Archive for gennaio 2009


SBARRAMENTO AL 4% PER LE ELEZIONI EUROPEE: SERVE?

gennaio 29th, 2009 — 9:14am

Qualche ora fa, è stato annunciato l’accordo di quasi tutte le forze politiche presenti in parlamento, sulla modifica della legge elettorale per le elezioni europee che inserisce lo sbarramento del 4%. Fortunatamente non sono state toccate le preferenze. La prossima settimana il provvedimento verrà votato. 

Personalmente, lo dico senza reticenze, sono contrario a questa scelta. Non riesco a trovare una sola ragione politica che giustifichi in questo momento una così drastica limitazione del pluralismo politico nel Parlamento Europeo.

Peraltro la posizione del PD espressa nelle sedi deputate era di uno sbarramento del 3%, che eliminava la possibilità che chiunque con lo 0.8% potesse eleggere un parlamentare europeo, garantendo nello stesso tempo il diritto di tribuna alle forze politiche minori. A me sembra evidente la differenza che c’è tra le elezioni per il parlamento italiano dove si determina una maggioranza che esprime un governo e il parlamento europeo dove questo non avviene.

Al P.D. non serve lo sbarramento per avere qualche voto in più. Su questo le forze della sinistra radicale commettono un grave errore.

Detto questo sul piano politico la scelta del P.D. rischia di chiudere definitivamente il dialogo con queste forze e chiedo: questo serve al nostro partito?

Per evitare fraintesi, io sono convinto che in vista delle prossime elezioni amministrative il P.D. debba costruire alleanze con chi condivide senza ambiguità il nostro programma, non è più il tempo di ammucchiate contro la destra, che poi alla prova del governo hanno dimostrato tutti i loro limiti, ma non credo che dobbiamo impedire a queste forze di poter avere una minima rappresentenza all’Euro parlamento. 

Aggiungo che trovo anche singolare e temo la lettura che gli elettori potrebbero dare di questo accordo con il Governo, con il quale siamo impegnati su tutto il resto in uno scontro durissimo e giusto. Basta leggere le dichiarazioni di Italo Bocchino vice capogruppo del PDL, che dice candidamente; abbiamo accolto una richiesta avanzata dal P.D. Mi aspetto una smentita a questa affermazione, che al momento manca.

Spero che prima di votare questa riforma venga riunito il gruppo, in modo che ognuno possa esprimere il proprio pensiero e ascoltare le ragioni diverse.

Spero che vogliate contribuire a questa discussione, che ad oggi mi vede orientato a votare contro questa modifica della legge elettorale.

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“SU RIFIUTI E INCENERITORE PORCHIETTO FAREBBE BENE A INFORMARSI”

gennaio 28th, 2009 — 2:06pm

“Guardiamo con simpatia alla discesa in campo di Claudia Porchietto.   

Vorremo però che la candidata alla Presidenza della Provincia fosse un interlocutore informato, dato che sta inanellando una serie di affermazioni che non rendono giustizia al prestigio del ruolo da lei ricoperto nell’Api. 

Siamo disponibili ad un confronto nel merito delle questioni relative all’inceneritore e ai rifiuti. Su questi temi in Provincia abbiamo lavorato con il parere contrario della coalizione che appoggia la candidatura della Porchietto.

Abbiamo anche capito, leggendo e ascoltando le interviste da lei rilasciate, che la candidata Porchietto ama usare la parola ‘società civile’. 

Il problema però non è essere civili o meno, bensì essere competenti e capaci, così come competente e capace è stato in questi anni il Presidente Antonio Saitta, che ha operato egregiamente in tutti i settori. 

Siamo pronti per un dibattito su questione rifiuti, inceneritore e consorzi, quando e dove vuole la Porchietto! 

La invitiamo, però, a consultarsi prima con l’area che l’appoggia, onde evitare di imbattersi nuovamente in errori che vedono contrapposti i suoi pensieri e quelli di tutta la coalizione che sostiene la sua candidatura”.

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gennaio 26th, 2009 — 10:40am

Riguardo la vicenda Eluana – Bresso, pubblico qui di seguito, un’intervista all’on. Mimmo Lucà che ho trovato particolarmente interessante, buona lettura!

Ottavia Giustetti – Repubblica

Mimmo Lucà, parlamentare dell´area cattolica del Pd e leader dei Cristiano sociali, si è spesso distinto dai compagni di corrente per le sue prese di posizione laiche. Cosa pensa del fatto che Mercedes Bresso abbia offerto alla famiglia Englaro la possibilità di venire in Piemonte?

«La Corte di Cassazione ha autorizzato il padre di Eluana Englaro a sospendere alimentazione e idratazione alla figlia in stato vegetativo persistente dal gennaio ´92. La famiglia sta cercando da molto tempo un presidio sanitario per dare corso, credo, con grande sofferenza, alla propria decisione. È legittimo attendersi dal servizio pubblico il rispetto della sentenza della magistratura. La Regione Piemonte ha dato la propria disponibilità in tal senso. Si poteva fare, forse, con maggiore discrezione e con il riserbo che le circostanze sicuramente richiedono».

Avrà certamente letto le dichiarazioni del cardinale Severino Poletto. È legittimo che un cardinale invochi l´obiezione di coscienza come strumento di mobilitazione? 

«È del tutto plausibile che il Cardinale evochi il ricorso all´obiezione di coscienza per i medici cattolici. La legge lo consente in situazioni analoghe. Si pensi, ad esempio, alla legge 194. D’altra parte, ve n’è riscontro in numerosi documenti della Chiesa cattolica. Il dispositivo dei giudici, tuttavia, non è rivolto a questo o a quell’operatore, che può anche astenersi dall’intervenire. Sono le autorità preposte al regolare funzionamento del Servizio sanitario che devono assicurare il pieno rispetto della sentenza e, dunque, della volontà della famiglia Englaro».

Si può dire che secondo la tesi del cardinale esistono due legislazioni parallele e che il cattolico osservante si avvale dell´obiezione di coscienza quando la legge “civile” entra in conflitto con quella della sua religione. Quando un medico obietta non viola il diritto di chi si rivolge a lui per esercitare una libertà riconosciuta dalla legge?

«Credo che si debba abbassare il tono degli interventi ed evitare le forzature che impediscono di riconoscere le ragioni di ciascuno. Sono sicuro che il Cardinale conosce molto bene la distinzione tra ciò che appartiene alla sfera dell’ordine civile e ciò che invece è competenza di quella religiosa. Si tratta di una distinzione sulla quale è fondato lo Stato di diritto e di cui si alimenta il principio di laicità che ne è un cardine fondamentale. Una indicazione di comportamento suggerita ad un cittadino credente dall´autorità della Chiesa, in ragione di una comune fede religiosa, è del tutto legittima, ma non può valere per l´insieme della comunità civile».

Bresso ha risposto che questo non è il paese degli ayatollah e molti oggi prendono le distanze. Lei cosa ne pensa?

«Non trovo particolarmente felice l´espressione della presidente Bresso. Non siamo di fronte al diktat di nessuno. Eviterei le analogie con gli ordinamenti di altri Paesi a guida religiosa. Credo che nessuno, in Italia, tantomeno le autorità della Chiesa cattolica, intenda ispirare i propri comportamenti a quelle realtà». 

Ma come finirà, secondo lei, la vicenda di Eluana?

«Voglio sperare che le istituzioni dello Stato di diritto sappiano rispettare la sofferenza, il coraggio e la dignità di una persona nel momento più estremo e delicato della sua esistenza. E che sia rispettata la volontà della famiglia Englaro».

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Nel PD la sintesi è possibile

gennaio 24th, 2009 — 7:35pm

“Da quando il Partito Democratico è nato, e ancor di più dopo la sconfitta elettorale, ogni giorno e ogni occasione paiono buone per cercare di dimostrare che le diverse culture e le differenti anime che hanno partecipato alla genesi al PD non possono convivere. 

Molto spesso siano proprio noi dirigenti a scatenare polemiche su questo o quel tema, per contrapporci alle opinioni di qualche compagno di partito che la pensa in modo diverso. 

Sinceramente credo che questo modo di agire sarà ancora praticato nei prossimi mesi, ma oggi, leggendo su un quotidiano l’intervista a Mimmo Lucà relativa al caso di Eluana Englaro, non ho potuto che prendere atto, con piacere, che esiste, pur nelle differenze, la possibilità, di trovare una sintesi rispettosa sia dei laici sia dei cattolici, se l’obiettivo è quello di costruire un PD forte ed autorevole. 

Le parole di Mimmo Lucà lo dimostrano e spero che in molti, nel mio partito, le leggano e riflettano, soprattutto se hanno a cuore il futuro di questo partito e non solo la propria visibilità momentanea”.

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Bresso: “Assicuro riserbo assoluto sull´ultima destinazione di Eluana”

gennaio 22nd, 2009 — 10:53am

Prima di leggere l’articolo qui sotto, vi consiglio la lettura di un mio vecchio post, dove ho pubblicato la lettera che ho ricevuto dal padre di una ragazza in stato vegetativo persistente. Questa non è una vicenda politica, non è una vicenda religiosa, è solo una vicenda umana e come tale va affrontata, QUI trovate la lettera. Continue reading »

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proposta di legge

gennaio 21st, 2009 — 3:42pm

Nuove disposizioni concernenti i criteri per la determinazione dei trasferimenti erariali destinati ai comuni e misure di perequazione in favore dei comuni soggetti a decremento demografico ( 2085 )
(presentata il 21 gennaio 2009, annunziata il 22 gennaio 2009)

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intervista

gennaio 19th, 2009 — 10:27am

Oggi, sull’edizione Torinese di Cronaca Qui esce una mia intervista, la trovate QUI

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Pd, il capogruppo in Provincia scarica i Moderati

gennaio 19th, 2009 — 9:37am

Marco Trabucco – Repubblica

Lubatti: meglio la lista “Saitta per i territori”. Oggi il tema discussione in direzione, ma Esposito frena: “Pensiamoci bene”

La lista Saitta s´ha da fare, anche se questo comportasse per il Pd la mancata alleanza con i Moderati alle elezioni del 6 e 7 giugno. Non ha dubbi al riguardo Claudio Lubatti, capogruppo dei Democratici in consiglio provinciale che, ieri, in una lettera aperta al presidente della Provincia lo ha esortato ad andare avanti nel progetto di costituire una sua lista e ne ha proposto anche il nome: «Saitta per i territori». Una scelta non casuale: «La tua amministrazione in questi anni – scrive Lubatti – è stata sempre al servizio dei territori, andando oltre il colore politico delle singole amministrazioni comunali. Questo oggi ti viene riconosciuto da decine di amministratori locali che non appartengono apertamente a uno schieramento politico, ma sono espressione di liste civiche di comuni piccoli». Proprio questi amministratori dovranno essere, per Lubatti, i candidati e i sostenitori della lista Saitta. Nessun conflitto dunque con i Moderati, che nei giorni scorsi avevano espresso le loro perplessità su questo esperimento, minacciando di rompere l´alleanza con il Pd. Un pericolo che si può correre, per Lubatti: «Il rapporto con i Moderati in consiglio provinciale non è mai stato facile, in questi anni. Il loro capogruppo, ex Margherita ha passato un anno del suo mandato a tentare di far mancare il numero legale e a non votare le delibere della tua maggioranza dichiarando apertamente di non farne più parte. Oggi la loro posizione è figlia del timore di un´occupazione da parte della tua lista di uno spazio politico che ritenevano loro. Lasciamo siano gli elettori a giudicare». 

Un parziale stop all´entusiasmo di Lubatti arriva però da Stefano Esposito, parlamentare Pd: «Credo che si debba fare il possibile per allargare il consenso del partito. Per questo, prima di rinunciare ai Moderati, ci penserei mille volte. Saitta faccia i nomi di chi vuole presentare nella sua lista, al più presto. E se non ci saranno sovrapposizioni con il Pd si potrà andare avanti. A Lubatti ricordo solo che per soddisfare le ambizioni da assessore, bisogna prima vincere le elezioni. Non basta partecipare».

Della questione si parlerà oggi nella direzione provinciale del Democratici convocata nel tardo pomeriggio nella Sala Atc di corso Dante. E sempre oggi potrebbe decidersi l´avversaria di Saitta. Claudia Porchietto, presidente dell´Api, la donna che il coordinatore regionale di Forza Italia Enzo Ghigo vuole come candidata, incontrerà infatti i vertici locali del Pdl per discutere del come e quando. Se tutto andrà bene nei prossimi giorni volerà a Roma per avere la «benedizione» ufficiale di Berlusconi. E a quel punto partirà davvero la campagna elettorale.

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Un proiettile per il sindaco messo al bando da Grillo

gennaio 17th, 2009 — 7:07pm

Paolo Griseri – Repubblica

Minacce di morte a Corgiat per la scelta dell´inceneritore

Spedita una lettera con frasi inquietanti. “Ma io non mi faccio intimidire”

«Caro sindaco, lo sa che quelli come lei hanno vita breve?». La lettera minatoria è giunta ieri mattina alla sede del Comune di Settimo. Nella busta, oltre al testo, un proiettile calibro 22. L´anonimo estensore minaccia Aldo Corgiat, sindaco Pd della città, per aver promosso il progetto di un inceneritore, il secondo in programma nella provincia di Torino, e per altri provvedimenti tra i quali l´apertura di nuovi centri commerciali. «Non mi faccio intimidire – ha risposto Corgiat – sono sempre deciso a proseguire nella strada del dialogo e del confronto con le persone civili. Ma invito a isolare chi usa metodi tanto infami».

La lettera segue un analogo testo di minacce spedito il 6 dicembre scorso. Questa volta però alle parole è stato accompagnato un proiettile e le minacce sono state molto pesanti: «I cittadini settimesi – è scritto in un italiano volgare e claudicante – sono molto incazzati perciò veda di non far più cazzate incominciando dalla tassa rifiuti per poi passare all´inceneritore.. Queste cose le vada a fare a Venaria non le venga a fare qui da noi.. Lo vede questo proiettile? Si tenga a mente come è fatto perché se combina ancora una stronzata le traforerà la testa». 

Nel testo ci sono una serie di riferimenti per far sapere che chi scrive conosce le abitudini del sindaco. E altri passaggi che fanno cenno ad aspetti specifici della vita politica della cittadina. La scelta più contestata è certamente quella del secondo inceneritore, al centro di violente polemiche e degli strali di Beppe Grillo che proprio nei giorni scorsi a Torino aveva mostrato, durante il suo spettacolo, la fotografia di Corgiat e di altri politici (Chiamparino, Esposito e Foietta) indicati come i responsabili dei danni che avrebbe arrecato il nuovo impianto alla zona: «Non mi permetto certo di stabilire un rapporto di causa effetto tra lo spettacolo e le minacce – afferma Corgiat – ma certamente non è la prima volta che vengo minacciato pesantemente. E certi toni violenti, l´additare pubblicamente una persona, rischiano di favorire un clima pericoloso».

La solidarietà a Corgiat è arrivata da forze politiche e istituzioni. La presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, ha espresso solidarietà al sindaco osservando che «la vigliaccheria di chi ricorre a minacce anonime con riferimenti espliciti ai familiari è sintomo dell´incapacità di discutere in altro modo perché senza argomenti reali e concreti». Solidarietà personale a Corgiat ha espresso il presidente della Provincia, Antonio Saitta: «So cosa si prova perché ho ricevuto quella minaccia tre anni fa sempre da anonimi, sempre per contestare la decisione di realizzare i termovalorizzatori». Tra le forze politiche torinesi solo il Pd, il partito del sindaco, ha commentato l´episodio: i vertici di Torino e del Piemonte (Carlo Chiama, Caterina Romeo e Gianfranco Morgando) «condannano nel modo più fermo l´uso dell´intimidazione come tentativo di condizionamento delle scelte delle amministrazioni» e confermano «il pieno sostegno alle scelte amministrative sulla gestione del ciclo dei rifiuti». Il parlamentare dello stesso partito Stefano Esposito ha aggiunto che «chi mette al centro di uno spettacolo le fotografie degli amministratori per indicarli al pubblico ludibrio non può poi stupirsi dei gesti di qualche folle. Mi aspetto da Beppe Grillo una presa di posizione su questo».

Sulla vicenda indagano i carabinieri di Settimo. Si stanno studiando le immagini delle telecamere sistemate vicino all´ingresso della Nuova Periferia, il giornale locale che ha ricevuto una copia delle lettera minatoria.

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Incontro con i sindaci della valle: “Abbiamo smussato gli angoli”

gennaio 13th, 2009 — 8:11pm

Tav, passa la linea Morgando

Votato il documento del segretario da cui sparisce l´accenno al dossier “Fare”

 SARA STRIPPOLI – Repubblica

Sulla Tav il Pd soffre un po´, si dibatte nel dilemma se dare o meno una mano ai sindaci valorizzando il documento «Fare», acronimo di Ferrovie Alpine ragionevoli ed efficienti, il documento che porta la firma dei sindaci valsusini e della Comunità Montana, ma alla fine chiude un accordo condiviso sull´intervento del segretario Gianfranco Morgando. Il quale ribadisce che la Torino-Lione è indispensabile, che la sua progettazione deve essere guidata da dall´Osservatorio tecnico («se necessario con modalità innovative»), che il Pd stringerà alleanze soltanto «con chi condividerà la posizione del partito a favore dell´opera» e che il governo deve dare chiarimenti sulle risorse. Una sintesi finale dal quale sparisce però ogni accenno al dossier redatto dai tecnici valsusini, presente invece nella bozza con la quale il segretario si era presentato al tavolo convocato ieri pomeriggio. Un´assemblea numerosa, oltre ai vertici del Pd (Morgando, il segretario provinciale Caterina Romeo e il cittadino Carlo Chiama) il sindaco Sergio Chiamparino (uscito presto per gli impegni in Consiglio), i presidenti di Regione e Provincia Bresso e Saitta, i parlamentari Esposito, Merlo, Negri e Vernetti, i sindaci del Pd della valle (Mattioli di Avigliana, Neirotti di Rivalta, Plano di Susa, Durbiano di Venaus, Gonella di Almese, la vicepresidente della Comunità montana Bassa Valle Caputo). I quali alla fine commentano l´incontro con toni positivi senza però allontanarsi dalla posizione condivisa da tutti gli amministratori della valle sull´appoggio al loro documento. Più che diplomatica la dichiarazione del sindaco di Susa Sandro Plano: «È evidente che le nostre posizioni restano diverse, che noi continueremo ad insistere perché il governo prenda in considerazione il �Fare´, ma diciamo che durante questo incontro siamo riusciti a smussare gli angoli». 

Anche Carla Mattioli, combattivo sindaco di Avigliana condivide il clima positivo di dialogo: «Personalmente sono convinta della bontà dei dati contenuti nel Fare. Sono però soddisfatta che sia stata ribadita la nostra posizione sulla necessità di realizzare l´opera a partire dal nodo di Torino». 

L´attenzione sul rischio che i riferimenti al �Fare´ contenuti nella prima proposta di Morgando («Il Pd condivide la richiesta avanzata dagli amministratori della valle di un pronunciamento del governo in merito al documento Fare, che ne evidenza la natura di contributo positivo alla nuova impostazione dell´opera») è arrivata da Stefano Esposito. Che spiega: «Il Pd non può permettersi ambiguità di nessun genere, altrimenti come riusciremmo a far comprendere la posizione che ci differenzia dalle altre forze della sinistra?». 

Gianfranco Morgando è soddisfatto: «Come in ogni normale confronto abbiamo discusso e accolto le osservazioni. Abbiamo concordato che il passaggio sul Fare avrebbe potuto creare confusione, ma questo non cambia in alcun modo il giudizio positivo per il contributo determinante di approfondimento dato dal territorio. I risultati ottenuti con questo percorso sono molto importanti e sbaglia profondamente chi affronta il problema della Torino-Lione nella stessa logica di qualche anno fa. I sindaci, oltre a Regione e Provincia, sono stati protagonisti di una intelligente strategia amministrativa». Nessun dubbio sui principi di fondo, la posizione del Pd è sempre stata netta, sottolinea il segretario: «Da tempo in valle si è rotta ogni alleanza con il movimento No Tav e difatti Rifondazione nella Comunità montana è uscita dalla maggioranza». 

La presidente della Regione Mercedes Bresso esce dalla riunione con un sorriso: «È andata bene, la posizione del Pd è condivisa dai sindaci, anche se è indubbio che la loro posizione nei confronti del territorio resta per il momento difficile. D´altronde questo è un percorso, ma due anni fa un incontro come questo sarebbe stato impossibile». Nell´incontro sul sistema ferroviario del 23 gennaio con il presidente del Consiglio Berlusconi, dice Bresso si discuterà dei finanziamenti: «Con quelle risorse (200 milioni del governo, 100 della Regione) si potrà partire dal nodo di Torino raccogliendo anche le suggestioni contenute nel documento degli amministratori valsusini». Per il Pdl la provocazione del parlamentare Osvaldo Napoli: «Ma il Pd chiarisca: ricandiderà i sindaci contrari alla Tav?».

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