SBARRAMENTO AL 4% PER LE ELEZIONI EUROPEE: SERVE?

Qualche ora fa, è stato annunciato l’accordo di quasi tutte le forze politiche presenti in parlamento, sulla modifica della legge elettorale per le elezioni europee che inserisce lo sbarramento del 4%. Fortunatamente non sono state toccate le preferenze. La prossima settimana il provvedimento verrà votato. 

Personalmente, lo dico senza reticenze, sono contrario a questa scelta. Non riesco a trovare una sola ragione politica che giustifichi in questo momento una così drastica limitazione del pluralismo politico nel Parlamento Europeo.

Peraltro la posizione del PD espressa nelle sedi deputate era di uno sbarramento del 3%, che eliminava la possibilità che chiunque con lo 0.8% potesse eleggere un parlamentare europeo, garantendo nello stesso tempo il diritto di tribuna alle forze politiche minori. A me sembra evidente la differenza che c’è tra le elezioni per il parlamento italiano dove si determina una maggioranza che esprime un governo e il parlamento europeo dove questo non avviene.

Al P.D. non serve lo sbarramento per avere qualche voto in più. Su questo le forze della sinistra radicale commettono un grave errore.

Detto questo sul piano politico la scelta del P.D. rischia di chiudere definitivamente il dialogo con queste forze e chiedo: questo serve al nostro partito?

Per evitare fraintesi, io sono convinto che in vista delle prossime elezioni amministrative il P.D. debba costruire alleanze con chi condivide senza ambiguità il nostro programma, non è più il tempo di ammucchiate contro la destra, che poi alla prova del governo hanno dimostrato tutti i loro limiti, ma non credo che dobbiamo impedire a queste forze di poter avere una minima rappresentenza all’Euro parlamento. 

Aggiungo che trovo anche singolare e temo la lettura che gli elettori potrebbero dare di questo accordo con il Governo, con il quale siamo impegnati su tutto il resto in uno scontro durissimo e giusto. Basta leggere le dichiarazioni di Italo Bocchino vice capogruppo del PDL, che dice candidamente; abbiamo accolto una richiesta avanzata dal P.D. Mi aspetto una smentita a questa affermazione, che al momento manca.

Spero che prima di votare questa riforma venga riunito il gruppo, in modo che ognuno possa esprimere il proprio pensiero e ascoltare le ragioni diverse.

Spero che vogliate contribuire a questa discussione, che ad oggi mi vede orientato a votare contro questa modifica della legge elettorale.

9 pensieri riguardo “SBARRAMENTO AL 4% PER LE ELEZIONI EUROPEE: SERVE?

  • 29 gennaio 2009 in 10:36
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    ciao stefano,

    noi invece siamo a favore della riforma.

    lo sbarramento serve per andare verso quella semplificazione del quadro politico che vogliono anche i cittadini. Il 4% è una soglia giutsa.

    se la sinistra radicale è in difficolà lo deve per l’incapacità politca di essere unita attorno ad un progetto politico comune. (RC era al sei per cento da sola, ricordiamolo).

    ciao,

    alberto nobili e moreno minacci
    coordinamento provinciale PD VCO

  • 30 gennaio 2009 in 11:14
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    Ciao Stefano,
    le tue perplessità sono per me fondatissime.
    E’ una operazione che si presta a troppe e facili letture strumentali, crea uno steccato definitivo con la sinistra, fa “gongolare” italia dei valori che pensa così di giocare su due forni, la sinistra e il Pd. Non si costrusce un partito a colpi di voto utile ma con un progetto utile per il paese.
    Credo che il tuo orientamento a votare contro sia ad oggi quello più saggio.

  • 30 gennaio 2009 in 11:47
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    caro Stefano,
    condivido in pieno la tua analisi e penso che la risposta al quesito che poni (SBARRAMENTO AL 4% PER LE ELEZIONI EUROPEE: SERVE?) non possa che essere “CERTO NON AL CENTRO SINISTRA”.
    Luigi Martinoli

  • 30 gennaio 2009 in 12:19
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    Sono d’accordo con il tuo giudizio negativo sull’accordo per le elezioni europee, non condivido nemmeno il presunto accordo sulle intercettazioni: ci stiamo infilando in un tunnel senza uscita.
    Vedi l’articolo di D’avanzo su Repubblica di giovedì 29 gennaio 2009.
    Giorgio Ardito

  • 30 gennaio 2009 in 12:57
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    concordo con le valutazioni di stefano, non vedo ragioni di governabilità quando si parla di elezioni europee. questa scelta non fa che elevare steccati a sinistra, non tanto e non solo con i partiti o quel che ne resta, ma soprattutto con quell’elettorato che esiste ancora, che non abbiamo ancora convinto come PD, ma che non dobbiamo davvero incattivire! silvana

  • 30 gennaio 2009 in 14:57
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    Gentile Esposito,

    ti scrivo in riferimento alla mail sotto riportata nella quale dichiari di non trovare «una sola ragione politica» che giustifichi lo sbarramento del 4% alle europee.

    Permettimi di esporti quelle che invece sono le ragioni politiche che spingono un militante a sostenere con forza questa scelta.

    Se ho capito bene il ragionamento le motivazioni che ti spingono a non condividere lo sbarramento sono lo seguenti:

    1) drastica limitazione del pluralismo politico nel parlamento europeo;

    2) necessità di garantire un diritto di tribuna alle forze politiche minori;

    3) chiusura del dialogo con le forze minori della sinistra;

    4) rischio che gli elettori percepiscano tale scelta come un “inciucio” con il centro dx;

    Sul primo punto mi rifaccio a quello che ritengo sia una dei più grandi risultati che è stato raggiunto con la nascita del Partito Democratico ovvero la SEMPLIFICAZIONE della politica. Grazie al coraggio del gruppo dirigente e delle migliaia di iscritti che hanno scelto di porre fine all’esistenza dei precedenti partiti per dare vita al Partito Democratico si è riusciti a ridurre (purtoppo non ancora ad eliminare) la FRAMMENTAZIONE ovvero il male oscuro che l’opinione pubblica tutta considera una delle principali cause dell’ingovernabilità che ha caratterizzato gli ultimi 15 anni di vita repubblicana. Che ha frenato la crescita econimica e morale del nostro Paese e ha colpito sopratutto il centro sx. Attenzione a confondere il pluralismo con la frammentazione. Un errore che è costato caro come insegna anche la storia recente: il senatore Turigliatto, di Torino come te, che con la forza di un solo voto e privo della minima rappresentanza politica (eletto con le liste bloccate mica con il maggioritario o con le preferenze) ha causato la prima crisi del Governo Prodi avviando l’implosione dell’Ulivo e danneggiando il Paese.

    Sul secondo punto sostengo che, in assenza di uno sbarramento, sulla base dell’attuale scenario politico l’unico diritto che si garantirà in Europa ai piccoli partiti non sarà quello di tribuna ma bensì di “comoda poltrona” per i rispettivi leader. Soggetti i cui interessi personali si sovrappognono ormai ampiamente a quelli dei rispettivi partiti ridotti a comitati elettorali permanenti. Un caso su tutti è quello di Marco Pannella che grazie all’attuale sistema elettorale siede ininterrottamente al parlamento europeo dal 1977. Ma anche guardando alla storia recente è evidente che il Parlamento Europeo è da sempre la “rendita” a disposizione di “nano” formazioni per dare un’occupazione al proprio gruppo dirigente. Nel 2004 sono state 11 le liste che hanno ottenuto da 1 a 2 seggi: Partito Pensionati; Alternativa Sociale; Fiamma Tricolore; Achille Occhetto; Partito Socialista Nuovo PSI; Popolari Udeur; Verdi; Comunisti Italiani; IDV. Nel 1999 ancora 11 liste con 1/2 seggi e tra queste: PRI-LIB-EUDR; Partito Pensionati; Rinnovamento Italiano; Udeur; CCD; MSI; Socialisti Democratici; CDU; Verdi; Comunisti Italiani. Una situazione che in Europa non ha pari. Credo che per i cittadini italiani avere garantito il “diritto di tribuna” a queste formazioni sia stato costoso e inutile sul piano della proposta politica e delle sviluppo sociale ed economico.

    In merito alla chiusura del dialogo con le forze della sinistra l’unico dialogo che si chiuderà sarà forse con i rispettivi leader per le ragioni di cui sopra. Il Partito Democratico è una forza riformista che punta alla sempificazione, il dialogo si fa partendo da questi temi per poi calarli nella realtà sociale ed economica non sui meccanismi elettorali. Credo che le forze della sinistra devano prima avviare un percorso di trasformazione e semplificazione come fatto dal PD. Non averlo ancora fatto porta ai risultati che sono sotto gli occhi di tuti: scissioni, cartelli elettorali di comodo. Lo sbarramento potrebbe diventare la molla in grado di fare scattare quel processo di rinnovamento indispensabile per consentire che il dialogo tra PD e Sinistra Radicale riparta per la costituzuione di un nuovo Centro Sinitra. Non importa ciò che è utile “tatticamente” al nostro partito ma ciò “strategicamente” è utile al Paese.

    Non condivido neanche l’assunto che che gli elettori non comprendano un accordo tra PD e centro dx. L’apertura fatta al Senato sul federalismo fiscale è stata una scelta che a mio giudizio ha rafforzato nell’opinione pubblica, la percezione PD come forza di Governo. Continuare sulla strada dell’opposizione senza proposta è una tattica che paga un partito come l’IDV, che punta ad occupare un ruolo di forza di “protesta pura” per vivere di rendita negli anni a venire (come la Lega nel centro dx) ma non un un partito che vuole a convincere la maggioranza degli italiani di essere una credibile e duratura alternativa al centro destra per la guida del Paese. Protesta e proposta, queste, a mio giudizio, sono le nostre parole d’ordine. In Italia in questo momento c’è un grande sentimento di sfiducia nei confronti della politica che è ancora più forte rispetto al futuro dell’economia. Lo scontro, l’odio, la rissa, le contrapposizioni ideologiche e personali non aiutano a instaurare quel clima di fiducia che i cittadini ci chiedono e che rappresenta il carburante per il motore dell’economia moderna e liberale. Il PD deve trasmettere questo sentimento,e per farlo deve dimostrare COERENZA, SERIETA’, apertura al DIALOGO quando gli interessi generali lo richiedono. Basta fare politica sfruttando la rendita dell’odio, del dubbio, del sospetto. Questo è il PD una forza seria, innovatrice, semplificatrice che ha una prospettiva di medio e lungo periodo non certo un’approccio speculativo di breve periodo.

    Spero di essere stato utile per fornirti qualche spunto al fine di avviare una rilfessione in merito alla scelta di opporti, all’interno del Gruppo del PD in Parlamento, alla scelta di introdurre uno sbarramento del 4% alle prossime elezioni europee.

    Un cordiale saluto

    Fabrizio Barini
    Coordinamento Provinciale PD Novara

  • 31 gennaio 2009 in 12:59
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    Sono chiaramente d’accordo con Stefano. Se posso permettermi, segnalerei anche il fatto che la nuova legge elettorale per le europee (con sbarramento al 4%) consoliderà l’idea che le regole democratiche possono essere piegate dalla semplice convenienza del momento. Convenienza non dell’elettorato, ma dei raggruppamenti che in nel tal momento possiedono maggiore forze. Raggruppamenti che possono essere anche diversi dai partiti politici e che possono ottenere convenienze su altri argomenti: giustizia, sanità, industria e via dicendo.
    Dal punto di vista strettamente politico è chiaro che la stessa capacità di innovazione politica ( e la capacità di diversa offerta) viene fortemente menomata, data la difficoltà stessa di presentarsi e di ottenere l’attenzione dei cittadini votanti, che decideranno nel tempo se premiare o meno quell’offerta. Il rischio potrebbe a questo punto essere rappresentato dal tentativo di superare questo cono d’ombra mediate azioni, sotterfugi o altra modalità diversa dalla via elettorale che, almeno fino a oggi, mi sembrava essere quella individuata al momento della formazione del nostro Stato nel 1946. Oltre a ciò opporrei all’argomento della frammentazione, il fatto che, al momento attuale, la mancata scelta di diversi partiti sul dove collocarsi una volta eletti loro rappresentanti (ad es.Italia dei Valori e lo stesso PD, purtroppo) provocherebbe una moltiplicazione di gruppi proprio all’interno dell’assemblea di Strasburgo. Non prendo, in ultimo, in considerazione l’accusa dei finanziamenti: non si otterrebbe un risparmio di spesa in quanto i soldi non corrisposti ai partiti piccoli andrebbero semplicemente a quelli più grandi, con la controaccusa che chi costruisce questo meccanismo di voto lo fa per avere solo più risorse a danno di altri.
    Saggia scelta , quindi, quella di Stefano

  • 31 gennaio 2009 in 18:33
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    Stefano,

    dopo mesi e mesi di discussioni, credo che la proposta di sbaramento per le elezioni Europee, sia da valutare su due livelli.

  • 31 gennaio 2009 in 18:57
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    mi è partito il Submit Comment accidentalmente.

    dopo mesi e mesi di discussioni, credo che la proposta di sbaramento per le elezioni Europee, sia da valutare su due livelli per esprimere i mio giudizio negativo.

    Ero ,e lo sono ancora adesso convinto, sulla poszione che abbiamo scelto per le politiche, ossia andare da soi, anche se le mie perplessità dell’ allenza con Di Pietro erano fondate fin da tempi non spspetti. Non servono più, secondo il mio modo di valutazione, alleanze allargate per vincere, dobbiamo sintetizzare accordi progammatici che ci permettteranno di governare, funzione che il nostro partito ha come DNA.
    Credo, inoltre, che la posizione del P.D. possa scaturire l’ira dei partiti minori, e che questo possa creare seri problemi con le future allenaze nelle nostre realtà. Non possiamo chiudere il dialogo con le forze che oggi condividano con il PD il governo delle Amminitrazioni.

    per quanto riguarda le elezioni Europee, condivido le tue valutazioni negative. Ho, qualche, dubbio a comprendere le motivazioni di questo accodo tra PdL e il nostro PD.

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