdl e Lega hanno votato contro, confermando che i loro rappresentanti locali si fanno a parole paladini degli interessi del territorio, salvo poi non far seguire atti concreti coerenti con quelle parole». Dopo il voto, un gruppo di deputati del Pd ha inscenato una protesta aprendo in aula degli ombrelli. «I fondi per l’alluvione sono già arrivati dal governo ed una seconda tranche sta per arrivare, per un totale di circa 100 milioni di euro», così il senatore Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Fi-Pdl del Piemonte, commenta la protesta.

TRASPORTI PUBBLICI


13
Nov
2008

La Stampa

E’ forse l’ultima battaglia sulla strada che porta alla fusione Gtt-Atm e la si sta combattendo tutta in casa Pd, quella del sindaco che è il più convinto sostenitore dell’alleanza tra Torino e Milano. Una battaglia che ha spinto il partito a convocare un vertice venerdì presenti i manager Gtt e anche i parlamentari piemontesi del Pd, compreso Stefano Esposito che più si è esposto nel sollevare legittimi dubbi sulla fattibilità giuridica dell’operazione. Tesi tutt’altro che peregrina se è vero che fra gli advisor legali - quelli torinesi vedono in prima fila lo studio Benessia - ci sarebbe maretta.

Dunque, chi contesta l’operazione sostiene, in buona sostanza, che violerebbe il decreto Burlando del ‘97 secondo il quale operazioni come quella ipotizzata tra Gtt e Atm sono buone solo se le aziende coinvolte sono «contigue», vale a dire che i loro bacini di servizio siano confinanti. E Milano e Torino non lo sono. Sull’argomento Gtt ha già preso posizione sostenendo che il decreto sarebbe superato. I contestatori dell’accordo non ne sono convinti e hanno rilanciato i loro dubbi con un lungo promemoria arrivato a tutti i protagonisti del Pd in qualche modo toccati dal problema-fusione. Non solo, dubbi

vengono sollevati sulle concessioni ferroviarie che Gtt ha dalla Regione e che, in caso di fusione, cambiando il concessionario «salterebbero». E i beni di Gtt pagati con soldi pubblici che fine faranno, visto che dovrebbero essere assorbiti nell’ipotizzata newco dove Atm avrebbe la maggioranza? Insomma, c’è il fondato pericolo che la fusione «deprimerà patrimonialmente la collettività piemontese» e «indebolirà irrimediabilmente la realtà Gtt». Domani il Pd affronterà tutti i dubbi per capire se dare uno stop o sostenere l’operazione arrivata ormai in vista del traguardo.

SENATORE ENZO GHIGO NON DICA LE BUGIE…


12
Nov
2008

 

Cinque mesi fa aveva garantito il suo impegno per far arrivare al Piemonte 600 milioni di euro per i danni dell’alluvione. Sono arrivati pochi spiccioli adesso promette addirittura 500 milioni di euro di aiuti per le famiglie piemontesi. 

SENATORE ENZO GHIGO NON DICA LE BUGIE…

Questo il messaggio della campagna di informazione promossa dai Deputati del Partito Democratico Stefano ESPOSITO ed Antonio BOCCUZZI

Da domani la Città di Torino sarà tappezzata di manifesti che “smascherano” le false promesse del Senatore di Forza Italia Enzo Ghigo e della coalizione di centro-destra. 

Spiegano Stefano ESPOSITO ed Antonio BOCCUZZI: “Abbiamo voluto dare il via a una campagna di informazione che vuole  essere chiara e diretta. Attraverso dei manifesti ma non solo. Da questa sera la campagna pubblicitaria partirà sui maggiori social network, da Facebook a Twitter, perché crediamo molto in questi strumenti innovativi che consentono di raggiungere un grande numero di contatti soprattutto al di fuori dei circuiti tradizionali della politica e dei partiti.   

Il PD non può continuare a subire le bugie che il centro-destra racconta su ogni argomento, dalla scuola alla crisi industriale ai danni dell’alluvione. 

Vogliamo che i cittadini abbiano ben chiaro chi sono Ghigo, Cota, Martinat e gli altri della loro compagnia: gente che a parole si atteggia a paladini del Piemonte, poi, nei fatti, si guardano bene dal tutelare gli interessi dei nostri territori. Capiamo che nel PDL e nella Lega ciò che conta è solo la voce del Padrone, ma almeno evitino di prenderci per il naso”. 

SCARICA QUI IL MANIFESTO IN PDF

 

RICHIESTA PER LIBERALIZZARE MERCATO TABACCHI


7
Nov
2008

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’economia e delle finanze, per sapere - premesso che: 

con il decreto legislativo n. 283 del 1998, il Ministro delle finanze pro tempore diede avvio al processo di privatizzazione e liberalizzazione dei settori produttivi e commerciali dei tabacchi lavorati, fino ad allora gestiti dall’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, mediante la creazione dell’Ente tabacchi italiani, a cui fu assegnato il compito di risanare e ristrutturare gli asset aziendali e di collocarli utilmente sul mercato; 

al termine di questo breve processo, con apposita asta pubblica, nel 2002 l’Ente tabacchi italiani fu acquistato dalla British American Tobacco Italia (un’affiliata dell’omonima multinazionale inglese) per il notevole importo di oltre 2,3 miliardi di euro, tutt’oggi ricordata come l’ultima privatizzazione del decennio trascorso; 

la privatizzazione di queste attività avrebbe dovuto comportare notevoli vantaggi per gli operatori del settore e, in particolare, per i rivenditori di generi di monopolio, per effetto della semplificazione dei processi distribuitivi e per la connessa riduzione dei costi di servizi che la liberalizzazione e l’ingresso sul mercato di una pluralità di imprese e aziende avrebbe dovuto comportare; 

nell’anno 2006, perdurando una situazione di stagnazione nel processo di liberalizzazione del comparto distributivo, venne introdotta una previsione normativa per sviluppare e dare impulso decisivo al rinnovamento. Infatti, con i commi 96 e 97 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), emanata sotto l’egida del Governo Prodi, venne prevista la possibilità di creare una nuova rete distributiva dei tabacchi lavorati, costituita da oltre 300 depositi fiscali, che avrebbe potuto affiancarsi alla rete già esistente o comunque costituire una valida alternativa ad essa; 

per dare stabilità al sistema della distribuzione dei tabacchi lavorati, attraverso il quale vengono raccolti annualmente oltre 13 miliardi di euro di entrate per accisa e iva, venne previsto, altresì, di agganciare i contratti di distribuzione in essere alla data di entrata in vigore della citata legge all’effettiva disponibilità degli immobili, sede dei depositi fiscali già funzionanti, per un periodo di nove anni; 

le disposizioni recate dai commi 96 e 97 dell’articolo 1 della legge n. 296 del 2006 per essere operative necessitavano di semplici procedure di raccordo da individuare con due decreti attuativi che il ministero dell’economia e delle finanze e l’amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato avrebbero dovuto emanare, rispettivamente entro 90 e 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge; 

a distanza di oltre due anni dall’emanazione della legge finanziaria per l’anno 2007, senza peraltro che vi sia stata alcuna apparente ragione e in assenza di una norma di riferimento dei termini suddetti, l’amministrazione competente non ha ancora provveduto a dare attuazione al disposto normativo di cui trattasi, cosa che nella sostanza favorisce e continua ad avvantaggiare il monopolista di fatto della distribuzione (la società Logista Italia), con onerosi costi per il servizio di consegna a domicilio, anch’esso gestito in regime di monopolio di fatto dalla Logista; 

l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha segnalato l’urgente necessità (aprile 2006) di modificare la vigente normativa, nel senso di creare le reali condizioni di accesso al mercato anche per le aziende di più piccole dimensioni e con limitati mezzi finanziari, con lo scopo di introdurre elementi di reale competitività nel sistema e per scardinare il monopolio di fatto delle multinazionali; 

i numerosi passaggi di proprietà della società Logista, che ha effettuato la distribuzione dei tabacchi lavorati in questi ultimi quattro anni in Italia (dall’Ente tabacchi italiani alla British American Tobacco Italia, dalla Bat Italia all’Altadis/Logista e da quest’ultima alla Imperial Tobacco/Logista), non hanno di fatto consentito la reale apertura del mercato della distribuzione, né, tanto meno, la rimodulazione del servizio di consegna a domicilio, il cui costo rimane elevato -: quali siano le reali ragioni della mancata emanazione, a distanza di oltre due anni, dei decreti attuativi dei commi 96 e 97 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, i cui termini di emanazione (90 e 120 giorni) sono stati disattesi in assenza di un differimento normativo dei suddetti termini che avevano ed hanno tuttora natura perentoria; 

se siano stati svolti accertamenti per individuare l’esistenza di eventuali responsabilità di carattere amministrativo per i ritardi suddetti; 

se sia intenzione del Governo di procedere sollecitamente alla definizione e stesura della normativa in esame per addivenire sollecitamente alla tanto auspicata privatizzazione e liberalizzazione del settore distributivo dei tabacchi lavorati; 

se siano state assunte iniziative volte alla revisione della normativa di settore nel senso indicato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato; 

quali siano le iniziative che il Governo intende adottare per rilanciare il processo di privatizzazione e liberalizzazione del settore, non ancora concluso a distanza di oltre 10 anni dal suo avvio, e per eliminare definitivamente le rendite di posizione di cui beneficia il monopolista di fatto della distribuzione. 

(2-00202) «Esposito, Misiani, Portas, Porta, Miglioli, Bordo, Calgaro, Viola, Vernetti, Velo, Graziano, Giorgio Merlo, Ventura, Iannuzzi, Peluffo, Fiorio, Lovelli, Lulli, Lucà, Calearo Ciman, Porcino, Barbato, Mario Pepe (PD), Tullo, Cambursano, Morassut, Boccuzzi, Oliverio, Andrea Orlando, Recchia, Boccia, Duilio, Bellanova, Benamati, Ginoble». 

Braccio di ferro su Naim e gli altri profughi


4
Nov
2008

Repubblica

Sara Strippoli

Il consiglio comunale chiede un incontro al prefetto. Esposito: “Niente politica”

Non si sblocca la situazione dei profughi della clinica San Paolo e della piccola Naim, la bimba di tre mesi e mezzo che vive con la mamma in un edificio dove non c´è né acqua né gas. Il fronte delle polemiche si allarga, il prefetto rifiuta ogni mediazione con il comitato che ha organizzato l´occupazione ma i ragazzi non hanno alcuna intenzione di fare un passo indietro. All´affannosa ricerca di un´intesa, a Palazzo Civico i capigruppo di maggioranza chiedono un incontro urgente con il prefetto Paolo Padoin per chiarire quale sia la posizione giuridica dei profughi di corso Peschiera. Lo scopo è poter coordinare gli interventi del comune secondo le diverse competenze. Tuttavia, sottolinea il capogruppo del Partito democratico Andrea Giorgis «le procedure spettano al ministero degli Interni. Ci aspettiamo dunque informazioni precise». La conferenza dei capigruppo non ha invece autorizzato la comunicazione dell´assessore Borgione sull´interpellanza della Lega: «Il tema in questo momento non è certo lo sgombero». Comunicazioni rinviate dunque alla prossima seduta.

Stefano Esposito rilancia il delicato tema del ruolo dei ragazzi del comitato e attacca il prefetto: «Credo che sia evidente a tutti che non sono un amico dei centri sociali ma non ho visto bandiere del Gabrio e di Askatasuna in corso Peschiera, ho visto gente che aiutava delle persone in condizioni disperate». Nessuno faccia politica sulla pelle di questa gente, è l´appello del parlamentare del Pd: «Soprattutto non lo faccia il prefetto trincerandosi dietro il rapporto con i centri sociali. A lui si chiede in primo luogo di fornire una lista ufficiale con dati precisi. Ma non lo facciano neppure i ragazzi del comitato». E al termine della visita in corso Peschiera con Terry Sivestrin, il consigliere del Pd Luca Cassiani dice di essere colpito dalle condizioni dei profughi e chiede l´intervento del Banco Alimentare. Critiche al Pd, accusato di essere in palese contraddizione, sono arrivate ieri da Rifondazione. Dice il segretario regionale Alberto Deambrogio: «Da una parte Esposito rilancia la richiesta della residenza come aveva già fatto Agnoletto, dall´altra l´assessore Borgione pratica la strategia dello struzzo». Il capogruppo comunale di Rc Luca Cassano media: «Non è questo il tempo della polemica, ma non dimentichiamo che analoghe emergenze già in tempi non sospetti e con un governo di altro colore politico, attendono ancora risposte».