Sull’inceneritore il Pd è strabico

Alessandro Mondo – La Stampa

 

L’inceneritore è l’emblema di quanto oggi serva un partito del territorio. Un partito che ragioni senza schematismi e senza pregiudiziali ideologiche».

L’ultima staffilata contro il Pd nazionale arriva da Sergio Chiamparino e chiama in causa l’inceneritore del Gerbido, eletto a metafora della distanza che separa il partito dai problemi del territorio. Problemi reali, soppesati dagli enti locali ma spesso estranei alle logiche di un partito con la testa a Roma. «Ha una visione strabica», rincara il sindaco: cioè è incapace di cogliere il nesso tra le decisioni e le ricadute concrete.

L’ultima goccia riguarda gli incentivi per l’inceneritore, i «certificati verdi», reintrodotti nel decreto sull’emergenza rifiuti fermo alla Commissione Ambiente della Camera grazie al tempestivo emendamento bipartisan approvato su proposta di Stefano Esposito, Pd, e Agostino Ghiglia, An-Pdl. Emendamento sostenuto anche dalla Lega. Si tratta dei contributi previsti per gli impianti che, bruciando anche le parti biodegradabili dei rifiuti, producono energia senza ricorrere ai combustibili fossili. Particolare non trascurabile: le agevolazioni, 18 milioni l’anno, sono state conteggiate nel piano finanziario di Trm e il loro venir meno farebbe impennare la Tarsu.

Ieri la doccia fredda. Il gruppo del Pd alla Camera, escluso Esposito, ha presentato una serie di emendamenti (primo firmatario Ermete Realacci, ministro ombra dell’Ambiente) per impallinare l’articolo 9 del decreto: quello che prevede altre e più robuste agevolazioni (i «Cip6») per le Regioni in emergenza-rifiuti. Vedi la Campania. Ma con l’articolo salterebbero anche i commi collegati: compreso quello che garantiva i «certificati verdi» per il Gerbido. 

Da qui l’insorgere di Ghiglia – «il Pd nazionale presenta emendamenti anti-Torino» – e la rabbia di Esposito: «Lavoro perché il mio partito si ravveda». Ma soprattutto del sindaco, che ha raccomandato l’inceneritore all’attenzione di tutti i parlamentari piemontesi come uno dei punti nodali per combattere la crisi e scongiurare l’emergenza-rifiuti: «Per dirla alla Marchionne, gli incentivi o valgono per tutti o non valgono per nessuno. Da parte del Pd nazionale c’è la sottovalutazione, paradossale, di un problema che si ripercuote sulle tasche dei cittadini. Ecco perché su questa vicenda sono pronto a fare alleanze con tutti».

Buona parte dei parlamentari piemontesi di Pd, Pdl e Lega – da Portas a Boccuzzi, da Rossomando a Calgaro, da Merlo a Marcenaro, da Ghiglia ad Allasia – assicurano che martedì, quando il decreto passerà alla Camera, voteranno a favore degli incentivi. Si vedrà.

5 pensieri riguardo “Sull’inceneritore il Pd è strabico

  • 5 dicembre 2008 in 09:23
    Permalink

    In effetti i certificati verdi sull’energia prodotta da incenerimento di rifiuti sono ambigui. Di fatto i rifiuti sono una fonte di energia rinnovabile, ma non necessariamente pulita. I termovalorizzatori sono necessari, e sono una risorsa, più che un problema. E l’energia che producono è ottima, dato che viene estratta da materiale che altrimenti verrebbe semplicemente stoccato inutilmente in eterno sotto terra.
    Visto tuttavia che l’inquinamento prodotto dai termovalorizzatori non è eccessivo (la CO2 prodotta è proporzionalmente superiore a quella di una centrale a turbogas, e le emissioni nocive non sono irrilevanti, ma è tutto molto controllato e di sicuro meno inquinante in generale rispetto alle discariche) non ritengo che i certificati verdi non debbano addicersi alla produzione di energia con termovalorizzatori. Anzi mi pare tanto in questa vicenda che ci siano delle posizioni ideologiche che, come sempre in questi casi, ignorino volontariamente la realtà per concentrarsi su teorie più o meno verificate.
    Comunque se vengono proposte modifiche alla legge attuale, che consente i certificati verdi sui termovalorizzatori, è sufficiente che non siano retroattive, perchè non c’è nulla di peggio che cambiare le regole del gioco a gioco iniziato! In questo modo chi ha già delle certezze in mano non le vedrà disciogliersi come neve al sole, e potrà continuare il suo lavoro, mentre ciò che verrà fatto in futuro dovrà rispettare le nuove norme. Non mi pare una cosa così difficile da realizzare.
    In realtà però temo che la questione sia più complessa. Se infatti, come temo, dietro questa proposta “romana” c’è il tentativo di fare pressioni sulla politica locale del PD (in particolare sul Sindaco di Torino) per cercare di farlo “rientrare nei ranghi”, dopo la proposta assolutamente condivisibile di dare più autonomia alla politica locale, difficilmente questi discorsi avranno senso, perchè verranno semplicemente ignorati per privilegiare meri tornaconti personali di chi non vuole nè accettare nè comprendere che i dubbi sollevati da Chiamparino sono reali ed importanti. Se infatti, così come sta avvenendo, il PD abbandona il territorio alla fine anche il territorio abbandonerà il PD. Ricordandoci sempre che ogni cittadino italiano (leggasi: elettore) risiede su un particolare territorio. Ovvero: territorio=elettori. E viceversa.

  • 9 dicembre 2008 in 18:26
    Permalink

    – l’energia che producono è ottima, dato che viene estratta da materiale che altrimenti verrebbe semplicemente stoccato inutilmente in eterno sotto terra.
    Falso. la grande percentuale dimateriale che va in un inceneritore (termovalorizzare è un termine che, se approfondito, è errato) è differenziabile e non dovrebbe essere lì: se attivassimo una razionalizzazione della raccolta differenziata seria addio a gran parte del combustibile… e ciò che viene “stoccato sottoterra” non basterebbe nemmeno a garantire una sola linea di un inceneritore, che non avrebbe senso di esistere.

    – Visto tuttavia che l’inquinamento prodotto dai termovalorizzatori non è eccessivo (…)
    Giusto. Non è eccessivo, ma è del tutto gratuito, se ne potrebbe fare a meno visto che il problema come già detto sta a monte, e cioè produrre meno scarti, razionalizzando i materiali con cui si fanno i vari prodotti, e differenziare di più. Quindi è superfluo, uno spreco.

    – I termovalorizzatori sono necessari, e sono una risorsa, più che un problema.
    Sbagliato (ed anche falso per certi versi). Hanno bisogno di volumi minimi enormi (scusate il goco di parole) di combustibile necessario per mantenere la produzione attiva (con produzione tra l’altro di residui solidi estremamente tossici, quelli aeriformi non di certo salutari, nonostante tutto) che con una giusta politica non potranno più essere garantiti. Gli inceneritori li fanno abnormi perchè più piccoli non conviene a certe tasche (politiche tra le altre) e così facendo non si incentiva politicamente una raccolta migliore dei rifiuti (emblematico il caso della nostra Torino, mica un paesino: pure l’Amiat chiuderà… e il suo porta a porta di certe zone? ecco un bel passo indietro). Il tutto certo porta combustibile… bella roba!

    Il resto sono tue idee e le rispetto, anche se non concordo su alcuni passaggi. Una volta mi arrivava una tua newsletter, guggemanspira? Era carina, ma non ho mai capito come sapessi il mio indirizzo… quasi quasi se hai un sito ritorno a leggerti. Ciao

  • 10 dicembre 2008 in 09:34
    Permalink

    non credo sia possibile ridurre per legge l’enorme quantità di rifiuti indifferenziati che produciamo fino a portarla a zero.
    la raccolta differenziata è di sicuro un’ottima soluzione, ma non sarà mai possibile evitare l’indifferenziato (che andrà pertanto sempre o stoccato sotto terra o bruciato). anche perchè, ad esempio, la provincia di Torino ha già nel complesso un buon livello di differenziazione dei rifiuti, ma, nonostante ciò, produce ancora quantità enormi di indifferenziato.
    i termovalorizzatori non sono la soluzione al problema dei rifiuti (perchè la soluzione a questo problema è produrne meno, e riciclarli), ma la soluzione al problema dei rifiuti indifferenziati, che sono fisiologici. ovvero da un punto di vista sociale non costituiscono soluzione definitiva ad alcun problema, ma dal punto di vista tecnico ed energetico invece sono ottime soluzioni che richiedono paradossalmente in proporzione costi decisamente contenuti (se pensiamo a quanto costa una discarica, che non produce alcun reddito…).

    PS: ora scrivo sul mio blog, http://www.openborgaro.it

  • 10 dicembre 2008 in 19:19
    Permalink

    Guarda che se leggi bene non ho mai detto che non si arriverà a produrre l’indiferenziato (anche se c’è vedelago in Veneto che lo sta facendo, cerca delle informazioni), ma solo che con una politica solida che seguirà le imposizioni dettate dall’Unione Europea sui limiti minimi di differenziata (ed il Piemonte è al passo) non ci sarà indifferenziato minimo SUFFICIENTE per garantire una combustione continua in un inceneritore di certe portate come questi che fanno ora, specialmente quello del Gerbido. Capisci che non è minimamente pensabile di sospendere la combustione (per vari motivi tecnici ma anche per non interrompere l’erogazione di energia che dovrebbe garantire come servizio) nè è possibile lavorare solo qaundo c’è il combustibile minimo.

    Una politica come quella che mandano avanti a Novara e in tutta la sua Provincia (solo per fare un esempio vicino, ma ci sono tante altre realtà sia in Italia che all’estero molto simili a Torino) che ha superato il 60% di differenziata e GUADAGNA dalla differenziata (ovvero non è in passivo e le tasse diminuiscono), con punte prossime al 90% in paesi piccoli; Novara stessa però (città da ben più di 100.000 abitanti, non un paesino) è sopra al 60% già dal 2007! Se facessero un termovalorizzatore nei dintorni di Novara la stragrande percentuale di indifferenziato combustibile arriverebbe da centinaia di chilometri di distanza!

    Se per assurdo nel 2010 raggiungessimo le direttive europee in Piemonte che stiamo già soddisfando, un inceneritore al Gerbido si farà arrivare i rifiuti da chissà dove e la politica locale per risparmiare su questi costi non sarà molto propensa a continuare a seguire l’aumento di differenziata, ma questa è solo una mia supposizione, molto fondata, vista appunto la politica degli ultimi mesi… altrimenti potranno accenderli solo una volta a settimana (impossibile eh, si scherza) come il nonno che attacca la stufa con le scartoffie accumulate nei giorni, ma non faranno più il loro dovere di valorizzazione dell’energia (come già detto molto ambiguo ad un’analisi un pelo approfondita), ma solo un bell’incenerimento.

  • 11 dicembre 2008 in 14:33
    Permalink

    credo che tu ti sbagli perchè tralasci i rifiuti industriali (che sono maggiori in quantità di quelli civili). il calcolo della percentuale di differenziazione se non erro si fa solo sulla raccolta civile, perchè i rifiuti industriali seguono altre vie di smaltimento. tuttavia le enormi quantità di rifiuti industriali che si producono dovrebbero essere “sufficienti” a garantire il combustibile per un solo inceneritore in provincia di Torino. anzi, c’è addirittura chi sostiene che tali quantità giustificherebbero addirittura la realizzazione di un secondo termovalorizzatore!
    non dimentichiamoci dei rifiuti industriali, perchè sono rifiuti come tutti gli altri.

I commenti sono chiusi