“Pronto a sdraiarmi a Montecitorio”

Bloccare il Parlamento per difendere la democrazia. Stefano Esposito, parlamentare torinese del Pd, si rende conto del paradosso: «Penso che non possiamo lasciar passare sotto silenzio il tentativo di modificare una sentenza della magistratura con una legge fast-food, di quelle scritte e approvate in pochi giorni». Secondo Esposito «per fermare questo attacco alla democrazia non c´è altro modo che quello di bloccare il Parlamento». In che modo? «Basta andare a sedersi sui banchi del governo e impedire l´apertura della seduta. Penso che in questo caso non sia sufficiente una normale opposizione. Proporrò a Veltroni di percorrere la strada di un gesto clamoroso». Ma, in quel caso, la componente cattolica del partito parteciperebbe al blocco? «Penso che sia interesse di tutti, anche dei cattolici, impedire che il Parlamento venga usato come un corpo contundente nella personale battaglia del premier contro la magistratura. Sarebbe davvero miope non vedere che quel che oggi può sembrare a qualcuno condivisibile è la premessa per una deriva che restringe gli spazi di democrazia». La discussione interna al Pd è comunque animata. E le divisioni che oggi si intravedono tra i senatori si riprodurranno a fine settimana nel vasto pattuglione dei deputati piemontesi. Con conseguenze oggi non immaginabili sulla vita politica locale.