Archive for agosto 2008


risposta a Della Seta

agosto 26th, 2008 — 9:31am

Roberto Della Seta, nel suo articolo pubblicato ieri da L’Unità, decide di partecipare, a modo suo, al dibattito di queste settimane in merito alla vita interna del PD piemontese ed ai rapporti fra il suo gruppo dirigente ed il Sindaco Chiamparino.
L’intervento di Della Seta, però, è di quelli di cui tutti faremmo volentieri a meno, per l’inconsistenza delle argomentazioni, per l’infondatezza delle affermazioni, per quel tono così esageratamente adulatorio nei confronti del Sindaco e della Presidente della Regione da risultare imbarazzante persino ai beneficiari.
Siamo perciò, nostro malgrado, costretti a replicare ad alcune delle più evidenti e meno sopportabili distorsioni della realtà che caratterizzano l’articolo di Della Seta.
Cominciando dall’ormai stucchevole questione delle correnti e dei capi corrente, perché a tutti è concesso parlar male delle correnti, tranne a chi le organizza e dirige e non v’è dubbio che Roberto della Seta sia innanzitutto il capo di una corrente organizzata e strutturata anche se, dato il consenso prossimo al nulla, di non grande visibilità.
Quanto agli appetiti per incarichi e poltrone, vale per Della Seta quello che è già stato detto in precedenti occasioni: si portino esempi concreti di richieste e pressioni esercitate da Sinistra Per al fine di ottenere posti o posticini, oppure si taccia.
Nel caso di Della Seta, poi, il fatto di essere stato miracolato di una poltrona parlamentare, grazie alle designazioni romane di stretto rito correntizio, e paracadutato nel collegio di Torino senza una pur piccola verifica del consenso né fra gli elettori, né fra i militanti del Pd, dovrebbe indurre un po’ più di pudore nel pontificare sulle poltrone altrui e nel sollevare questioni morali che prima di essere proclamate andrebbero in prima persona praticate.
Nessuno discute il ruolo centrale e determinante di Sergio Chiamparino e Mercedes Bresso, così come di Antonio Saitta, che il buon Della Seta curiosamente omette di citare, nella costruzione del Partito Democratico, così come non è mai stata contestata la piena legittimità del sindaco o della presidente della regione ad esercitare, con pienezza di poteri e di prerogative, il loro mandato elettivo.
Stiamo discutendo d’altro e poniamo altre questioni, che riguardano il futuro dei nostri territori e le possibilità per il partito democratico di guidare ancora, nei prossimi anni, città, provincia e regione. Questioni che riguardano le strategie urbanistiche delle città, le politiche di redistribuzione delle risorse a sostegno dello sviluppo dei territori, i modelli organizzativi della pubblica amministrazione, l’equilibrio fra riduzione delle risorse per gli enti locali e livello quantitativo e qualitativo de servizi offerti al cittadino, il governo dei processi d’integrazione e fusione fra aziende pubbliche locali. Ben altro e ben più di qualche nomina o alcune poltroncine di seconda fila in qualche consiglio d’amministrazione, ma tutto ciò presuppone interlocutori di altro livello rispetto a Roberto della Seta, al quale sforzarsi di spiegare tutto ciò, ci pare francamente tempo perso.

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Ossessioni di ferragosto

agosto 14th, 2008 — 10:19am

In questi giorni, oggi in particolare, Chiamparino continua a scrivere della sua ossessione, vedendoci tutti come nemici. La cosa mi dispiace, perchè in realtà, non è così. Riporto qui di seguito l’intervista che mi ha fatto Luciano Borghesan su La Stampa. Dalla Toscana, colgo l’occasione per augurare a tutti BUON FERRAGOSTO! Continue reading »

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Mai punzecchiato Chiamparino in politica il confronto è normale

agosto 7th, 2008 — 10:27am

MARCO TRABUCCO

Onorevole Esposito perché voi del Pec continuate a punzecchiare Chiamparino in ogni possibile occasione?
«A questo domanda non rispondo».
Perché?
«Perché nessuno di noi vuole provocare il sindaco, nessuno si diverte a punzecchiarlo. E poi perché il Pec non esiste più. Se parlo è per dire un´opinione che è mia e basta».
Però è stata proprio la sua “opinione” sulla città metropolitana a scatenare le ire di Chiamparino, sfociate nel no alla festa del Pd a settembre. È stata «la goccia che fa traboccare il vaso». C´è un fatto personale tra voi due?
«Non credo, certo non da parte mia, e se così fosse non rientrerebbe nelle categorie della politica. Comunque quella mia opinione mi sembra non sia rimasta isolata nel Pd, ma è stata condivisa da molti altri esponenti a partire dalla presidente della Regione Mercedes Bresso.
Non è una questione di correnti, quindi. In politica credo sia normale confrontarsi da posizioni diverse. Così mi hanno insegnato, così ho imparato proprio da Chiamparino. In fondo siamo in un partito che si chiama democratico, con il Pci abbiamo chiuso da tempo».
Il sindaco però accusa il Pd piemontese di non averlo appoggiato in molte importanti iniziative. E fa esempi: città metropolitana, grattacieli, politica dei rifiuti e così via. Non pensa che abbia ragione sul fatto che il partito non ama i suoi amministratori?
«Non ha ragione perché non è vero: sul tema dei grattacieli il segretario regionale Morgando e quello cittadino Chiama sono più volte intervenuti al suo fianco. Sui rifiuti io, in prima persona, sono stato con Chiamparino e Saitta uno dei fautori del primo inceneritore. E mi sto battendo per il secondo. Sulla Tav siamo talmente d´accordo da aver promosso iniziative comuni. È vero abbiamo opinioni diverse sulla città metropolitana e gli ho chiesto, insieme con un altro parlamentare Pd, l´ex vicesindaco Marco Calgaro, approfondimenti sulla fusione Gtt-Atm. Ma non credo sia così grave, mi sembra che la sua reazione sia un eccesso di permalosità».
Certe discussioni non potrebbero avvenire nelle stanze più o meno segrete del partito invece che sui giornali. Così il Pd non rischia di fare la fine di Tafazzi?
«Credo sia sempre meglio discutere in chiaro, anche se penso sia necessario rendere più efficienti le strutture di partito, che d´altronde devono ancora nascere o sono appena nate. Quanto all´accusa di usare i giornali, anche questo l´ho imparato da Chiamparino che è un maestro nella comunicazione. E che in molteplici occasioni è stato bravissimo ad annunciare iniziative politiche e amministrative sui mass media prima che nelle sedi ufficiali».
Insomma ha ragione il presidente del Pd piemontese Soave: lei con Chiamparino, che riconosce come maestro, «vuole uccidere il padre»?
«Non voglio uccidere nessuno: quando mi batto per il rinnovamento del partito non credo certo lo si debba fare guardando solo all´anagrafe. Chiamparino per me è una grandissima risorsa non solo del Pd, non voglio assolutamente pensionarlo: al contrario».
Allora perché litigate?
«Io non litigo: sono stato il primo firmatario della mozione che dal Piemonte abbiamo inviato a Veltroni perché lo inserisse nel governo ombra. Piuttosto devo dire che non capisco più i suoi atteggiamenti: non mi è chiaro ad esempio cosa voglia dire quando si trincera dietro la frase: “Mi ritengo solo un ministro ombra tecnico”. Spero comunque che ritorni sulla sua decisione e alla fine decida di partecipare alla festa del Pd. Sarebbe utile per tutti riuscire finalmente a discutere davvero. E lo si potrebbe fare anche sul Dpf comunale che lui ha appena annunciato: sarebbe una grande occasione per definire insieme una strategia politica per il futuro di Torino».

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vacanze

agosto 5th, 2008 — 8:36am

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Non è un PD solo per ex democristiani

agosto 4th, 2008 — 2:32pm

L’iniziativa assunta dal Segretario regionale del P.D Morgando di aprire il dialogo con l’UDC in vista del prossimo triennio di elezioni amministrative 2009-2010-2011 è a mio avviso positiva e risponde alla necessità di ridare slancio, dopo la sonora sconfitta alle recenti elezioni politiche, al maggior partito di opposizione. Naturalmente credo che interessi molto poco gli elettori sapere se Morgando e il leader piemontese dell’Udc Michele Vietti si conoscono dai tempi della D.C.; ritengo invece che il dialogo tra due partiti debba avere al centro un serio programma di governo per gli Enti Locali piemontesi. La sfida elettorale nelle provincie del 2009 sarà durissima, lo sappiamo, e l’UDC – soprattutto nel cosidetto “Piemonte2″ – potrà dare un importante contributo, accompagnato da un serio accordo politico che non potrà basarsi, come dice Vietti, su alleanze diverse a seconda dei territori- e personalmente aggiungo a seconda delle possibilità di vittoria da parte della PDL – ma su una scelta politica netta, chiara e duratura. Credo che non daremmo un buon segnale a quell’elettorato che guarda, dopo 3 mesi di Governo Berlusconi, alle forze di opposizione come possibile alternativa,  se tutto il dibattito relativo alle alleanze si caratterizzasse su quanti posti a me e quanti a te, magari cercando di tenere fuori dal dibattito altre forze politiche usando argomenti pregiudiziali o veti ideologici che personalmente ritengo fuori dal tempo. Mi riferisco in particolare alla sinistra radicale, e quesgto non perchè io sia sostenitore cieco di un’alleanza con essa a tutti i costi. Anzi, il programma deve essere netto e senza ambiguità e a loro spetterà scegliere tra una linea riformista di governo e la frase, che dice tutto, del neo Segretario di R.C Ferrero “ non faro mai più il Ministro, per i prossimi 100 anni non si porrà questo problema”. A Morgando dico però che il P.D deve avviare una forte inizitiva verso i tanti elettori che alle ultime elezioni politiche ci hanno dato fiducia, e costruire una proposta che parli anche ai tanti militanti delusi dalla deriva “neo demo proletaria o tardo comunista” dei partiti della sinistra ex arcobaleno. Il P.D. ha tante culture che lo fanno vivere: non credo che lo faremo grande se continueremo a immaginarlo come il contenitore di ex democristiani o ex diessini; solo innovandone la cultura politica, la classe dirigente e dando risposte vere ai tanti nostri concittadini che vivono con forte preoccupazione l’arrivo dell’autunno – che temo sarà molto difficile anche per le politiche sbagliate del governo Berlusconi – potremo aspirare a tornare al Governo del Paese.

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città metropolitana

agosto 1st, 2008 — 8:43am

Anche sui giornali di oggi c’è qualcuno che si pronuncia riguardo la città metropolitana. A farlo è Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte ed ex presidente della Provincia di Torino, una persona che quindi, conosce molto bene questa realtà. Dice: Sono contraria alla città metropolitana, non vedo perchè dovremmo moltiplicare le Provincie. Se il problema del sindaco è quello di avere autonomia in materia urbanistica, la Regione può concederla all’area metropolitana torinese, senza bisogno di creare una nuova istituzione.

A questo punto credo veramente che ci sia bisogno di un dibattito interno, anche perchè, come possiamo notare dalle dichiarazioni lette in questi giorni, le accuse del sindaco Chiamparino sono prive di ogni fondamento e senza alcun senso.

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