Liti e contrasti interni nel Pd in costruzione «Il sindaco, un bimbo che non sa perdere»

 

STEFANIA AOI su EPOLIS TORINO

l partito democratico piemontese è lacerato da una guerra interna che rischia di distruggerlo? Si devono azzerare i vertici del partito
per riniziare da capo? Sì secondo il sindaco Sergio Chiamparino. Una posizione più volte esternata sui giornali. Una posizione che Stefano Esposito, leader di Sinistra per, la corrente interna al Pd che insieme ai Popolari guida oggi il partito in Piemonte, bolla come «una
sciocchezza». Poi il parlamentare spiega cosa sta succedendo nel partito in questi mesi. Una lettura la sua, che parte dalle primarie del 14 ottobre passando per le liti agostane fino agli ultimi scambi di battute dei giorni scorsi. «Succede qui ciò che accade nel resto d’Italia. Ci
sono due idee di partito a confronto. Quella di Chiamparino è che i leader debbano decidere tutto. E magari va bene se decidono nelle istituzioni che governano. Il partito è altra cosa».

Cosa pensa della proposta di azzerare i vertici?

Una boutade del sindaco seguito dalla Bresso (che appartengono ad altra corrente). Perché azzerare? Quali sono i torti e le colpe perchè ciò avvenga. Avere opinioni diverse non è una buona ragione. In un partito si vince o si perde. Solo il congresso del 2009 potrà sostituire i vertici attuali. Questa è democrazia. Se qualcuno pensa di fare il Putin della situazione. Di comportarsi come in Russia, dove se un giornale dice cose che non vanno bene si chiude, sbaglia. 

Avete avuto modo di parlare con Chiamparino dopo le sue dichiarazioni?

Sì ma non di questo. Se vuole parlarne, venga il 13 alla direzione regionale presenti un documento dove avanza la sua proposta e chieda che venga votato.
Il sindaco dice che con l’azzeramento si eviterebbe la contrapposizione.

 Qui non ci sono contrapposizioni. Ci sono opinioni diverse su alcuni temi come quello di città metropolitana. Si discute e ci si confronta. Il sindaco invece a volte mi ricorda un mio amico d’infanzia che aveva un pallone e lo portava per giocare. Non era molto bravo e quando il resto della squadra decideva di metterlo in porta lui si offendeva e andava via portando con se la palla.Sta dicendo che il sindaco si comporta da bambino dispettoso?

No. Dico solo che non vuole accettare di avere perso le primarie.

Il suo stesso compagno di corrente, Gianluca Susta, invece si. Cosa pensa della sua presa di distanza da Chiamparino?

 Apprezzo Susta. Anche se aveva presentato una piattaforma politica che non condividevo, ho sempre pensato che fosse una
persona intelligente, capace e leale. Ha accettato la sconfitta e ha detto che se si è perso su Torino è perchè qualcuno ha fatto
il “fighetto”. Per questo io sono per una sua candidatura come capolista alle europee l’anno prossimo. Questo perchè vuole
la concordia e ha voglia di lavorare. Chiamparino invece personalizza troppo. Io no. A me sta pure simpatico anche se non sono
d’accordo con lui su alcuni temi. Come quello delle città metropolitane che poi è una questione che si deve decidere il Parlamento. Oppure sulla fusione Gtt e Atm. Ma non ne faccio un fatto di antipatia o meno.

Pure la Bresso è per l’azzeramento. Anche lei personalizza?

Con Mercedes Bresso non ho rapporto. È una brava presidente e abbiamo deciso di ricandidarla nel 2010 alla Regione. Però io dico che in politica si ragiona sul merito delle questioni. Ora lei ha intrapreso con Chiamparino una battaglia comune sul partito ma la pensano in cento modi diversi su altre cose. Che trovino intesa su ciò che riguarda il Comune e la Regione in modo da lavorare insieme. Se pensano di azzerare il dissenso si sbagliano. Nei partiti funziona così. Quando si hanno opinioni diverse si vota. E i vertici del partito sono stati eletti. Alle primarie ha vinto Morgando anche se era dato per il candidato perdente. Loro avevano Violante, Fassino eppure non ce l’hanno fatta. Il bello della democrazia è che quando si esercita genera sorprese. Nulla è scontato.
A meno che la partita non sia truccata.

A meno che la partita non sia truccata.

C’è chi ci ha accusato di questo, di aver truccato le carte. Che lo dimostrino.

Come giudica il lavoro di Chiamparino come sindaco?

 

Buono. Siamo in una fase importante e delicata di mezzo mandato. L’evento olimpico ha causato qualche problema con il bilancio. Sergio è primo cittadino uscente e adesso deve presentare un documento importante. Si tratta di quello che indica cosa intende fare da qui alla fine del mandato. In base a quello che succederà il centrosinistra potrà vincere o meno le prossime elezioni. Ora è importante
che anche il partito veda e discuta questo documento.

Chi vedrebbe bene come futuro candidato a sindaco?

Non ne ho idea. Si faranno le primarie. Adesso c’è da pensare a rafforzare la giunta Chiamparino. Poi i prossimi anni abbiamo davanti altre sfide importanti: provinciali, regionali. Il Partito democratico in questo periodo sta uscendo da una batosta elettorale. Non è facile. La discussione anche accesa è fisiologica. Chi vuole tagliare oggi le teste sbaglia e non fa politica. 

3 pensieri riguardo “Liti e contrasti interni nel Pd in costruzione «Il sindaco, un bimbo che non sa perdere»

  • 8 settembre 2008 in 11:01
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    colgo l’occasione per sottolineare un aspetto che in quest’ultimo mese è stato frainteso dai più…mi riferisco al significato delle primarie costituenti.
    il 14 ottobre non è stato la battaglia di pochi dirigenti di partito contro gli “amministratori”, come alcuni hanno voluto far credere, bensì un confronto rispetto all’idea stessa di partito.. ricordate, partito leggero o partito pesante… liquido o strutturato, con tessere o senza tessere.
    Abbiamo avuto il coraggio e la capacità di ribaltare una storia già scritta…a Roma.
    Abbiamo da subito avvertito l’esigenza di radicare il partito tra la gente e non attraverso comitati gestiti da una regia superiore.
    Abbiamo votato e scelto la piattaforma ed il programma presentato dal candidato Morgando.

    Cosa vuol dire azzeramento??
    mi rendo conto che si è andati oltre le righe( mi riferisco alle polemiche estive) ma questo non autorizza nessuno a cancellare l’UNICA primaria realmente “aperta”. sarebbe l’ennesimo tradimento dei valori e dello spirito del PD.

    P.S.
    Mi dispiace rilevare che avevamo ragione a temere che il partito leggere sarebbe stato un non partito… il PD di oggi continua ad essere il loft romano di sant’anastasia che pur smettendo la pratica dei caminetti continua ad agire slegato dalla base.

    ben vengano iniziative e confronti su temi tangibili da noi cittadini/elettori. ben vengano discussioni su città metropolitana ed altro… nessuno pretenda di essere depositario della verità assoluta.

    ciao

  • 15 settembre 2008 in 11:42
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    Il PD non è un partito è un associazione di comodo, dove tante correnti fanno il comodo loro l’affaire chiamparino ne è la prova, che dire, fate sempre schifo come al solito, tanto a rimetterci sono i cittadini e i tanti (ormai sempre di meno) elettori del centrosinistra.
    Ma tanto tu hai il culo al caldo e un radioso futuro davanti a te…buonproseguimento. (finche dura)

  • 26 settembre 2008 in 05:34
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    Buongiorno a tutti,
    a mio avviso occorrerebbe un esercizio di umiltà e di spirito di squadra da parte di tutti i protagonisti delle vicende del PD.
    Nell’epoca degli amministratori eletti direttamente dal popolo, è necessario che sia dia il giusto spazio e la giusta importanza a chi amministrando ha un contatto più diretto con le problematiche dei cittadini, senza mortificare queste persone a “burocrazie” e “procedure” di partito.
    A mio avviso il partito deve pensare a organizzare il consenso dal basso radicandosi nel territorio attraverso attività sociali anche cercando collaborazioni con realtà consolidate (ad esempio ARCI, le ACLI, etc.), nonchè ad armonizzare in un progetto comune tutte le sue componenti interne, laiche, liberali, socialiste, cattoliche.
    Grazie.

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