Città metropolitane, parla Saitta!

Il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta ha presentato questa mattina  il dossier Il governo d’area vasta nella provincia di Torino: “E’ tornata d’attualità la proposta di abolizione di 9 Province italiane per istituire nelle rispettive aree metropolitane il nuovo ente “Città metropolitana” ed è ripartito un acceso confronto politico” ha spiegato Saitta “Questo documento sviluppa i concetti che ho avuto modo di anticipare sinteticamente l’8 luglio scorso al Ministro dell’Interno on. Maroni durante il primo incontro al Viminale con i Sindaci e i Presidenti delle Province interessate e che ho poi approfondito in seguito con il sottosegretario on. Davico il 29 luglio”.
Si tratta di un contributo al dibattito, finalizzato a dimostrare la specificità della Provincia di Torino non solo dal punto di vista territoriale (la Provincia di Torino è quella in Italia col maggior numero di Comuni – ben 315 – con una delle più grandi estensioni territoriali – ben 6.830 kmq – e con una densità demografica quasi due volte superiore alla media italiana), ma soprattutto per la quantità e la qualità delle funzioni esercitate rispetto ad altre Province italiane, come conseguenza della legislazione regionale piemontese (in Piemonte, a differenza della maggior parte delle Regioni italiane, è avvenuto a partire dalla legge 59/97 un consistente trasferimento di funzioni e compiti). La Provincia di Torino ha ormai completato il lungo processo di evoluzione della propria natura di “ente intermedio”, avviato con la legge nazionale del 1990 sull’ordinamento delle autonomie locali e si è attestata su un ruolo complesso, in cui le funzioni di programmazione e di raccordo tra i livelli di governo pareggiano con le nuove funzioni di gestione di servizi diretti alla collettività.
Nel documento è dimostrato che nella Provincia di Torino sono gestite politiche e i servizi di area vasta (rifiuti, trasporti, acqua, etc) su una dimensione più ampia di quella metropolitana perché le amministrazioni provinciali che si sono succedute hanno costantemente ricercato una dimensione territoriale più ampia per garantire contemporaneamente economie di scala e contrastare la marginalizzazione dei territori più esterni alla conurbazione torinese.

La delimitazione di un’area metropolitana, comprendente Torino e i Comuni contermini, e la costituzione dell’ente “Città metropolitana” e dei suoi organi (sindaco metropolitano, giunta e consiglio metropolitano) comporterebbe nel nostro caso specifico la nascita di nuove Province (almeno il Canavese e il Pinerolese) lasciando insoluta la questione dell’appartenenza del Chierese e della Valle di Susa (soluzione che farebbe crescere i costi e marginalizzerebbe le nuove piccole Province)

L’ipotesi di una città metropolitana + 2 nuove province, determinerebbe un maggior costo di almeno 90 milioni di euro ogni anno (per il personale, le spese di funzionamento e per il costo dei nuovi organi politici con relativo personale di supporto). E’ evidente quanto più si spende per spese di “funzionamento”, tanto meno si può spendere per i servizi al cittadino, per le politiche e per gli investimenti sul territorio.
Inoltre comporterebbe gravi diseconomie nella gestione di servizi a rete pari ad almeno 40 milioni di euro all’anno perché verrebbero spezzate quelle economie di scala che la Provincia di Torino è riuscita a realizzare nel tempo con grande fatica (si ritornerebbe al passato). Questi maggiori costi, calcolati prudenzialmente, sarebbero pagati dai cittadini con l’aumento delle tariffe dei servizi pubblici (acqua, trasporti, rifiuti, etc)
Le strade ipotizzate sono pertanto evidentemente improponibili.
La Provincia di Torino di fatto svolge già le funzioni dell’area metropolitana. L’organizzazione delle Olimpiadi invernali su un vasto territorio comprendente Torino e le montagne sono state un elemento di forza nella gestione di un grande evento mondiale e confermano la grande potenzialità dell’unitarietà della Provincia di Torino.

Il dossier contiene anche una concreta proposta per migliorare ulteriormente le politiche di area vasta a Torino e nei comuni circostanti” ha spiegato il Presidente Saitta. ” Il tema non riguarda la gestione dei servizi, perché la scala di organizzazione superando la dimensione metropolitana ha già consentito importanti economie di scala. L’obiettivo è quello di rendere più organica e cogente la concertazione sulla pianificazione territoriale e sulla programmazione delle opere e degli investimenti di interesse metropolitano: un processo realizzabile senza alcun aggravio di costi, che può essere avviato con modifiche a due leggi regionali, che garantirebbe la sovranità delle istituzioni, il coordinamento delle politiche metropolitane con il resto del territorio provinciale, l’efficacia delle decisioni, il risparmio dei costi a carico della collettività”.

Qui potete scaricare il documento