Archive for giugno 2010


“L’Ages deve vivere” Operai protestano in cima alla Mole

giugno 30th, 2010 — 1:26pm

FEDERICO GENTA – LaStampa

L’Ages non deve morire». È il grido dei 350 operai di Santena, che vedono sempre più vicino l’incubo del fallimento. I dipendenti dell’azienda di gomma e metallo stanno facendo il possibile perché la loro storia rimanga sotto i riflettori. Ieri mattina sono riusciti a salire sulla Mole Antonelliana, confusi tra le decine di turisti che ad ogni ora si affacciano dal monumento simbolo di Torino, per vedere l’effetto che fa la città vista dall’alto. Da lassù i lavoratori hanno srotolato gli striscioni. Lo slogan è lo stesso che campeggiava la scorsa settimana a Santena, davanti allo svincolo per l’autostrada Piacenza-Brescia.

«Tutta Torino deve sapere in che condizioni siamo ridotti», spiega Caterina Facciorusso, 50 anni, residente a Mirafiori. «Siamo veramente disperati. Io e mio marito portiamo a casa, insieme, 1300 euro al mese. Anche lui è in mobilità, e l’azienda di Nichelino dove lavorava ha già chiuso. Abbiamo due figli. Tra un mese anch’io sarò a spasso senza prospettive». Dall’ingresso del Museo nazionale del cinema, osserva i colleghi in cima alla Mole. «Non smetteremo di protestare fino a quando qualcuno ci restituirà il lavoro che ci spetta».

Passa una mezz’ora, poi il gruppo decide di scendere. Per un attimo Gianfranco Marcellino trova la forza di sorridere. «Le stiamo davvero provando tutte. Di fronte a questa situazione non possiamo restare immobili». Lui ha 47 anni, e lavora all’Ages dall’88. «Anche mia moglie è impiegata nello stabilimento di via Trinità, e abbiamo quattro figli. Non possiamo permetterci di perdere anche questo misero stipendio».

Venerdì i sindacati sono stati ascoltati in Provincia, dove l’assessore al Lavoro Carlo Chiama ha promesso di fare tutto il possibile per organizzare un tavolo a cui sarà invitata la Regione e i vertici Fiat. «Continuiamo a chiedere che dal Lingotto arrivino garanzie per nuove produzioni da affidare all’Ages», spiega Salvatore Scalia della Femca Cisl. «Solo in questo modo sarà possibile trovare un nuovo acquirente per la fabbrica, oggi commissariata. In alternativa, speriamo almeno che venga prolungata di qualche mese l’erogazione degli ammortizzatori sociali. In caso contrario, nessuno potrà evitare la chiusura definitiva, prevista per il 6 agosto».

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Orbassano: i dubbi dell’ On.Esposito sulla variante 19

giugno 26th, 2010 — 5:49pm

eco del chisone: Orbassano: i dubbi dell’ On.Esposito sulla variante 19

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Orbassano: il Giallo della Variante 19

giugno 26th, 2010 — 5:38pm

Il Giallo della Variante 19

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intervento in aula su sanzioni ai lavoratori Eutelia

giugno 20th, 2010 — 11:43am

Stefano ESPOSITO: Signor Presidente, non devo neanche pensarci: è una risposta che credo sia offensiva. Scopriamo che il Ministero dell’interno, perché lo ha dichiarato, di fronte ad una situazione che è stata ben descritta in quest’Aula dagli interventi che hanno preceduto il mio e anche dall’interpellanza precedente, ha addirittura utilizzato le immagini della Polizia scientifica per irrogare una multa, una sanzione da 2.500 o 10 mila euro, a lavoratori che stavano protestando legittimamente. Mi domando come si possa, in un contesto come questo, arrivare addirittura ad insultare, perché questo ha fatto il sottosegretario oggi, la funzione stessa dei parlamentari. Io sono uno di quelli che è stato identificato e la voglio tranquillizzare: non sono e non siamo preoccupati per noi, ma per la funzione. Io non sono stato identificato da nessun poliziotto presente. Riconosco il lavoro equilibrato che hanno svolto i funzionari presenti. Il blocco stradale è stato deciso dalle forze dell’ordine, perché c’era una preoccupazione nei confronti dei manifestanti. Quindi, è evidente che anche la risposta ci conferma quanto è stato detto in alcuni momenti, cioè che questa è una scelta politica, quella di punire dei lavoratori che hanno osato, anche nei giorni successivi, dimostrare il loro dissenso in maniera forte anche nei confronti di esponenti della maggioranza. Questo non è sopportabile. Chiedo al Ministero dell’interno, visto che le sanzioni sono state comminate dal prefetto di Roma, se davvero si pensa di poter procedere in maniera così poco obiettiva, trattando i parlamentari della Repubblica come fomentatori e istigatori di una manifestazione. Signor sottosegretario, noi siamo arrivati lì a dare un contributo in una situazione in cui quei lavoratori avevano ragione e il Governo si era disinteressato totalmente di dare risposte. Abbiamo svolto una funzione politica ed abbiamo dato un contributo per evitare che la situazione potesse degenerare. Ora mi chiedo: è davvero credibile una risposta peraltro così burocratica? Non è la dimostrazione di una mancanza di impegno? Mi aspettavo che oggi il Ministro dell’interno si assumesse la responsabilità di dire che queste sanzioni venivano ritirate non nei confronti dei parlamentari, ma di quei lavoratori.

Ovviamente questi lavoratori e noi stessi tuteleremo nelle sedi proprie i nostri e i loro diritti. È evidente che questo Governo ha scelto uno scontro frontale su questa vicenda ed io le posso garantire che il gruppo del Partito Democratico, oltre a continuare ad essere al fianco di quei lavoratori, produrrà tutte le iniziative necessarie per dimostrare che voi avete fatto una scelta politica gravissima, che mette a rischio, questa sì, la possibilità di manifestare pacificamente per chiedere risposte che erano state da voi promesse.

È il Governo che aveva promesso a quei lavoratori la possibilità di avere una sede nella quale provare a risolvere i problemi. Non solo non avete dato quella sede, non solo ancora oggi non avete dato una risposta, ma li volete punire.

Questo diventa un elemento di libertà: lo dico anche a lei, signor sottosegretario, perché molti esponenti del suo partito, quando si è trattato di manifestare a fianco degli agricoltori per le quote latte, hanno bloccato autostrade, e non risultano azioni di alcun tipo; anzi, molti parlamentari si sono rivolti, come è giusto, alla Giunta per le autorizzazioni, non per loro stessi, ma per tutelare quegli agricoltori.

Questo è il vostro stile, questa è la vostra idea di ordine pubblico! Ma è la vostra idea, perché la mia solidarietà nei confronti delle forze di polizia, che svolgono tutti i giorni il loro lavoro, è totale. Questa è la vostra linea, questa è la politica del Ministro Maroni; su questo, non intendiamo abdicare e faremo una battaglia durissima, perché oggi, in quest’Aula, lei ha detto che noi siamo degli istigatori, che è una cosa inaccettabile, signor sottosegretario, e ha detto che quei lavoratori meritano di essere puniti. Noi non stiamo con voi, ma stiamo con loro.

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Pd va all’attacco di Gambetta “Stop ai nuovi capannoni”

giugno 19th, 2010 — 9:08am

LaStampa

«Non voglio pensar male né aprire questioni etiche sulle scelte urbanistiche di questa giunta, ma le affermazioni del sindaco di Orbassano sull’urgenza di creare nuove aree produttive non trovano riscontri nella realtà».

Le parole dell’onorevole Pd Stefano Esposito sono diretta al primo cittadino Pdl, Eugenio Gambetta, accusato di essere «mattonaro» e di non parlar chiaro con i consiglieri: o lui racconta «frottole» o tiene per sé notizie che dovrebbe condividere.

Oggetto della diatriba è la «proposta di variante strutturale al piano regolatore numero 19» sostenuta dalla giunta. In ballo c’è la trasformazione di un’area di 90 mila metri quadrati da agricola a produttiva, in via Stupinigi.

«In 25 giorni – dice Esposito – il documento è passato dalle fasi preliminari al voto con eccezionale rapidità». Ma il nodo è un altro. Il sindaco ha affermato che a quei terreni è interessata la Martor di Brandizzo, azienda automotive decisa a ricollocare gli impianti vicino agli stabilimenti Fiat. La manifestazione di interesse è approdata in Comune tramite un professionista. «I vertici della Martor – aggiunge Esposito – però mi hanno detto che non hanno intenzione di spostarsi a Orbassano. Meglio: ce l’aveva un anno e mezzo fa, ora non ci pensano».

Le sue accuse rimbalzano in Comune. «Racconto frottole? Non sono il tipo – dice Gambetta -. La lettera dell’azienda è in ufficio, agli atti. La Martor si è fatta viva attraverso un architetto chiedendo di stringere i tempi. Purtroppo, visto che siamo solo alle fasi preliminari della variante, l’interesse è sfumato. E l’intervento forse non si farà più». Esposito esulta: «Strana questa retromarcia. Le idee cambiano»

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Eutelia/ Pd: Governo rinnova accusa istigazione a deputati

giugno 17th, 2010 — 5:34pm

Roma, 17 giu. (Apcom) – “Rispondendo alla nostra interpellanza, il sottosegretario Davico ha oggi confermato un’accusa gravissima nei confronti di un gruppo di deputati Democratici, tra cui Antonio Boccuzzi ed i sottoscritti, cioè quella di aver istigato il blocco stradale durante la manifestazione di protesta dell’11 marzo scorso dei lavoratori di Eutelia, società divenuta uno dei più conosciuti esempi di crisi industriale”. Lo rendono noto i deputati del Pd Stefano Esposito e Ludovico Vico, firmatari dell’interpellanza discussa oggi alla Camera, insieme, tra gli altri, a Francesco Boccia, Alessandro Maran e Andrea Orlando.

I due deputati del Pd sottolineano che “La vicenda è molto grave perché dimostra l’irresponsabilità del Governo che ha voluto criminalizzare una legittima manifestazione, esasperata da comportamenti secondo noi poco ragionevoli della controparte aziendale, nella quale i lavoratori di Eutelia hanno portato in piazza la loro disperazione, esibendo striscioni insieme alle loro famiglie, per richiamare l’attenzione di tutte le istituzioni e dell’opinione pubblica. Non siamo certo preoccupati per noi ma per la sorte dei lavoratori di Eutelia, che proprio oggi sono tornati ad esprimere in piazza Montecitorio la loro esasperazione, ed in particolare per un gruppo di manifestanti, circa venti, che quell’11 marzo sono stati identificati attraverso l’utilizzo di telecamere, denunciati e condannati al pagamento di una sanzione pecuniaria”.

“Non si comprendono – concludono i deputati Pd- i criteri con cui questo gruppo di persone sia stato identificato, né oggi il sottosegretario Davico lo ha spiegato: resta l’amarezza e l’indignazione per una gestione a dir poco assurda della vicenda e la nostra ferma solidarietà nei confronti dei lavoratori: il Pd è dalla loro parte, chiediamo l’annullamento delle sanzioni e non ci fermeremo finchè il ministero dell’Interno non avrà riconosciuto la fondatezza della nostra istanza”.

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Lavoro: Pd, lavoratori Eutelia dal presidente Fini

giugno 17th, 2010 — 5:01pm

Il deputato del Pd Stefano Esposito ha accompagnato stamattina una delegazione di cinque operai dell’Eutelia, Laura Spezia, Pasquale Ascione e Antonio Sansone di Cgil, Cisl e Uil, insieme ai rappresentanti dello stabilimento, Mazzaro Pagani, Carnicella, Valerio e Pagaria, che manifestano oggi davanti a Montecitorio, dal presidente della Camera Gianfranco Fini che si è fatto carico di chiedere a Gianni Letta di incontrare i lavoratori dell’azienda.

Il presidente Fini si è detto preoccupato per lo sciopero della fame di alcuni lavoratori e ha garantito che in merito alla commessa della Camera vinta da Eutelia sarà sua cura far rispettare i diritti che l’azienda vanta nel rispetto delle leggi.

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EUTELIA: INTERROGAZIONE A RISPOSA ORALE

giugno 16th, 2010 — 5:45pm

Alla Presidenza del Consiglio. – Per sapere – premesso che:

è ormai passato un anno dal 15 giugno 2009, quando improvvisamente Eutelia ha annunciato nella sede del Ministero dello sviluppo economico, la cessione del ramo IT ad Agile srl e contemporaneamente la cessione di Agile a Omega spa;

dopo una prima prudente valutazione da parte sindacale, si è dovuto prendere atto delle reali intenzioni della proprietà che non corrispondevano alle rassicuranti dichiarazioni iniziali, tanto che venivano avviate le prime azioni distruttive del patrimonio aziendale, dal mancato pagamento delle retribuzioni, alla stasi operativa, al blocco degli acquisti, all’avvio della procedura di licenziamento per 1.200 lavoratori;

tale irresponsabile atteggiamento della proprietà ha chiuso qualsiasi possibilità di trattativa e ha determinato una forte reazione da parte dei lavoratori, che il 28 ottobre 2009 hanno occupato la sede romana dell’azienda, protesta seguita dalle altre sedi con il blocco delle attività fino al sequestro dell’azienda da parte del tribunale fallimentare di Roma il 23 dicembre 2009;

il tribunale ha nominato tre custodi fallimentari con il compito di elaborare il bilancio 2009, verificare lo stato patrimoniale dell’azienda, scongiurare distrazioni di fondi e garantire temporaneamente i livelli occupazionali;

a seguito di tale intervento, sono state progressivamente riprese le attività e tardivamente avviata una procedura di cassa integrazione straordinaria per 1.089 lavoratori, mentre la relazione finale sullo stato patrimoniale certificava l’interconnessione esistente tra Eutelia ed Agile evidenziando carenze pesantissime nel processo di gestione dei beni ed attività mai completate;

la proprietà di Agile/Omega non ha mai attuato alcuna azione per prendere in carico le commesse formalmente cedute da Eutelia, non ha mai proceduto all’attuazione di alcun piano industriale volto a garantire la continuità operativa sui clienti e non ha mai operato per assumere la titolarietà dei contratti formalmente acquisiti, causando le rimostranze dei clienti più importanti, le rescissioni di importanti commesse;

le vicende che hanno riguardato altre acquisizioni di Omega, quali Phonmedia ed altri, hanno confermato il ruolo di Omega e dei suoi dirigenti quali “spazzini” di imprese indebitate;

la relazione dei custodi fallimentari ha inoltre evidenziato il tentativo di Eutelia di separare nettamente i propri destini da quelli di Agile, ma il processo di cessione non è mai stato completato e questo può compromettere il disegno di Eutelia di vendere il vero valore di cui è proprietaria ovvero i 14.000 km di fibra ottica;

la sentenza del tribunale di Roma per condotta antisindacale ed il successivo obbligo imposto dal giudice alla rimozione degli effetti della cessione, hanno messo Eutelia in grande apprensione la proprietà, incidendo significativamente su eventuali interessi speculativi e si deve probabilmente a questa l’azione di facciata, fondata sulla sostituzione dei dirigenti più compromessi;

si giunge in tal modo alla proposta, da parte di Agile, di concordato preventivo per affrontare il nodo dello stato di insolvenza, basata su generiche previsioni di crescita, su esorbitanti sopravvalutazioni del patrimonio immobiliare, e su un ampio ricorso ad ammortizzatori sociali per i due terzi dei lavoratori, prospettando un’ipotesi di rientro in due anni per circa il 50% degli occupati attuali;

malgrado gli sforzi della proprietà per accreditare il concordato, il tribunale fallimentare di Roma il 20 Aprile 2010 ha deliberato lo stato di insolvenza di Agile srl, dando il via libera, dopo diversi rinvii, al commissariamento dell’ex ramo IT di Eutelia; stessa sorte hanno seguito le realtà di Novara e Vibo Valentia di aziende del Gruppo Phonmedia/Omega;

la determinazione dello stato di insolvenza ha comportato la nomina di tre commissari giudiziari con il compito di valutare, in trenta giorni, lo stato patrimoniale finanziario ed economico dell’azienda;

sebbene la precedente custodia cautelare avesse prodotto una relazione di bilancio puntuale e dettagliata, i nuovi commissari hanno riavviato il processo di valutazione, producendo ulteriori occasioni di inefficienze e rallentamenti e portando in definitiva ad una situazione altamente rischiosa. In particolare:

- i commissari giudiziari si sono affidati a numerosi consulenti, nessuno dei quali con specifica esperienza nell’Information Technology e skills adeguata a un settore ad alto contenuto tecnologico, di conseguenza i tempi di stesura della relazione giudiziale sono già slittati di ulteriori trenta giorni;

- i commissari non hanno avviato alcun processo di verifica circa la situazione occupazionale, ad oggi su 1.700 dipendenti, oltre 1.000 sono in cassa integrazione straordinaria senza alcuna prospettiva di rientro;

- i commissari non hanno avviato una fase di verifica della validità delle commesse attuali né tantomeno una fase di proposta commerciale in relazione alla carenza dei requisiti richiesti nella pubblica amministrazione, producendo il paradosso che la struttura commerciale è quasi tutta al lavoro, ma non può produrre offerte, né partecipare a gare d’appalto;

- la gran parte dei contratti “ceduti” da Eutelia ad Agile non sono stati considerati validi dall’Amministrazione pubblica, poiché Agile non è mai stata in possesso dei requisiti per l’aggiudicazione degli appalti (DURC, NOS, ecc.), la pratica per l’ottenimento dell’abilitazione di sicurezza, è stata appena avviata, ma fa riferimento all’amministratore unico di Agile srl, clamorosamente bocciato dal tribunale fallimentare di Roma che ha ritenuto non credibile la proposta di concordato preventivo presentata in dibattimento;

- la procedura di abilitazione NOS prevede l’affidamento delle responsabilità di custodia della documentazione classificata a personale qualificato; in azienda esistono diverse risorse in possesso dei requisiti formali e sostanziali, ma sono, attualmente, tutte sospese dal lavoro;

- le attività presso i clienti si svolgono in un clima di grande difficoltà poiché i lavoratori attivi non percepiscono regolarmente retribuzioni e rimborsi spese, né i cedolini degli stipendi con gravi conseguenze personali, per esempio nella richiesta di mutui o finanziamenti;

- contemporaneamente si procede con grande difficoltà per gli acquisti di materiale ed i mezzi aziendali non sono messi in condizione di operare essendo scadute le assicurazioni;

- i lavoratori sospesi in cassa integrazione, hanno visto riconosciuto il diritto all’integrazione salariale ma le inefficienze dei processi aziendali determinano il pagamento dell’assegno di cassa con circa due mesi di ritardo;

- sul piano della gestione operativa i commissari hanno affidato ai consulenti la conduzione delle attività. Nelle rare riunioni è stato espresso chiaramente l’orientamento verso una vendita delle commesse esistenti a competitori di mercato e per questo motivo si parla insistentemente di un ulteriore ricorso alla procedura di cassa per altri 300 lavoratori ed al licenziamento della quasi totalità dei dirigenti superstiti (22 su 26);

sul piano delle iniziative legali va ricordato che nei confronti di Agile la procedura di insolvenza prevede l’insinuazione al debito di tutti i creditori entro il 27 settembre 2010 ed il relativo dibattimento il 28 ottobre 2010;

la questione Eutelia si svolge apparentemente in modo distinto dalle vicende Agile, numerosi sono i procedimenti avviati da lavoratori ex-Eutelia che mettono in condizione la proprietà di rischiare condanne civili e penali;

Eutelia è stata appena dichiarata insolvente ed affidata a commissari giudiziali, due dei quali sono stati custodi di Agile;

l’Italia ha un problema di sviluppo nel campo delle tecnologie e delle telecomunicazioni, esistono realtà come Eutelia che posseggono le infrastrutture di base per lo sviluppo delle reti di nuova generazione, esistono nello stesso tempo, realtà come l’ex ramo IT ceduto ad Agile, che sono ancora in grado di disegnare ed implementare sistemi informativi complessi utili alla crescita e alla modernizzazione del paese;

con la decisione del Tribunale di Arezzo, che ha decretato lo stato di insolvenza della Società ed estromesso la proprietà di Eutelia, è finalmente possibile ricominciare ad affrontare il tema del futuro dei lavoratori in termini complessivi;

i lavoratori di Agile e di Eutelia, coinvolti in questa drammatica situazione, chiedono a tutti di agire in fretta senza attendismi, solo così sarà possibile salvaguardare i valori e gli asset ancora presenti in azienda e avanzare programmi che diano una reale prospettiva alle due aziende:-

quali misure intenda assumere per affrontate in modo serio ed omogeneo le citate situazioni di crisi, perché possano essere salvaguardati sia i beni industriali, sia il lavoro e le professionalità di migliaia di persone, sull’esempio di altre vertenze nazionali quali ad esempio Alitalia e Fiat;

se intenda convocare con urgenza il tavolo di trattativa con tutte le parti interessate anche con la partecipazione di soggetti, quali ad esempio le Regioni, necessari all’avvio del processo di risanamento.

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I mondiali si fanno Ma il Coni usi la pista per gli allenamenti

giugno 16th, 2010 — 9:30am

Maurizio Tropeano – LaStampa

La porta si è riaperta e la Regione, per mezzo dell’assessore allo Sport, Alberto Cirio, si è fatta garante con la Federazioni internazionale della volontà di organizzare non solo i mondiali di slittino sulla pista di Cesana ma anche due gare una per la coppa Europa e l’altra per la coppa del mondo di bob. Una garanzia che è servita per ottenere una proroga di 24 ore per riconfermare la volontà di organizzare l’evento. I soldi (circa due milioni) non dovrebbero essere un problema perché dovrebbero arrivare dai residui attivi dell’Agenzia 2006 – «il presidente Cota ha avuto rassicurazioni dal vice-ministro Vegas sui fondi dell’Agenzia 2006» – ma la condizione per poterli usare è «legata all’impegno del Coni a trasformare quell’impianto nella palestra, nella sede di allenamento e di gara per tutte le federazioni bob, slittino e via dicendo», spiega l’assessore.

L’incontro di ieri mattina tra Cirio, i presidenti delle commissioni consiliari Vignale e Marinello, con il presidente della Fondazione 20 marzo, Pierpaolo Maza, e quello della Fisi, Giovanni Morzenti, è servito per cercare di uscire da quello che Cirio ha definito un «brutto pasticcio». E oggi l’assessore incontrerà i responsabili di Live Nation, il ramo italiano della multinazionale americana socia di maggioranza di Parcolimpico, per capire la disponibilità ad organizzare quei tre eventi.

Cirio si dice convinto della «condivisione da parte dei privati di un progetto di utilizzo dell’impianto che vada oltre i primi mesi del 2011 e permetta invece una programmazione sportiva di più lungo periodo». Se così fosse allora la palla passa a Coni e Fisi che «ci devono aiutare a rendere possibile questo percorso di valorizzazione della struttura». A dire il vero tentativi di coinvolgimento dei vertici dello sport italiano sono stati cercati nel corso degli anni sia dalla Fondazione post-olimpica che dal sistema degli enti locali. Tentativi falliti. Cirio però ribadisce: «Io parto adesso e queste sono le condizioni della giunta Cota: deve essere chiaro che la Regione non metterà i fondi solo per garantire i Mondiali di slittino e poi veder chiudere la pista».

L’assessore esclude al momento un impegno diretto della Regione ma a rendere più agevole il percorso è arrivata la «rassicurazione che i fondi non devono essere messi a disposizione subito ma si possono anche mettere a disposizione nel 2011». La Regione, insomma, non tirerà fuori un centesimo perché sulla carta si potranno utilizzare una parte dei fondi dell’Agenzia, i 10 milioni previsti nell’ordine del giorno bipartisan votato dalla camera su proposta di Cota e del parlamentare Pd, Stefano Esposito.

Ad oggi la disponibilità di quei fondi è legata alla garanzia verbale che il vice ministro Vegas ha fornito al Governatore. Secondo Cirio il più è fatto: «Basta modificare la destinazione d’uso dei fondi dell’Agenzia e utilizzarli non solo per la manutenzione ma anche per gli eventi. Ho parlato con Arcidiacono e il presidente è d’accordo». Esposito, invece, continua ad essere pessimista perché i tempi sono stretti. Non è una caso che lunedì abbia inviato un comunicato stampa con tre semplici parole: «Ehilà, non c’è nessuno?». E adesso spiega: «Per ottenere quei fondi è necessario prorogare la vita dell’Agenzia e per farlo serve una legge e ad oggi non c’è traccia di una proposta in merito». Osvaldo Napoli, parlamentare del Pdl, ribadisce: «Il problema della pista di bob e slittino di Cesana è all’attenzione del Governo che sta valutando la possibilità di liberare le risorse finanziarie necessarie per far in modo che l’impianto olimpico possa continuare a vivere».

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MONDIALI DI SLITTINO. DOMANI SCADE LA PROROGA.

giugno 14th, 2010 — 4:25pm

Domani, martedì 15 giugno, scade la proroga concessa dalla Federazione Internazionale di slittino per la conferma dell’organizzazione dei Campionati del mondo a Cesana.
Mutuando il tormentone di una nota pubblicità, mi permetto di rivolgere al Presidente Cota e agli esponenti piemontesi del centrodestra la seguente domanda:

EHILA’, C’E’ NESSUNO?

On. Stefano ESPOSITO
Deputato PD Piemonte

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