sarà in onda stasera alle 21….
sarà in onda stasera alle 21.30 su GRP
Commenti disabilitati | PD
Onorevole Partito Democratico PD
sarà in onda stasera alle 21.30 su GRP
Commenti disabilitati | PD
“Esprimiamo soddisfazione per la decisione di rinviare la proposta di riforma della legge elettorale per le europee alla Commissione Affari Costituzionali: un risultato importante ottenuto grazie alla compattezza dimostrata da tutto il Gruppo parlamentare del PD.
Siamo compiaciuti anche per il fatto che il professor Salvatore Vassallo, dopo i tentennamenti iniziali, abbia alla fine compreso che l’approvazione della legge proposta da Berlusconi rappresentava una soluzione assai peggiore rispetto all’attuale legge elettorale”.
Commenti disabilitati | camera
In merito allo sciopero generale della scuola, l’On. Stefano ESPOSITO (PD) ha dichiarato quanto segue:
“Gli italiani hanno fatto capire a Silvio Berlusconi di avere molto chiaro il fatto che quella del Governo non è una riforma della scuola ma un’operazione finanziaria fatta di tagli e un’operazione culturale di impoverimento della qualità dell’istruzione, della formazione e dell’Università.
Il ricorso allo strumento del decreto d’urgenza ha finito per cancellare ogni possibilità di dibattito in Parlamento e i cittadini sono scesi in piazza per far sentire la loro voce. Una voce preoccupata non dai grembiulini o dal voto di condotta ma dal fatto che la sforbiciata al numero degli istituti e al personale si tradurrà in una sforbiciata al tempo pieno, penalizzando le madri, i padri e le famiglie meno abbienti, in quanto ciò che non verrà più garantito dall’offerta pubblica sarà accessibile attraverso un costo aggiuntivo per le famiglie. A farne le spese sarà soprattutto la generazione dei trenta-quarantenni, che ha già tanti problemi e che deve tirare avanti con 1.000 euro al mese.
Un Paese come l’Italia che ha un livello di dispersione scolastica tra i più alti d’Europa, che si trova a fare i conti con un preoccupante analfabetismo di ritorno e con giovani generazioni sempre più culturalmente impoverite può permettersi di mettere in discussione il diritto all’istruzione?
Se quella che si sta delineando è una scuola precaria per una società sempre più precaria, nella quale la qualità dell’istruzione sarà in rapporto al censo e dove promozione della famiglia e politiche per la natalità rischiano di essere formule vuote, allora, come PD dobbiamo impegnarci in una coraggiosa battaglia culturale.
Con il camper “In viaggio per ascoltare. In viaggio per cambiare”, insieme ai deputati Antonio Boccuzzi e Giacomo Portas, gireremo nelle prossime settimane per tutta la Provincia di Torino per dialogare con i cittadini anche sul tema della scuola: pronti a raccogliere le firme per il referendum che il PD ha annunciato”.
Commenti disabilitati | PD
è soddisfatto!! Berlusconi e fini rimandano la legge elettorale per le europee in commissione. Un primo risultato è stato raggiunto!
è in tutte le piazze solidale con gli studenti!!
Commenti disabilitati | PD
Sara Strippoli
Repubblica
L´iniziativa di Esposito, Boccuzzi e Portas
“Un viaggio per capire i bisogni degli elettori”. - Alla Camera battaglia per le preferenze
«Dopo il lungo periodo di costruzione del partito, è tempo che il Pd si rimetta in viaggio per avvicinarsi agli elettori e ascoltare domande e bisogni». “In viaggio per ascoltare, in viaggio per cambiare” è lo slogan inventato da tre neo parlamentari del Pd, Stefano Esposito, l´ex-operaio della Thyssen Antonio Boccuzzi e il leader dei Moderati Giacomo Portas. Pronti da oggi a salire su un camper tappezzato con gli adesivi rosso-verdi del Pd e in un mese fare tappa davanti ad ospedali e call center, solarium e mercati. Sessanta fermate a stretto contatto con la gente, spiega Stefano Esposito: «E non sempre e soltanto davanti ai cancelli della Fiat, dove ormai vanno tutti. Un modo per rimettersi in marcia dopo la manifestazione del Circo Massimo, che rischia di diventare una bella esperienza ma senza continuità. Un traguardo per noi sarebbe arrivare a contattare almeno ventimila persone». E la nostra sfida, dice Giacomo Portas «è andare proprio nei luoghi frequentati da potenziali elettori del centrodestra». Scuola, lavoro, crisi economica. Sono questi i temi che saranno affrontati, dice Antonio Boccuzzi: «Vogliamo far conoscere le nostre proposte su questi temi fondamentali per il Paese».
Fuori dal camper in partenza, ieri, anche la promessa che i tre daranno battaglia in Parlamento per la difesa delle preferenze contro la legge elettorale che ne propone l´abolizione per le europee. «Useremo ogni strumento per attirare l´attenzione, anche quello di metterci in mutande», sorride Giacomo Portas. Ed Esposito dice di essere esterrefatto: «Oggi si comincia la discussione sulla legge e il voto è già calendarizzato per giovedì». Accuse e critiche per i compagni di partito che in queste ore tacciono: «Mi aspetto che il mio gruppo avvii immediatamente un´azione di ostruzionismo per impedire l´europorcellum». Fastidiosa sensazione, sostengono i tre “primini” della Camera, quella di sedere in Parlamento e non sentirsi eletti: «È evidente che i cittadini continuano a considerarci della casta´. E come dar loro torto?».
Commenti disabilitati | PD
“Il viaggio non è un movimento da un punto a un altro. Il viaggio è conoscenza e racconto. Ciò che dà senso al nostro viaggiare sono gli incontri che facciamo e le storie che raccontiamo e che ci vengono raccontate.
Siamo tre matricole del Parlamento, tre neo-eletti alla Camera dei Deputati nell’aprile scorso. Dopo sei mesi necessari per cercare di ambientarci nel Palazzo, sentiamo la necessità di intraprendere insieme un viaggio. Perché abbiamo voglia di fare incontri, di ascoltare quello che le persone hanno da dire e di raccontare loro le nostre idee.
Questo vuole essere “IN VIAGGIO PER ASCOLTARE. IN VIAGGIO PER CAMBIARE”.
Un camper che per un mese attraverserà in 50 tappe la Città e la Provincia di Torino. Una “casa – viaggiante” che ci consentirà di raggiungere facilmente posti diversi e dove le persone potranno fermarsi per fare quattro chiacchiere. Per incontrarci, per parlare con i cittadini, per informarsi e informarci su come vanno le cose.
“IN VIAGGIO PER ASCOLTARE. IN VIAGGIO PER CAMBIARE”: un’iniziativa per aiutare la politica a ritrovare la gente. Per ricostruire un rapporto più solido con i territori e i cittadini. Per superare la distanza tra ‘noi’, i politici, e gli altri.
Un partito vero non può pensare di comunicare solo attraverso la tv e internet (pur importanti), perché le persone hanno voglia di poterti salutare o, magari, di poterti insultare. Perché al confronto anche rude con gli umori dei cittadini non ci si può sottrarre.
Come parlamentari alla nostra prima esperienza proviamo ogni giorno la fastidiosa sensazione di sentirci considerati come dei “nominati” e non degli “eletti”. I cittadini non ci hanno scelto. Per questo c’è sfiducia e disaffezione verso le istituzioni, per questo c’è l’antipolitica. Non possiamo accettare che si cancellino le preferenze e che , anche in Europa come in Italia, la democrazia venga ridotta a ‘liste bloccate’ imposte dalle segreterie dei partiti. Incontrando le persone parleremo della volontà dell’attuale Governo di riformare il sistema elettorale dei parlamentari europei togliendo ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Ma non solo.
Parleremo di crisi economica e delle famiglie che vedono ridursi il loro potere d’acquisto soffocate dal caro-mutui e dal carovita, mentre il Governo è impegnato a salvare le banche ma nulla fa a tutela di salari e pensioni. Parleremo del diffondersi della povertà, del continuo aumento, anche tra il ceto medio, del numero delle persone che fanno fatica a comprare cibo o a pagarsi le spese mediche. E parleremo dell’operazione di tagli che Berlusconi e la Gelmini chiamano “riforma della scuola” ma che dietro a misure come grembiulini e voto in condotta nasconde la volontà di cancellare il tempo pieno e rendere la nostra scuola più povera e precaria.
Vogliamo far conoscere le nostre proposte su questi temi fondamentali per il Paese: rompere il velo di un’informazione oramai ‘mono-colore’ che dipinge l’opposizione come capace solo di dire dei no e priva di capacità propositiva.
I sì li abbiamo, le proposte le abbiamo, e per illustrarle non scegliamo i talk show e i salotti televisivi ma i luoghi della quotidianità, quelli dove la gente vive e che la politica troppo spesso evita. Non solo i cancelli delle fabbriche, con il loro valore simbolico, ma ospedali, mercati, uffici postali, cinema, sagre e fiere.
I luoghi della quotidianità devono essere il punto di forza del PD. Per essere un partito radicato e non leggero, un partito sintonizzato in modo costante con le donne e gli uomini. Che sa ascoltare, che sa parlare”.
Commenti disabilitati | PD
Lunedì 27 ottobre 2008, alle ore 12.00, in Piazza Castello, a Torino (fronte Palazzo Madama) è convocata una conferenza stampa con i Deputati del Partito Democratico Stefano ESPOSITO, Antonio BOCCUZZI e Mimmo PORTAS (Indipendente – Moderati), per presentare agli organi di informazione l’iniziativa “IN VIAGGIO PER ASCOLTARE. IN VIAGGIO PER CAMBIARE”.
21 comments » | Senza categoria
si prepara per la manifestazione di domani
Lunedì inizierà alla Camera la discussione generale sull’ “europorcellum”, la riforma della legge elettorale targata Berlusconi. La Commissione Affari Istituzionali ha licenziato il testo del provvedimento e come opposizione, di fronte alla completa chiusura del centro-destra rispetto a qualsiasi ipotesi di emendamento, abbiamo abbandonato l’Aula.
Il Governo vuole portare im Europa il “porcellum” attraverso la cancellazione delle preferenze e le liste bloccate.
E il PD? Il PD ha scelto di presentare solo una trentina di emendamenti concentrandosi su alcune questioni di merito: l’incompatibilità tra la carica di parlamentare italiano e la candidatura alle elezioni europee; il divieto di avere lo stesso capolista in tutte le circoscrizioni; la doppia preferenza uomo-donna (una proposta che mi pare debole e in odore di incostituzionalità); la riduzione del numero delle Circoscrizioni; l’introduzione dello sbarramento al 4% anziché al 5%.
Quest’ultimo punto mi pare difficilmente condivisibile e decisamente poco comprensibile. Sono d’accordo che non sia accettabile che una forza politica possa approdare a Strasburgo con lo 0,7% ma la semplificazione del quadro politico non passa attraverso l’introduzione di uno sbarramento così alto anche a elezioni peculiari come quelle europee. Il 3% sarebbe più che sufficiente.
Forse c’è nel PD chi pensa che uno sbarramento alto convenga perché consente di raccogliere l’effetto “voto utile”, a scapito soprattutto dell’estrema sinistra. Personalmente credo che il PD vivrà e si svilupperà diventando un grande partito solo se i cittadini ci voteranno perché convinti di farlo e non perché temono di disperdere il proprio voto scegliendo altri partiti che si sa a priori non riusciranno ad entrare in Parlamento. Il ‘voto utile’ rischia di non esserlo poi più di tanto se non è anche un ‘voto convinto’.
Ma quello che davvero considero preoccupante è la riserva mentale che mi pare essere presente tra le fila del nostro partito. Una riserva mentale, un retro pensiero, emerso in occasione della riunione del nostro Gruppo parlamentare la scorsa settimana. Mi riferisco a chi sotto traccia condivide la visione del consulente veltroniano doc Salvatore Vassallo che ogni qualvolta prende la parola ci spiega che le preferenze sono il male, che fanno schifo, ora come ora siamo costretti a fare una battaglia per difenderle ma alla fine è pur sempre meglio una nuova legge elettorale, anche quella proposta da Berlusconi, piuttosto che andare a votare con quella attuale.
Diciamolo chiaramente: anche nel PD le preferenze non piacciono e la facile soluzione delle liste bloccate trova degli ammiratori.
Se mi dicono che il collegio uninominale è meglio delle preferenze, posso essere d’accordo, ma se l’alternativa è la lista bloccata su questo non possiamo essere d’accordo. Le preferenze non sono un meccanismo malato ma una pratica di democrazia. Danno credibilità alle istituzioni perché i rappresentanti sono eletti mentre le liste bloccate con le loro bande di nominati non fanno altro che accrescere la distanza tra la politica e la gente comune.
Non sono disposto a credere che tra il PD e il PDL esistano o siano possibili accordi sottobanco sulle liste bloccate. Il teorema dell’inciucio, della combutta, appartiene alla cultura dei grillismi e dei dipietrismi. Eppure presentarsi in aula solo con trenta emendamenti, non praticare un convinto ostruzionismo, non far di tutto per impedire l’approvazione della nuova legge…tutto ciò rischia di alimentare qualche dubbio e di far apparire il PD un po’ complice passivo dell’ “europorcata”.
Il PD dovrebbe quanto prima proporre una proposta di legge di revisione del sistema elettorale nazionale. Questo ci renderebbe credibili. Siamo di fronte a un’espropriazione della democrazia che non può giustificare nessun baratto. La posta in gioco è troppo alta e riguarda anche e soprattutto l’idea della politica e l’idea del partito. Il problema è che nel PD non c’è visione condivisa né sulla prima né sulla seconda.
Commenti disabilitati | Senza categoria