Bocciata la formazione dell’ex consigliere regionale

Giuseppe Legato – La Stampa

Un mese fa, a Nichelino, il medico Angelo Riggio – tra i fondatori del Partito Democratico – annunciò che era nata una lista civica organica al Pd, ma non dentro il Pd. Gente nuova,a detta di Riggio, che cercava di dare il proprio contributo alla politica di Nichelino in vista delle prossime elezioni  amministrative di maggio 2009. Una lista non contro ma nemmeno dentro il Pd in cui gli eventuali consiglieri eletti sarebbero confluiti solo dopo le

elezioni. La notizia a Torino non era piaciuta. Quella di Riggio, ai vertici provinciali del partito è sembrata una tattica per capitalizzare meglio i consensi. Già la segretaria provinciale Caterina Romeo qualche giorno l’ufficializzazione della lista Riggio attaccò duramente la politica delle liste civiche «che impoverisce il Partito Democratico e non è corretta, politicamente parlando». Tensione finita? Macché. Adesso interviene direttamente

Stefano Esposito, autorevole parlamentare del Pd e dirigente regionale del partito: «Riggio decida – è in sintesi il pensiero di Esposito – o continua a lavorare dentro il Pd o si regoli di conseguenza». 

Liste civiche a destra e manca. Che succede, onorevole Esposito? 

«Sinceramente mi aspetto che Riggio lavori dentro il partito e non vada a costituire una lista contenitore perché nel Pd non c’è posto. Una vera lista civica ha una sua storia, quelle che arrivano al fotofinish rischiano di indebolire il Pd. Mettiamola cosi: mi piace pensare che le liste civiche possano contaminare il Pd e non sia il Pd a crearle».

Che cosa succederà?

«Mi sono già appellato al segretario regionale e provinciale del partito. Ci vuole chiarezza totale. L’obiettivo del Pd, quando nacque, era quello di inglobare riformismo, di essere un partito coeso. Questa deriva delle liste civiche innesca un meccanismo preoccupante. Perché se tutti pensano alle liste civiche, al partito poi chi ci pensa?».

In definitiva, un ultimatum a Riggio.

«Non ho dubbi che saprà regolarsi. Il piede in due scarpe non si può tenere: se va avanti con questa lista, dovrà rinunciare al partito. Ripeto: anche dentro il Pd può realizzare il suo progetto di rinnovamento. E noi dobbiamo fare il 40 per cento, al 25 per cento non esisterebbe più il partito».

E in Provincia cosa succede con la lista del presidente?

«Condivido quello che ha detto Morgando. Questa rincorsa alle liste dei presidenti e dei sindaci mi piace poco. Mi sembra che stiamo tornando indietro a Ds e

Margherita e sarebbe un viaggio all’inferno. Vedo difficoltà a Rivoli, Beinasco e adesso anche Nichelino. Mi appello a tutti: lavoriamo per il Pd non contro».