Se sei contraria, lascia il partito

SARA STRIPPOLI MARCO TRABUCCO

Deve uscire dal partito un sindaco del Pd che chiede al suo consiglio comunale un voto contro la Tav? Il giorno dopo la bocciatura del documento di Pra Catinat, nel Partito democratico parte il processo a Carla Mattioli, sindaco di Avigliana. Un tiro incrociato che vede gli amici uniti agli avversari nel condannare l´ennesimo intoppo alla vigilia dell´incontro di Palazzo Chigi. Il più scatenato è ancora una volta il deputato democratico Stefano Esposito, che chiede al suo partito di fare chiarezza in modo definitivo sulla questione Tav: «Veltroni convochi a Torino una riunione del governo ombra per dare sostegno al lavoro del commissario Virano. Nel Pd, sulla Torino-Lione non si può invocare libertà di coscienza». Dal palazzo della Regione l´assessore ai trasporti Daniele Borioli convoca subito una riunione di tutti i sindaci delle due valli, Susa e Sangone.
L´obiettivo è sollecitare un dibattito su quanto sta avvenendo in Val di Susa e sui rischi che posizioni come quelle di Avigliana possano diffondersi in valle. «È un grave segnale di rottura del confronto che non è solo il risultato ma anche l´obiettivo dell´accordo di Pra Catinat – commenta Borioli – Così facendo il comune di Avigliana rischia di autoescludersi dal dialogo. Quel voto rappresenta la sconfitta del buon senso». Come dirigente del Pd, dice ancora
l´assessore «trovo politicamente imbarazzante che l´affossamento dell´accordo sia avvenuto con l´avallo di amministratori locali del mio partito che su questo tema ha assunto posizioni non equivoche». Parole che sembrano, se non l´espulsione, almeno una forte condanna degli amministratori controcorrente.
Il segretario del Pd regionale Gianfranco Morgando e la coordinatrice della provincia di Torino Caterina Romeo confermano senza incertezze la posizione del partito. «Lunedì scorso abbiamo avuto un incontro con sindaci e dirigenti Pd della valle che ci hanno ribadito di condividere il documento di Pra Catinat. Si tratta di un passo avanti importante esposto al confronto su tempi e modalità di progettazione dell´opera. È una posizione che il Pd metterà alla base della sua politica in Val Susa. Lo spiegheremo anche agli amministratori di Avigliana invitandoli a proseguire il confronto». Invita Veltroni a riunire il governo ombra a Torino per ribadire con chiarezza la posizione del Pd sulla Tav anche il parlamentare Giorgio Merlo, membro della commissione trasporti della Camera e il capogruppo del Pdci in Regione Luca Robotti, uno dei politici più vicini alla lotta anti Tav negli anni scorsi, condanna la decisione di Avigliana:
«Vedere quel comune votare contro l´accordo di Pra Catinat è incomprensibile perché rischia di far saltare il dialogo costruttivo fra le istituzioni e la valle. Un´opportunità non ripetibile, soprattutto considerando chi oggi governa questo Paese». Di amarezza parla il segretario regionale di Idv Andrea Buquicchio «una scelta in contrasto con il lavoro di concertazione sin qui svolto dall´Osservatorio». Che il Pd alzi forte la voce, dice Giacomo Portas
del Moderati che convoca una riunione regionale per discutere della questione. Il vicepresidente del Consiglio Roberto Placido concorda con la proposta di convocare un incontro del governo ombra: «Sulla Tav il governo ombra dimostri di essere vivo e di non rincorrere il governo vero».
L´ex-presidente della Regione, il senatore di Forza Italia Enzo Ghigo, ha parole concilianti per la reazione del centrosinistra: «Le prese di posizione odierne di autorevoli esponenti del Pd sulla questione di Avigliana sono un segnale importante per tutte quelle amministrazioni che si comportano ancora in modo ambiguo su un progetto strategico per l´intero Paese. Prendiamo atto della netta presa di posizione del Pd a favore della Torino-Lione e confidiamo che nelle prossime ore possa aggiungersi anche l´autorevole sostegno della presidente Bresso». Più duro è il parlamentare di An Agostino Ghiglia. Che attacca quello che definisce «l´imbarazzante silenzio del centrosinistra piemontese». Le posizioni dei parlamentari non bastano a fare chiarezza, dice l´esponente di centrodestra: «sono i massimi responsabili istituzionali e politici del centrosinistra che devono dire chiaro e forte quale sia la loro posizione sulla Tav».