Archive for marzo 2010


PIEMONTE, LA SCONFITTA NON E’ SOLO CASUALE

marzo 31st, 2010 — 3:49pm

“La sconfitta del centro sinistra in Piemonte non è un semplice fatto casuale né figlia di nessuno. È anche la conseguenza di scelte politiche. Scelte non imputabili al PD regionale che ha costruito l’unica coalizione possibile per battere la destra. Semmai, e va detto con un pizzico di autocritica, probabilmente la sconfitta del centro sinistra in Piemonte è anche il frutto di una non sufficiente conoscenza di ciò che ha prodotto in questi anni la Giunta regionale. Non si spiega altrimenti la vittoria, quasi schiacciante, del centro destra in quasi tutte le Province piemontesi, salvo Torino.
Ora, dall’opposizione, si deve costruire un progetto politico capace di dialogare con tutta la Regione. Non si può battere politicamente la destra se si riduce il campo d’azione alla sola Provincia di Torino, peraltro non così omogenea. Un’azione dove sarà ancora decisivo, forse più di prima, il ruolo e l’iniziativa politica del PD e della sua capacità di consolidare un partito popolare, radicato nel territorio e interclassista”.

On. Giorgio MERLO e On. Stefano ESPOSITO
Deputati PD Piemonte

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Pagato il coraggio di dire sì alla Tav

marzo 31st, 2010 — 8:36am

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa
Il voto disgiunto che Mercedes Bresso considerava come arma che l’avrebbe portata alla vittoria l’ha invece condannata alla sconfitta. «Elettori dei Verdi e della Federazione della sinistra hanno votato per il partito e poi indicato come presidente il grillino Davide Bono», spiega la presidente. Stefano Esposito, parlamentare del Pd, calcola nello 0,80 per cento i voti mancanti per la «zarina» dalla sinistra radicale. La Bresso non dà i numeri, ma spiega di «aver pagato un prezzo alto al coraggio di dire sì alla Tav», e anche alla scelta di radicalizzare lo scontro da parte degli ultras del Sì Tav che «hanno attirato odio nei confronti del centrosinistra».
Chi sono? Lo stesso Esposito, ad esempio. Ma anche il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino e il presidente della Provincia, Antonio Saitta che hanno avuto, anche per le «cariche istituzionali che ricoprono un atteggiamento più radicale della Regione che nei fatti, però, ha sempre agevolato l’iter dei lavori». In questa confessione pubblica si ragiona sul fatto che forse non era il caso di organizzare la manifestazione Sì Tav al Lingotto o di processare gli esponenti di punta del Pd valsusino: «A volte esageriamo per cercare di prevenire le critiche degli avversari. Critiche che arrivano lo stesso, e dunque un atteggiamento più comprensivo verso i nostri sindaci che sono da soli al fronte sarebbe stato più utile».
La presidente si dice convinta che «non c’erano segnali di una simile disaffezione e di questo ribellismo montante». Difficile, però, sostenere che non c’erano indizi per arrivare al colpevole. Il comizio di Beppe Grillo in piazza Castello con l’intervento di Alberto Perino, uno dei volti della protesta No Tav, e pochi giorni dopo la saldatura tra il popolo viola e i comitati di valle nella manifestazione di Torino erano sotto gli occhi di tutti. Senza dimenticare che il video taroccato sul comizio di Bresso in Valsusa ha avuto 200 mila contatti su Internet tanto da costringere la presidente a fare una denuncia penale «perché chi mi conosce sa che non sono capace di augurare la morte ad una persona».
Probabilmente Bresso e il centrosinistra hanno sottovalutato il fatto che il No Tav potesse dar forza e forma all’incubo di un competitore presidente a sinistra, incubo che la Bresso pensava di aver risolto con l’accordo tecnico con la Federazione della Sinistra. Nell’analisi della Bresso, Grillo è stato in grado di attirare le varie anime del movimento No Tav, non solo valsusino, e di riuscire a fonderle il ribellismo urbano. Con il senno di poi «forse stringere un accordo di governo non solo con l’Udc ma anche con il Prc, così come fatto in Liguria, sarebbe stato più saggio».
E a chi gli ricorda che sono stati il Pd e Chiamparino a spingere verso questa soluzione, risponde così: «Il sindaco ha fatto molto per la mia campagna, più di quanto abbiamo fatto i dirigenti del Pd non direttamente impegnati in campagna elettorale». E aggiunge: «Non credo che con Chiamparino capolista sarebbero cambiate le cose, anzi avrebbe catalizzato gli strali dei No Tav e degli arrabbiati contro di noi. Sergio è un valore mentre il partito in questi cinque anni ha fatto tre o quattro manifestazioni sulle politiche regionali ma mai un manifesto».
In una sconfitta per poche migliaia di voti pesa anche questo. Così come pesa il fatto che «è stato praticamente impossibile parlare dei programmi». E aggiunge: «Non conta la politica ragionata ma quella urlata in una contrapposizione quasi jugoslava tra schieramenti contrapposti che si gridano addosso». Visto che c’è una piccola differenza tra le due coalizioni, «in presenza di un numero di schede annullate che solo in provincia di Cuneo supera quelle della Toscana, sarebbe giusto riconteggiare i voti».
Bresso, comunque, resterà consigliere regionale «anche se non so se guiderò l’opposizione perché vorrei trovare la formula per mantenere il mandato alla guida del Comitato delle Regioni: sarebbe un peccato perdere una simile opportunità visto che sono l’unica italiana alla guida di un organismo europeo».

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Per Conoscenza

marzo 27th, 2010 — 11:32am
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FIAT: BERSANI A MIRAFIORI, IL LAVORO TORNI AL CENTRO DEL DIBATTITO

marzo 26th, 2010 — 9:50am

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(ASCA) – Torino, 26 mar – Sono appena passate le cinque del mattino, e’ ancora buio, quando il segretario del Pd Pierluigi Bersani, il primo leader nazionale a farlo, si presenta ai cancelli della porta due di mirafiori: e’ l’ingresso delle carrozzerie. Gli operai arriveranno verso le cinque e mezza alla spicciolata, ma intanto c’e’ gia’ un capannello di un centinaio di persone, tra questi Mercedes Bresso, candidata alle regionali in Piemonte per il centrosinistra, e alcuni tra i maggiori esponenti del Pd locale, a cominciare dal segretario regionale Gianfranco Morgando, dall’ex ministro Cesare Damiano, dai parlamentari Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi al presidente del consiglio regionale Davide Gariglio. Una levataccia per tutti, per dimostrare che il Pd e’ al fianco degli operai.

Bersani, con un mazzo di volantini in mano, e’ al centro del passo carraio, un assistente gli indica il passaggio pedonale e si crea una sorta di corridoio, per le tute blu di Mirafiori. Tante telecamere, taccuini e militanti del Pd per la prima di un segretario dell’ex Pci dai tempi di Berlinguer. Non c’e’ ressa. Qualcuno evita la passerella, altri entrano frettolosamente mentre una pioggia leggera rischia anche di creare qualche problema. ”Vogliamo portare il lavoro al centro del dibattito politico – dice Bersani -.

Il governo con il balletto degli incentivi ha perso credibilita’. Non e’ possibile che non sappia nulla del nuovo piano industriale che sara’ presentato il 21 aprile. Ma ormai e’ passato. Il governo deve aprire una trattativa nazionale”.

Tra gli operai alcuni rifiutano il volantino, altri si fermano, domandano dei lavori usuranti, qualche sindacalista tocca il tema della democrazia in fabbrica, qualcuno lancia al segretario anche una frecciata: ”Soltanto ora vi ricordate di noi”. Bersani abbozza. Ma soprattutto si tocca la preoccupazione per il futuro di Mirafiori. ”Non lasciateci soli”, invoca una donna. Bresso, che resta sempre al fianco del segretario assicura: ”Abbiamo incontrato ieri la Fiat e ci hanno detto che non hanno intenzione di mollare Mirafiori, anzi, che faranno una nuova produzione. A questo si aggiunge il nostro impegno per portare qui lo sviluppo di un’auto ibrida”. Gli operai ascoltano con qualche dubbio: ”la nuova L0, in produzione dal prossimo anno, e gia’ in preproduzione a fine 2010, portera’ se va bene 600 auto al giorno – commenta Rocco Carella funzionario Fismic da una vita in fabbrica -. I conti sono presto fatti, con la nuova Mito si puo’ salire a 800 auto al giorno che vogliono dire 1500 persone in meno. Come e’ da vedere, ma e’ difficile non fare i conti con questa realta”’. Leghisti non se ne vedono, sono loro i veri concorrenti del grande partito del centro sinistra nelle fabbriche del nord. ”Qui anche se al 70% siamo meridionali – osserva Carella – i leghisti ci sono. Ma nessuno esce allo scoperto. Qualche volta vengono davanti alla fabbrica, ma restano fuori dai cancelli, in fabbrica propaganda non se ne fa”.

Giorgio Airaudo, anche lui davanti alla porta due con un gruppo di sindacalisti della Fiom, di cui e’ segretario regionale, commenta: ”E’ positivo che un segretario nazionale venga all’alba a Mirafiori, e’ un gesto simbolico importante e spero che non sia un episodio isolato: deve indicare una strada che il Pd vuole percorrere con continuita’. Quanto a Mirafiori va bene quanto dice la Bresso, ma sarebbe meglio che Marchionne ne parlasse con il sindacato”. Dopo le carrozzerie Bersani e’ poi andato davanti alla porta sette, quella dell’ingresso degli impiegati.

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COTA CERCA CONSENSO TRA I NO TAV

marzo 25th, 2010 — 7:22pm

“Il disperato tentativo di recuperare ad ogni costo qualche voto, ha portato l’On. Roberto Cota a cercare consenso anche fra gli irriducibili NO TAV e i professionisti dell’antagonismo in Val Susa.
Deve essere davvero grande l’imbarazzo per i dirigenti del PDL, dall’On. Napoli all’On. Ghiglia, costretti a spiegare ai loro elettori da quale parte stia, in Val di Susa, il loro candidato presidente”.

On. Stefano ESPOSITO
Deputato PD Piemonte

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LE AZIENDE SERIE SI FACCIANO AVANTI. POSSIBILE UN ACCORDO SINDACALE QUADRO PER TRASFORMARE LA CASSA IN DEROGA IN MOBILITA

marzo 23rd, 2010 — 7:10pm

I deputati del PD On. Stefano ESPOSITO ed On. Antonio BOCCUZZI hanno incontrato questo pomeriggio i 18 lavoratori della Phonemedia che gestivano, in subappalto per conto di Telecom Italia, l’help desk della direzione servizi operativi di Intesa Sanpaolo, al centro contabile di Moncalieri, che non lavorano più dal 1 febbraio e che domani protesteranno nuovamente chiedendo a Intesa Sanpaolo di assumerli. “I 18 lavoratori – spiega l’On. Stefano ESPOSITO – sono in cassa integrazione in deroga, come altri 1.400 dipendenti piemontesi della Phonemedia. La legittima richiesta a Intesa Sanpaolo di essere assunti attraverso il bando per l’occupazione, dopo mesi di attesa, merita una risposta da parte dei vertici”.
Aggiunge l’On. Stefano ESPOSITO: “I nostri 18 ragazzi si trovano in una sorta di ‘prigione’, infatti, essendo stata avviata la procedura di amministrazione controllata, non hanno un vero e proprio datore di lavoro, ma un custode cautelare che si occupa esclusivamente della gestione patrimoniale. Questo significa che non possono licenziarsi per giusta causa (visto che da mesi non percepiscono stipendio) ed essere messi in mobilità dalla Provincia, come avvenuto in altre situazioni: quindi, l’azienda che li dovesse assumere non avrebbe nessun vantaggio di tipo fiscale (lo sgravio di circa il 50% sui contributi previdenziali)”. Per queste ragioni l’On. Stefano ESPOSITO e l’On. Antonio BOCCUZZI hanno avanzato una proposta: “In attesa di capire le decisioni di Intesa Sanpaolo, bisogna verificare se sia possibile una ricollocazione di questi 18 lavoratori e di altri che si trovano nella stessa situazione. Il problema è come trasformare la cassa in deroga in mobilità. Lanciomo un appello alle aziende sane del nostro territorio, quelle che offrono lavoro serio e non contratti a progetto, affinché si facciano avanti se interessate a queste professionalità. Crediamo che attraverso un ‘accordo sindacale quadro’ si potrà  mettere il custode cautelare nella condizione di occuparsi anche del personale, consentendo così a questi lavoratori, oggi in cassa, di accedere alla mobilità e quindi di venire ricollocati. Se aziende serie, sindacati e Provincia si mettono intorno a un tavolo la soluzione la si può trovare. I Parlamentari piemontesi del PD si impegneranno in questa direzione”.

On. Stefano ESPOSITO
On. Antonio BOCCUZZI
Deputati PD Piemonte

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PIENA SOLIDARIETA’ AI COMMERCIANTI. COTA INTERVENGA E DIMOSTRI DI AVERE A CUORE GLI INTERESSI DEGLI IMPRENDITORI PIEMONTESI E NON QUELLI DEL SUO PADRONE ROMANO

marzo 22nd, 2010 — 4:33pm

Il presidio spontaneo degli operatori mercatali convocato domani, in Piazza Castello a Torino, contro l´approvazione del d.l. di attuazione della Direttiva 2006/123/CE, detta “Bolkestein”, che prevede l’ingresso delle società di capitali nelle aree pubbliche, ovvero nei mercati rionali. Ipotesi che annulla completamente il valore economico delle autorizzazioni alla vendita emesse dagli Enti Locali. Gli operatori, allarmati dalla prospettiva di veder cancellato il loro diritto alla liquidazione, si sono riuniti giovedì scorso in un Comitato Spontaneo e hanno indetto il presidio di fronte alla Prefettura di Torino.
Condivido, insieme alla Presidente Bresso e al PD, la preoccupazione degli operatori e invito il candidato Roberto COTA – e tutti gli esponenti del centrodestra che in questi giorni si sono prodigati a solidarizzare con gli operatori ambulanti – a dimostrare in maniera concreta che questo loro atteggiamento non è esclusivamente figlio di un calcolo elettorale. Infatti, se qualcuno lo avesse dimenticato, l’On. Cota è capogruppo alla Camera del secondo partito della maggioranza di destra.
Alzi, quindi, il telefono e chieda l’immediata convocazione della Conferenza Stato-Regioni al fine di adottare i provvedimenti necessari a garantire e tutelare le piccole e medie imprese piemontesi.
In caso contrario dimostrerà ancora una volta di essere in palese contraddizione tra gli interessi del suo padrone romano e le ‘promesse’ che vende agli elettori piemontesi.
Resto in attesa di notizie da parte di Cota, Burzi, Vignale, Coppola, Ghiglia, Ghigo e compagnia.
P.S.: questa mattina ho appreso della scelta da parte della Confesercenti di sottoporre a provvedimento disciplinare il funzionario che ha assistito i venditori ambulanti in questa loro battaglia. Da osservatore esterno, rispettoso dell’autonomia e delle regole democratiche dell’associazione, non posso che trovare particolarmente sproporzionato questo provvedimento, soprattutto se è vero che la stessa Confesercenti ritiene particolarmente grave il provvedimento del Governo.

On. Stefano ESPOSITO
Deputato PD Piemonte

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Crisi: addetti Agile a presidio Camera, “politici fuori”

marzo 17th, 2010 — 6:22pm

Mentre la Camera sta discutendo le mozioni di maggioranza e opposizione sulla crisi economica, fuori da Montecitorio è in corso il presidio organizzato dalla Cgil. E’ quanto si apprende da fonti di agenzia. Qui i lavoratori di Agile (ex Eutelia) hanno approntato una sorta di “emiciclo parallelo”, al quale invitano i politici.

“Il lavoro e lo sviluppo non interessano questo Parlamento, parliamone fuori”, recita il loro striscione. Sono presenti anche alcuni politici: l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, i deputati Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi, Marianna Madia, l’ex segretario di Rifondazione, Franco Giordano.

Partecipa anche il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani. “Senza lavoro non c’è Italia – dichiara il segretario -. Il governo ha l’orecchio su quelli che ce la fanno, noi vogliamo avere l’orecchio su chi non ce la fa o rischia di non farcela: lavoro, imprese e redditi delle famiglie”.

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La politica sanitaria di Lega-Pdl

marzo 17th, 2010 — 9:01am

FEDERICO MONGA – LaStampa

In caso di vittoria del centrodestra la Città della Salute sarà il primo banco di prova, o a sentire il fronte politico opposto il grimaldello, per una stretta collaborazione tra pubblico e privato nel sistema sanitario piemontese secondo il modello lombardo. Fino ad ora il candidato Roberto Cota si era limitato a mettere il veto sul trasferimento a Grugliasco ma mai aveva dato indicazioni precise sul modello di sviluppo che la coalizione Pdl-Lega ha in mente per uno dei più importanti investimenti dei prossimi dieci anni, oggi al centro della campagna per le prossime regionali.
Andando a spulciare nelle pieghe del programma elettorale del Carroccio al capitolo «L’ospedale del Futuro» paragrafo «La governance tra Stato e Mercato» si legge: «Le conclusioni sono state quelle di definire la politica della spesa sanitaria con nuovi criteri di sostenibilità identificando l’area di mercato per il modello privatistico, definendo l’area di intervento pubblico-privato per valorizzare il servizio per l’utente. Si è convenuto di ottimizzare i costi interni dell’ospedale del futuro utilizzando formule privatistiche: il project financing, l’esternalizzazione di servizi, le società miste pubblico/privato».
«Una delle priorità – conferma l’oncologo Claudio Zanon, consigliere per la politica sanitaria di Cota – è riequilibrare la spesa sanitaria del Piemonte che è fuori controllo. Un ingresso del privato nella costruzione ma anche nei servizi di assistenza della Città della Salute è quanto mai necessario». Una liason che si estende anche alla ricerca e, ovviamente, all’indotto dell’industria bio-sanitaria.
«L’ospedale del futuro – si legge ancora nel programma della Lega – deve riuscire ad ottenere il supporto finanziario da parte del settore privato (singoli donatori, fondazioni, imprese con politiche di social responsability) non solo in modo passivo, ma attivo, proponendo il cofinanziamento di progetti e iniziative di forte valore scientifico e di impatto sociale».
L’idea del centrodestra per la Città della Salute è allora, oltre al sistema del project financing che consente di reperire i fondi necessari sul lungo periodo coinvolgendo imprese private, anche dare vita a una società mista «dove – spiega ancora Zanon – il pubblico mantiene la maggioranza per garantire l’impatto sociale del servizio sanitario ma il privato bilancia con una gestione più efficiente». Insomma un modello che è parente stretto del sistema sanitario lombardo dove i privati sono ormai i grandi protagonisti attraverso le convenzioni. Zanon però ci tiene a spostare l’attenzione dalla Lombardia: «Pubblico e privato si sono messi insieme a costruire ospedali anche a Sassuolo nella rossa Emilia Romagna o a Cortina». Lo schema di riferimento resta però il Centro Europeo di Ricerca Biotecnologica Avanzata targato Umberto Veronesi a Milano.
Nulla ancora di definito invece sulla localizzazione della Città della Salute. «Molto dipenderà – è l’opinione di Zanon – dalle risorse che avremo a disposizione e dalla partecipazione del governo all’opera. Ad oggi la strada più percorribile sembra quella di restare nell’area di Italia 61. Costruire un centro avanzato dove confluiranno i reparti ad alta specializzazione degli ospedali torinesi e contemporaneamente di restaurare i nosocomi esistenti, dal Regina Margherita al San Giovanni Battista».
«E ora che Cota – mette le mani avanti il deputato del Pd Stefano Esposito – dica chiaramente se la Città della Salute è il Cavallo di Troia per far arrivare in Piemonte un diverso modello di sanità, vedi quello lombardo. Fino ad ora, Bresso sulla Città della Salute è stata molto chiara. Dopo la presa di posizione del preside di Medicina Palestro, il centrodestra ci dica con chiarezza quali sono i privati che Moratti e Formigoni hanno suggerito e soprattutto indichino qual è l’area dove realizzare l’intervento. Ci raccontino insomma per intero il loro progetto anche perché l’università è un’istituzione di tutti e che non deve essere schierata nell’agone politico».

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SALVA LA TV DEI RAGAZZI

marzo 15th, 2010 — 6:58pm

Un distretto produttivo della Rai specializzato nell’offerta dedicata al pubblico dei bambini. E’ il progetto dell’azienda per Torino, comunicato in risposta all’interrogazione presentata dai deputati del Partito Democratico Giorgio Merlo e Stefano Esposito e alle iniziative bipartisan – nelle quali si è distinto anche Osvaldo Napoli, vicepresidente dei Deputati del Pdl – dopo che un mese fa c’era stato l’allarme per la chiusura dei programmi della TV dei ragazzi come Melevisione.
Una risposta è arrivata anche dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, interpellato dai parlamentari piemontesi sulla situazione a Torino. “La strategia dalla Rai – ha scritto Garimberti – è quella di rafforzare fortemente l’offerta dedicata al pubblico dei bambini”, un’offerta che favorirà “un processo di rafforzamento del Centro di Produzioni di Torino individuato, oltre alla normale produzione, come distretto produttivo Rai specializzato nell’offerta dedicata al pubblico dei bambini”, un’offerta rivolta non solo alle reti generaliste, ma anche ai due canali televisivi specializzati che si rivolgono ai minori in età prescolare e a quelli in età scolare.
In attesa della puntuale definizione del Piano industriale da parte della Rai, quanto affermato dal Presidente Paolo Garimberti rappresenta “un primo passo avanti – hanno commentato Esposito, Merlo, Napoli e il Presidente della Commissione Lavoro del Comune di Torino Enzo Lavolta: adesso però il nostro impegno proseguirà sulla partita del patrimonio immobiliare: va razionalizzato e reso funzionale, evitando il rischio che le risorse ottenute servano solo a fare cassa e non restino invece sul territorio”.

E’ possibile scaricare il documento originale, cliccando QUI

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