Una legge per stralciare Torino dall’elenco di città metropolitane

Repubblica Torino
Marco Trabucco

Un coro di no: è quello che arriva dal Pd piemontese alla proposta lanciata l´altro ieri dal parlamentare Pdl Roberto Rosso di cogliere l´occasione della creazione della città metropolitana di Torino per ridisegnare i confini di tutte le province della regione. Il primo no è quello del parlamentare vercellese Luigi Bobba: «Quello di Rosso – dice – mi sembra un risiko che non porta da nessuna parte. Noi a gennaio avevamo fatto un incontro per proporre una soluzione più concreta: un coordinamento, se non proprio la riunificazione, tra le quattro province del Nord Piemonte (Vercelli, Biella, Novara e il Verbano Cusio Ossola). Questo per almeno tre motivi: la storia che ha visto queste realtà da sempre legate tra di loro, l´opportunità poi di rafforzare una collaborazione che già esiste nei fatti su temi come le infrastrutture (si pensi alla Pedemontana) la raccolta rifiuti, le questioni logistiche; infine un territorio con oltre 750 mila abitanti potrebbe incidere molto di più sulle politiche regionali di quanto non possano fare oggi quattro piccole provincie separate».
Una posizione, quella di Bobba che è condivisa anche dal consigliere regionale Alessandro Bizjak: «Un coordinamento tra le province piemontesi del Nord, a regia regionale, potrebbe rappresentare, senza costi aggiuntivi, una risposta efficace alle esigenze di quei territori». Con il parlamentare torinese Stefano Esposito si torna invece nel capoluogo: «Siamo sicuri che abolire la Provincia di Torino per costruire la città metropolitana abbia senso? Nessuno l´ha ancora dimostrato. Non credo sia il modo giusto per ridurre i costi della politica e spero che il Pd piemontese se ne renda conto. A settembre intendo presentare una proposta di legge che stralci Torino, per le caratteristiche peculiari del suo territorio provinciale, dal novero delle città metropolitane. E lancio un appello a giuristi e amministratori del mio partito perché mi diano una mano ad elaborarlo».
Contro Rosso scende in campo anche il consigliere regionale albese Mariano Rabino: «La sostituzione della Provincia di Torino con la città metropolitana dovrebbe essere l´occasione per una riorganizzazione delle province piemontesi. Molte potrebbero essere le combinazioni territoriali nel caso di riorganizzazione. Per quanto riguarda il territorio che rappresento pur non essendo un fanatico della provincia di Alba-Bra–Carmagnola, alle quali si potrebbe aggregare anche Chieri, ritengo che potrebbe essere questa la più logica nuova eventuale provincia e non il passaggio nella provincia di Asti, come parrebbe dalla proposta Rosso e dai desiderata del neo presidente dell´ente astigiano, Maria Teresa Armosino».
Contro il risiko provinciale del Pdl è anche Bruno Rutallo consigliere regionale Pd di Alessandria: «Le proposte di Rosso mi sembrano fantasiose. Non si può scambiare territori tra una provincia e l´altra come fossero pedine di un gioco. E non posso essere favorevole all´annessione ad Asti di territori oggi in provincia di Alessandria quali il Casalese e l´Acquese. Si romperebbero gli equilibri esistenti creando una super provincia dell´enogastronomia e impoverendo gli altri territori».