Archive for settembre 2009


Accordo inaccettabile, intervenite

settembre 28th, 2009 — 11:08am

Marco Trabucco – Repubblica

L´ALLEANZA tra amministratori Pd e No Tav in Val di Susa, per il governo della Comunità montana, siglata l´altra sera, ha avuto l´effetto di una scossa elettrica sul Pd torinese e piemontese: come d´incanto, dopo le polemiche «filologiche» dei giorni scorsi i vertici dei partiti e delle istituzioni si sono ritrovati d´accordo nel condannare la «scellerata» intesa che rischia di mettere in grave difficoltà il partito nei prossimi appuntamenti elettorali. E non è escluso che nelle prossime ore nel Pd si prendano provvedimenti contro gli amministratori «ribelli».I primi a reagire sono stati i parlamentari Stefano Esposito e Giorgio Merlo che, in una lettera aperta inviata a tutti i parlamentari e i dirigenti del Pd piemontese, hanno chiesto l´intervento anche dei candidati segretari nazionali: «Quell´accordo è un fatto di estrema gravità – scrivono – ed è in aperto contrasto con la posizione espressa dal Partito democratico, sia a livello regionale e provinciale che a livello nazionale». Per questo Esposito e Merlo chiedono a Bersani, Franceschini e Marino di dare «un forte segnale al resto del Paese» e li invitano a partecipare «ad una iniziativa a Torino su questo tema». Al loro appello hanno subito aderito molti parlamentari del Pd.

Definiscono l´accordo «inaccettabile» anche il segretario regionale del partito Gianfranco Morgando e la segretaria provinciale Caterina Romeo, furibondi perché, con quell´alleanza Plano e compagni, hanno rotto il patto sottoscritto proprio con loro, venerdì. «Giudichiamo inaccettabile – spiegano in un comunicato – l´accordo con le liste no Tav, che viene a chiudere la stagione dell´Osservatorio, liquidando così uno strumento importante, voluto dagli stessi amministratori in alternativa alla legge Obiettivo, che ha consentito di sperimentare una concreta modalità di partecipazione delle amministrazioni locali al progetto di questa infrastruttura. Prendiamo atto che gli amministratori in Valle di Susa hanno voluto disattendere l´orientamento del partito. 

Morgando annuncia anche la convocazione, nelle prossime ore, di un incontro con i vertici istituzionali, i parlamentari ed i consiglieri regionali «per valutare le conseguenze di questo accordo e ribadire, ancora una volta, il nostro sì all´opera, sempre con la garanzia del pieno coinvolgimento degli amministratori locali e della popolazione. La realizzazione della Torino-Lione – conclude – sarà uno dei punti intorno ai quali il Pd costruirà la coalizione a sostegno di Mercedes Bresso in vista delle regionali del 2010». 

Una linea su cui proprio la presidente della Regione lo segue immediatamente: «Quell´accordo è una scelta sbagliata, miope e restrittiva – dice – Come Regione abbiamo riformato, attribuendo loro funzioni importanti, le Comunità montane che il centrodestra voleva cancellare. In questa fase ritenevo prezioso un accordo più ampio possibile, dal quale si escludessero da soli coloro che rifiutano il confronto. Ecco perché la scelta degli amministratori Pd di accordarsi solo con i movimenti No Tav è sbagliata. Con questa scelta, oltretutto, si finisce per mettere in dubbio il percorso positivo affrontato sinora, con il Tavolo politico, l´Osservatorio, la partecipazione alla ridefinizione del progetto della Torino-Lione seguendo richieste e osservazioni del territorio. Se viene cancellato tutto questo, sarà solo la valle ad averne danno, saranno i cittadini a non poter più dire la loro». 

Un no «ad alleanze con i no-Tav e con liste civiche contrarie all´opera» viene anche da Cesare Damiano, candidato alla segreteria regonale Pd che chiede a Morgando: «Di convocare immediatamente la direzione regionale, i parlamentari piemontesi e gli amministratori per affermare con voce univoca la posizione del Pd». 

Felici dell´accordo sono invece Armando Petrini e Renato Patrito, segretario regionale e provinciale del Prc: dalla Val Susa arriva un messaggio di speranza l´accordo dimostra che sinistra e centrosinistra possono dialogare ben al di là dei tatticismi e delle chiusure torinesi». Mentre Luigi Ricca, assessore della giunta Bresso ed esponente di “Sinistra e Libertà” dice «Questo accordo è da condannare, bisogna continuare sulla linea dell´Osservatorio».

Chi in questa grande democratica confusione gode davvero è il Pdl anche se il suo più importante esponente nelle valli, il parlamentare Osvaldo Napoli non sorride, anzi è molto preoccupato: «Gli estremisti no Tav comandano la Valle di Susa Non esiste più morale politica. Mi auguro che quella parte del Pd in posizione critica sappia chiudere definitivamente qualsiasi rapporto con questi opportunisti locali».

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Tav, è bufera nel Pd partono le espulsioni

settembre 28th, 2009 — 10:56am

Maurizio Tropeano – La Stampa

Sconfessati e con un piede fuori dal partito. Gianfranco Morgando e Caterina Romeo, segretario regionale e provinciale del Pd, definiscono «inaccettabile» l’accordo firmato dagli amministratori valsusini del partito con le liste civiche No Tav e rimandano ad un summit con i vertici istituzionali, i parlamentari e i consiglieri regionali «la valutazione delle conseguenze di questo accordo e per ribadire, ancora una volta, il nostro sì all’opera». Morgando e Romeo, però, sono per la linea dura: «Siamo rispettosi del principio di autonomia dei territori, purché non si traduca in scelte contraddittorie rispetto alle linee programmatiche fondamentali». E i due segretari non possono prendere atto che gli amministratori valsuni «hanno voluto disattendere l’orientamento del partito» che vuole l’opera e difende l’Osservatorio guidato da Mario Virano.

Certo, a decidere il procedimento di espulsione saranno i probiviri del partito ma è evidente che a pochi mesi dalle elezioni regionali è impensabile che i democratici non diano un segnale univoco di fermezza – «per la chiarezza che viene giustamente richiesta dagli elettori» – anche per evitare di dare al Pdl altre armi per attaccare. Osvaldo Napoli, vice-capogruppo alla Camera, è implacabile: «I No Tav fanno prigionieri gli esponenti del Pd. Gli organi del partito non hanno influenza nella zona franca della Val di Susa dove gli estremisti di sinistra dettano regole e indirizzi». 

Si capisce perché un gruppo di parlamentari – Esposito, Merlo, Vernetti, Marcenaro e altri – decida di scrivere una lettera aperta ai tre candidati alla segreteria nazionale invitandoli a pronunciarsi in tempi brevi in maniera chiara ed inequivocabile perché la scelta degli amministratori valsusini «che li colloca inevitabilmente fuori dal partito», sia sconfessata nel modo più autorevole. Poi la richiesta ai tre leader di venire a Torino per partecipare ad un’iniziativa Si Tav. E l’ex ministro Cesare Damiano chiede «l’immediata convocazione della direzione piemontese per confermare la scelta strategica della Tav e la volontà di un partito autorevole di non andare al traino dei movimenti». 

Non tutto il Pd, però, è per la linea dura. Il consigliere regionale Nino Boeti, chiede di rispettare «l’autonomia territoriale fatta da un partito che in questi anni ha guidato il cambiamento della posizione di molte amministrazioni sulla Tav e che spesso è stato lasciato solo». E aggiunge: «Del resto non capisco perché mentre la Lega Nord non caccia i suoi dirigenti valsusini contrari alla Tav il Pd debba farlo».

Per la prima volta, però, le divergenze in Valsusa diventano un documento politico. Claudio Ferrentino e Jacopo Suppo, coordinatori dei circoli di Sant’Antonino e Condove, sottolineano come «questo accordo cancella il lavoro di mediazione svolto negli anni e mette in dubbio la credibilità del Pd valsusino». E si chiedono se per «battere la destra siamo veramente disposti anche ad allearci con coloro i quali fino a ieri ci consideravano “membri della casta”, “venduti” o persone inaffidabili per il solo fatto di militare nel Pd?». Dunque non si «possono barattare anni di lavoro per le opportunità politiche del momento». 

Senza dimenticare che le vicende valsusine avranno degli effetti sulle prossime alleanze in vista delle regionali. Morgando e Romeo mettono in chiaro che «la realizzazione della Tav sarà uno dei punti programmatici intorno ai quali il Pd costruirà la coalizione a sostegno di Mercedes Bresso in vista delle regionali del 2010». Parole che potrebbero aprire un solco profondo con la sinistra radicale visto che il segretario piemontese del Prc, Armando Petrini, e il consigliere regionale Juri Bossuto, definiscono quell’intesa «un messaggio di speranza» perché qualcosa si è «rotto nell’atteggiamento integralista del Pd, un partito che non solo non vuole la Tav ma rifiuta adesso anche l’Osservatorio». 

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Stop alla trattativa col movimento

settembre 25th, 2009 — 11:21am

MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

Una proposta circoscritta alle Valli Susa e Sangone ma politicamente dirompente: una «santa alleanza» tra Pd e Pdl per eleggere il presidente della comunità montana e isolare gli amministratori vicini al movimento No Tav. In caso contrario è meglio correre da soli. La proposta la firmano Sergio Chiamparino e Antonio Saitta, sindaco e presidente della Provincia di Torino e un terzetto di parlamentari in rappresentanza dei varie mozioni congressuali: Stefano Esposito (Bersani), Giorgio Merlo (Franceschini) e Magda Negri (Marino). 

La presa di posizione si inserisce all’interno della grandi manovre per l’elezione del presidente della nuova comunità montana che raggruppa Bassa e Alta Valsusa e la Valsangone. Nelle scorse settimane era stato Osvaldo Napoli, sindaco di Valgioie e vice-capogruppo Pdl alla Camera, a lanciare l’idea. Una proposta caduta nel vuoto anche se in qualche modo riprendeva quell’idea di lista civica territoriale messa in campo da Antonio Ferrentino per «scrivere insieme le regole della nuova comunità montana». 

Al momento, però, al posto della lista unitaria, ci sono due candidati. Da una parte Franco Capra, sindaco di Claviére, vicino alla Pdl. Dall’altra l’ex sindaco di Susa, Sandro Plano, iscritto al Pd, che sta cercando di lavorare ad un documento comune che tenga insieme amministratori del centrosinistra e quelli vicini ai No Tav. Ieri è arrivato lo stop di Chiamparino e Saitta e dei tre deputati che ricordano come i democratici abbiano da tempo una posizione chiara e consolidata per realizzare la Tav. E così «risulta gravemente sbagliata la scelta di alcuni esponenti del Pd della Valsusa di stringere alleanze con liste no Tav. Intese che paiono finalizzate solo alla conquista del governo della Comunità Montana». Per realizzare questo obiettivo il Pd valsusino «rischia di far naufragare un punto programmatico fondamentale del partito mettendo in grave difficoltà la maggioranza in Regione alla vigilia delle elezioni del 2010». 

E così il documento invita gli «organi del partito, al di fuori di qualsiasi logica di calcolo congressuale, a verificare la possibilità di riaprire un confronto con le forze politiche pro Tav, ovvero con la Pdl». I cinque indicano anche l’interlocutore con cui riaprire il confronto: Osvaldo Napoli. In caso contrario e di «fronte all’ipotesi di un accordicchio scellerato tra Pd valsusino e liste No Tav, i democratici presentino una propria lista autonoma, senza alleanze». 

Che cosa dice Napoli? Il vice-capogruppo Pdl, pur apprezzando il documento rimanda ogni decisione ai vertici del partito ma spiega che «prima di tutto è necessario fare chiarezza all’interno del Pd, soprattutto capire chi comanda quel partito in Valsusa». E poi non bastano «le parole» ma servono i fatti e cioè un documento degli amministratori valsusini del Pd che dica sì al Tav.

Difficile che arrivi. Non tutti i democratici sono d’accordo. Roberto Tricarico, candidato di Marino alla segreteria regionale, spiega: «Credo sia giusto verificare se ci siano le condizioni per un’alleanza che parta dal centrosinistra. Credo sia giusto fidarsi dei nostri amministratori valsusini anche perché la Comunità Montana non si occupa solo di Tav».

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UN’ALLEANZA PD E ‘SI’ TAV’-PDL OPPURE IL PD IN VALLE DI SUSA PRESENTI UNA LISTA AUTONOMA

settembre 25th, 2009 — 10:05am

Il Partito Democratico da tempo ha assunto una posizione chiara e consolidata sulla necessità di realizzare la nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Tutti i passi necessari per coinvolgere i cittadini della Valle di Susa, dopo i guasti causati dal Governo di centro-destra, sono stati fatti e l’Osservatorio ha ben operato in questo complesso compito di dialogo e confronto. 

Alla luce di queste premesse, risulta gravemente sbagliata la scelta di alcuni esponenti del PD della Valle di Susa di stringere alleanze con liste ‘no TAV’, alleanze che paiono finalizzate meramente alla conquista del governo della Comunità Montana. Per realizzare questo obiettivo il PD valsusino rischia di far naufragare un punto programmatico fondamentale non solo per il partito regionale ma anche nazionale, mettendo in grave difficoltà la maggioranza in Regione Piemonte alla vigilia dell’importante appuntamento elettorale del 2010. 

Un atteggiamento che, peraltro, finisce con il favorire il centro destra che a parole si dichiara favorevole alla realizzazione della TAV, ma che nei fatti non mette a disposizione le risorse necessarie, riuscendo a mascherare al meglio le non poche difficoltà che albergano al suo interno, in particolare nei rapporti tra PDL e Lega Nord. 

Invitiamo, quindi, gli organi del partito, al di fuori di qualsiasi logica di calcolo congressuale, a verificare la possibilità di riaprire un confronto con le forze politiche ‘pro TAV’, ovvero con la PDL, chiedendo all’On. Osvaldo Napoli di pronunciarsi sulla propria disponibilità ad un accordo di questo tipo. 

Qualora questa strada non risultasse percorribile, allora, di fronte all’ipotesi di un “accordicchio scellerato” tra PD valsusino e liste ‘no TAV’, il Partito Democratico presenti una propria lista autonoma, senza allearsi con nessuno. 

Il dibattito congressuale in corso non può essere un alibi per non occuparsi dei problemi e delle questioni politicamente più rilevanti: come tutti ripetono, se è vero che ‘il Congresso passa e il partito resta’, allora il nodo TAV e le scelte degli esponenti democratici valsusini devono trovare la giusta attenzione e la necessaria risposta politica. 

Sergio CHIAMPARINO 

Antonio SAITTA 

On. Stefano ESPOSITO 

On. Giorgio MERLO 

Sen. Magda NEGRI

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La Tav scuote il congresso del Pd

settembre 24th, 2009 — 8:33am

Sara Strippoli – Repubblica

Quando si va alla conta, il bon ton democratico salta e si riaccendono le polemiche. In periodo pre-congressuale come replica il Pd ad un accordo fra alcuni suoi amministratori della Val di Susa e le liste civiche di provenienza No-Tav per il controllo della Comunità montana? «Con queste operazioni spericolate il Pd rischia di ridare spazio a quelli del No e questo è molto grave», dice Sergio Chiamparino. Che aggiunge: «la prospettiva non può essere solo quella della Comunità montana, ma quella più a lungo termine delle elezioni regionali. Così il Pd non fa bene a se stesso». D´altronde, ironizza il sindaco «in occasione delle amministrative avevo detto che si doveva cercare un´alleanza pro-Tav, ma come spesso accade non mi hanno ascoltato». 

E mentre in valle si moltiplicano gli incontri e nell´affollata assemblea di Villar Focchiardo (assente Antonio Frrentino) sembra naufragare l´ipotesi di un accordo unitario centrodestra-centrosinistra, Cesare Damiano ribadisce che la realizzazione della Torino-Lione è indispensabile ma mette l´accento sull´importanza di ricucire con le popolazioni locali. Nulla dice però sulla posizione assunta da Sandro Plano (mozione Franceschini), l´ex-sindaco di Susa protagonista dell´intesa con le liste civiche e potenziale candidato del centrosinistra. Scrive Damiano: «Dobbiamo proseguire nella strada che vede insieme soddisfatti gli interessi regionali, nazionali ed europei di realizzazione della Torino-Lione, con le richieste di tutela ambientale e di qualità della vita proposte dagli abitanti della Valle interessata. E´ un metodo che va proseguito e consolidato, continuando il confronto e garantendo il massimo di trasparenza e informazione sulla realizzazione dell´opera». Gianfranco Morgando e la segretaria provinciale Caterina Romeo annunciano che «alla luce delle dichiarazioni e dei comportamenti di alcuni esponenti del Pd della Valle, il partito esaminerà la situazione convocando una riunione per verificare la compatibilità fra quanto affermato nella proposta e la linea espressa dal partito». Romeo aggiunge poi una nota polemica sulle dichiarazioni di Damiano: «Il dialogo con le popolazioni locali non si è mai interrotto e non abbiamo aspettato il Congresso per parlarne. Lo facciamo da sempre». Fuori dalle dichiarazioni ufficiali del candidato, lo staff di Damiano chiarisce che la mozione Franceschini non è favorevole all´accordo di Plano, ma questo non basta per calmare le acque. Dura la reazione del parlamentare Stefano Esposito (mozione Bersani), che chiede per oggi stesso una dichiarazione congiunta dei tre segretari per evitare il patto. «Non si può non condividere la posizione di Damiano. Purtroppo qui il tema è tutt´altro ed è che un pezzo del Pd sta trattando con le liste No-Tav in evidente contrasto con la linea del partito, tenendo peraltro fuori la parte più giovane e moderata della valle. Se questo accadesse si aprirebbe un serio problema politico». Damiano non ha chiarito cosa pensa di questo accordo, incalza Esposito: «Credo che lo faccia perché non abbastanza informato e non per tenere una posizione ambigua a fini congressuali, ma il Pd deve impedire ad ogni costo questo patto scellerato».

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settembre 23rd, 2009 — 8:31am

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LE RISORSE DERIVANTI DALLE COMMESSE SARANNO DESTINATE A PAGARE GLI STIPENDI AI LAVORATORI

settembre 22nd, 2009 — 2:23pm

Questa mattina presso il Ministero dello Sviluppo Economico si è svolto un incontro relativo alla situazione dell’Ilmas-Osu di Rivoli (Torino), azienda del settore della componentistica aeronautica che impiega 200 addetti. 

All’incontro tra rappresentanti dell’azienda, sindacati ed enti locali (Regione Piemonte, Provincia di Torino e Comune di Rivoli), erano presenti i Deputati torinesi del PD Antonio BOCCUZZI, Stefano ESPOSITO, Mimmo LUCA’ ed Anna ROSSOMANDO. 

Davanti alla sede del Ministero ha manifestato una delegazione di 53 lavoratori dello stabilimento giunti a Roma grazie a un pullman messo a disposizione dai Deputati torinesi del Partito Democratico. 

“All’incontro, nonostante l’azienda abbia ribadito la propria non disponibilità al ritiro della procedura di amministrazione controllata, è stata accolta la proposta avanzata dall’Assessore regionale Andrea Bairati, ovvero che la liquidità derivante dalle commesse già evase o in corso di evasione da parte di Ilmas (tra i clienti principali l’Alenia) sia utilizzata per pagare gli stipendi ai lavoratori che attendono da diversi mesi e non per ripianare il debito finanziario. 

La mobilitazione dei lavoratori e la protesta estrema degli operai che da giorni si trovano sul tetto dello stabilimento hanno così ottenuto un primo risultato, non certo sufficiente, ma che rappresenta comunque un passo in avanti, dal momento che consente di sbloccare gli stipendi dei lavoratori”.

 

I Deputati del PD 

 

Stefano ESPOSITO

Antonio BOCCUZZI 

Mimmo LUCA’ 

Anna ROSSOMANDO

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Bersani e morgando stanno conv…

settembre 21st, 2009 — 8:20pm

Bersani e morgando stanno convincendo gli iscritti del pd piemontese. Avanti così.

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La provincia di Torino incorona Bersani

settembre 21st, 2009 — 8:32am

MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

La sorpresa di questo secondo fine settimana di congressi di circolo del partito democratico è il consenso degli iscritti per Ignazio Marino. Voto parzialissimo, certo, ma il chirurgo raccoglie più del 18 per cento delle preferenze delle 2452 persone che hanno votato in Piemonte. La seconda particolarità della consultazione subalpina è il voto disgiunto per la segreteria regionale che premia Cesare Damiano e penalizza Gianfranco Morgando. Il segretario piemontese uscente è in testa ma ha circa cinque punti in meno rispetto al trionfante Pierluigi Bersani (57,8%). L’ex ministro del Lavoro viaggia invece con sei punti in più rispetto al segretario nazionale uscente. La sorpresa Marino trova una conferma anche nel risultato di Roberto Tricarico (16%).

Ma il dato elettorale consegna anche un Pd subalpino diviso sul territorio. I congressi della provincia di Torino rafforzano Bersani, che supera il 60 per cento ed evidenziano un testa a testa tra Franceschini e Marino, il 19,7% dei voti il primo contro il 19,2 del secondo. Si riduce la forbice del voto disgiunto. Damiano drena meno consensi a Morgando e Tricarico. 

Il candidato della mozione Marino recupera anche grazie all’exploit di Nichelino dove, sostenuto anche dall’ex deputato Salvatore Buglio, vince il congresso di circolo con oltre 160 voti. Nella sezione di Settimo la mozione Bersani ottiene una maggioranza bulgara – anche in Borgo Vittoria – nonostante Piero Fassino si intervenuto a presentare la mozione Franceschini. Gli uomini del segretario nazionale vincono invece il congresso di Chivasso. 

Secondo Mariano Rabino, coordinatore della mozione Franceschini, «il dato parziale è assolutamente in linea con le nostre attese» considerato che si è votato in quelle che si possono considerare «roccaforti di Bersani». Rabino, però punta il dito su quello che giudica un dato preoccupante, il gap tra il numero degli iscritti e quelli che sono poi andati a votare: «Lavoriamo per favorire la massima partecipazione al voto degli iscritti che continua ad essere relativamente ridotta».

Secondo Stefano Esposito (Bersani) la percentuale dei votanti è tra il 56 e il 60 per cento degli aventi diritto. Alta rispetto a quella del vecchio pci/pds/ds dove partecipavano al voto il trenta, quaranta per cento dei militanti. Certo c’è di un circolo del Vco dove ha votato solo il segretario. E così la mozione Franceschini punta tutto sul voto delle primarie e sulla mobilitazione di «iscritti ed elettori». Il coordinamento della Bersani, però, sottolinea come «questi risultati confermano il consenso maggioritario che sta raccogliendo la proposta di Bersani e Morgando e rappresentano un elemento di fiducia e tranquillità per le primarie e il futuro dei democratici».

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AMBIENTE PANICO NEI CONSORZI PER LE CAUSE COLLETTIVE AVVIATE DAI CITTADINI

settembre 11th, 2009 — 9:39am

La Consulta non giudica l’imposta compatibile con le nuove tariffe

Rifiuti, corsa ai rimborsi In ballo 45 milioni di euro

GIUSEPPE LEGATO – La Stampa

La torta dei possibili rimborsi ha una cifra da capogiro: 45 milioni di euro. Eccola qui la stima dell’Iva pagata dai cittadini della provincia di Torino negli ultimi anni nei Comuni che sono passati dalla vecchia tassa (Tarsu) alla tariffa (Tia) per il servizio di raccolta rifiuti e che potrebbero tornare nelle tasche degli utenti. La recente sentenza della Corte Costituzionale – che giudica l’Iva incompatibile con la tariffa – ha aperto un fronte che rischia di collassare i conti già in rosso dei consorzi colpiti da esposizioni finanziarie (crediti da tasse non pagate) per milioni e milioni di euro. 

I cittadini si stanno già organizzando in una serie di cause cumulative e una sola parcella – quella dell’avvocato chiaramente – da dividere tra le “teste” che reclamano. Lo sanno bene all’Ato (autorità d’ambito per i rifiuti) da cui confermano: «Comitati spontanei e associazioni dei consumatori si stanno muovendo vorticosamente». 

L’ansia da rimborso contagia tutti i consorzi della provincia e le relative città. Tutti i grandi centri devono fare i conti con la pronuncia dei giudici che hanno stabilito che il 10% dell’Iva applicata alle bollette dei rifiuti è – in linea di principio – rimborsabile a tutti gli effetti agli utenti che l’hanno versata. Fanno eccezione – tra i grandi Comuni – soltanto Torino e Ivrea che sono rimasti a Tarsu senza applicare le indicazioni del decreto Ronchi, peraltro oggi congelate. La storia è delicata perché esporrebbe finanziariamente gli stessi consorzi del torinese. Dal Covar 14 hanno già fatto sapere che per loro – 13 milioni di Iva versati fino ad oggi dai Comuni a tariffa – sarebbe l’inizio di un dissesto. 

Ma la prospettiva vale per tutti. Ecco perché la questione approderà a giorni al Parlamento. L’onorevole del Pd Stefano Esposito (in qualità di membro della commissione Ambiente di cui fanno parte anche Agostino Ghiglia, Pdl, e Walter Togni, Lega Nord) ha chiesto e ottenuto un’audizione ai ministeri competenti (Ambiente e Finanze). «L’obiettivo? Fare chiarezza». Su cosa? «Intanto sulla responsabilità presunta dei consorzi in questa vicenda. Nessuno di loro ha colpe. I consorzi – dice Esposito – hanno letteralmente applicato una circolare ufficiale emanata dall’Agenzia delle Entrate che spiegava la liceità – e la necessità – dell’applicazione dell’Iva sulla Tia. Detto ciò i consorzi hanno versato l’Iva incassata allo Stato, perciò non vedo perché i soldi li debbano restituire i consorzi». 

Che poi questa sentenza porti vantaggi alle tasche dei cittadini è tutto da vedere. Sarebbero infatti possibili aumenti della tariffa, se dovesse arrivare un provvedimento legislativo a ratificare la sentenza dei giudici. Riccardo Civero (Ato) spiega: «Se un servizio erogato dalle cooperative su cui si appoggia il consorzio costa mille+Iva, il cittadino pagherà mille+Iva. Se però questa non si potrà più incassare, è inevitabile un aumento della bolletta che anche senza Iva sarà di 1200 perché i consorzi devono incassare quello che spendono per legge». 

Intanto ieri in provincia i consorzi riuniti dal neo assessore all’ambiente Roberto Ronco hanno deciso di iniziare una serie di consultazioni anche con le associazioni di categoria e – in prima battuta – non assumere iniziative singole di rimborso in attesa che arrivi chiarezza da un tavolo tecnico istituito proprio ieri a palazzo Costerna. Anche l’ultimo acconto 2009 sarà emesso con Iva in addebito.

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