Pd, passa la linea del sindaco “Ora serve più potere al Nord”

VERA SCHIAVAZZI – Repubblica

Più potere ai segretari regionali e una rappresentanza “più forte e innovativa” per i territori, dunque per quel Nord che da tempo preme per avere più voce in un Pd troppo “romanocentrico” e legato alla personalità di un unico leader. Si conclude così, con una «opinione ampiamente convergente» (ma nella corrente di Sinistra Per´ ad esempio, c´è stato anche chi come Roberto Tricarico, si è espresso per un congresso subito) come la definisce con una sua tipica espressione il segretario regionale Gianfranco Morgando, la riunione dei piemontesi che oggi saranno a Roma per decidere sull´emergenza aperta dal dopo-Veltroni. L´ appello che Sergio Chiamparino, assente alla riunione perché impegnato in un´assemblea, mentre oggi sarà a Bruxelles ha firmato con i colleghi toscani Vasco Errani e Leonardo Domenici propone un percorso che ha in sé tutto il pragmatismo del sindaco: «I tempi della politica ci impediscono di fare subito un congresso. Domani (oggi, ndr) Franceschini deve indicare una data certa dopo per tenerlo in autunno, azzerare il governo ombra e il coordinamento politico e costruire una direzione straordinaria e temporanea che faccia leva sui segretari regionali e suo territori e consenta il confronto tra posizioni diverse, dalla bioetica alle politiche del lavoro». 

Si consuma così, nelle stanze di via San Francesco d´Assisi con i pavimenti rossi inaugurati meno di un mese fa proprio da Walter Veltroni, l´ultima scena del primo atto nella vita del Pd torinese. Ci sono, oltre a Morgando, Stefano Esposito, Anna Rossomando, Sergio Soave, Roberto Tricarico, Roberto Placido, Gianpaolo Zancan (l´ex senatore verde e avvocato che appare di rado nelle stanze di partito, ma ieri sera ha voluto esserci), Elda Tessore (un´altra esponente di quel Pd allargato´ che ora rischia di scomparire), Gianni Oliva, Andrea Benedino, Federico Fornaro, Giuliana Manica, Mimmo Lucà, Gigi Brossa, Giorgio Merlo, Alessandra Speranza, Luigi Chiappero. Molti i dubbi sulla capacità di Dario Franceschini di traghettare da solo il Pd oltre il guado, mentre le correnti si dividono tra chi vorrebbe una resa dei conti subito e chi si allinea alla più realistica proposta di Chiamparino, come Esposito, Morgando e Rossomando. E tra le tante illusioni alle quali si dice addio, mentre si compone la delegazione che domani sarà a Roma, c´è quella di un partito al quale possono e devono partecipare anche gli esponenti della società civile e gli intellettuali: la stagione che si apre è quella della conta, della manovre, della battaglia senza esclusione di colpi per conquistare la leadership del nuovo partito (o dei nuovi partiti) che usciranno dal congresso, non certo un ambiente per anime belle e liberi pensatori. La situazione degli �outsider´ la riassume bene Evelina Christillin, mentre sale sull´aereo che la porterà a Roma: «Vado all´assemblea del Pd che mi ha voluto tra i suoi componenti non perché pensi di poter incidere su quello che succede, come del resto non sono riuscita a fare in questi mesi, ma perché non mi piace gettarmi giù dalla barca che cerca di salvarsi mentre infuria la tempesta. Veltroni mi ha manifestato stima e amicizia invitandomi, sento il dovere simbolico di andarlo a salutare anche se lui non fosse lì». Tessore non potrà essere a Roma, quanto al matematico Pier Giorgio Odifreddi, lui se ne era già andato alle ultime elezioni.