La tutela del territorio dovrebbe essere bipartisan

La Stampa di Torino pag 55

Quale sarà lo stanziamento del Governo per rimediare ai danni dell’ultima alluvione? Soprattutto: a quanto ammontano i danni effettivi subìti dal Torinese e dal Cuneese? Se sul primo punto non c’è ancora nulla di preciso – nell’intervento alla Camera Guido Bertolaso ha confermato lo stanziamento dei primi 5 milioni e ha inoltrato al ministro Tremonti e alla Presidenza del Consiglio la richiesta di altri 100 milioni avanzata dalla Regione per le opere urgenti -, sul secondo fronte è già polemica.
La perplessità di parte del Pdl sulla richiesta complessiva della Regione – 710 milioni riferiti ai danni conteggiati dalle Province colpite, dalle rispettive Ato e dall’Aipo – si sono rincorse per i corridoi della Camera concretizzandosi in un comunicato a firma di Agostino Ghiglia e Osvaldo Napoli, capogruppo in Commissione Ambiente e vicepresidente del Pdl a Montecitorio. Nessun dubbio sul fatto che i primi 5 milioni messi sul tappeto non bastino. Su questo e sulle preoccupazioni di Bertolaso, che ieri ha ribadito la necessità di una manutenzione del territorio «non occasionale», convengono tutti.
Roberto Cota, Lega Nord, rivendica in aggiunta il ruolo primario delle Province nella ricostruzione. Secondo Roberto Della Seta, Pd, servono una nuova legge urbanistica e più risorse per prevenire le alluvioni.
Giorgio Merlo, Pd, chiede la certezza dei finanziamenti e la semplificazione delle competenze nel governo del territorio.
Ma per Ghiglia e Napoli «occorrerebbe che Bresso puntualizzasse meglio l’entità reale dei danni onde richiedere fondi realmente indispensabili per ristorare le Comunità e i privati senza ipotizzare cifre francamente irrealistiche…». Un modo garbato per dire «gonfiate». «Andiamo, non si può chiedere 100 per ottenere 50», rincara Napoli. Va da sè che la presidente della Regione non ha gradito. «Quella che ho fornito a Letta e a Bertolaso è una prima stesura sulla base dei conteggi forniti dalle Province e dai Comuni – replica seccata -. Oltretutto ci sono frane ancora in corso. Appena sarà operativa l’ordinanza del Governo verificherò come commissario la congruità di queste cifre». E ancora: «Ricordo che sono state coinvolte nove valli, sette in maniera grave, con oltre 150 Comuni. Puntiamo ad avere i fondi per le opere considerate di somma urgenza e urgenti. Il resto della cifra verrà messo in Finanziaria». Sui 100 milioni Bresso, che probabilmente già oggi sarà nominata commissario straordinario per l’emergenza con il compito di coordinare gli interventi e liquidare i danni, si aspetta garanzie e tempi rapidi: «Sto cercando Letta perchè non vorrei che da 100 milioni si scendesse a 50 e mi auguro che venerdì il Governo dia corso allo stanziamento. Altrimenti che se la vedano loro con i Comuni». Scontato l’appoggio dei parlamentari del Pd. Cominciando da Stefano Esposito: «Mi  sorprende che chi ha l’onere del Governo faccia il pidocchioso di fronte al lavoro realizzato dagli enti locali. La volontà di tutelare gli interessi del territorio, specie in questo caso, dovrebbe essere bipartisan». A rinfocolare la polemica, la replica di Ghiglia. Che non solo eccepisce sul conteggio dei danni – «le opere urgenti valgono dai 100 ai 200 milioni, il resto della somma è irrealistica perchè attiene alla risistemazione globale del territorio -, ma ha qualcosa da dire pure sulla nomina di Bresso a commissario: «Non ci opporremo, anche se sarebbe meglio che una carica così delicata fosse affidata ad enti
terzi, per esempio le Prefetture, anzichè a personalità impegnate in politica». Perchè? «In questi casi il rischio è che ci sia una politicizzazione delle vicende in vista delle scadenze elettorali».