Grazie Federico

Circola da alcune ore su svariati indirizzi mail, un’elegante lettera di tal Federico Viano, che evidentemente colpito dalla campagna di comunicazione di Roberto Placido e da quella sulle bugie di Ghigo promossa da me e da Antonio Boccuzzi, ha deciso di mettere mano alla tastiera e , da par suo, editare una puntigliosa critica a stile e impostazione delle due campagne.

Fin qui nulla di male, se ne può discutere e ne discuteremmo volentieri anche con Federico Viano se la sua lettera si occupasse davvero di stili comunicativi. Così non è, la comunicazione è un utile pretesto per un’aggressione verbale, degna delle più malfamate osterie, che non capita di sentire neppure da parte dei nostri più rozzi e volgari avversari politici.

Non ci è dato conoscere Federico Viano. Ci siamo rivolti alle più note aziende di comunicazione della città, ma il suo nome ha suscitato sguardi interrogativi e perplessi. Abbiamo poi scoperto che collabora con un’agenzia torinese occupandosi di contenuti web, ha un suo blog, una pagina su fb, abbiamo anche letto che è stato candidato, peraltro senza fortuna, a redattore di kilombo: insomma una vera autorità nel campo della comunicazione.

Tale pedigree evidentemente porta il comunicatore Federico Viano a scegliere i toni del disprezzo e, allora, quello di Placido diventa un testone abnorme ( proprio così: come l’ AB normal del mitico Igor) e tutti insieme, Placido e compagni sono, nell’ordine, ignoranti, arroganti e a caccia di visibilità; si è dimenticato, chissà perchè, bifolchi e meridionali.

Federico, ci par di capire, sta muovendo i primi passi nel mondo della comunicazione e quindi i suoi giudizi di merito hanno il vigore assertivo tipico degli inesperti, dei novizi con un profilo professionale ancora da costruire. D’altra parte il vizio d’insegnare prima di aver imparato è talmente diffuso da essere diventato uno stereotipo. Se, come spesso si usa dire, l’Italia ha cinquanta milioni di commissari tecnici della Nazionale, allora gli esperti di comunicazione sono pochi di meno. 

Insomma l’assenza di competenze ed esperienze è giustificabile, lo è molto meno l’assenza di educazione e stile. Perché competenze ed esperienze si acquisiscono; per l’educazione e lo stile, se non si conquistano da piccoli, non c’è più nulla da fare.

Nel merito dei rilievi c’è ben poco da dire; meglio di ogni nostra parola parlano le recensioni pubblicati da siti e blog di comunicazione politica ben più seguiti e stimati di quello del buon Viano  e, soprattutto le considerazioni espresse dal direttore dell’agenzia che ha realizzato la campagna di Roberto Placido 

Oltre a ciò, segnaliamo alla riflessione di Federico Viano un’ulteriore e finale considerazione: se qualcuno come lui, così pieno di odio e disprezzo nei confronti di Placido, Esposito e compagni è a tal punto attirato dalla nostra comunicazione da dedicarvisi con così tanto interesse  e da premurarsi di ripeterne il messaggio, allora l’obiettivo della comunicazione è raggiunto, la campagna ha funzionato.

Guarda un po’, alla fine ci tocca pure ringraziarlo il buon Viano. 

Grazie Federico, grazie.