Tre deputati in camper “In tour per ascoltare”

Sara Strippoli

Repubblica

L´iniziativa di Esposito, Boccuzzi e Portas

“Un viaggio per capire i bisogni degli elettori”. – Alla Camera battaglia per le preferenze

 

«Dopo il lungo periodo di costruzione del partito, è tempo che il Pd si rimetta in viaggio per avvicinarsi agli elettori e ascoltare domande e bisogni». “In viaggio per ascoltare, in viaggio per cambiare” è lo slogan inventato da tre neo parlamentari del Pd, Stefano Esposito, l´ex-operaio della Thyssen Antonio Boccuzzi e il leader dei Moderati Giacomo Portas. Pronti da oggi a salire su un camper tappezzato con gli adesivi rosso-verdi del Pd e in un mese fare tappa davanti ad ospedali e call center, solarium e mercati. Sessanta fermate a stretto contatto con la gente, spiega Stefano Esposito: «E non sempre e soltanto davanti ai cancelli della Fiat, dove ormai vanno tutti. Un modo per rimettersi in marcia dopo la manifestazione del Circo Massimo, che rischia di diventare una bella esperienza ma senza continuità. Un traguardo per noi sarebbe arrivare a contattare almeno ventimila persone». E la nostra sfida, dice Giacomo Portas «è andare proprio nei luoghi frequentati da potenziali elettori del centrodestra». Scuola, lavoro, crisi economica. Sono questi i temi che saranno affrontati, dice Antonio Boccuzzi: «Vogliamo far conoscere le nostre proposte su questi temi fondamentali per il Paese». 

Fuori dal camper in partenza, ieri, anche la promessa che i tre daranno battaglia in Parlamento per la difesa delle preferenze contro la legge elettorale che ne propone l´abolizione per le europee. «Useremo ogni strumento per attirare l´attenzione, anche quello di metterci in mutande», sorride Giacomo Portas. Ed Esposito dice di essere esterrefatto: «Oggi si comincia la discussione sulla legge e il voto è già calendarizzato per giovedì». Accuse e critiche per i compagni di partito che in queste ore tacciono: «Mi aspetto che il mio gruppo avvii immediatamente un´azione di ostruzionismo per impedire l´europorcellum». Fastidiosa sensazione, sostengono i tre “primini” della Camera, quella di sedere in Parlamento e non sentirsi eletti: «È evidente che i cittadini continuano a considerarci della casta´. E come dar loro torto?». 

GALLERIA FOTOGRAFICA