agosto 31st, 2010 — 9:29am
EMANUELA MINUCCI, MAURIZIO TROPEANO – LaStampa
Ciao Piero, vedo che hai fatto carriera». «Sì ho fatto carriera». Piero Fassino è l’unico leader nazionale del Pd che si è messo a disposizione del partito per appiccicare le coccarde alle persone che affollano la festa ai Giardini Reali. Un adesivo in cambio di un’offerta o di una foto. Certo l’ex leader ds gioca in casa ma con chi si ferma a chiacchierare con lui evita di parlare della città e della successione di Chiamparino.
Fassino è il candidato ombra in questo ormai affollatissimo gioco del toto-sindaco ma la gente lo sollecita sui temi nazionali. Un esempio? «Quando tornerete a fare i compagni?» gli domanda un trentenne. La risposta? «Non abbiamo mai smesso». «E Rutelli, più democristiano di Andreotti?». Fassino glissa ma strappa un’offerta al giovane riottoso che poi si fa fotografare. E poi c’è chi gli chiede più sforzi per «mandare a casa Berlusconi» e per dare una «speranza a questo Paese».
Insomma, un Fassino abbottonato sulla città anche se poi si fa fotografare con un canuto signore che gli spiega: «Finalmente conosco di persona un politico onesto». E per essere sicuro che i giornalisti abbiano registrato li chiama a sè. Palazzo Civico è lontano ma perché rinunciare ad un complimento spontaneo di un cittadino? Scene da una Festa che ieri ha avuto bisogno di un vertice per affrontare l’emergenza-coda: troppe persone ai ristoranti, troppe al cinema, troppe dappertutto. La soluzione, per ora, sarà quella di sistemare transenne a zig zag stile aeroporto, «ma se non saranno sufficienti a riordinare la folla – ha spiegato il segretario provinciale Gioacchino Cuntrò – ricorreremo ai numeri come in panetteria».
Sarà merito del bel tempo o della location mozzafiato, ma intanto già ieri alle 17, nella sala Bobbio di piazza Castello, per Antonio Saitta che ragionava sull’utilità delle Province c’erano solo posti in piedi. «Questo pienone dà sul serio la misura del successo», ironizzavano cattivelli i volontari. In effetti, sempre a quell’ora, mentre una bella coda si formava anche davanti al cinema Romano per la proiezione gratuita del «Cosmonauta», l’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri e il consigliere comunale Enzo La Volta avevano il loro bel da fare con il coccardaggio. Di lì a poco davanti alla frontiera della sottoscrizione si è presentata una coppia che mai ci si sarebbe aspettati: il parlamentare Pd Stefano Esposito con Elena Maccanti, (segretario cittadino della Lega, assessore ai rapporti con il Consiglio vicinissima al presidente Cota) che se ne sono andati a prendere un caffè. «Oggi sono riuscito a portare alla festa lei, il prossimo passo è portarci Cota», ha commentato soddisfatto Esposito dopo essersi fatto una passeggiata in viale primo Maggio con la Maccanti. Lei ha accettato l’invito con grande sportività (ma ha solennemente rifiutato l’adesivo del Pd sulla giacca) e ha precisato: «Io ho accettato l’invito dell’amico parlamentare Esposito a bere un caffè, ma non era mia intenzione fare una visita, tanto meno ufficiale, alla Festa. Alla fine però, visto che il Pd ha letteralmente colonizzato la zona il caffè l’abbiamo preso fra gli stand». Ancora Esposito: «Lei mi ha raccontato della sua Festa del Pdl che si terrà a Torino Esposizioni, spiegando che sarà più contenuta, è stata una piacevole chiacchierata fra colleghi: e il prossimo passo, ribadisco, sarà portare qui Cota». Meno male però che la Maccanti non ha dato un’occhiata al menu della pizzeria che da ieri sera propone la «pizza del riconteggio» da un’idea dei volontari, che spiegano: «Rucola amarognola come Cota. Poi champignon scamorza e pomodoro, i colori dell’Italia e del Pd».
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giugno 14th, 2010 — 4:25pm
Domani, martedì 15 giugno, scade la proroga concessa dalla Federazione Internazionale di slittino per la conferma dell’organizzazione dei Campionati del mondo a Cesana.
Mutuando il tormentone di una nota pubblicità, mi permetto di rivolgere al Presidente Cota e agli esponenti piemontesi del centrodestra la seguente domanda:
EHILA’, C’E’ NESSUNO?
On. Stefano ESPOSITO
Deputato PD Piemonte
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marzo 25th, 2010 — 7:22pm
“Il disperato tentativo di recuperare ad ogni costo qualche voto, ha portato l’On. Roberto Cota a cercare consenso anche fra gli irriducibili NO TAV e i professionisti dell’antagonismo in Val Susa.
Deve essere davvero grande l’imbarazzo per i dirigenti del PDL, dall’On. Napoli all’On. Ghiglia, costretti a spiegare ai loro elettori da quale parte stia, in Val di Susa, il loro candidato presidente”.
On. Stefano ESPOSITO
Deputato PD Piemonte
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marzo 17th, 2010 — 9:01am
FEDERICO MONGA – LaStampa
In caso di vittoria del centrodestra la Città della Salute sarà il primo banco di prova, o a sentire il fronte politico opposto il grimaldello, per una stretta collaborazione tra pubblico e privato nel sistema sanitario piemontese secondo il modello lombardo. Fino ad ora il candidato Roberto Cota si era limitato a mettere il veto sul trasferimento a Grugliasco ma mai aveva dato indicazioni precise sul modello di sviluppo che la coalizione Pdl-Lega ha in mente per uno dei più importanti investimenti dei prossimi dieci anni, oggi al centro della campagna per le prossime regionali.
Andando a spulciare nelle pieghe del programma elettorale del Carroccio al capitolo «L’ospedale del Futuro» paragrafo «La governance tra Stato e Mercato» si legge: «Le conclusioni sono state quelle di definire la politica della spesa sanitaria con nuovi criteri di sostenibilità identificando l’area di mercato per il modello privatistico, definendo l’area di intervento pubblico-privato per valorizzare il servizio per l’utente. Si è convenuto di ottimizzare i costi interni dell’ospedale del futuro utilizzando formule privatistiche: il project financing, l’esternalizzazione di servizi, le società miste pubblico/privato».
«Una delle priorità – conferma l’oncologo Claudio Zanon, consigliere per la politica sanitaria di Cota – è riequilibrare la spesa sanitaria del Piemonte che è fuori controllo. Un ingresso del privato nella costruzione ma anche nei servizi di assistenza della Città della Salute è quanto mai necessario». Una liason che si estende anche alla ricerca e, ovviamente, all’indotto dell’industria bio-sanitaria.
«L’ospedale del futuro – si legge ancora nel programma della Lega – deve riuscire ad ottenere il supporto finanziario da parte del settore privato (singoli donatori, fondazioni, imprese con politiche di social responsability) non solo in modo passivo, ma attivo, proponendo il cofinanziamento di progetti e iniziative di forte valore scientifico e di impatto sociale».
L’idea del centrodestra per la Città della Salute è allora, oltre al sistema del project financing che consente di reperire i fondi necessari sul lungo periodo coinvolgendo imprese private, anche dare vita a una società mista «dove – spiega ancora Zanon – il pubblico mantiene la maggioranza per garantire l’impatto sociale del servizio sanitario ma il privato bilancia con una gestione più efficiente». Insomma un modello che è parente stretto del sistema sanitario lombardo dove i privati sono ormai i grandi protagonisti attraverso le convenzioni. Zanon però ci tiene a spostare l’attenzione dalla Lombardia: «Pubblico e privato si sono messi insieme a costruire ospedali anche a Sassuolo nella rossa Emilia Romagna o a Cortina». Lo schema di riferimento resta però il Centro Europeo di Ricerca Biotecnologica Avanzata targato Umberto Veronesi a Milano.
Nulla ancora di definito invece sulla localizzazione della Città della Salute. «Molto dipenderà – è l’opinione di Zanon – dalle risorse che avremo a disposizione e dalla partecipazione del governo all’opera. Ad oggi la strada più percorribile sembra quella di restare nell’area di Italia 61. Costruire un centro avanzato dove confluiranno i reparti ad alta specializzazione degli ospedali torinesi e contemporaneamente di restaurare i nosocomi esistenti, dal Regina Margherita al San Giovanni Battista».
«E ora che Cota – mette le mani avanti il deputato del Pd Stefano Esposito – dica chiaramente se la Città della Salute è il Cavallo di Troia per far arrivare in Piemonte un diverso modello di sanità, vedi quello lombardo. Fino ad ora, Bresso sulla Città della Salute è stata molto chiara. Dopo la presa di posizione del preside di Medicina Palestro, il centrodestra ci dica con chiarezza quali sono i privati che Moratti e Formigoni hanno suggerito e soprattutto indichino qual è l’area dove realizzare l’intervento. Ci raccontino insomma per intero il loro progetto anche perché l’università è un’istituzione di tutti e che non deve essere schierata nell’agone politico».
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marzo 15th, 2010 — 11:43am
MARCO TRABUCCO – Repubblica
«LE MUMMIE devono stare al Museo Egizio. C´è bisogno di rinnovamento, e noi vogliamo svecchiare il Piemonte» dice Roberto Cota, arringando la folla di piazza San Carlo, oltre duemila persone arrivate da tutta la regione per il Cota Day. Lo dice convinto e in cambio riceve una grande applauso, mentre sul palco, di fianco a lui ci sono Enzo Ghigo (per 10 anni governatore e poi senatore Pdl), Carla Spagnuolo (che fa parte del suo listino ed era già assessore negli anni ‘80 per il Psi come altri membri la cui età media è ben superiore ai 50 anni e quella politica ai venti). C´è anche Deodato Scanderebech, anche lui ben sopra i 50 e in politica da almeno 15, c’è Agostino Ghiglia che è vero, ha iniziato giovanissimo, ma sono almeno 30 anni che calca le scene della politica torinese e nazionale. Cota tra l´altro ha appena incassato l´appoggio di un personaggio importante del sottobosco politico torinese, quel Giuseppe Bracco, docente universitario, ex assessore Dc, ex presidente Ascom, anche lui da decenni tra i potenti di Torino e che fino a poco fa veniva attribuito al centrosinistra. È lo stesso Cota d´altronde che l´altro ieri ha appena assicurato a Giampiero Leo (un altro fringuello della politica, assessore solo dai primi anni ´80) che se vincerà la delega alla Cultura sarà ancora sua. «Cota si presenta come l’innovatore e poi i suoi sponsor sono politici di lungo corso che in quanto a novità fanno davvero sorridere» commentava il parlamentare Pd Stefano Esposito in piazza ad ascoltare il messaggio del «nemico».
Tutto vero, ma intanto fra esplosioni di coriandoli e lancio in cielo di palloncini, l´arringa di Cota, candidato del centrodestra che fra due settimane contenderà a Mercedes Bresso la guida del Piemonte, è andata avanti senza tanto badare alla coerenza. I temi sono quelli ormai classici della sua campagna elettorale: «Il mio sogno è tornare qui, da Roma, per far saltare la cappa della sinistra al potere, che non lascia respirare il Piemonte. Con la sinistra, a Torino imperversano il modello Tunisi con gli immigrati e il modello Zapatero con la famiglia e negli asili nido i nostri si vedono scavalcare dagli stranieri». Va bene così e quello che la folla verdeazzurra («non ne vedevamo tanta di nostra in piazza dai tempi di Roberto Rosso contro Chiamparino qui a Torino, questa è la volta buona che vinciamo» dice Ghiglia) vuole sentirsi dire. Tra Cota e Ghigo, tra Barbara Bonino ed Elena Maccanti (almeno loro sì giovani e donne) sul palco sfilano giovani cantanti (non male, molto, molto pop) in una atmosfera da festa tra amici che ha come modello proprio gli «Amici» televisivi della Maria De Filippi. D´altronde anche il pubblico sembra essere lo stesso quello largamente maggioritario dell´Auditel.
Così anche il ritornello più debole di questo Cota elettorale (quello sulla necessità dei far ritornare a Torino il Salone dell´auto, usato come simbolo un po´ consumato del rilancio del Piemonte) passa senza difficoltà tra lo sventolio delle bandiere dei Giovani Padani e gli ultimi attacchi a Bresso: sulla gestione della Sanità, ovviamente «dove eliminando i suoi sprechi potremmo introdurre le cure odontoiatriche gratuite per i nostri anziani», e ovviamente sul caso Soria: poi si torna a cantare.
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gennaio 21st, 2010 — 3:06pm
Ecco, la Lega ci spiega che è a favore della tav, si sono dimenticati di chiederlo a bossi? Credo che con queste dichiarazioni, Cota farebbe bene a partecipare alla manifestazione bipartisan “Si tav” di domenica, per dimostrare ai cittadini piemontesi che lui è un convinto sostenitore dell’opera. Come potrete leggere, Bossi ci spiega che il Piemonte deve diventare una provincia lombarda e che quindi lui predilige il collegamento alta velocità che passa a nord delle alpi
http://www.ilpadano.com/padano.php?newsID=2410
TAV Bossi frena: “Non so se il Piemonte ne ha bisogno”
di Paola Galli. Susa – Nella Lega Nord non c’è solo Mario Borghezio a mostrarsi assai poco entusiasta verso la Tav. Se l’eurodeputato leghista aveva partecipato alla protesta del territorio (finendo poi per imbattersi in treno negli autonomi che lo hanno aggredito) lo stesso Umberto Bossi non sembra per nulla esultare alla notizia dell’entrata in funzione della prima trivella che ha scatenato le proteste degli abitanti. Una freddezza che il Senatur ha mostrato apertamente dai canali della televisione del Carroccio.
COLLEGATO ALLA LOMBARDIA. Alla giornalista di Telepadania che gli ha chiesto se anche il Veneto ha bisogno della Tav come il Piemonte, Bossi ha infatti risposto: “Non so neppure se il Piemonte ha bisogno della Tav. Ha bisogno – ha precisato – di restare collegato alla Lombardia, ha bisogno di collegamento col sistema imprenditoriale lombardo”.
ANTISOMMOSSA. Intanto in serata si è conclusa la protesta anti-Tav di centinaia di persone che avevano bloccato la A32 Torino-Bardonecchia sia nel mattino che alla fine della giornata. I manifestanti si sono fronteggiati con le forze dell’ordine in assetto antisommossa, ma non si sono verificati incidenti.
20 gennaio 2010
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