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“IL GOVERNO INTERVENGA CON URGENZA PER SCONGIURARE ALTRE RITORSIONI”

luglio 29th, 2010 — 2:17pm

“Il Governo intervenga con urgenza al fine di scongiurare altre possibili ritorsioni dei vertici aziendali nei confronti dei lavoratori e si adoperi, per quanto di sua competenza, affinché il ritiro dei licenziamenti da parte del gruppo di Torino sia condizione indispensabile al fine di avviare un serio confronto con le parti in relazione alle decisioni di politica industriale del gruppo Fiat recentemente annunciate, ed evitare l’inasprimento del clima sociale e politico in un momento così delicato per la produzione del settore”: queste le richieste avanzate in un’Interrogazione che il PD ha rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali relativamente alle vicende dei cinque lavoratori licenziati dalla Fiat in una sola settimana (in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom e uno del coordinamento dello Slai Cobas). L’Interrogazione, presentata da Antonio BOCCUZZI e Stefano ESPOSITO, è stata sottoscritta dai Deputati piemontesi del PD Cesare DAMIANO, Mimmo LUCA’, Giorgio MERLO, Anna ROSSOMANDO, Mario LOVELLI ed Elisabetta RAMPI, e da numerosi altri Parlamentari in rappresentanza di varie Regioni italiane.

Spiegano i Parlamentari del PD: “Il Ministro Sacconi, in relazione agli annunciati licenziamenti ha dichiarato che ‘c’è un clima di relazioni industriali che devono risolvere le parti tra di loro’, sostenendo poi in successive dichiarazioni le motivazioni dell’azienda in riferimento ai ‘gravi episodi di interruzione della produzione’. Fino ad ora il Governo non si è mai messo nella condizione di poter chiedere chiare garanzie occupazionali per i lavoratori interessati e per scongiurare la delocalizzazione produttiva, anche al fine di mantenere i poli di ricerca e innovazione che hanno reso la nostra industria automobilistica tra i leader mondiali del settore. Solo in seguito dell’annuncio dei vertici Fiat di spostare parte della produzione in Serbia il Ministro del lavoro ha convocato un tavolo delle parti a Torino”.

On. Antonio BOCCUZZI

On. Stefano ESPOSITO

Deputati PD Piemonte

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Dal Tar decisione pilatesca

luglio 19th, 2010 — 10:31am

Andrea Rossi – LaStampa

«Dopo la sentenza del Tar la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve chiarezza, soprattutto per restituire funzionalità alle istituzioni e trasparenza ai cittadini che rischiano di non comprendere le ragioni di questa stasi che si può prolungare per svariati mesi».

A sostenerlo Giorgio Merlo e Stefano Esposito, parlamentari piemontesi del Pd. «Ci auguriamo – dicono – che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza restituisca, in un verso o nell’altro, la necessaria chiarezza uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca, che peraltro rispettiamo, del Tar Piemonte». Merlo ed Esposito auspicano inoltre che «la collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in consiglio regionale» porti alla cancellazione della legge che ha abolito l’obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali, che è «tra le cause principali di questa incredibile e ormai insopportabile situazione che si è venuta a creare».

Sul fronte opposto del Pdl dà loro ragione il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli: «Nessuna sentenza di nessun Tribunale può mettere in dubbio la volontà con tanta chiarezza espressa dagli elettori piemontesi. La maggioranza ha votato il centrodestra e ha scelto di essere governata da Cota. Hanno ragione Merlo ed Esposito quando evocano il rischio che un’inutile coda alla battaglia elettorale possa compromettere la collaborazione istituzionale. Cota ha vinto legittimamente e legittimamente governa il Piemonte».

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Regione, l´effetto Tar sul bilancio

luglio 19th, 2010 — 10:00am

MARCO TRABUCCO

Per qualche giorno le polemiche tra centrosinistra e centrodestra piemontese si trasferiranno dalle aule di giustizia a quella, più consona a un dibattito politico, del Consiglio regionale. Qui infatti da domani partirà una tre giorni per discutere (e magari approvare) il bilancio di assestamento della Regione. Su questo tema il Pd nei giorni scorsi aveva offerto a Cota e ai suoi una collaborazione per cercare di evitare conseguenze negative al Piemonte delle vicende legate ai ricorsi elettorali. Offerta però respinta dal centrodestra.

Mentre Cota e Bresso hanno continuato a prendersi a male parole, ieri sono tornati a invitare tutti alla calma due parlamentari dei Democratici, Giorgio Merlo e Stefano Esposito. «Dopo la sentenza del Tar – hanno scritto – la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve ridare chiarezza ai cittadini che rischiano di non comprendere appieno le ragioni di questa stasi che si può prolungare per mesi. Ci auguriamo quindi che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza prenda un decisione chiara, in un senso o nell´altro, uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca del Tar Piemonte. E auspichiamo che la collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale porti alla cancellazione della legge che ha abolito l´obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali, che è tra le cause principali di questa incredibile situazione che si è venuta a creare».

Ai due ha subito risposto il vicecapogruppo Pdl alla Camera Osvaldo Napoli: «Hanno ragione i colleghi del Pd Merlo ed Esposito quando evocano il rischio che un´inutile coda alla battaglia elettorale possa compromettere la collaborazione istituzionale. Cota ha vinto legittimamente e legittimamente governa il Piemonte. Questo e non altro, è il significato di chi denuncia il rischio di golpe politico-giudiziario. Va scongiurato nell´interesse dei Piemonte e dei piemontesi. E bisogna rimetter mano quanto prima a quell´autentico obbrobrio della legge elettorale regionale».

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Piemonte, ora si faccia chiarezza. E si modifichi subito la legge elettorale

luglio 19th, 2010 — 8:57am

“Dopo la sentenza del Tar la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve chiarezza, soprattutto per ridare funzionalità alle istituzioni piemontesi e restituite la necessaria trasparenza ai cittadini che rischiano di non comprendere appieno le ragioni di qeusta stasi che si può prolungare per svariati mesi. Ci auguriamo, al riguardo, che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza restituisca, in un verso o nell’altro, la necessaria chiarezza uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca, che peraltro rispettiamo, del Tar Piemonte.

Al contempo, la reclamata e indispensabile collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale, si traduca al più presto nella modifica della legge elettorale che resta tra le cause principali di questa incredibile ed ormai insopportabile situazione che si è venuta a creare.

Insomma, è giunto il momento per uscire dagli equivoci e confidiamo, al riguardo, nella decisione del Consiglio di Stato per evitare che il Piemonte diventi una regione a lungo ingovernabile e caratterizzata, al peggio, da un violento e radicale confronto politico”.

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I mondiali si fanno Ma il Coni usi la pista per gli allenamenti

giugno 16th, 2010 — 9:30am

Maurizio Tropeano – LaStampa

La porta si è riaperta e la Regione, per mezzo dell’assessore allo Sport, Alberto Cirio, si è fatta garante con la Federazioni internazionale della volontà di organizzare non solo i mondiali di slittino sulla pista di Cesana ma anche due gare una per la coppa Europa e l’altra per la coppa del mondo di bob. Una garanzia che è servita per ottenere una proroga di 24 ore per riconfermare la volontà di organizzare l’evento. I soldi (circa due milioni) non dovrebbero essere un problema perché dovrebbero arrivare dai residui attivi dell’Agenzia 2006 – «il presidente Cota ha avuto rassicurazioni dal vice-ministro Vegas sui fondi dell’Agenzia 2006» – ma la condizione per poterli usare è «legata all’impegno del Coni a trasformare quell’impianto nella palestra, nella sede di allenamento e di gara per tutte le federazioni bob, slittino e via dicendo», spiega l’assessore.

L’incontro di ieri mattina tra Cirio, i presidenti delle commissioni consiliari Vignale e Marinello, con il presidente della Fondazione 20 marzo, Pierpaolo Maza, e quello della Fisi, Giovanni Morzenti, è servito per cercare di uscire da quello che Cirio ha definito un «brutto pasticcio». E oggi l’assessore incontrerà i responsabili di Live Nation, il ramo italiano della multinazionale americana socia di maggioranza di Parcolimpico, per capire la disponibilità ad organizzare quei tre eventi.

Cirio si dice convinto della «condivisione da parte dei privati di un progetto di utilizzo dell’impianto che vada oltre i primi mesi del 2011 e permetta invece una programmazione sportiva di più lungo periodo». Se così fosse allora la palla passa a Coni e Fisi che «ci devono aiutare a rendere possibile questo percorso di valorizzazione della struttura». A dire il vero tentativi di coinvolgimento dei vertici dello sport italiano sono stati cercati nel corso degli anni sia dalla Fondazione post-olimpica che dal sistema degli enti locali. Tentativi falliti. Cirio però ribadisce: «Io parto adesso e queste sono le condizioni della giunta Cota: deve essere chiaro che la Regione non metterà i fondi solo per garantire i Mondiali di slittino e poi veder chiudere la pista».

L’assessore esclude al momento un impegno diretto della Regione ma a rendere più agevole il percorso è arrivata la «rassicurazione che i fondi non devono essere messi a disposizione subito ma si possono anche mettere a disposizione nel 2011». La Regione, insomma, non tirerà fuori un centesimo perché sulla carta si potranno utilizzare una parte dei fondi dell’Agenzia, i 10 milioni previsti nell’ordine del giorno bipartisan votato dalla camera su proposta di Cota e del parlamentare Pd, Stefano Esposito.

Ad oggi la disponibilità di quei fondi è legata alla garanzia verbale che il vice ministro Vegas ha fornito al Governatore. Secondo Cirio il più è fatto: «Basta modificare la destinazione d’uso dei fondi dell’Agenzia e utilizzarli non solo per la manutenzione ma anche per gli eventi. Ho parlato con Arcidiacono e il presidente è d’accordo». Esposito, invece, continua ad essere pessimista perché i tempi sono stretti. Non è una caso che lunedì abbia inviato un comunicato stampa con tre semplici parole: «Ehilà, non c’è nessuno?». E adesso spiega: «Per ottenere quei fondi è necessario prorogare la vita dell’Agenzia e per farlo serve una legge e ad oggi non c’è traccia di una proposta in merito». Osvaldo Napoli, parlamentare del Pdl, ribadisce: «Il problema della pista di bob e slittino di Cesana è all’attenzione del Governo che sta valutando la possibilità di liberare le risorse finanziarie necessarie per far in modo che l’impianto olimpico possa continuare a vivere».

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E intanto nel Pd scontro su capogruppo e SanPaolo

aprile 17th, 2010 — 8:34am

SARA STRIPPOLI – Repubblica
Cosa fa il Pd mentre il centrodestra celebra la sua giunta? Si macera senza trovare il nome del capogruppo regionale (tutto rimandato a lunedì), reagisce un po´ tramortito sulla vicenda Salza-Siniscalco e fa arrabbiare Mercedes Bresso che, dopo un´ora di interventi nella seduta parte seconda della direzione regionale, esce stizzita: «Criticano e sostengono che non ci sono state iniziative, ma l´unica cosa vera che ho sentito questa sera è che la campagna elettorale l´hanno fatta soltanto i candidati per se stessi. Il partito ha fatto ben poco». Una fortuna che la presidente uscente non sia in sala quando parla Davide Gariglio. Il presidente del Consiglio regionale in carica fino al 2 maggio analizza le ragioni della sconfitta e trova l´occasione di ricordare che in Regione alcuni Democratici hanno stappato bottiglie di champagne alla notizia della sconfitta. Con tutte queste premesse non si può certo presagire che Gianfranco Morgando avrà vita facile nei prossimi mesi. Il segretario regionale schiva il clima di amarezza e preferisce annunciare battaglia: «Metteremo in evidenza le contraddizioni del centrodestra: appare chiaro che la Lega fa la parte del leone e il Pdl ne esce umiliato». Se a questo si sommano le ultime tensioni emerse in queste ore a livello nazionale, «abbiamo ottime ragioni per nutrire più di un dubbio sulla compattezza della nuova maggioranza regionale».
Psicoterapia della sconfitta a parte, sulla vicenda della Compagnia di San Paolo l´umore è piuttosto nero. Molto duro l´intervento di Stefano Esposito che accusa il partito di essere rimasto in silenzio e commenta sarcastico la definizione di civil servant attribuita a Siniscalco e il ruolo giocato da Angelo Benessia. «La lealtà di Benessia è al di sopra di ogni sospetto», si associa l´assessore comunale Alessandro Altamura che ieri in giunta, assente il sindaco Chiamparino, ha scambiato battute al vetriolo con l´assessore al Bilancio Gianguido Passoni. Il capogruppo del Pd Andrea Giorgis chiede di chiarire il ruolo delle Fondazioni, Maurizio Basile vuole che Benessia sia convocato a Palazzo Civico per rispondere ad alcune domande. Anche Davide Gariglio chiede una riflessione sul voto difforme dei componenti del centrosinistra all´interno della Compagnia e rivolge una domanda: «Ma quali garanzie ci sono per Torino con Siniscalco?».

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Al Segretario Regionale Gianfranco MORGANDO

gennaio 26th, 2010 — 10:05am

Caro Gianfranco,
scelgo la formula della missiva perché la ritengo lo strumento migliore per argomentare le mie opinioni rispetto alla costruzione dell’alleanza che ci porterà all’appuntamento elettorale del 28 marzo. Lo faccio anche perché, come sai, non amo le ipocrisie.
Il Piemonte si sta confermando ancora una volta un vero “laboratorio politico”, anche alla luce di quanto sta avvenendo in altre Regioni italiane dove il nostro partito ha dato vistosi segnali di confusione. Sostanzialmente il Piemonte è l’unica grande Regione italiana nella quale siamo riusciti a stringere un accordo con l’UDC attraverso un confronto trasparente e lineare. E’ a tutti evidente la grande rilevanza politica di tale intesa, nonostante il sacrificio che il nostro partito dovrà sopportare in termini di futuri assetti nel Governo regionale; ed è per questo che non capisco le ragioni di una sempre più insistente lamentazione, percepibile più nei corridoi che nelle sedi formali, rispetto a questi sacrifici. Detto che l’argomento non mi agita, né assegno a questi “sacrifici” un particolare valore politico, non credo che si possa affermare che troppi posti al partito di Casini significhino che il PD rinuncia al proprio ruolo e alla propria funzione di rappresentanza politica di culture e interessi della società piemontese. Quando si cerca di costruire un progetto politico nuovo e innovativo è abbastanza frequente che il partito più grande si sacrifichi a favore delle forze minori. A questo proposito ricordo che durante la difficile trattativa, sfociata nella vittoria del 2005, i DS “sacrificarono” posti e ruoli per favorire la costruzione di una coalizione nella quale sia la Margherita, sia RC si sentissero pienamente protagonisti.
A oggi possiamo dire che in Piemonte siamo riusciti a gestire in modo responsabile il percorso di costruzione della nuova coalizione, scelta che va in gran parte ascritta alla tua azione politica e alla disponibilità, della quale io personalmente non ho mai dubitato, della Presidente Bresso. Abbiamo sgombranto rapidamente il campo da tutte le ipotesi di candidati alternativi alla Presidente uscente, costruendo le condizioni per un allargamento della coalizione, escludendo la Federazione della Sinistra dal futuro assetto della Giunta regionale.
Dico di più, possiamo essere il vero laboratorio politico per la costruzione di una nuova e solida alleanza di governo per il paese.
Per questo è importante non compromettere l’eccellente lavoro svolto con scelte come “l’accordo tecnico” con la Federazione della sinistra, che potrebbero penalizzarci davanti agli elettori, offrendo alla destra terreno fertile sul quale recarci danno.
Ho ben presente le ragioni per le quali è utile un’alleanza di tipo elettorale e meramente tecnica con la nuova formazione nella quale sono confluiti Rifondazione e Comunisti Italiani. Ma credo sarebbe alquanto difficile spiegare agli elettori, che non sono stupidi, la differenza tra un’alleanza programmatica e un apparentamento meramente tecnico e, ancor di più, spiegare la presenza nel listino di qualche loro esponente. Sono alchimie il cui risultato sarebbe solo quello di offrire il fianco alle quotidiane accuse di ambiguità.
Ritengo che Paolo Ferrero e gli altri esponenti della Federazione, in particolare Vincenzo Chieppa e Juri Bossuto, abbiano superato ogni limite accettabile nelle loro affermazioni sulla TAV. Ferrero si è gloriato per aver ostacolato il progetto quando era Ministro del Governo Prodi, è arrivato a parlare di “occupazione militare” della Valle e di “partito trasversale degli affari che vorrebbe trasformare il nostro territorio in un enorme cantiere per almeno vent’anni”. Bossuto ha dichiarato che l’operazione sondaggi è “una azione dai caratteri fortemente repressivi e alquanto irresponsabili”, arrivando ad accusare i promotori dell’iniziativa Si’ Tav di essere i ‘mandanti morali’ dell’incendio del presidio di Borgone.
Le accuse di lobbismo ed affarismo, perfino mafioso, rivolte nei confronti dei promotori e aderenti all’iniziativa Sì TAV rendono alquanto difficile ritenere che tali forze politiche siano dotate di qualcosa di simile al senso di responsabilità.
Certamente è un bene che esista qualcosa alla sinistra del PD, ma il ‘diritto di tribuna’ la Federazione della Sinistra se lo conquisti correndo da solo, come peraltro ha fatto alle ultime elezioni provinciali di cui ricordiamo tutti il risultato, e non attraverso il mercanteggiamento di posti nel listino e senza fare alcuno sforzo per ridurre le distanze con il resto della coalizione, ma anzi accentuando le differenze. Possiamo vincere senza RC, potendo così valorizzare il buon lavoro fatto in questi cinque anni e contestualmente dimostrare quanto la Lega e il PDL siano una coalizione senza nessuna idea, impegnata in una lotta tutta interna per la primazia nella loro coalizione e con un candidato presidente che non è altro che un ventriloquo di Bossi interessato a quel che avviene in Lombardia e in Veneto e non certo allo sviluppo del Piemonte.
Il nostro partito dovrebbe, invece, valorizzare l’apporto di Sinistra Ecologia e Libertà che si sta dimostrando un interlocutore politico affidabile e serio.
La campagna elettorale sarà estremamente difficile: possiamo permetterci due mesi in cui RC, alleata tecnicamente con noi, passi il proprio tempo a spararla più grossa per qualche voto in più?
Per questo vi invito a valutare con attenzione l’ipotesi di stringere un accordo tecnico con Rifondazione e i Comunisti Italiani.
Stefano ESPOSITO
Giorgio MERLO

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Lega e Tav

gennaio 21st, 2010 — 3:06pm

Ecco, la Lega ci spiega che è a favore della tav, si sono dimenticati di chiederlo a bossi? Credo che con queste dichiarazioni, Cota farebbe bene a partecipare alla manifestazione bipartisan “Si tav” di domenica, per dimostrare ai cittadini piemontesi che lui è un convinto sostenitore dell’opera. Come potrete leggere, Bossi ci spiega che il Piemonte deve diventare una provincia lombarda e che quindi lui predilige il collegamento alta velocità che passa a nord delle alpi

http://www.ilpadano.com/padano.php?newsID=2410

TAV Bossi frena: “Non so se il Piemonte ne ha bisogno”

di Paola Galli. Susa – Nella Lega Nord non c’è solo Mario Borghezio a mostrarsi assai poco entusiasta verso la Tav. Se l’eurodeputato leghista aveva partecipato alla protesta del territorio (finendo poi per imbattersi in treno negli autonomi che lo hanno aggredito) lo stesso Umberto Bossi non sembra per nulla esultare alla notizia dell’entrata in funzione della prima trivella che ha scatenato le proteste degli abitanti. Una freddezza che il Senatur ha mostrato apertamente dai canali della televisione del Carroccio.

COLLEGATO ALLA LOMBARDIA. Alla giornalista di Telepadania che gli ha chiesto se anche il Veneto ha bisogno della Tav come il Piemonte, Bossi ha infatti risposto: “Non so neppure se il Piemonte ha bisogno della Tav. Ha bisogno – ha precisato – di restare collegato alla Lombardia, ha bisogno di collegamento col sistema imprenditoriale lombardo”.

ANTISOMMOSSA. Intanto in serata si è conclusa la protesta anti-Tav di centinaia di persone che avevano bloccato la A32 Torino-Bardonecchia sia nel mattino che alla fine della giornata. I manifestanti si sono fronteggiati con le forze dell’ordine in assetto antisommossa, ma non si sono verificati incidenti.

20 gennaio 2010

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Interpellanza urgente

febbraio 1st, 2009 — 8:13pm

Assieme a tutti gli altri deputati del Partito Democratico Piemontese, abbiamo presentato questa interpellanza urgente sul mondo dell’auto! Vi invito a leggerla

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico - Per sapere – premesso che:  

la grave crisi economica e finanziaria si sta manifestando in tutta la sua inedita gravità e le prospettive per il nostro paese sono state precisate dalla Commissione europea, prevedendo una decrescita dell’ordine del 2 per cento nel prossimo anno, recessione, che interesserà tanto la grande industria quanto il sistema delle piccole e medie imprese; 

i Governi dei principali Paesi industrializzati hanno adottato impegnativi programmi di sostegno dell’economia e, in particolare, del sistema industriale; 

nell’ambito dei suddetti piani, Paesi europei come la Germania, Francia, la Spagna, la Svezia e in ambito extra UE, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina, il Canada, hanno già adottato o hanno allo studio misure specifiche per il sostengo del comparto automobilistico, per il finanziamento dei quali vengono stanziate ingenti risorse finanziarie;  

in un mercato sempre più integrato a livello mondiale, il giusto richiamo all’esigenza di non incorrere in misure distorsive, scaturenti da iniziative isolate e non coordinate, almeno a livello europeo, sollecita l’adozione anche nel nostro paese di interventi finalizzati a facilitare e favorire un profondo processo di innovazione in senso ambientale del comparto automobilistico; 

la rilevanza del comparto automobilistico, sia in termini di occupazione diretta e indiretta, sia per fatturato e per la funzione di traino per la ricerca e l’innovazione in molti settori produttivi, merita attenzione e impegno politico, tanto nelle politiche nazionali quanto in sede europea; 

i dati del mese di dicembre evidenziano che, a fine anno, 45 mila lavoratori sono in cassa integrazione in Piemonte. L’industria automobilistica, come nel resto del mondo, sta pagando un prezzo particolarmente alto: ai 5400 operai di Mirafiori in cassa integrazione tra dicembre e gennaio si aggiungono 2000 impiegati che la inizieranno a febbraio. L’intero gruppo Fiat ha previsto in queste settimane, considerando tutte le sedi italiane, la messa in cassa integrazione di circa 50 mila lavoratori. Il calo drastico delle vendite (meno 23% secondo i dati di novembre) e della produzione (meno 46%  rispetto allo stesso mese del 2008) è in linea con quanto sta avvenendo negli altri paesi, evidenziando, all’interno della più generale crisi, un problema specifico che riguarda il settore automobilistico a livello mondiale. L’industria dell’auto è la vittima principale della crisi economica, per il peso che ha nella formazione del PIL (in Italia il settore automotive contribuisce al PIL per circa il 14%) e nella composizione dell’occupazione di molti paesi (in Italia i dipendenti del settore sono circa un milione di addetti; 

la mancata adozione di misure governative risulta particolarmente grave per Torino e per il Piemonte, cuore dell’industria automobilistica italiana, non soltanto per la presenza di FIAT, ma per il peso rivestito da un indotto di piccola e media impresa del settore, che è il suo fulcro produttivo. Il ridimensionamento del comparto dell’automobile avrebbe dunque effetti drammatici, con conseguenze immediate di disoccupazione e crisi sociale, impoverimento del tessuto di piccole e medie imprese, cui si aggiungerebbero rischi di prospettiva per l’intero sistema industriale italiano; 

l’apertura di un tavolo di confronto con le rappresentanze delle imprese del settore automobilistico e motociclistico, rappresenta una necessaria, seppur tardiva, presa d’atto della difficoltà che registra il comparto, ma dovrà essere una sede in cui coinvolgere tutti gli attori, a cominciare dalle organizzazioni sindacali;

la complessità della crisi richiede una strategia complessiva che metta in campo un ventaglio di misure che favorisca un profonda innovazione del settore, dei comportamenti dei consumatori e dell’azione delle pubbliche amministrazioni, nazionali e locali; 

in particolare, sembra necessario assicurare interventi che prevedano: la proroga e il potenziamento dei bonus ecologici per la rottamazione di vecchie auto con acquisto di vetture almeno euro 4; l’individuazione di forme di garanzia per la concessione di crediti al consumo automobilistico; l’introduzione di un organico sistema di incentivi alla ricerca ed allo sviluppo tecnologico del settore, che favorisca l’innovazione dei prodotti in chiave di compatibilità ecologica ed ambientale; la destinazione di risorse adeguate per assicurare il rinnovo completo del parco-auto degli Enti pubblici entro due anni e degli autobus per il trasporto pubblico locale, sostituendo i mezzi con vetture ecologiche; 

allo stesso tempo, è necessario mettere in campo specifiche misure congiunturali di sostegno dell’occupazione per gli addetti del settore, tra cui le più urgenti appaiono: a) la possibilità di aumentare le settimane di CIGO; b) la tempestività dell’assegnazione di risorse, alle Regioni ed in particolar modo al Piemonte, per la gestione della CIGS in deroga. Al 31/12/2008 le risorse sono state esaurite e, se non se ne assegnano di nuove, c’è il rischio che, nell’incertezza del diritto, le aziende procedano al licenziamento; c) il superamento o una nuova definizione dei tetti della CIG per impedire che operai e impiegati, costretti a lunghi periodi di cassa, si avvicinino o superino la soglia di povertà; d) mobilità e disoccupazione in deroga per supportare chi ha già perso il lavoro o non si vedrà rinnovato il contratto. I dati riportano un aumento dei lavoratori licenziati e iscritti in liste di mobilità senza indennizzo (+18%) e un numero consistente di precari che non hanno i requisiti per la disoccupazione; e) procedure semplificate per l’adozione di contratti di solidarietà al fine di assicurare il mantenimento delle competenze della forza lavoro; 

la trattativa in atto tra Governo, Regioni ed Unione Europea volta all’impiego delle risorse del Fondo Sociale Europeo a copertura dei costi della Cassa Integrazione in deroga, ben lungi dall’avere un effetto positivo, causerà in Piemonte la crisi occupazionale di un settore come quello della Formazione Professionale, che occupa 3000 dipendenti e 9000 collaboratori e che è strategico per gestire l’attuale fase di crisi e  favorire l’inserimento o il reinserimento dei giovani e degli adulti disoccupati nel mercato del lavoro - 

come valuti la situazione che si è venuta a determinare per il comparto industriale automobilistico e più in generale della mobilità, anche alla luce della mancata proroga delle misure di sostegno, già adottate negli scorsi anni, che sta mettendo a repentaglio decine di migliaia di posti di lavoro; 

quali iniziative intenda assumere al fine di arrivare a definire una strategia per garantire la tenuta del settore automobilistico nazionale ed europeo, favorendone altresì la difesa dei livelli occupazionali nonché l’evoluzione in senso compatibile con l’ambiente, quale occasione di sviluppo e investimento. 

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Concessioni autostrade, impedita una discriminazione a danno del Piemonte

giugno 4th, 2008 — 9:52am

La Camera dei Deputati ha fatto proprio un Ordine del Giorno da me presentato al fine di impedire una grave discriminazione a danno del Piemonte e delle concessionarie autostradali che operano sul suo territorio. Società che vedono la forte presenza degli enti locali nell’azionariato.

A conclusione delle votazioni sul decreto, che  approvando per legge le convenzioni consentirà a talune società autostradali, in primo luogo alla Società Autostrade (Benetton),  di superare il conflitto con la U.E. e di realizzare le infrastrutture nel rispetto delle regole comunitarie, ho presentato un articolato OdG al fine di superare  il gravissimo limite  discriminatorio verso quei soggetti, tra cui alcune concessionarie piemontesi che a causa delle lungaggini dell’Anas e dei vari livelli burocratici interessati, non sono stati ancora poste nelle condizioni di potere sottoscrivere le nuove convenzioni e, conseguentemente, realizzare opere attese da anni.

Si tratterà ora di sviluppare, per la qual cosa mi impegno sin d’ora,una adeguata azione politica al fine di ottenere che il contenuto dell’OdG sia accolto nei prossimi provvedimenti del governo.

Qui il testo dell’OdG

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