Social Truffa

“Il nostro territorio attraversa una forte crisi. Tante sono le famiglie in difficoltà, 160.000 le persone che vivono sotto la soglia della povertà e avrebbero bisogno di un segnale serio di aiuto e attenzione, mentre le ore di cassa integrazione sono passate da un milione e 114 mila ore autorizzate nel 2008 contro 2 milioni e 905 mila richieste nel 2009, quindi un incremento di circa il 250%. La risposta del Governo è stata 40 euro per 8.682 persone (su 11.603 domande) che hanno ottenuto l’attivazione della Social card in Provincia di Torino: una ‘non risposta’ assolutamente inaccettabile, una vera e propria Social truffa”: con queste parole Claudio LUBATTI, Capogruppo del PD in Provincia di Torino, ha illustrato agli organi di informazione i dati ufficiali (fonte Inps) relativi al provvedimento della Social Card e l’effettivo impatto sul territorio provinciale. 

“I nostri timori iniziali sulla Social card – ha aggiunto Claudio LUBATTI – si sono dimostrati fondati. Eravamo contrari a questo provvedimento come risposta alla crisi e sostegno a chi è in difficoltà. Ora i numeri dimostrano che le nostre critiche erano corrette. Abbiamo 76.000 persone in Provincia di Torino segnalate dai servizi sociali come in difficoltà, 15.600 persone che hanno chiesto agli enti locali un sostegno per l’affitto, nel quarto trimestre del 2008 ci sono state 48.000 persone che hanno chiesto l’accesso alle liste dei centri per l’impiego. Una proposta? Lasciamo alla Provincia di Torino la possibilità di sfondare il patto di stabilità per fare investimenti sul versante delle grandi infrastrutture. Le idee e le progettazioni sono già in campo”

“Il percorso per ottenere la Social card è farraginoso, complicato, eccessivamente burocratizzato – ha spiegato Claudio LUBATTI – infatti la persona che avanza la domanda riceve una prima lettera con l’assegnazione della carta che è una sorta di bancomat. Poi riceve una seconda lettera con il codice Pin ma è successo che molte persone prima dell’arrivo sono andate a fare la spesa e quando alla cassa hanno consegnato la carta della povertà, autoproclamandosi pubblicamente come ‘bisognosi’ (cosa culturalmente per noi inaccettabile), hanno scoperto di avere una carta “scarica” e alla fine hanno dovuto lasciare lì la spesa perché la carta risulta priva di credito. I criteri per individuare i beneficiari sono molto, troppo limitativi: 6.000 euro lordi all’anno come soglia massima, il dato si commenta da solo e chi, per esempio, ha ottenuto l’assegno di accompagnamento è cancellato dall’elenco dei beneficiari, il che è davvero contraddittorio”.

L’On. Marco CALGARO ha sottolineato come il Governo “ha messo a bilancio per la copertura finanziaria solo 170 milioni di euro contro i 900 milioni necessari e nel decreto che istituisce la Social card si stabilisce che sia l’entità sia il numero dei beneficiari possono essere modulati a seconda delle risorse disponibili. Quindi una vera e propria operazione di immagine. Un’elemosina offensiva e pure incerta”. 

L’On. Stefano ESPOSITO ha aggiunto: “Il Governo è ancora in campagna elettorale, le elezioni si sono concluse ma Berlusconi non se ne è ancora accorto, e continua con i proclami e gli spot pubblicitari. La Social card è inaccettabile come metodo e nel merito della proposta, perché offensiva prima di tutto della dignità dei destinatari”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il Presidente della Provincia di Torino Antonio SAITTA, l’On. Stefano ESPOSITO, il Segretario cittadino Carlo CHIAMA, l’Assessore alle Politiche sociali della Città di Torino Marco BORGIONE e i Consiglieri del Gruppo Provinciale del PD. 

Il PD ha annunciato una campagna di comunicazione e un ciclo di incontri sul territorio per informare la gente dell’inutilità del provvedimento e per comprendere invece insieme ai vari cittadini quali proposte avanzare al governo per un intervento davvero “anticrisi”.