Cantarella Bocciato

La Stampa

28/06/08

Un gioco di sponda – Torino, Roma e Genova – ha fatto cadere la candidatura di Paolo Cantarella alla guida di Fsu, la cassaforte di Iride. La nomina dell’ex amministratore delegato di Fiat era parte dell’accordo che ha portato Angelo Benessia alla presidenza della Compagnia di San Paolo. A quel punto, però, si sono messi in moto gli avversari di Cantarella. E hanno vinto. Il nuovo tesoriere è il notaio Angelo Chianale, già nel consiglio di Fsu e marito di Francesca Cilluffo che – nelle intenzioni di Davide Gariglio, presidente del Consiglio regionale – dovrebbe essere nominata nel consiglio di indirizzo della Compagnia di San Paolo. Se si seguono le tracce di Gariglio si arriva al primo gruppo di avversari dell’ex manager Fiat. Fa capo a quel vecchio leone della politica che si chiama Giovanni Porcellana, ex sindaco di Torino, e a quel pezzo di ex Dc finito prima nella Margherita e poi nel Pd. Porcellana, nel Cda di Aem, si mise di traverso all’epoca della fusione tra l’azienda elettrica di Torino e quella di Genova quando il sindaco Chiamparino lo voleva far diventare ad di Iride. Allora quel niet trovò una sponda nel sindaco di Genova Beppe Pericu. Adesso lo schema si è ripetuto. Una parte attiva l’ha giocata l’onorevole Marco Calgaro. È stato lui a spiegare al sindaco l’inopportunità di quella nomina. Niente di personale anche se Calgaro, quando ricopriva la carica di vicesindaco bloccò a più riprese – anche grazie all’allora assessore al Bilancio Paolo Peveraro – l’ascesa di Cantarella ad un ruolo esecutivo nelle società partecipate del comune. È stato Calgaro a mobilitare la parte dei Ds più lontana da Chiamparino. Un nome? Stefano Esposito. L’altro parlamentare che con il deputato teo-dem ha criticato le modalità che dovrebbero portare alla fusione tra Gtt e Atm di Milano (operazione criticata anche da Gariglio). A dire il vero il Pci prima e i Ds poi, non hanno mai mosso un boccino dentro l’azienda elettrica. E così Esposito avrebbe giocato di rimessa in Parlamento per arrivare al sindaco di Genova. Poi sono arrivate le perplessità del mondo economico, che lo storico dell’Economia Beppe Berta avrebbe fatto arrivare a Chiamparino. Perplessità che la presidente dell’Api, Claudia Porchietto, avrebbe manifestato ai suoi colleghi liguri. Senza dimenticare le resistenze all’interno di Iride, a partire dall’ad Roberto Garbati. I messaggi sono arrivati a Genova e hanno portato il sindaco, Marta Vincenzi, a chiedere a Chiamparino un nome alternativo.