“Altro che bandiere rosse” Beppe Fioroni riscopre le categorie della terza internazionale, rispolverando addirittura l’accusa di frazionismo trent’anni dopo la fine del comunismo.

Aver prodotto delle bandiere, con il simbolo ufficiale del PD,  su sfondo rosso per gli appuntamenti del 25 aprile e del Primo maggio ha evidentemente segnalato un disagio dell’area cattolico democratica che mi pare vada ben oltre la vicenda delle bandiere e che forse ha più relazione con la proposta lanciata da Massimo D’Alema di un’alleanza  con l’UDC.

Se la reazione, eccessivamente scomposta, nasconde questioni politiche rilevanti, come sempre abbiamo fatto, siamo pronti al confronto politico nelle sedi proprie, anche perché abbiamo troppo rispetto e stima per personalità come Fioroni o Morgando da immaginare tanta agitazione per il colore di una bandiera.

Se, invece, le reazioni dovessero nascondere il fastidio per l’iniziativa e l’attivismo politica di Sinistra Per, credo superfluo ricordare che proprio quell’attivismo ha contribuito in modo determinante all’elezione a segretario regionale di un esponente di primo piano dei cattolici democratici come Gianfranco Morgando.


D’altra parte, così come le bandiere su sfondo bianco non rappresentano un’ipoteca dei Popolari sul PD, né quelle verdi l’egemonia degli ambientalisti, allo stesso modo le bandiere su sfondo rosso non possono certo essere giudicate una prevaricazione degli ex democratici di sinistra.

Molto più semplicemente, questi tre colori compongono sia la bandiera nazionale, sia il simbolo, questo sì, ufficiale del PD.


Quindi, invitiamo tutti a esercitare, con la dovuta coerenza,  la virtù della moderazione.