Provinciali, nel Pd scatta il lodo Saitta

DIEGO LONGHIN – Repubblica

Toccherà al presidente Antonio Saitta mettere le mani nella lista dei candidati alle provinciali. Una rogna in più. Un incarico affidato dalle segreterie di Torino dopo che il numero uno di Palazzo Cisterna ha minacciato: «Se non si trova un accordo sull´elenco non mi candido». L´intesa non sembra a portata di mano, tanto che nemmeno le parole del presidente hanno scosso le correnti del partito.

Impossibile trovare un accordo immediato. Alla fine la soluzione meno traumatica è stata quella di affidare al presidente l´incarico. Il Pd è arrivato alla riunione di ieri sera, presente anche il segretario regionale Gianfranco Morgando, alla cieca. Senza un menu di accordi preliminari, nonostante due giorni di meditazione, di riunioni e di lavoro delle colombe delle varie componenti. Saitta è andato subito all´attacco: «Non sono disponibile a fare il semplice testimone – ha detto – bisogna correre per vincere queste elezioni. Questo non è però il modo migliore. Se non si troverà una soluzione non andrò avanti perché si tratta del mio partito». Insomma, il presidente della Provincia ha deciso di alzare il tiro, consapevole dei rischi. Provocazione che è servita ad abbassare i toni, ma non è servita a smuovere le acque. Alla fine i dirigenti hanno deciso di affidare carta bianca all´inquilino di Palazzo Cisterna. Toccherà a lui l´onere di sciogliere i nodi aperti.

Saitta, che si è preso una settimana di tempo, presenterà la lista dei 45 in assemblea. Un superlavoro per il presidente che è già alle prese con la composizione della sua lista che dovrebbe portare il suo nome. Il sì a questa soluzione è arrivato non solo dai dirigenti, ma dal numero uno del Pd in città, Carlo Chiama, e in provincia, Caterina Romeo. «Si tratta di un´assunzione di responsabilità – dice Chiama – anche perché si è riuscito a trovare un metodo unanime, recuperando un rapporto che si era deteriorato». E Romeo aggiunge: «Siamo d´accordo che Saitta ricomponga le divisioni, a patto che non si disperda il lavoro fatto e che rimangano valide tutte le regole decise».

In segreteria è intervenuto anche il segretario regionale Morgando: «Rivincere in provincia di Torino è una partita troppo importante. Di fronte a questo quadro ci sono solo due strade: assunzione di responsabilità da parte degli organismi dirigenti oppure ricorso alle primarie. Ma in questo momento le primarie provocherebbero solo uno scontro tra le componenti che avrebbe un effetto dirompente. Assomiglierebbe ad una lotta tra bande. Il Pd sta raggiungendo un faticoso equilibrio tra aree diverse, ma non ha ancora raggiunto un punto di integrazione. Bisogna costruire un equilibrio plurale».

Difficile pensare che un elenco presentato dal candidato espresso dal Pd e dalla colazione possa essere messo in discussione. Opzione che l´onorevole Stefano Esposito, esponente di «Sinistra Per» non vuole cancellare: «Avevo auspicato l´impegno di Saitta almeno due volte in assemblea. Meglio tardi che mai. Qualunque lista dovrà essere accettata dal gruppo dirigente e non potrà annullare le regole che ci siamo dati, primarie comprese».