Piano Strategico Val di Susa

In settimana è stata presentata ai parlamentari locali la bozza del piano strategico riferito ai territori interessati dalla linea ferroviaria Torino – Lione (Val di Susa) Pubblico QUI il testo.

Oggi ci sarà la seduta del Comitato di pilotaggio insieme all’Osservatorio.

2 pensieri riguardo “Piano Strategico Val di Susa

  • 2 luglio 2008 in 00:08
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    Ma secondo lei, che cos’e’ stato in grado di dissolvere in pochi attimi gli accesi animi dei “sarà dura” Valsusini… per altro miei con-valligiani… la situazione mi fa’ piuttosto sorridere… godo sempre quando chi sostiene la sua totale incorruttibilità e tenacia idealistica… viene banalmente comprato…
    se mi rispondesse le sarei grato…
    nb. io da sempre credo che la tav sia una indispensabile opportunita per una valle come questa… riferendomi all’ocupazione, alla movimentazione economica, all’immagine…. etc etc…da sempre altresi sontengo che dovrebberro essere gli autoctoni a essere impiegati ove possibile in ruoli di responsabilità… perchè in fondo chi lavora per la propria terra a volte e più accorto… alle regole da rispettare fossero pure solo quelle del buon senso..
    Ivan.

  • 6 luglio 2008 in 18:14
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    Ha vinto il buon senso.
    Le FFSS hanno capito (o gli è stato fatto capire) che un progetto infrastrutturale che attraversa un territorio, è un progetto “territoriale” che deve affrontare e risolvere problemi anche locali. Gli amministratori della valle hanno capito che è possibile ospitare un’opera che non toglie ma da: sicurezza (idrogeologica), una minore occupazione dei suolo (con l’interramento selettivo dei Binari nei centri Urbani, ma anche degli elettrodotti ad alta tensione della valle) una stazione ferroviaria internazionale (utilizzando terreni urbanizzati e mal utilizzati e non nuovo territorio).
    Una nuova opera può essere una opportunità se progettata insieme e non subita.
    Sopratutto si è capito (ed e’ merito non solo dell’osservatorio ma anche del Piano Strategico della Provincia) che uscire dal NO TAV è indispensabile perchè non bastano i NO a sviluppare un territorio,a creare lavoro, opportunità, qualità ambientale a renderlo sicuro, attrattivo e competitivo. Occorre riconoscere questo merito ai sindaci, alle amministrazioni piemontesi, a quelli che hanno lavorato in silenzio proponendo sempre il confronto ed il dialogo per creare queste nuove condizioni. Ora comincia la fase “nuova”, complicata e innovativa; tradurre un accordo di “principi” in un progetto “condiviso”.
    E la politica non può chiamarsi fuori.

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