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Sull’articolo di Numa/Esposito di Luca Abbà

marzo 10th, 2010 — 5:52pm

Pubblico sul mio blog, la lettera del signor Luca Abbà che potrete trovare QUI perchè credo sia rivelatrice del pensiero di uno dei capi dell’anarco-insurrezionalismo torinese.

L’articolo pubblicato su La Stampa di domenica 7 marzo a firma di Massimo Numa mi da spunto per fare alcune considerazioni visto che il parlamentare Stefano Esposito citando il mio nome fa alcune insinuazioni che definire becere è forse limitativo. Non è tanto mia intenzione rivolgermi ad Esposito per rispondere alle sue “domande”, quanto comunicare il mio modesto pensiero a tutti i partecipanti del movimento no tav e alle persone che ancora conservano un briciolo di coscienza critica per interpretare il mondo che li circonda. Per quanto riguarda Massimo Numa, il suo livello di professionalità giornalistica si commenta da se, basta leggere le sue “perle” delle ultime settimane. Peccato che nessuno in questi anni nessuno lo abbia ancora posto in condizione di non nuocere, ma se va avanti così credo che a quel momento non manchi molto.

Sicuramente la bassezza di articoli come questo è segnale della difficoltà in cui si trovano i propositori del TAV che si trovano di fronte un movimento che si oppone con fierezza e determinazione alle trivelle e che non cede alle continue e pesanti provocazioni di tipo politico, mediatico e poliziesco. Nonostante le difficili condizioni e la sproporzione dei mezzi in campo, una popolazione di migliaia di persone continua a resistere ed opporsi allo scempio del proprio territorio e della propria vita, ed è per questo che gli attacchi che rivolti al movimento si fanno via via più duri e accaniti.

Il tentativo di delegittimare i No Tav descrivendo una presunta deriva violenta, che non esiste, naufraga malamente, e il movimento si presenta forte di una partecipazione popolare matura e non rappresentabile; non esistono né capi né guide da corrompere con promesse di carriera politica o altro. Tutto ciò da fortemente fastidio a chi come Esposito giace da anni nei palazzi del potere. A proposito, perché i giornalisti non indagano sui proventi e privilegi dei politici, perché vogliono indagare sulle modalità di vita di chi si oppone al Tav, perché non denunciano la quotidiana discriminazione che subiscono le classi sociali più povere ed indifese (tipo gli immigrati)? Semplice, perché i mass media spesso sono complici e fautori dell’attuale sistema sociale basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla natura.

Su una cosa sono d’accordo con l’articolo di Numa: il titolo che recita così: “Via i professionisti della violenza”; un indicazione interessante, visto che nella foto sono ritratti gli agenti antisommossa. Ebbene si, in Val di Susa sono in tanti a chiedere e desiderare che se ne vadano i professionisti della violenza, quelli che sono stipendiati per picchiare chi dissente, disposti a massacrare di calci e manganellate manifestanti inermi che ovunque in Italia reclamano libertà e dignità. I celerini e i loro capi vivono una vita con e per la violenza, mercenari di uno stato che è l’istituzione violenta per eccellenza con i suoi carceri, i CIE, strategie della tensione e con la sua costante politica della paura; curioso che nessun politico e giornalista che conta abbia da dire nulla su tutto ciò!

Credo anche che in Val di Susa se ne abbia abbastanza di persone che come Massimo Numa usano la loro posizione di potere per discriminare persone e travisare la realtà, spero che si adottino presto delle misure efficaci per rispondere a dovere a queste provocazioni; da parte mia mi impegnerò al più presto per affrontare il tema della libertà di informazione e del rapporto mass-media/movimenti tramite serate informative o altro; accetto collaborazioni.

Ah dimenticavo, non per dare soddisfazioni ad Esposito, ma per chi non mi conosce sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna.

L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori; invito Esposito questa estate a farsi una giornata di lavoro con me al mio ritmo e con i miei orari, voglio vedere se riesce ad arrivare sano a fine serata! Chi mi ha visto lavorare sa cosa intendo.

Un saluto e un ringraziamento a chi mi sta vicino e condivide con me, nonostante le difficoltà, questi stupende giornate di lotta, ci vedremo ancora sulle strade, nei presidi, sulle barricate…

Luca Abbà – Frazione Cels, Exilles – Valsusa 10 marzo 2010

La risposta del sig. Luca Abbà che ho pubblicato sul mio sito è la dimostrazione, per me non necessaria, di quale sia il pensiero di uno dei presunti capi del movimento anarco-insurrezionalista torinese intorno alla vicenda Tav.
Il signore in questione si definisce un contadino, che impiega il suo tempo libero a manifestare contro un’ opera che non condivide.
Il sig. Abbà evidentemente è particolarmente sfortunato, infatti pur utilizzando solo il suo poco tempo libero risulta essere pluridenunciato per atti di violenza sia contro il patrimonio pubblico sia contro le forze di polizia. Uno strano modo di manifestare pacificamente il proprio dissenso. In realtà sembra che abbia anche una condanna, perchè pare “ami” maneggiare esposivi,  dall’alto di questo invidiabile curriculum cerca di dare lezioni di democrazia al movimento NO TAV.
Per dimostrare quanto sia pacifico e democratico egli scrive, riporto testualmente, “per quanto riguarda Numa, il suo livello di professionalità giornalistica si commenta da se, basta leggere le sue perle delle ultime settimane. Peccato che nessuno in questi anni lo abbia ancora posto in condizioni di non nuocere, ma se va avanti così credo che a quel momento non manchi molto.”
Caro Abbà, questa frase dedicata a Massimo Numa, a cui va tutta la mia solidarietà, si chiama MINACCIA nella migliore tradizione di quella scuola che tanti danni e vittime ha fatto negli anni 70-80, alla quale evidentemente ti ispiri, che pare tu rimpianga e che leggendo il tuo testo in modo integrale sembra tu voglia rinverdire.
Non ti sarà permesso, la stragrande maggioranza del movimento No TAV,  al quale dici di voler comunicare il tuo modesto parere, non è interessato alle tue teorie para terroristiche.
Purtroppo per troppo tempo, anche la politica e le istituzioni, hanno catalogato le pesenti parole rivolte a giornalisti o a persone che non la pensano come te, come scicchezze di uno sciocco. Io invece dico che sarebbe sbagliato trattarti come uno sciocco, tu sei un fanatico che si illude di essere un teorico della rivoluzione sociale. A persone come te non deve essere consentito di operare nell’ombra perchè quello è il luogo nel quale siete più pericolosi. Bisogna isolarvi e i primi a doverlo fare sono gli uomini e le donne che fanno la loro leggittima battaglia, se pur da me non condivisa, contro la Torino- Lione.
Ma anche le istituzione devono stare con la guardia alta nei confronti di frange ulta minoritarie che cercano di sfruttare una protesta, qualunque sia, per provare a mettere in pratica le loro folli teorie.

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Tav

febbraio 8th, 2010 — 8:39pm

Dopo le parole con le quali Ministro Bossi esprimeva dubbi circa l’utilità della TAV per il Piemonte, inutilmente smentite da Roberto Cota, oggi è giunta una chiara conferma circa la volontà del Governo Berlusconi di non impegnarsi seriamente per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Il ministro Scajola, nascondendosi dietro l’alibi della scarsità di risorse, ha affermato chiaramente che la TAV non è da considerarsi prioritaria e sacrificabile rispetto al Terzo Valico. Ora i piemontesi e le associazioni di categoria, che da anni sostengono che la TAV è strategica per la nostra Regione, sanno con certezza che il Governo di centrodestra non è realmente interessato a realizzarla, dimenticando gli impegni presi a livello internazionale. Come PD riteniamo che sia la Torino-Lione sia il Terzo Valico sono opera infrastrutturali fondamentali per il futuro dell’economia piemontese e che non si possa metterli in contrapposizione o stilare scale di priorità: ci interessa sapere l’opinione di Roberto Cota su questo punto.
Nei prossimi giorni presenteremo un’InInterrogazioni urgente al Ministro Matteoli affinché il Governo chiarisca le proprie intensioni.

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Conferenza Stampa Si Tav

gennaio 18th, 2010 — 5:07pm
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COTA E GHIGO PARTECIPINO ALLA MANIFESTAZIONE SI’ TAV PER IL BENE DEL PIEMONTE

gennaio 13th, 2010 — 7:13pm

Stupisce, al riguardo, l’atteggiamento dell’On. Roberto Cota che da un lato dichiara la disponibilità ‘piena e convinta’ a partecipare alla manifestazione e, dall’altro, piega questa partecipazione a condizioni politiche ed elettorali radicalmente estranee e contrarie allo spirito della manifestazione. Cosa c’entrano le dimissioni dell’assessore Artesio con la partecipazione all’incontro del Lingotto? Cosa c’entra la coalizione che sosterrà Mercedes Bresso – che sarà giudicata per la sua coerenza dagli elettori piemontesi il 28 marzo – con l’iniziativa bipartisan sulla Torino-Lione?

Chi scrive ha da sempre sostenuto l’errore politico dell’alleanza tra settori del PD valsusini e le liste No Tav per il nuovo governo della comunità montana e la necessità che il nostro partito faccia chiarezza definitiva rispetto a comportamenti politici in aperto contrasto con le indicazioni del PD. Anche grazie alla nostra iniziativa il PD piemontese ha assunto la decisione di deferire agli organi competenti la posizione assunta da Plano e dagli amministratori PD della valle. Ma anche questi argomenti nulla c’entrano con le scelte del centro destra che utilizzano strumentalmente alcuni elementi per spiegare la difficoltà a partecipare alla manifestazione del Sì Tav del prossimo 24 gennaio al Lingotto.

Tuttavia, ci auguriamo che il centro destra piemontese riveda la sua posizione e partecipi attivamente alla manifestazione del sì alla Torino-Lione sgombrando definitivamente il campo da inutili politiche di basso cabotaggio.

Siamo convinti che la grande manifestazione del 24 a Torino possa diventare l’occasione per sancire un patto politico trasversale finalizzato unicamente, al di là del vincitore delle prossime elezioni regionali, a garantire la realizzazione della Torino-Lione”.

Sergio CHIAMPARINO

On. Stefano ESPOSITO

On. Giorgio MERLO

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Quel no ai sì tav ora imbarazza il centrodestra

gennaio 13th, 2010 — 2:52pm

Andrea Rossi – La Stampa

È paradossale che chi ha sempre sostenuto la Tav senza ambiguità nel giorno in cui partono i sondaggi si trovi sulla difensiva. Eppure è così, e la situazione è imbarazzante, al punto da costringere il capo del Pdl piemontese Enzo Ghigo a convocare in tutta fretta un vertice a Roma con il suo vice Ghiglia, il deputato Napoli e il sottosegretario Giachino. Lo Stato maggiore piemontese del partito, insomma: chi ha aderito all’iniziativa bipartisan lanciata da Chiamparino e dal deputato Pd Stefano Esposito (Napoli e Giachino) e chi ha risposto picche (Ghigo e Ghiglia).

C’ è da ricalibrare la linea del partito, perché la proposta sta creando un bel po’ di grattacapi al centrodestra.

Il perché sta tutto nelle adesioni arrivate al comitato Sitavtorino.net, a cominciare da quella di Michele Coppola, vicepresidente Pdl del Consiglio comunale: «È una proposta giusta, dovremmo partecipare tutti con convinzione». Compatto il fronte Udc-Api, (Vietti, Delfino, Vernetti e Calgaro). Ma il vero affondo i promotori l’hanno messo a segno incassando il «sì» del mondo produttivo. L’Unione industriale ha confermato l’adesione degli imprenditori. Ci saranno anche le piccole e medie imprese dell’Api e i costruttori dell’Ance. Facile, a questo punto, intuire l’imbarazzo del Pdl, alle prese – tra l’altro – con la posizione irremovibile della Lega, contraria a qualsiasi iniziativa bipartisan (Cota avrebbe chiesto il ritiro delle adesioni di Napoli e Zanetta). Chiamarsi fuori da un appuntamento che ha incassato il plauso di uno dei blocchi sociali di riferimento del centrodestra (costruttori e piccole imprese) potrebbe rivelarsi un autogol. E prestare il fianco alle stoccate degli avversari. Ieri Chiamparino ne ha già lanciata una: «Dicono di volere il dialogo, ma appena si crea la possibilità di dialogare si sfilano». O, peggio, all’accusa di mirare all’interesse di bottega (le elezioni) anziché al bene comune, un’opera cara alle categorie produttive.

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Sì TAV: UNA INIZIATIVA POLITICA BIPARTISAN PER LA TORINO

gennaio 12th, 2010 — 8:56am

Una grande manifestazione bipartisan per la realizzazione della Torino-Lione, per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e del Nord Ovest, per la modernizzazione delle infrastrutture, per incrementare i collegamenti veloci con l’Europa. È questo il senso della manifestazione pubblica che si terrà domenica 24 gennaio 2010, a Torino, alle ore10.00 presso la Sala Gialla del LINGOTTO FIERE (Via Nizza, 294).

Un’iniziativa politica che vede promotori il Presidente nazionale dell’Anci Sergio CHIAMPARINO, il Vice Presidente nazionale dell’Anci On. Osvaldo NAPOLI, i Deputati del PD del Piemonte On. Stefano ESPOSITO e On. Giorgio MERLO, il Sottosegretario ai Trasporti Mino GIACHINO e il parlamentare del Pdl On. Walter ZANETTA.

Spiegano i promotori: “Dire sì alla Tav oggi significa ribadire un impegno programmatico che registra una adesione politica ed istituzionale trasversale che è decisiva per lo sviluppo economico e produttivo del Piemonte e di tutto il Nord Ovest del nostro paese. E dire sì oggi alla realizzazione della Torino-Lione significa anche accettare la sfida del futuro che non può essere frenato da spirito conservatore e pregiudiziali ideologiche”.

Quella del 24 gennaio vuole essere una manifestazione politica bipartisan per rispettare le varie scadenze della Torino-Lione e accelerare i tempi della sua costruzione, “il che significa anche dimostrare – aggiungono ipromotori – che è possibile una convergenza politica attorno ad un obiettivo concreto, pur nel rispetto della dialettica politica e dei rispettivi, ed opposti, schieramenti politici. Una iniziativa, comunque, che si propone di coinvolgere tutti i soggetti economici, culturali, sociali, politici e istituzionali che continuano a credere nello sviluppo del nostro territorio, nella difesa dell’ambiente e nella realizzazione di infrastrutture decisive per la nostra economia. E la realizzazione della Torino-Lione continua ad essere un’arteria centrale per raggiungere questi obiettivi”.

I promotori dell’iniziativa Sì TAV terranno una

conferenza stampa giovedì 14 gennaio 2010

presso la Sala stampa della Camera dei Deputati

Per aderire all’iniziativa e sottoscrivere l’appello:

www.sitavtorino.net

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Incontro bipartisan dei Sì Tav il centrodestra non trova l´unità

gennaio 12th, 2010 — 8:24am

Sara Strippoli – Repubblica

L´iniziativa bipartisan per dire sì alla Tav spacca il centrodestra a tre mesi dalle elezioni. Le contraddizioni erano evidenti e ora, di fronte alla convocazione per il 24 gennaio promossa trasversalmente dal sindaco Chiamparino, da Stefano Esposito e Giorgio Merlo (Pd), Osvaldo Napoli, Mino Giachino, Walter Zanetta (Pdl), provoca la dura reazione del coordinatore del Pdl Enzo Ghigo e di Agostino Ghiglia. I due sconfessano l´iniziativa del “loro” vicecapogruppo alla Camera Napoli e del sottosegretario ai trasporti: «Noi faremo una manifestazione Sì Tav con i nostri alleati della Lega – dice il vice coordinatore Ghiglia – Non abbiamo intenzione di togliere le castagne dal fuoco a Chiamparino e Bresso. Con tutte le contraddizioni che sono emerse all´interno del loro partito».

Per i promotori dell´iniziativa, l´onorevole Pd Stefano Esposito replica: «Spero che la posizione di Ghiglia e Ghigo rientri o rimanga isolata perché sono convinto che il tessuto produttivo e sociale di questa regione voglia dalla politica concretezze e non propaganda». Detto questo «noi andiamo avanti per la nostra strada. È evidente che Ghiglia è prigioniero della Lega, ma credo che saranno in molti anche nel centrodestra ad aderire alla nostra manifestazione comprendendone lo spirito: fare del bene al Piemonte su un tema che non può essere etichettato né di destra né di sinistra». Lo scopo dell´iniziativa, alla quale si può aderire anche on line sul sito www. sitavtorino. net, è creare un´occasione nella quale la maggioranza delle persone possa far sentire la sua voce a favore della linea Torino-Lione al di là delle appartenenze politiche. «Non ci rivolgiamo al ceto politico, ma al sistema delle imprese, associazioni e singoli cittadini», chiarisce ancora Esposito: «Spero che tanti amministratori, militanti e semplici cittadini, anche quelli della Val di Susa, decidano di venire».

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Per Merlo ed Esposito (Pd), su tav occorre politica unitaria

gennaio 10th, 2010 — 7:24pm

(ANSA) – TORINO, 10 GEN – ”Sulla Torino-Lione e’ necessaria una grande alleanza politica. E la formazione di una giunta unitaria anche nella Comunita’ montana val Susa e val Sangone avrebbe favorito questo obiettivo e sarebbe stato un fatto politico rilevante, al di la’ di qualsiasi tentazione consociativa o di mediazione al ribasso”. Lo dicono Giorgio Merlo e Stefano Esposito, parlamentari piemontesi del Pd. ”E questo – aggiungono – checche’ ne dica il parlamentare del Pdl, Agostino Ghiglia che privilegia solo la sterile polemica”.

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IL BUCO NERO DELLA VALSUSA ATTRAZIONE FATALE PER IL PD

gennaio 10th, 2010 — 8:52am

«Godea degli altri immaginando i guai: chè agli asini il potere manca sempre, ma il desio di far mal non manca mai» (Metastasio «L’origine delle leggi»)

Ettore Boffano – Repubblica

Ma perché la maledizione dell´Alta Velocità avvelena inesorabilmente tutti pozzi del centrosinistra piemontese? E perché la leadership di quello stesso centrosinistra piemontese pare essere ogni volta attirata quasi in maniera morbosa dal “buco nero” della Val di Susa? Ciò che è accaduto ieri attorno all´Osservatorio (quella sorta di finzione semantica e istituzionale escogitata proprio per esorcizzare il “mostro” della Tav), con la decisione di escludere dai suoi lavori i sindaci dissidenti della Valsusa, pare infatti destinato a costituire l´ennesimo atto negativo di questa triste condizione nella quale versano il Pd subalpino e gli organi di governo amministrativo che esso esprime (per ora) a livello locale.

Le parole con le quali il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha commentato quella scelta sono perfettamente condivisibili: l’esclusione dei “primi cittadini” vicini alle posizioni No Tav sancirà la loro piena legittimazione politica quando tra pochi giorni, alla partenza dei nuovi sondaggi esplorativi, indosseranno di nuovo la fascia per guidare (o per essere costretti a guidare) la protesta. Il rovescio della medaglia di quel gesto, invece, riguarda addirittura la credibilità stessa dell´Osservatorio. Dicono che in queste ore Mario Virano, il responsabile (e l´inventore) di questo organismo, si premuri di minimizzare tali effetti e di sottolineare come, al contrario, la mossa dell´altro ieri consenta semmai di dare spazio nell´Osservatorio agli amministratori più favorevoli all´Alta Velocità. Una speranza condivisibile, ma forse anche un´analisi purtroppo fallace. A che cosa dovrebbe servire infatti l´Osservatorio se non a costituire una sorta di camera di compensazione nella quale stemperare i furori No Tav? Trovarsi assieme quando la si pensa allo stesso modo può essere infatti confortante, ma non risolve i problemi.

Vulnerato dunque (e forse per sempre) l’Osservatorio che, è bene non dimenticarlo, aveva vissuto la sua stagione migliore durante il secondo e brevissimo governo Prodi sino a diventare indispensabile persino per la saccenteria dei tecnocrati del nuovo governo Berlusconi, la questione Tav resta sul terreno piemontese soprattutto come una problema (e una colpa) del centrosinistra. La logica e la democrazia vorrebbero che non fosse così (costruire l´Alta Velocità e farla accettare alle popolazioni interessate è infatti prima di tutto un problema dell´esecutivo nazionale oggi saldamente in mano al centrodestra), ma le ragioni e la propaganda della politica odierna rovesciano senza scampo la situazione delineando uno scenario assolutamente opposto. Roma il suo dovere lo ha fatto (stanziando i suoi fondi, cercando e ottenendo quelli europei, accordandosi con la Francia e, in ultima analisi, mettendo a disposizione polizia e carabinieri per garantire l’ordine pubblico) mentre gli amministratori locali (tutti di centrosinistra e tutti divisi tra loro in questi ultimi cinque anni) avrebbero dovuto svolgere il compito di catalizzare il consenso popolare attorno a quest´opera strategica per la nostra regione e per l´Italia.

Così non è stato e, prima ancora della gaffe sull´Osservatorio, il centrosinistra piemontese non ha saputo far sua la proposta dello stesso Chiamparino e dei due deputati del Pd, Giorgio Merlo e Stefano Esposito, di esorcizzare la valenza politica e propagandistica di questa vicenda raggiungendo un accordo bipartisan con il Pdl sulla gestione della Comunità montana della Val di Susa. Il risultato ora è evidente: la questione Tav sarà al centro della prossima campagna per le elezioni regionali e peserà probabilmente come una condanna politica su di essa, con il corollario di almeno due aggravanti specifiche. La prima riguarda l´indubbia natura ondivaga del Bresso-pensiero sul tema dell´Alta Velocità in questi cinque anni di governo regionale, la seconda la debolezza estrema dello stesso Pd nazionale su questo tema, dopo l’inutile (e forse nociva) visita a Torino di Pierluigi Bersani, a pochi giorni dalla sua elezione a segretario, proprio per incontrare i sindaci dissidenti del Pd in Valsusa.

Così, la difficile (e forse troppo tattica) alleanza che si sta costruendo attorno alla ricandidatura di Mercedes Bresso rischia di definirsi solo su una vicenda negativa (assieme alla gestione della Sanità piemontese), piuttosto che su un programma più alto, e alternativo rispetto a quello del centrodestra, sui temi sociali e dello sviluppo (ma chi l’ha detto, infatti, che la costruzione di una grande opera deve essere l’unico collante di una coalizione e della ricerca del consenso?). Nello stesso tempo, gli sbandamenti e le velleità sull´Alta Velocità rischiano di erodere la credibilità del centrosinistra proprio negli ambienti più strategici (a cominciare dai piani alti del Lingotto e di corso Matteotti) nella formazione dell´opinione pubblica in quella realtà torinese che, come scriveva ieri Salvatore Tropea, costituisce l´unico bacino possibile di raccolta di consensi per Mercedes Bresso nel tentativo di arginare l’avanzata del centrodestra nel resto del Piemonte.

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Chiamparino boccia l´intesa romana: “Non si doveva arrivare a questo punto”

gennaio 9th, 2010 — 6:26pm

DIEGO LONGHIN – Repubblica

«Non ho ancora parlato con Virano, ma ho l´idea che la soluzione individuata per non inchiodare l´Osservatorio permetterà agli amministratori e ai sindaci No-Tav di tornare con la fascia tricolore in strada. Non si doveva arrivare a questo punto». Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, non è soddisfatto delle decisioni prese a Roma nel faccia a faccia tra il presidente dell´Osservatorio e il sottosegretario Gianni Letta.

L´esclusione dei rappresentanti dei comuni che non sono d´accordo con il progetto non significa far chiarezza? In pratica: fuori chi rema contro. Perché non è convinto?

«Un conto è se chi non è d´accordo decide di uscire. Diverso se altri decidono che chi non è d´accordo deve uscire. Così si rischia di dare ragione a quelli che dicevano che l´Osservatorio serviva solo per indorare la pillola, rafforzandoli. Mentre l´organismo tecnico guidato da Virano, che continuerà il suo lavoro, esce depotenziato da questa partita».

Colpa di Virano?

«No. Semmai è colpa della politica, assente. Ora vedo che tutti si affannano, scrivono. Ma è tardi. È inutile piangere sul latte versato. Si dovevano prendere decisioni prima delle elezioni della nuova comunità montana, unendo le forze politiche che in Val di Susa si riconoscevano nella necessità di realizzare la linea ad alta velocità. Si sapeva fin dall´inizio che l´obiettivo degli amministratori vicini al movimento era quello di mettere i bastoni fra le ruote all´Osservatorio. E quando si è passati dalla teoria alle cose concrete, come i carotaggi, è successo».

Il Pd si doveva alleare con il Pdl per isolare i No-Tav?

«Sì. Non ci sono dubbi. Una proposta avanzata, oltre che da me, dagli onorevoli Esposito e Merlo, senza nessun secondo fine. Solo per evitare di ritrovarci in questa situazione».

Una grande coalizione non è una soluzione difficile da far digerire, soprattutto alla vigilia di elezioni?

«Era necessario osare. Si sarebbe dato un segnale politico forte, scoprendo che la maggioranza della Valle non è con i No-Tav. Nel Pdl qualche apertura, ad iniziare dall´onorevole Napoli, c´era stata».

E perché non si è arrivati fino in fondo?

«Bisogna avere un po´ più di coraggio, mettendo davanti alle ragioni politiche la necessità di andare avanti con la progettazione. Non solo. Anche di non perdere i finanziamenti europei».

Il segretario del Pd Morgando ha inviato gli incartamenti alla commissione dei probiviri che verificherà l´operato degli esponenti locali. Servirà ad ammorbidire le posizioni in Valle?

«Sono cose che lasciano il tempo che trovano. Sarebbe stato meglio che il sistema messo in piedi non si inceppasse. Che la bottiglia non si rompesse. Invece ci hanno chiesto la bottiglia dicendoci che l´avrebbero rotta, la bottiglia gli è stata data senza problemi, ed ora, pur sapendo quello che avrebbero fatto, il partito decide di denunciarli perché hanno rotto la bottiglia. Le intenzioni di chi si è candidato erano chiare e trasparenti fin dall´inizio, bisogna dargliene atto».

Il sindaco di Settimo, Corgiat, propone mobilitazioni Sì-Tav. Sono utili?

«Si può sempre fare un corteo. Va bene. È un´idea. Ma alla fine cosa si ottiene? Si rinvigoriscono ancora di più le contrapposizioni e il clima, alla vigilia dell´inizio dei carotaggi, non è certo dei più distesi».

Nella riunione in prefettura del tavolo sulla sicurezza che decisioni si sono prese?

«Si è fatto solo il punto della situazione insieme a prefetto e forze dell´ordine su quali sono i rischi e sui possibili scenari quando i tecnici saliranno in Valle per iniziare a fare i sondaggi previsti».

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