Tre deputati e un camper

 

“Il viaggio non è un movimento da un punto a un altro. Il viaggio è conoscenza e racconto. Ciò che dà senso al nostro viaggiare sono gli incontri che facciamo e le storie che raccontiamo e che ci vengono raccontate. 

Siamo tre matricole del Parlamento, tre neo-eletti alla Camera dei Deputati nell’aprile scorso. Dopo sei mesi necessari per cercare di ambientarci nel Palazzo, sentiamo la necessità di intraprendere insieme un viaggio. Perché abbiamo voglia di fare incontri, di ascoltare quello che le persone hanno da dire e di raccontare loro le nostre idee. 

Questo vuole essere “IN VIAGGIO PER ASCOLTARE.  IN VIAGGIO PER CAMBIARE”. 

Un camper che per un mese attraverserà in 50 tappe la Città e la Provincia di Torino. Una “casa – viaggiante” che ci consentirà di raggiungere facilmente posti diversi e dove le persone potranno fermarsi per fare quattro chiacchiere. Per incontrarci, per parlare con i cittadini, per informarsi e informarci su come vanno le cose. 

 “IN VIAGGIO PER ASCOLTARE.  IN VIAGGIO PER CAMBIARE”: un’iniziativa per aiutare la politica a ritrovare la gente. Per ricostruire un rapporto più solido con i territori e i cittadini. Per superare la distanza tra ‘noi’, i politici, e gli altri. 

Un partito vero non può pensare di comunicare solo attraverso la tv e internet (pur importanti), perché le persone hanno voglia di poterti salutare o, magari, di poterti insultare. Perché al confronto anche rude con gli umori dei cittadini non ci si può sottrarre. 

Come parlamentari alla nostra prima esperienza proviamo ogni giorno la fastidiosa sensazione di sentirci considerati come dei “nominati” e non degli “eletti”. I cittadini non ci hanno scelto. Per questo c’è sfiducia e disaffezione verso le istituzioni, per questo c’è l’antipolitica. Non possiamo accettare che si cancellino le preferenze e che , anche in Europa come in Italia, la democrazia venga ridotta a ‘liste bloccate’ imposte dalle segreterie dei partiti. Incontrando le persone parleremo della volontà dell’attuale Governo di riformare il sistema elettorale dei parlamentari europei togliendo ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. Ma non solo. 

Parleremo di crisi economica e delle famiglie che vedono ridursi il loro potere d’acquisto soffocate dal caro-mutui e dal carovita, mentre il Governo è impegnato a salvare le banche ma nulla fa a tutela di salari e pensioni. Parleremo del diffondersi della povertà, del continuo aumento, anche tra il ceto medio, del numero delle persone che fanno fatica a comprare cibo o a pagarsi le spese mediche. E parleremo dell’operazione di tagli che Berlusconi e la Gelmini chiamano “riforma della scuola” ma che dietro a misure come grembiulini e voto in condotta nasconde la volontà di cancellare il tempo pieno e  rendere la nostra scuola più povera e precaria. 

Vogliamo far conoscere le nostre proposte su questi temi fondamentali per il Paese: rompere il velo di un’informazione oramai ‘mono-colore’ che dipinge l’opposizione come capace solo di dire dei no e priva di capacità propositiva. 

I sì li abbiamo, le proposte le abbiamo, e per illustrarle non scegliamo i talk show e i salotti televisivi ma i luoghi della quotidianità, quelli dove la gente vive e che la politica troppo spesso evita. Non solo i cancelli delle fabbriche, con il loro valore simbolico, ma ospedali, mercati, uffici postali, cinema, sagre e fiere. 

I luoghi della quotidianità devono essere il punto di forza del PD. Per essere un partito radicato e non leggero, un partito sintonizzato in modo costante con le donne e gli uomini. Che sa ascoltare, che sa parlare”. 

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