giugno 30th, 2008 — 6:14pm
La Stampa
28/06/08
Un gioco di sponda – Torino, Roma e Genova – ha fatto cadere la candidatura di Paolo Cantarella alla guida di Fsu, la cassaforte di Iride. La nomina dell’ex amministratore delegato di Fiat era parte dell’accordo che ha portato Angelo Benessia alla presidenza della Compagnia di San Paolo. A quel punto, però, si sono messi in moto gli avversari di Cantarella. E hanno vinto. Il nuovo tesoriere è il notaio Angelo Chianale, già nel consiglio di Fsu e marito di Francesca Cilluffo che – nelle intenzioni di Davide Gariglio, presidente del Consiglio regionale – dovrebbe essere nominata nel consiglio di indirizzo della Compagnia di San Paolo. Se si seguono le tracce di Gariglio si arriva al primo gruppo di avversari dell’ex manager Fiat. Fa capo a quel vecchio leone della politica che si chiama Giovanni Porcellana, ex sindaco di Torino, e a quel pezzo di ex Dc finito prima nella Margherita e poi nel Pd. Porcellana, nel Cda di Aem, si mise di traverso all’epoca della fusione tra l’azienda elettrica di Torino e quella di Genova quando il sindaco Chiamparino lo voleva far diventare ad di Iride. Allora quel niet trovò una sponda nel sindaco di Genova Beppe Pericu. Adesso lo schema si è ripetuto. Una parte attiva l’ha giocata l’onorevole Marco Calgaro. È stato lui a spiegare al sindaco l’inopportunità di quella nomina. Niente di personale anche se Calgaro, quando ricopriva la carica di vicesindaco bloccò a più riprese – anche grazie all’allora assessore al Bilancio Paolo Peveraro – l’ascesa di Cantarella ad un ruolo esecutivo nelle società partecipate del comune. È stato Calgaro a mobilitare la parte dei Ds più lontana da Chiamparino. Un nome? Stefano Esposito. L’altro parlamentare che con il deputato teo-dem ha criticato le modalità che dovrebbero portare alla fusione tra Gtt e Atm di Milano (operazione criticata anche da Gariglio). A dire il vero il Pci prima e i Ds poi, non hanno mai mosso un boccino dentro l’azienda elettrica. E così Esposito avrebbe giocato di rimessa in Parlamento per arrivare al sindaco di Genova. Poi sono arrivate le perplessità del mondo economico, che lo storico dell’Economia Beppe Berta avrebbe fatto arrivare a Chiamparino. Perplessità che la presidente dell’Api, Claudia Porchietto, avrebbe manifestato ai suoi colleghi liguri. Senza dimenticare le resistenze all’interno di Iride, a partire dall’ad Roberto Garbati. I messaggi sono arrivati a Genova e hanno portato il sindaco, Marta Vincenzi, a chiedere a Chiamparino un nome alternativo.
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giugno 27th, 2008 — 1:10pm
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giugno 26th, 2008 — 6:14pm
Ho ricevuto il DPEF, Documento di Programmazione Economico – Finanziaria per gli anni 2009 – 2013.
Lo pubblico QUI e volevo condividerne la lettura con voi, ovviamente sono ben accetti commenti!
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giugno 26th, 2008 — 3:15pm
Istituzione dell’Ordine al merito dei donatori di sangue ( 1391 )
(presentata il 25 giugno 2008, annunziata il 26 giugno 2008)
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giugno 25th, 2008 — 11:47am
In settimana è stata presentata ai parlamentari locali la bozza del piano strategico riferito ai territori interessati dalla linea ferroviaria Torino – Lione (Val di Susa) Pubblico QUI il testo.
Oggi ci sarà la seduta del Comitato di pilotaggio insieme all’Osservatorio.
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giugno 22nd, 2008 — 5:59pm
Da oggi il nuovo indirizzo per i feed Rss è
http://feeds.feedburner.com/esposito
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giugno 21st, 2008 — 6:49pm
Costruire sicurezza, sconfiggere la paura.
idee e proposte per una nuova cultura della legalitò, della cittadinanza e della sicurezza.
Introduce:
Mario Sechi
sinistra per
moderati da Maurizio Basile, partecipano:
Andrea Padalino
magistrato
Duccio Scatolero
criminologo
Beppe Borgogno
assessore alla polizia municipale città di torino
Nicola Rosiello
segretario regionale sindacato di polizia SILP CGIL
Anna Rossomando
vice segretario regionale PD
membro commissione giustizia camera dei deputati
Conclude
Carlo Chiama
coordinatore cittadino PD
TORINO, 30 GIUGNO 2008 ORE 20.30
NOVOTEL PARCO STURA CORSO GIULIO CESARE 338/34
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giugno 20th, 2008 — 9:11am
Pagina II – La Repubblica Torino
L´allarme dei deputati Esposito e Boccuzzi sulla mossa del governo
Il sindaco: strano che si tolgano le risorse a noi e Bologna e restino per Roma e Milano
Il metrò rischia di fermarsi al Lingotto. Da ieri il prolungamento fino a piazza Bengasi appare un sogno. «Il governo Berlusconi ha tagliato i 128 milioni stanziati dalla Finanziaria 2008 del governo Prodi, per il prolungamento della linea 1». A lanciare l´allarme sono i deputati del Pd, Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi. La sforbiciata è avvenuta con un emendamento al decreto per il sostegno al reddito delle famiglie che andrà in aula la prossima settimana: i fondi per la metropolitana sono stati spostati su altri progetti. «E´ un fatto di gravita´ inaudita – hanno commentato i due deputati – contro il quale faremo le barricate in aula e chiederemo a tutti i parlamentari piemontesi, di entrambi gli schieramenti, di sostenerci. Il governo Berlusconi fa finta di preoccuparsi delle necessita´ dei cittadini, ma poi agisce in direzione opposto. Non sarà un ennesimo attacco ad un´amministrazione di centrosinistra?».
Anche dal sindaco arriva una lettura politica della mossa. Dice in modo perentorio Sergio Chiamparino: «Se il decreto dovesse approdare in aula in questa versione significherebbe che si tolgono risorse ad un investimento strategico per le città, sia perché, forse a caso, forse no, si tolgono risorse a Bologna e Torino e le si danno a Milano legittimamente e a Roma un po´ frettolosamente per sanare un deficit che non e´ accertato. Faccio quindi appello ai parlamentari piemontesi di tutti gli schieramenti affinché si impegnino a ricostituire la versione originaria». Ed è quanto Boccuzzi e Esposito hanno chiesto a Laura Ravetto del Pdl, relatrice in aula, cuneese d´origine. Che, però, precisa: «Si tratta di ipotesi – dice – non facciamo strumentalizzazioni. Il tutto deve ancora essere discusso. Mi impegnerò perché Torino abbia i fondi». «Sono ore molto confuse e non ci sono ancora certezze». Questo il primo commento della presidente della Regione, Mercedes Bresso, e dell´assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli. «Certo – aggiungono – se queste notizie fossero confermate, ci troveremmo davanti a un atto grave anche perché queste risorse erano già state destinate da un provvedimento del Cipe alla metropolitana di Torino proprio per il tratto Lingotto-Piazza Bengasi. Restiamo in attesa di certezze ma è chiaro che se gli allarmi saranno confermati, saremo pronti a dare battaglia con tutti gli strumenti». Preoccupati anche i vertici di Gtt: «L´azzeramento dei fondi sarebbe una decisione grave – dice il presidente Giancarlo Guiati – entro settembre sarà pronto il progetto esecutivo del prolungamento fondamentale per migliorare la mobilità dell´area Sud-Est della città».
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giugno 14th, 2008 — 5:39pm
Ansa
Piano industriale, ricadute sui servizi e sull’occupazione, rapporto di patrimonializzazione delle due societa’, peso di Torino nella governance del nuovo gruppo. Sono alcune delle domande (in tutto undici) sul progetto di fusione tra Gtt e Atm, poste all’azionista, il Comune di Torino, dai deputati del Pd Marco Calgaro e Stefano Esposito, che oggi hanno convocato una conferenza stampa. ‘Ci pare che la sproporzione patrimoniale tra Atm e Gtt – ha detto Esposito – possa costituire un brutto punto di partenza: il diverso peso delle due aziende ci preoccupa perche’ fa intravedere una fusione per incorporazione piu’ che una fusione vera e propria. Non sono i consigli di amministrazione a dover prendere la decisione ultima, ma sono i consigli comunali. E chi chiede di discutere a campo aperto non puo’ essere trattato come un fastidioso problema perche’ si tratta di un patrimonio della citta’. Chiamparino e il Pd dovrebbero aprire un ampio dibattito istituzionale’ ‘Quello che e’ successo negli ultimi due anni in citta’ rispetto alle fusioni – ha osservato Calgaro – da’ adito a dubbi che possono essere posti. Nessuno era pregiudizialmente contrario alla fusione tra Intesa e Sanpaolo, ma oggi tutti siamo qui a dire che e’ necessario un riequilibrio. Nella fusione tra Aem e Amga la situazione era esattamente opposta a quella tra Gtt e Atm, perche’ Amga valeva il 35%, eppure c’e’ un’assoluta compartecipazione nella gestione’.
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giugno 13th, 2008 — 7:48pm
Ieri sono stato a Dozza (BO) in visita al carcere locale.
Sono andato non per trovare Annamaria Franzoni, così come le cronache (e gossip) hanno raccontato oggi su giornali e blog, ma per un motivo ben più nobile. Entro fine luglio, andrò a visitare il CPT di Lampedusa, poi ho gia programmato una visita all’Ucciardone di Palermo ed il Regina Coeli di Roma.
Farò un giro per visitare diverse strutture di reclusione per conoscere le condizioni di vita dei reclusi, ma anche e soprattutto le condizioni di lavoro delle guardie carcerarie, spesso in difficoltà numerica e costretti a lavorare in condizioni di sicurezze assai precarie.
Il carcere di Dozza, è famoso più che per la presenza della Franzoni, per alcuni interessantissimi progetti di recupero adottati e per i diversi laboratori creativi.
La struttura costruita nel 1974 è fatta per ospitare circa 450 detenuti contro i 1100 ospiti odierni.
Questo è solo il primo carcere che ho visitato e rientra in un progetto che sto seguendo, è stata solo una coincidenza che sempre ieri Stefano Lorenzi, marito di Annamaria Franzoni, andava con i figli a trovare la moglie. Se notate infatti, non ho rilasciato alcuna dichiarazione, nonostante i giornalisti delle televisioni e giornali nazionali presenti mi abbiano fatto diverse domande. Sono stato all’interno del carcere circa tre ore e mezza, ho passato in compagnia della signora Franzoni circa 1 minuto. Non è mia intenzione infatti farmi questo tipo di pubblicità che trovo poco interessante e molto sensazionalistica. Se poi volete sapere cosa ne penso della Franzoni ve lo dico, è una donna che chiede di essere dimenticata, le piacerebbe scontare il resto della pena senza troppi riflettori e cronache sui giornali.
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