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Eluana, il Pd evita la frattura Vince la libertà di coscienza

febbraio 10th, 2009 — 9:16am

Sara Strippoli – Repubblica

 

Era già stato deciso un presidio in piazza Carignano per questo pomeriggio alle 18. Ma dopo la morte di Eluana con tutta probabilità non ci sarà. Soltanto una dura reazione contro il Quirinale potrebbe far tornare in piazza i democratici piemontesi ieri riuniti per un´affollata segreteria cittadina a cui hanno partecipato anche consiglieri e parlamentari. Nel pomeriggio a Palazzo Civico era circolata una bozza di documento firmato da Enzo La Volta che avrebbe potuto aprire ancora una volta una frattura. Un passaggio, quello in cui si ribadisce «la più totale condanna nei confronti delle posizioni assunte dal governo sul caso Englaro…», aveva messo in fibrillazione la componente cattolica. Il documento però è stato superato dal dibattito pacato in segreteria. Un incontro nel quale sono di nuovo emerse le posizioni di chi, Calgaro e Merlo, ha sottolineato il bisogno di «libertà di opinione e di coscienza sui temi etici» e di quella parte del partito, sintetizzata dal parlamentare di «Sinistra Per» Stefano Esposito, che ha invece messo l´accento sulla necessità che si esprima una linea, «in assenza della quale non ci può essere libertà di coscienza». Chiarisce il segretario cittadino Carlo Chiama: «Questa è la differenza sostanziale che corre fra noi e il centrodestra. Noi riteniamo che partendo da una posizione prevalente ci possano essere posizioni diverse». 

Altre prove per il Pd si giocano in Val di Susa e a Moncalieri. Gianfranco Morgando e Caterina Romeo ieri sera hanno affrontato il caso dei comuni, in prima fila Avigliana, che hanno deciso di uscire dall´Osservatorio. «Sia ben chiaro che la posizione del partito su Tav è una sola», è il messaggio di Romeo. Il sindaco Carla Mattioli, assente perché a Bruxelles, però va avanti e domani approva l´ordine del giorno per uscire dall´Osservatorio. Problematico anche il caso di Condove, dove un assessore e i consiglieri del Pd sono usciti dalla maggioranza del sindaco Barbara De Bernardi. E oggi chiarimento a Moncalieri tra il sindaco Angelo Ferrero e i vertici del Pd sulla crisi comunale.

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“Pronto a sdraiarmi a Montecitorio”

febbraio 9th, 2009 — 8:30am

Bloccare il Parlamento per difendere la democrazia. Stefano Esposito, parlamentare torinese del Pd, si rende conto del paradosso: «Penso che non possiamo lasciar passare sotto silenzio il tentativo di modificare una sentenza della magistratura con una legge fast-food, di quelle scritte e approvate in pochi giorni». Secondo Esposito «per fermare questo attacco alla democrazia non c´è altro modo che quello di bloccare il Parlamento». In che modo? «Basta andare a sedersi sui banchi del governo e impedire l´apertura della seduta. Penso che in questo caso non sia sufficiente una normale opposizione. Proporrò a Veltroni di percorrere la strada di un gesto clamoroso». Ma, in quel caso, la componente cattolica del partito parteciperebbe al blocco? «Penso che sia interesse di tutti, anche dei cattolici, impedire che il Parlamento venga usato come un corpo contundente nella personale battaglia del premier contro la magistratura. Sarebbe davvero miope non vedere che quel che oggi può sembrare a qualcuno condivisibile è la premessa per una deriva che restringe gli spazi di democrazia». La discussione interna al Pd è comunque animata. E le divisioni che oggi si intravedono tra i senatori si riprodurranno a fine settimana nel vasto pattuglione dei deputati piemontesi. Con conseguenze oggi non immaginabili sulla vita politica locale.

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Bresso: “Assicuro riserbo assoluto sull´ultima destinazione di Eluana”

gennaio 22nd, 2009 — 10:53am

Prima di leggere l’articolo qui sotto, vi consiglio la lettura di un mio vecchio post, dove ho pubblicato la lettera che ho ricevuto dal padre di una ragazza in stato vegetativo persistente. Questa non è una vicenda politica, non è una vicenda religiosa, è solo una vicenda umana e come tale va affrontata, QUI trovate la lettera. Continue reading »

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Lettera del padre di una ragazza siciliana in stato vegetativo persistente

luglio 28th, 2008 — 9:55am

Ho ricevuto via mail, la lettera di un padre disperato che chiede solo un po di giustizia, ho deciso di condividere con voi le sue riflessioni ed i suoi pensieri, spero di riuscire ad aprire un dibattito in merito. La lettera è lunga ma merita di essere letta tutta.

sono Luciano Di Natale, padre di Sara, una ragazza ragusana di 25 anni in stato vegetativo. Da più di due anni. io e mia moglie assistiamo Sara 24 ore su 24 e facciamo il lavoro di sei infermieri. A volte dobbiamo prendere decisioni urgentissime sulle cure da somministrare a nostra figlia, anche se non abbiamo le competenze sanitarie adeguate.
Le voglio manifestare la mia profonda amarezza per le carenze,  di strutture per postcomatosi. nella mia città ed in Sicilia ed è per questo che, per farla riabilitare, ho dovuto ricoverare mia figlia in un  centro d’eccellenza  di Ferrara, senza, peraltro, potere usufruire, per il trasferimento con l’aereo opportunamente attrezzato, del sostegno economico del servizio Nazionale Sanitario (ad altri elargito per ricoveri all’estero, vedi Bernardo Provenzano).
Nell’occasione  La invito a leggere la seguente lettera , nella quale voglio esprimere la mia solidarietà a Beppino Englaro che, come me, vive  una “realtà parallela” incredibilmente dolorosa  per avere una figlia in stato vegetativo persistente.
Egli sta dimostrando  forza e grande dignità in mezzo a tanto rumore e a tanto  starnazzare.

Lettera del padre di una ragazza  siciliana in stato vegetativo persistente.

Ma facciamo silenzio!
Per un momento fermiamoci, riflettiamo e:

Immaginiamo che gravissimi danni cerebrali, riportati a seguito di un forte  trauma  cranico, ci costringano a stare giorno e notte a letto oppure in una sedie a rotelle, senza avere la possibilità di  vedere e di sentire le voci dei nostri cari e di cacciare via una mosca dal viso perché incapaci di muovere anche un dito,
Immaginiamo di non riuscire a trattenere l’urina e le feci e di sentirci voltare e rivoltare da mani esperte sul letto ogni tre ore per il cambio del pannolone come quando eravamo bambini , di non poter mangiare nulla perché non riusciamo a deglutire , di non riuscire a bere perché l’acqua andando in trachea ci farebbe soffocare, di sentire i liquidi invadere lo stomaco tramite un  foro fatto nella pancia.

Immaginiamo di avere un tubo inserito nella gola che ci consente di respirare ma che ci provochi, quando tossiamo o starnutiamo, dolorose  lacerazioni alla trachea.

Immaginiamo di avere passato  tre mesi in una sala di rianimazione con forti crisi epilettiche e di esserne usciti con gli arti deformati per la lunga immobilità e poi di avere fatto degli inutili  viaggi della speranza ( con i nostri  cari)  in  Italia o all’estero.

Immaginiamo di essere stati sottoposti a tre interventi chirurgici ai polmoni a causa di forti difficoltà respiratorie.

Immaginiamo di essere assistiti intere nottate in casa, trasformata in corsia ospedaliera, dai nostri cari che cercano di evitare che ci possiamo mordere le labbra o la lingua,  che ci favoriscono la respirazione utilizzando ventilatori, apparecchi per l’aerosol e aspiratori che, continuamente, tirano fuori, attraverso lunghi tubi,  le secrezioni che ostruiscono  i bronchi e le vie   respiratorie .
Immaginiamo poi, come aggravante, di abitare in una regione d’Italia, la Sicilia, dove le strutture di riabilitazione per  postcomatosi sono del tutto insufficienti e dove le famiglie sono costrette  a salti mortali per la riabilitazione dei loro malati e dove devono lottare, continuamente,  per ottenere  i   diritti  che invece hanno i cittadini di regioni più virtuose.

Immaginiamo di non avere  speranze di guarigione o di una vita umanamente accettabile.

Accetteremmo di vivere una vita così  oppure, se potessimo farlo, rifiutare le “buone” intenzioni dei medici che ci vogliono dare per <elemosina> una vita di stenti e dire:
No grazie io non voglio la vostra elemosina, non voglio che sia violata la mia dignità!
 
Facciamo SILENZIO  e RISPETTIAMO Eluana.

RISPETTIAMO il dolore di un padre che con grande dignità ha  lottato e lotta per il bene di Eluana.
Smettetela con le televisive crociate delle bottiglie d’acqua al Duomo di Milano perché le indulgenze non sono più garantite ed è improbabile che il  promotore  di tali pellegrinaggi sia  dichiarato  “santo subito” (magari come <grande santo protettore> dei giornalisti).
Chi scrive è il padre di una ragazza di 25 anni in stato vegetativo persistente da due anni e mezzo, a causa di uno shock anafilattico dovuto all’ingestione di una polpetta di carne trattata con sostanze nocive, che una mano incosciente aveva  aggiunto nel tritato, per guadagnare qualche miserabile euro in più.
Mia figlia ed Eluana  sono doppiamente sfortunate  perché oltre ad avere le loro giovani vite spezzate, non hanno potuto rifiutare l’uso della “tecnologia avanzata” delle sale di rianimazione  per chiedere di morire secondo natura.
I medici delle rianimazioni, avendo a disposizione apparecchiature tecnologicamente avanzate, sono in grado di strappare alla morte molti pazienti sottoponendoli a tutte le cure possibili, anche se consapevoli della loro inutilità e delle conseguenti sofferenze.

Spesso l’esito di un coma degenera in uno stato vegetativo; di esso dice la letteratura scientifica: <E’ il più controverso disturbo della coscienza; è un fenomeno moderno,  prima sconosciuto, prodotto  delle rianimazioni e delle terapie intensive. Chi è in questo stato  reagisce agli stimoli dolorosi e non è in grado di attivare la masticazione, la deglutizione ed è del tutto incontinente>.
Io dico che lo stato vegetativo che non è vita ma non è nemmeno morte, è mostruoso, (un  frutto della medicina del 2000). E’ un ibrido di vita e, simultaneamente, di morte.
Non è accettabile umanamente questa degenerazione della medicina.

Penso che se si facesse un referendum in Italia, dopo una vera informazione, il 95 % degli italiani (il resto sarebbero fondamentalisti religiosi, o masochisti, o disinformati) voterebbe per il testamento biologico.

Per quanto ho detto, ecco perché il padre di Eluana, costretto a difendersi dagli attacchi virulenti che arrivano anche dai  vescovi in trasferta oltreoceano, parla di “natura violentata”.
E la stessa cosa avrà pensato  Papa G. Paolo secondo, quando rifiutò il sondino per l’alimentazione, chiedendo di “lasciarlo andare alla casa del Padre” (come ha scritto in un libro il suo segretario). Se i medici rianimatori (di altissimo livello) non avessero rispettato la sua volontà, con i loro strumenti di “tecnica avanzata” avrebbero mantenuto in vita il Pontefice chissà per quanto tempo e,  probabilmente, potrebbe essere ancora vivo.
Il Papa , persona intelligente, lo sapeva che il “rifiuto” delle terapie medico-chirurgiche, anche quando conduce alla morte, non può essere scambiato per  eutanasia.
Il malato ha il diritto di scegliere che la malattia segua il suo corso naturale .
E facciano religioso silenzio quei preti con i  loro sagrestani  che contestano la giusta sentenza dei Giudici di Milano che hanno dimostrato equilibrio e grande umanità .
Probabilmente tali Giudici  hanno pensato alla “vita dell’individuo”, a cui compete la capacità di discernimento  e libero arbitrio .
Nella sentenza c’è il rispetto per l’uomo. Il rispetto per Eluana.
Ho l’ impressione che invece una parte del clero ami di più la dottrina consolidata piuttosto che l’uomo. Questo è un problema interno alla chiesa cattolica  e spero che  sia  dibattuto in modo approfondito in quanto essa ha una  grande  influenza su molte fasce della società e della politica  italiana.
Anche Eluana  non avrebbe mai accettato quella innaturale condizione in cui si trova.
Noi, persone libere, non  abbiamo motivo di dubitarne come invece, maliziosamente e faziosamente, fa qualche nostro concittadino alle vette della politica.
Ed ha ragione il Presidente della Consulta di Bioetica ( Maurizio Mori)  quando dice: “Eluana ha scelto che non avrebbe voluto vivere da vegetativo permanente, ed e’ giusto rispettare la sua volonta’. Si può dissentire, ma e’ bene moderare i toni nel rispetto delle diverse convinzioni e degli opposti valori.
E facciano silenzio tutti , soprattutto quei politici che con l’uso quotidiano dei mass-media si ergono ad arbitri e  custodi della vita.
Penso che, da loro, Eluana è trattata come un mezzo per difendere la loro morale che vorrebbero imporre a tutti e tremo all’idea che possano discutere e legiferare su di una materia tanto delicata come il testamento biologico o altri problemi di etica.

Ragusa 27 luglio 2008                                                                   Luciano Di Natale

 

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