L´inceneritore ultima miccia per una lite in casa del Pd

Diego Longhin – Repubblica

Non c´è davvero feeling in questi giorni tra il Pd locale e quello nazionale. Dopo le prese di distanza da parte dei vertici romani alle proposte di Chiamparino, ora un´altra battaglia sembra destinata ad allargare le distanze tra Torino e la capitale. Al centro della disputa i certificati verdi, cioè gli incentivi che verrebbero riconosciuti a Torino per la produzione di energia elettrica con i rifiuti dell´inceneritore che sarà costruito al Gerbido. Una montagna di soldi: una ventina di milioni all´anno per quindici anni. Soldi che alcuni parlamentari piemontesi del Pd, a partire da Stefano Esposito, sono riusciti a portare a casa grazie ad un emendamento proposto insieme ad esponenti di An, con la complicità dell´onorevole Agostino Ghiglia, e della Lega. E alla fine il governo ha accettato.
Peccato che lo stesso gruppo parlamentare del Pd abbia presentato altri emendamenti che manderanno in fumo il lavoro di diplomazia fatto da Esposito e Ghiglia. Furenti entrambi. E alla fine a perderci saranno i torinesi. Perché il mancato arrivo degli incentivi provocherà un aumento della Tarsu: da 97 a 140 euro e rotti. Ma il gruppo di parlamentari, ribattezzati lobbysti, non si dà per vinto: Esposito, insieme con Antonio Boccuzzi e Giacomo Portas, hanno già dichiarato che voteranno contro l´emendamento presentato dal loro gruppo e a favore di quello assunto dal governo. Così faranno anche l´onorevole Marco Calgaro, ex vicesindaco di Torino che ha seguito tutto il processo di nascita dell´inceneritore, assieme a Giorgio Merlo.