Un proiettile per il sindaco messo al bando da Grillo

Paolo Griseri – Repubblica

Minacce di morte a Corgiat per la scelta dell´inceneritore

Spedita una lettera con frasi inquietanti. “Ma io non mi faccio intimidire”

«Caro sindaco, lo sa che quelli come lei hanno vita breve?». La lettera minatoria è giunta ieri mattina alla sede del Comune di Settimo. Nella busta, oltre al testo, un proiettile calibro 22. L´anonimo estensore minaccia Aldo Corgiat, sindaco Pd della città, per aver promosso il progetto di un inceneritore, il secondo in programma nella provincia di Torino, e per altri provvedimenti tra i quali l´apertura di nuovi centri commerciali. «Non mi faccio intimidire – ha risposto Corgiat – sono sempre deciso a proseguire nella strada del dialogo e del confronto con le persone civili. Ma invito a isolare chi usa metodi tanto infami».

La lettera segue un analogo testo di minacce spedito il 6 dicembre scorso. Questa volta però alle parole è stato accompagnato un proiettile e le minacce sono state molto pesanti: «I cittadini settimesi – è scritto in un italiano volgare e claudicante – sono molto incazzati perciò veda di non far più cazzate incominciando dalla tassa rifiuti per poi passare all´inceneritore.. Queste cose le vada a fare a Venaria non le venga a fare qui da noi.. Lo vede questo proiettile? Si tenga a mente come è fatto perché se combina ancora una stronzata le traforerà la testa». 

Nel testo ci sono una serie di riferimenti per far sapere che chi scrive conosce le abitudini del sindaco. E altri passaggi che fanno cenno ad aspetti specifici della vita politica della cittadina. La scelta più contestata è certamente quella del secondo inceneritore, al centro di violente polemiche e degli strali di Beppe Grillo che proprio nei giorni scorsi a Torino aveva mostrato, durante il suo spettacolo, la fotografia di Corgiat e di altri politici (Chiamparino, Esposito e Foietta) indicati come i responsabili dei danni che avrebbe arrecato il nuovo impianto alla zona: «Non mi permetto certo di stabilire un rapporto di causa effetto tra lo spettacolo e le minacce – afferma Corgiat – ma certamente non è la prima volta che vengo minacciato pesantemente. E certi toni violenti, l´additare pubblicamente una persona, rischiano di favorire un clima pericoloso».

La solidarietà a Corgiat è arrivata da forze politiche e istituzioni. La presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, ha espresso solidarietà al sindaco osservando che «la vigliaccheria di chi ricorre a minacce anonime con riferimenti espliciti ai familiari è sintomo dell´incapacità di discutere in altro modo perché senza argomenti reali e concreti». Solidarietà personale a Corgiat ha espresso il presidente della Provincia, Antonio Saitta: «So cosa si prova perché ho ricevuto quella minaccia tre anni fa sempre da anonimi, sempre per contestare la decisione di realizzare i termovalorizzatori». Tra le forze politiche torinesi solo il Pd, il partito del sindaco, ha commentato l´episodio: i vertici di Torino e del Piemonte (Carlo Chiama, Caterina Romeo e Gianfranco Morgando) «condannano nel modo più fermo l´uso dell´intimidazione come tentativo di condizionamento delle scelte delle amministrazioni» e confermano «il pieno sostegno alle scelte amministrative sulla gestione del ciclo dei rifiuti». Il parlamentare dello stesso partito Stefano Esposito ha aggiunto che «chi mette al centro di uno spettacolo le fotografie degli amministratori per indicarli al pubblico ludibrio non può poi stupirsi dei gesti di qualche folle. Mi aspetto da Beppe Grillo una presa di posizione su questo».

Sulla vicenda indagano i carabinieri di Settimo. Si stanno studiando le immagini delle telecamere sistemate vicino all´ingresso della Nuova Periferia, il giornale locale che ha ricevuto una copia delle lettera minatoria.