Mai punzecchiato Chiamparino in politica il confronto è normale

MARCO TRABUCCO

Onorevole Esposito perché voi del Pec continuate a punzecchiare Chiamparino in ogni possibile occasione?
«A questo domanda non rispondo».
Perché?
«Perché nessuno di noi vuole provocare il sindaco, nessuno si diverte a punzecchiarlo. E poi perché il Pec non esiste più. Se parlo è per dire un´opinione che è mia e basta».
Però è stata proprio la sua “opinione” sulla città metropolitana a scatenare le ire di Chiamparino, sfociate nel no alla festa del Pd a settembre. È stata «la goccia che fa traboccare il vaso». C´è un fatto personale tra voi due?
«Non credo, certo non da parte mia, e se così fosse non rientrerebbe nelle categorie della politica. Comunque quella mia opinione mi sembra non sia rimasta isolata nel Pd, ma è stata condivisa da molti altri esponenti a partire dalla presidente della Regione Mercedes Bresso.
Non è una questione di correnti, quindi. In politica credo sia normale confrontarsi da posizioni diverse. Così mi hanno insegnato, così ho imparato proprio da Chiamparino. In fondo siamo in un partito che si chiama democratico, con il Pci abbiamo chiuso da tempo».
Il sindaco però accusa il Pd piemontese di non averlo appoggiato in molte importanti iniziative. E fa esempi: città metropolitana, grattacieli, politica dei rifiuti e così via. Non pensa che abbia ragione sul fatto che il partito non ama i suoi amministratori?
«Non ha ragione perché non è vero: sul tema dei grattacieli il segretario regionale Morgando e quello cittadino Chiama sono più volte intervenuti al suo fianco. Sui rifiuti io, in prima persona, sono stato con Chiamparino e Saitta uno dei fautori del primo inceneritore. E mi sto battendo per il secondo. Sulla Tav siamo talmente d´accordo da aver promosso iniziative comuni. È vero abbiamo opinioni diverse sulla città metropolitana e gli ho chiesto, insieme con un altro parlamentare Pd, l´ex vicesindaco Marco Calgaro, approfondimenti sulla fusione Gtt-Atm. Ma non credo sia così grave, mi sembra che la sua reazione sia un eccesso di permalosità».
Certe discussioni non potrebbero avvenire nelle stanze più o meno segrete del partito invece che sui giornali. Così il Pd non rischia di fare la fine di Tafazzi?
«Credo sia sempre meglio discutere in chiaro, anche se penso sia necessario rendere più efficienti le strutture di partito, che d´altronde devono ancora nascere o sono appena nate. Quanto all´accusa di usare i giornali, anche questo l´ho imparato da Chiamparino che è un maestro nella comunicazione. E che in molteplici occasioni è stato bravissimo ad annunciare iniziative politiche e amministrative sui mass media prima che nelle sedi ufficiali».
Insomma ha ragione il presidente del Pd piemontese Soave: lei con Chiamparino, che riconosce come maestro, «vuole uccidere il padre»?
«Non voglio uccidere nessuno: quando mi batto per il rinnovamento del partito non credo certo lo si debba fare guardando solo all´anagrafe. Chiamparino per me è una grandissima risorsa non solo del Pd, non voglio assolutamente pensionarlo: al contrario».
Allora perché litigate?
«Io non litigo: sono stato il primo firmatario della mozione che dal Piemonte abbiamo inviato a Veltroni perché lo inserisse nel governo ombra. Piuttosto devo dire che non capisco più i suoi atteggiamenti: non mi è chiaro ad esempio cosa voglia dire quando si trincera dietro la frase: “Mi ritengo solo un ministro ombra tecnico”. Spero comunque che ritorni sulla sua decisione e alla fine decida di partecipare alla festa del Pd. Sarebbe utile per tutti riuscire finalmente a discutere davvero. E lo si potrebbe fare anche sul Dpf comunale che lui ha appena annunciato: sarebbe una grande occasione per definire insieme una strategia politica per il futuro di Torino».

5 pensieri riguardo “Mai punzecchiato Chiamparino in politica il confronto è normale

  • Pingback:Fontan Blog » Mai punzecchiato Chiamparino in politica il confronto è normale - Il blog degli studenti.

  • 14 agosto 2008 in 09:32
    Permalink

    Non permetterò, anzi non permetteremo, parlo a nome dei torinesi che passi la legge di escludere Torino dalle città metropolitane.
    con manifestazioni, con qualsiasi mezzo a disposizione.
    è una vergogna!!!!!!
    soprattutto che a proporlo sia uno nato a moncalieri!!!!!!

    Antonio Macchiarulo

  • 14 agosto 2008 in 10:28
    Permalink

    Ciao antonio,
    ti ringrazio del contributo, finalmente trovo qualcuno che non la pensa come me.
    Riusciresti anche a darmi una buona motivazione che giustifichi il tuo fervore?
    Ai miei tempi, erano tantissimi a nascere a moncalieri. Non credo che questo sia un problema.
    Ciao
    PS dimenticavo, anche Chiamparino è nato a Moncalieri

  • 15 agosto 2008 in 15:55
    Permalink

    ciao stefano, infatti non è un problema razziale, volevo solo esprimere il mio dissenso a questa iniziativa, e che fa piu male, secondo il mio punto di vista, che a proporlo sia un cittadino della METROPOLI torinese.

    ciao.

  • 15 agosto 2008 in 15:58
    Permalink

    ok, che non ti piace l’ho capito, ma c’è anche un perchè dietro il tuo rifiuto?
    Nascere a moncalieri, non significa viverci.
    Io ad esempio vivo a Torino.

I commenti sono chiusi