AVREI PREFERITO CHE VELTRONI RESTASSE AL SUO POSTO. ORA SI CAMBI LA SQUADRA

Bisogna ringraziare Walter Veltroni per quanto fatto in un contesto difficile soprattutto a causa dei quotidiani logoramenti interni. Avrei preferito rimanesse al suo posto ma sono certo non verrà meno il suo contributo nella battaglie che attendono da oggi il PD e dalle quali dipende la tenuta del nostro progetto riformista. 

Invito Dario Franceschini e a procedere da subito a un drastico mutamento delle persone che compongono la ‘squadra’ che ha circondato Veltroni, perché è da lì che provengono i principali problemi all’unità del partito.  Talvolta, infatti, non è il re che dovrebbe essere deposto ma è la corte che dovrebbe sloggiare. 

Mi riferisco, per essere chiaro, alla triade formata da Goffredo Bettini, Giorgio Tonini ed Enrico Morando, i quali, anziché impegnarsi a tentare di vincere le prossime elezioni di giugno, attraverso dichiarazioni ed interviste oramai quotidiane paiono preoccuparsi solo di portare avanti personali regolamenti di conti interni con questo o quel presunto capo componente. 

Ridimensionare il ruolo di questi dirigenti non potrebbe fare che bene al PD e alla difficile battaglia politica contro Silvio Belusconi e il PDL. 

Un pensiero riguardo “AVREI PREFERITO CHE VELTRONI RESTASSE AL SUO POSTO. ORA SI CAMBI LA SQUADRA

  • 19 febbraio 2009 in 10:12
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    non credo affatto che sia sufficiente cambiare gli autisti per far vincere una macchina che non corre. secondo me il PD va rifatto daccapo, altrimenti la parabola discendente non sarà arrestata.
    è fuor di dubbio che la svolta debba necessariamente passare per un cambio delle persone che ricoprono ruoli di responsabilità, ma non sarà sufficiente se il PD non sarà in grado di recuperare gli entusiasmi che lo avevano portato ad esordire con un ottimistico 33%. questi entusiasmi si sono assopiti perchè l’elettorato è rimasto deluso dallo scemare della forza propulsiva del progetto, che avrebbe dovuto costituire un fortissimo punto di rottura con il passato, una vera e propria “rivoluzione politica” (Obama docet), ma che infine si è rivelato essere poco più di una riedizione dei vecchi schemi politici solamente presentati in una forma diversa.
    in altre parole si possono anche cambiare gli autisti, e farlo magari più di una volta. ma se non si aggiusta la macchina questa continuerà ad andare piano. il problema è che, a mio parere, non è semplicemente “guasta”, ma proprio progettata male. per questo bisogna ripartire dal progetto, e rifare tutto daccapo.

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