Riguardo la vicenda Eluana – Bresso, pubblico qui di seguito, un’intervista all’on. Mimmo Lucà che ho trovato particolarmente interessante, buona lettura!

Ottavia Giustetti – Repubblica

Mimmo Lucà, parlamentare dell´area cattolica del Pd e leader dei Cristiano sociali, si è spesso distinto dai compagni di corrente per le sue prese di posizione laiche. Cosa pensa del fatto che Mercedes Bresso abbia offerto alla famiglia Englaro la possibilità di venire in Piemonte?

«La Corte di Cassazione ha autorizzato il padre di Eluana Englaro a sospendere alimentazione e idratazione alla figlia in stato vegetativo persistente dal gennaio ´92. La famiglia sta cercando da molto tempo un presidio sanitario per dare corso, credo, con grande sofferenza, alla propria decisione. È legittimo attendersi dal servizio pubblico il rispetto della sentenza della magistratura. La Regione Piemonte ha dato la propria disponibilità in tal senso. Si poteva fare, forse, con maggiore discrezione e con il riserbo che le circostanze sicuramente richiedono».

Avrà certamente letto le dichiarazioni del cardinale Severino Poletto. È legittimo che un cardinale invochi l´obiezione di coscienza come strumento di mobilitazione? 

«È del tutto plausibile che il Cardinale evochi il ricorso all´obiezione di coscienza per i medici cattolici. La legge lo consente in situazioni analoghe. Si pensi, ad esempio, alla legge 194. D’altra parte, ve n’è riscontro in numerosi documenti della Chiesa cattolica. Il dispositivo dei giudici, tuttavia, non è rivolto a questo o a quell’operatore, che può anche astenersi dall’intervenire. Sono le autorità preposte al regolare funzionamento del Servizio sanitario che devono assicurare il pieno rispetto della sentenza e, dunque, della volontà della famiglia Englaro».

Si può dire che secondo la tesi del cardinale esistono due legislazioni parallele e che il cattolico osservante si avvale dell´obiezione di coscienza quando la legge “civile” entra in conflitto con quella della sua religione. Quando un medico obietta non viola il diritto di chi si rivolge a lui per esercitare una libertà riconosciuta dalla legge?

«Credo che si debba abbassare il tono degli interventi ed evitare le forzature che impediscono di riconoscere le ragioni di ciascuno. Sono sicuro che il Cardinale conosce molto bene la distinzione tra ciò che appartiene alla sfera dell’ordine civile e ciò che invece è competenza di quella religiosa. Si tratta di una distinzione sulla quale è fondato lo Stato di diritto e di cui si alimenta il principio di laicità che ne è un cardine fondamentale. Una indicazione di comportamento suggerita ad un cittadino credente dall´autorità della Chiesa, in ragione di una comune fede religiosa, è del tutto legittima, ma non può valere per l´insieme della comunità civile».

Bresso ha risposto che questo non è il paese degli ayatollah e molti oggi prendono le distanze. Lei cosa ne pensa?

«Non trovo particolarmente felice l´espressione della presidente Bresso. Non siamo di fronte al diktat di nessuno. Eviterei le analogie con gli ordinamenti di altri Paesi a guida religiosa. Credo che nessuno, in Italia, tantomeno le autorità della Chiesa cattolica, intenda ispirare i propri comportamenti a quelle realtà». 

Ma come finirà, secondo lei, la vicenda di Eluana?

«Voglio sperare che le istituzioni dello Stato di diritto sappiano rispettare la sofferenza, il coraggio e la dignità di una persona nel momento più estremo e delicato della sua esistenza. E che sia rispettata la volontà della famiglia Englaro».