PD E COLLOCAZIONE EUROPEA

L’On. Stefano ESPOSITO (PD) presenterà un Ordine del Giorno alla Direzione Regionale del PD in programma questa sera a Torino, relativamente alla questione della collocazione internazionale del PD. 

 

L’Ordine del Giorno, qualora approvato dalla Direzione Regionale del Piemonte e portato alla Direzione Nazionale del 19 dicembre, impegnerà  il partito “ad attivare una consultazione formale degli elettori del PD, chiedendo loro di esprimersi sulle proposte in campo; e a convocare, a conclusione del processo consultivo, l’assemblea costituente nazionale, allargata ai parlamentari europei e nazionali, ai segretari regionali, agli eletti ed amministratori locali affinché essa deliberi, sulla base della consultazione degli elettori e del dibattito fra i propri membri, circa la collocazione degli eletti del PD al parlamento europeo”. 

 

Spiega l’On. Stefano ESPOSITO: “E’ necessario e urgente che chi ha a cuore il futuro del PD assuma iniziative che consentano a tutto il partito di condividere una comune riflessione e a trovare una sintesi alta e condivisa. Il tema della collocazione europea deve essere affrontato a partire dalla più ampia consultazione di iscritti ed elettori: chiedendo loro di esprimersi su opzioni ragionevoli, evitando ogni sorta di radicalizzazione, magari partendo dalle proposte avanzate negli ultimi tempi dai diversi leader nazionali del PD. Una consultazione ampia, la più ampia possibile, che dia al PD strumenti democratici su cui fondare una scelta chiara e senza equivoci, rappresenterebbe, non un compromesso fra ex, ma un processo autonomo ed originale del PD dal quale far scaturire una linea di condotta chiara e comprensibile”. 

 

“Proseguire in un confronto fondato sui diktat – conclude l’On. Stefano ESPOSITO – o continuare a piantare bandierine identitarie, può trascinare il nostro giovane e ancora fragile partito verso un processo involutivo che rischia di portarci alla disgregazione. La discussione sulla collocazione internazionale del PD deve caratterizzarsi per un confronto franco, all’insegna della ricerca di una soluzione condivisa, e non può essere occasione o pretesto per mettere in discussione il nostro stare insieme”.