Archive for dicembre 2008


Scovare i furbi e farli pagare altrimenti il sistema crolla

dicembre 29th, 2008 — 9:27am

Gianni Giacomino – La Stampa

 

In Commissione Ambiente stiamo studiando una proposta di legge che consenta di individuare, in tempi rapidi, chi non paga la tariffa rifiuti e renda più stringato il recupero dei soldi. Altrimenti non ci salviamo. Tutto il sistema non si salva». È chiarissimo Stefano Esposito, 39 anni, parlamentare del Pd e per due anni presidente di Seta, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti in 30 comuni del Torinese, oggi in forte crisi di liquidità.

Scusi, ma da questa crisi si può uscire? E in quali tempi?

«Si uscirà quando Seta riuscirà a recuperare tutta l’elusione. Si parla di oltre 7 milioni di euro dal 2005 al 2007 che non sono stati riscossi. Non per colpa di Seta, ma perché non solo i privati, ma, anche medie e grandi aziende, non pagano. Per questo Seta è costretta a indebitarsi con le banche, producendo un vortice pericolosissimo di interessi da capogiro. Certo, con la Tarsu, che è una tassa, i tempi di riscossione sono molto più rapidi. E poi i singoli Comuni possono intervenire finanziariamente all’integrazione di quel che manca».

In che senso?

«Perché la Tarsu va a ruolo nel giro di due anni, mentre la Tia è una tariffa, deve essere saldata per intero dagli utenti e, per arrivare ad un pignoramento, occorre passare attraverso l’ufficiale giudiziario. È un percorso lunghissimo».

Ci può fare un esempio?

«La Seta ha circa 20 mila fatture mai incassate e l’ufficiale giudiziario riesce a smaltirne un centinaio al mese. Se va bene riusciremo a recuperare tra sei anni la Tia non pagata nel 2005. Sono tempi biblici, inaccettabili per chi investe in uomini e mezzi e deve garantire un servizio tutti i giorni».

E qui dovrebbe entrare in gioco la vostra proposta di legge per accelerare i tempi?

«Non solo. L’ultima procedura che ho avviato prima di lasciare la presidenza di Seta è quella di demandare il recupero della Tia a Equitalia, che può anche arrivare al fermo amministrativo dell’auto di chi è moroso».

Scusi, tralasciando il buco di Seta, il servizio di raccolta porta a porta come funziona nel Torinese?

«Molto bene. Il vero porta a porta è partito solo nel 2004 e adesso quasi la metà dell’immondizia è differenziata. È un risultato strepitoso, uno dei migliori di tutto il Paese. Il porta a porta è un costo che vale la pena accollarsi».

Alcuni amministratori, però, si lamentano della qualità del servizio. Come mai?

«Ma io li capisco, perché sia i costi che la qualità del servizio si possono sempre migliorare. Tutto funziona bene quando l’azienda che fa la raccolta e i cittadini che ne usufruiscono sono in perfetta sintonia».

È una condizione tutt’altro che facile da raggiungere, non le sembra?

«Può darsi. Mi sorprendono i sindaci che filosofeggiano, come quello di Venaria. Se gli amministratori di Seta per lui sono una banda di incapaci vada alla Corte dei Conti e denunci. Mi dispiace che i dipendenti e i dirigenti di Seta siano coinvolti in questa situazione, perché sono tutte persone capaci».

Riscossione dell’eluso a parte, com’è il futuro della raccolta rifiuti?

«Buono, quando si arriverà ad avere chiuso il ciclo integrato dei rifiuti. Questo vuol dire che, entro il 2014, sarebbe opportuno poter contare su due termovalorizzatori e sul 50 per cento della differenziata in tutta la provincia. E il conferimento dei rifiuti sarà nelle isole ecologiche, che sono meno impattanti degli attuali cassonetti utilizzati per il porta il porta».

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Forza Silvana!

dicembre 18th, 2008 — 12:51pm

Lunedì 15 dicembre il Coordinamento Cittadino  del Partito Democratico di Collegno riunito presso la sede dell’Aurora in Via Bendini, 11 ha votato – all’unanimità – il Sindaco uscente Silvana Accossato quale candidato sindaco per le elezioni amministrative della prossima primavera.

In una sala affollata da oltre un centinaio tra iscritti e simpatizzanti e alla presenza del Segretario Provinciale Caterina Romeo il Pd collegnese, dopo un intenso periodo dedicato alla valutazione e al bilancio del mandato amministrativo in corso che ha messo in evidenzia la ricchezza e la complessità dell’esperienza maturata nel primo mandato di Silvana Accossato, propone alla città e alla coalizione di centro-sinistra la ricandidatura del Sindaco uscente.

Sono di grande soddisfazione le prime parole del Coordinatore cittadino Francesco Casciano che sottolineando il valore del risultato unitario dice: “Il Partito Democratico collegnese ha dimostrato grande maturità e consapevolezza nel raccogliere il testimone di una grande tradizione amministrativa, ma anche la volontà di costruire con coraggio nuove prospettive di governo della Città, insieme alla comunità locale.”  

Caterina Romeo, da parte sua, ha sottolineato come Collegno possa considerarsi un esempio soprattutto nel metodo che ha saputo darsi per discutere e decidere anche per gli altri comuni della provincia.

Infine Silvana Accossato, già proiettata ai prossimi appuntamenti, ha ribadito come  “bisognerà lavorare tanto cercando di coinvolgere, a cominciare dal programma, le altre forze del centro sinistra e anche le associazioni e soprattutto i cittadini che vorranno impegnarsi direttamente per la propria Città”.

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proposta di legge

dicembre 17th, 2008 — 3:41pm

Disciplina dello sport di cittadinanza ( 2022 )
(presentata il 17 dicembre 2008, annunziata il 18 dicembre 2008)

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Bocciata la formazione dell’ex consigliere regionale

dicembre 17th, 2008 — 3:16pm

Giuseppe Legato – La Stampa

Un mese fa, a Nichelino, il medico Angelo Riggio – tra i fondatori del Partito Democratico – annunciò che era nata una lista civica organica al Pd, ma non dentro il Pd. Gente nuova,a detta di Riggio, che cercava di dare il proprio contributo alla politica di Nichelino in vista delle prossime elezioni  amministrative di maggio 2009. Una lista non contro ma nemmeno dentro il Pd in cui gli eventuali consiglieri eletti sarebbero confluiti solo dopo le

elezioni. La notizia a Torino non era piaciuta. Quella di Riggio, ai vertici provinciali del partito è sembrata una tattica per capitalizzare meglio i consensi. Già la segretaria provinciale Caterina Romeo qualche giorno l’ufficializzazione della lista Riggio attaccò duramente la politica delle liste civiche «che impoverisce il Partito Democratico e non è corretta, politicamente parlando». Tensione finita? Macché. Adesso interviene direttamente

Stefano Esposito, autorevole parlamentare del Pd e dirigente regionale del partito: «Riggio decida – è in sintesi il pensiero di Esposito – o continua a lavorare dentro il Pd o si regoli di conseguenza». 

Liste civiche a destra e manca. Che succede, onorevole Esposito? 

«Sinceramente mi aspetto che Riggio lavori dentro il partito e non vada a costituire una lista contenitore perché nel Pd non c’è posto. Una vera lista civica ha una sua storia, quelle che arrivano al fotofinish rischiano di indebolire il Pd. Mettiamola cosi: mi piace pensare che le liste civiche possano contaminare il Pd e non sia il Pd a crearle».

Che cosa succederà?

«Mi sono già appellato al segretario regionale e provinciale del partito. Ci vuole chiarezza totale. L’obiettivo del Pd, quando nacque, era quello di inglobare riformismo, di essere un partito coeso. Questa deriva delle liste civiche innesca un meccanismo preoccupante. Perché se tutti pensano alle liste civiche, al partito poi chi ci pensa?».

In definitiva, un ultimatum a Riggio.

«Non ho dubbi che saprà regolarsi. Il piede in due scarpe non si può tenere: se va avanti con questa lista, dovrà rinunciare al partito. Ripeto: anche dentro il Pd può realizzare il suo progetto di rinnovamento. E noi dobbiamo fare il 40 per cento, al 25 per cento non esisterebbe più il partito».

E in Provincia cosa succede con la lista del presidente?

«Condivido quello che ha detto Morgando. Questa rincorsa alle liste dei presidenti e dei sindaci mi piace poco. Mi sembra che stiamo tornando indietro a Ds e

Margherita e sarebbe un viaggio all’inferno. Vedo difficoltà a Rivoli, Beinasco e adesso anche Nichelino. Mi appello a tutti: lavoriamo per il Pd non contro».

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Proposta di Legge

dicembre 16th, 2008 — 3:23pm

Modifica all’articolo 176 del codice penale, concernente la concessione della liberazione condizionale ( 2019 )
(presentata il 16 dicembre 2008, annunziata il 17 dicembre 2008)

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PD E L’EUROPA, LA PAROLA AI CITTADINI

dicembre 16th, 2008 — 1:04pm

Decidere della nostra collocazione internazionale non attiene al passato, ma all’oggi e al domani. Non è una questione autoreferenziale che ci distoglie dai problemi veri dei cittadini. Per poter dare risposte alla crisi, per offrire alle persone proposte, dobbiamo sapere chi siamo, per cosa ci battiamo e con chi stiamo, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo.

Chi tenta di orientare il confronto guardando indietro e giustifica le sue posizioni con argomenti e ragioni legate a identità e appartenenze storiche o addirittura cerca di resuscitare vecchi contenitori, chiamando a raccolta, da una parte gli ex ds, dall’altra gli ex della margherita, arreca un danno grave al PD.

La decisione sulla nostra collocazione in Europa non riguarda pochi ex, ma è una tappa fondamentale nel processo di crescita del partito e le decisioni su questo punto non possono essere prese senza il coinvolgimento diretto di iscritti ed elettori.

E’ quindi necessario e urgente che chi ha a cuore il futuro del PD assuma iniziative che consentano di trovare una sintesi alta e condivisa. Proseguire in un confronto fondato sui diktat o continuare a piantare bandierine identitarie, può trascinare il nostro giovane e ancora fragile partito verso un processo involutivo che rischia di portarci alla disgregazione.

Ci rivolgiamo ai parlamentari, agli amministratori e ai dirigenti locali, ai nostri iscritti, perché attraverso loro giunga agli organismi dirigenti nazionali, al Segretario, un appello affinché il tema della collocazione europea sia affrontato a partire dalla più ampia consultazione di iscritti ed elettori: si chieda loro di esprimersi su opzioni ragionevoli, evitando la radicalizzazione.

Una consultazione ampia e non un compromesso fra ex, dalla quale far scaturire una linea di condotta chiara su cui fondare una scelta senza equivoci. Crediamo che le donne e uomini che danno corpo e vita al nostro partito abbiamo il diritto di far sentire la loro voce, e che la Direzione nazionale abbia il dovere di dar loro ascolto.

Per queste ragioni chiediamo che la Direzione nazionale del 19 dicembre:  

  • assuma l’impegno di attivare una consultazione formale degli elettori del PD, chiedendo loro di esprimersi sulle proposte in campo; 
  • convochi, a conclusione del processo consultivo, l’assemblea costituente nazionale, allargata ai parlamentari europei e nazionali, ai segretari regionali, agli eletti ed amministratori locali affinché essa deliberi, sulla base della consultazione degli elettori e del dibattito fra i propri membri, circa la collocazione degli eletti del PD al parlamento europeo. 

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la parola ai democratici

dicembre 14th, 2008 — 5:40pm

Venerdì sera la direzione regionale del pd piemontese ha approvato un ordine del giorno, presentato da Stefano Esposito, che chiede alla direzione nazionale del 19 dicembre di avviare, sul tema della collocazione europea del partito, una consultazione degli iscritti e degli elettori. Non un referendum su PSE sì PSe no, ma un vero coinvoolgimento di tutto il partito su un tema che non può essere oggetto di trattative ristrette fra ex ds ed ex margherita.

E’ un passo avanti ed è importante che sia stato condiviso da tutta la direzione del pd piemontese. La discussione sulla collocazione in europa non necessariamente deve essere motivo di divisione, anzi essa può unirci, a patto che:

sia il pd, i suoi elettori, la sua assemblea costituente, a costruire una scelta, non pochi dirigenti in rapresentanza di preecedenti apparteneze.

si discuta su opzioni ragionevoli, credibili e praticabili, rifiutando le radicalizzazioni e quelle posizioni che sembrano più pretesti per rompere, anzichè proposte da condividere.

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ODG Approvato!!!!

dicembre 13th, 2008 — 10:12am

L’Ordine del Giorno, approvato dalla Direzione Regionale del Piemonte e che sarà presentato alla Direzione Nazionale del 19 dicembre, impegna il partito “ad attivare una consultazione formale degli elettori del PD, chiedendo loro di esprimersi sulle proposte in campo; e a convocare, a conclusione del processo consultivo, l’assemblea costituente nazionale, allargata ai parlamentari europei e nazionali, ai segretari regionali, agli eletti ed amministratori locali affinché essa deliberi, sulla base della consultazione degli elettori e del dibattito fra i propri membri, circa la collocazione degli eletti del PD al parlamento europeo”. 

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UN REFERENDUM PER DARE VOCE AI CITTADINI

dicembre 12th, 2008 — 10:57pm

 

La Direzione Regionale del PD del Piemonte

premesso che

Oltre tre milioni di elettori italiani hanno partecipato alle primarie del 14 ottobre  2007 e centinaia di migliaia di iscritti di DS e Margherita hanno rinunciato alle loro tradizionali appartenenze mettendosi a disposizione di un progetto ambizioso di riunificazione di ciò che era sempre stato diviso: il campo di forze del riformismo italiano;

Nella fase di gestazione del PD non tutti i nodi sono stati sciolti, alcune questioni di fondo non hanno trovato soluzione e sintesi: la forma organizzativa del partito (leggero e liquido oppure organizzato e radicato), le modalità di selezione e scelta di una nuova classe dirigente, la struttura (centralizzata o federale), la collocazione internazionale e il rapporto con le correnti riformiste europee; 

All’atto di fondazione del Partito fu garantito che tali nodi avrebbero trovato soluzione nel dibattito del PD e attraverso il coinvolgimento dei suoi militanti, ma ciò non sta avvenendo;

Il confronto interno è stato sostituito da polemiche fatte attraverso interviste e dichiarazioni sui giornali trasmettendo l’immagine esterna di una forza politica rissosa, frantumata in tribù rancorose e in lotta tra loro per posizioni di potere, incapace di giungere a soluzioni condivise; 

La discussione sulla collocazione internazionale del PD deve caratterizzarsi per un confronto franco, all’insegna della ricerca di una soluzione condivisa, e non può essere occasione o pretesto per mettere in discussione il nostro stare insieme; 

considerato che

Decidere della nostra collocazione internazionale non attiene al passato, ma all’oggi e al domani. Non è una questione autoreferenziale che ci distoglie dai problemi veri dei cittadini. Per poter dare risposte alla crisi, per offrire alle persone proposte, dobbiamo sapere chi siamo, per cosa ci battiamo e con chi stiamo, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo;

Chi tenta di orientare il confronto guardando indietro e giustifica le sue posizioni con argomenti e ragioni legate a identità e appartenenze storiche o addirittura cerca di resuscitare vecchi contenitori, chiamando a raccolta, da una parte gli ex ds, dall’altra gli ex della margherita, arreca un danno grave al PD;

La decisione sulla nostra collocazione in Europa non riguarda pochi ex, ma è una tappa fondamentale nel processo di crescita del partito e le decisioni su questo punto non possono essere prese senza il coinvolgimento diretto di iscritti ed elettori;

Proseguire in un confronto fondato sui diktat o continuare a piantare bandierine identitarie, può trascinare il nostro giovane e ancora fragile partito verso un processo involutivo che rischia di portarci alla disgregazione;

ritenuto che

E’ necessario e urgente che chi ha a cuore il futuro del PD assuma iniziative che consentano a tutto il partito di condividere una comune riflessione e a trovare una sintesi alta e condivisa;

Il tema della collocazione europea deve essere affrontato a partire dalla più ampia consultazione di iscritti ed elettori: chiedendo loro di esprimersi su opzioni ragionevoli, evitando ogni sorta di radicalizzazione, magari partendo dalle proposte avanzate negli ultimi tempi dai diversi leader nazionali del PD;

Una consultazione ampia, la più ampia possibile, che dia al PD strumenti democratici su cui fondare una scelta chiara e senza equivoci, rappresenterebbe, non un compromesso fra ex, ma un processo autonomo ed originale del PD dal quale far scaturire una linea di condotta chiara e comprensibile; 

impegna la DIREZIONE NAZIONALE

Ad attivare una consultazione formale degli elettori del PD, chiedendo loro di esprimersi sulle proposte in campo; 

A convocare, a conclusione del processo consultivo, l’assemblea costituente nazionale, allargata ai parlamentari europei e nazionali, ai segretari regionali, agli eletti ed amministratori locali affinché essa deliberi, sulla base della consultazione degli elettori e del dibattito fra i propri membri, circa la collocazione degli eletti del PD al parlamento europeo. 

 

1 comment » | PD

PD E COLLOCAZIONE EUROPEA

dicembre 12th, 2008 — 10:09am

L’On. Stefano ESPOSITO (PD) presenterà un Ordine del Giorno alla Direzione Regionale del PD in programma questa sera a Torino, relativamente alla questione della collocazione internazionale del PD. 

 

L’Ordine del Giorno, qualora approvato dalla Direzione Regionale del Piemonte e portato alla Direzione Nazionale del 19 dicembre, impegnerà  il partito “ad attivare una consultazione formale degli elettori del PD, chiedendo loro di esprimersi sulle proposte in campo; e a convocare, a conclusione del processo consultivo, l’assemblea costituente nazionale, allargata ai parlamentari europei e nazionali, ai segretari regionali, agli eletti ed amministratori locali affinché essa deliberi, sulla base della consultazione degli elettori e del dibattito fra i propri membri, circa la collocazione degli eletti del PD al parlamento europeo”. 

 

Spiega l’On. Stefano ESPOSITO: “E’ necessario e urgente che chi ha a cuore il futuro del PD assuma iniziative che consentano a tutto il partito di condividere una comune riflessione e a trovare una sintesi alta e condivisa. Il tema della collocazione europea deve essere affrontato a partire dalla più ampia consultazione di iscritti ed elettori: chiedendo loro di esprimersi su opzioni ragionevoli, evitando ogni sorta di radicalizzazione, magari partendo dalle proposte avanzate negli ultimi tempi dai diversi leader nazionali del PD. Una consultazione ampia, la più ampia possibile, che dia al PD strumenti democratici su cui fondare una scelta chiara e senza equivoci, rappresenterebbe, non un compromesso fra ex, ma un processo autonomo ed originale del PD dal quale far scaturire una linea di condotta chiara e comprensibile”. 

 

“Proseguire in un confronto fondato sui diktat – conclude l’On. Stefano ESPOSITO – o continuare a piantare bandierine identitarie, può trascinare il nostro giovane e ancora fragile partito verso un processo involutivo che rischia di portarci alla disgregazione. La discussione sulla collocazione internazionale del PD deve caratterizzarsi per un confronto franco, all’insegna della ricerca di una soluzione condivisa, e non può essere occasione o pretesto per mettere in discussione il nostro stare insieme”. 

Comment » | PD

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