Il Pd: “Social card? Storia di una truffa”

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Social card? No, social truffa. Questo lo slogan con il quale il Pd mette efficacemente a confronto la fotografia della povertà reale in provincia di Torino, conseguenze della crisi incluse, con i numeri delle tessere sociali concesse dal governo. Centosessantamila le persone che vivono sotto la soglia di povertà in provincia di Torino, soltanto 8.682 i fortunati entrati nella lista su un totale di 11.603 domande. In tutto il Piemonte il numero di chi ha avuto diritto non supera quota 14.863 su 19.254 richieste. Il confronto con la situazione reale, commenta il capogruppo del Pd Claudio Lubatti, rende perfettamente l´idea di quanto sia assurdo il provvedimento del governo, specialmente se si mettono in bilancio i costi dell´iniziativa e la macchinosità dell´operazione. 

Confronto a parte, i dati complessivi sulla crisi che si sta vivendo in provincia di Torino e in Piemonte sono preoccupanti: 76 mila persone in provincia di Torino sono segnalate ai servizi sociali come persone in difficoltà, 15.600 hanno chiesto agli enti locali un sostegno per l´affitto. Soltanto nel quarto trimestre del 2008, 48 mila torinesi hanno chiesto l´accesso alle liste dei centri per l´impiego. L´aumento dei lavoratori in cassa integrazione è esponenziale, il 250 per cento nell´ultimo anno. A fine 2008 erano 1.114 mila, ne sono stati registrati 2.905 mila a fine del 2009. 

In una situazione come questa, è la proposta del Pd provinciale e del presidente Antonio Saitta «l´unica iniziativa sensata sarebbe concedere alla Provincia la possibilità di sfondare il patto di stabilità per fare investimenti sul versante delle grandi infrastrutture». 

Se i dati sulle social card non fossero sufficienti a rivelare un flop, aggiunge Claudio Lubatti «c´è il meccanismo complicato e a prova di anziano che scatta quando si cerca di avere, e soprattutto utilizzare, la social card. La persona che presenta la domanda riceve una prima lettera con l´assegnazione della carta, una specie di bancomat. In seguito ne riceve una seconda con il codice pin, ma sono in molti ad essere arrivati alla cassa del supermercato per poi scoprire che la loro carta era scarica». Una iniziativa inaccettabile nel metodo e nel merito, è il commento del parlamentare Stefano Esposito «perché offensiva della dignità dei destinatari». Una vera e propria operazione di sola immagine, aggiunge l´onorevole Marco Calgaro «il governo ha messo a bilancio per la copertura finanziaria soltanto 170 milioni di euro contro i 900 milioni necessari». 

Sul tema, il Pd annuncia una campagna di comunicazione e incontri sul territorio per informare i cittadini dell´inutilità del provvedimento. «I nostri timori erano del tutto fondati – sono le conclusioni di Antonio Saitta – un provvedimento del genere in nessun modo può venire incontro alle difficoltà reali dei torinesi, ben altro serve in una regione e in una provincia come la nostra che prima e più di altre sta soffrendo le conseguenze della crisi».