RIFLETTIAMO SULL’AMPIO POTERE CHE SI CONCENTRA NELLA MANI DI ALCUNI DIRIGENTI

“Se la Presidente Mercedes Bresso e l’Assessore Gianni Oliva hanno correttamente tenuto un atteggiamento equilibrato e garantista nei confronti della vicenda che riguarda il Premio Grinzane Cavour, l’arresto del dirigente regionale Angelo Soria fa sorgere un interrogativo. Ovvero: da parte dei vertici dell’amministrazione regionale non vi è forse stato un eccesso di prudenza nel non adottare alcun provvedimento nei confronti di questo alto dirigente, destinandolo invece a un innovativo quanto strategico settore quale quello dei ‘nuovi media’? 

E’ certamente vero che gli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione godono, oltre che di lauti stipendi, anche di contratti troppo ‘garantisti’, ma non sarebbe giusto far maggiormente valere da parte della politica il ‘rapporto fiduciario’? Problema che in queste settimane si è posto anche in altre vicende che riguardano società controllate dalla Regione. 

Probabilmente la Regione Piemonte non aveva strumenti per controllare quanto avveniva nelle casse del Premio Grinzane Cavour, essendo questo un’associazione privata: ma c’erano oppure no gli strumenti per controllare quanto avveniva negli uffici di Piazza Castello? E se è vero che la Giunta Bresso ha destinato meno risorse al Premio Grinzane rispetto a quanto fatto dalla coppia Ghigo-Leo ai tempi del governo di centro-destra, perché nel corso di questi quattro anni nessuno ha sollevato il problema dell’opportunità che a firmare i finanziamenti a favore del Grinzane fosse il fratello del beneficiario degli stessi? 

Anche se tutto fosse avvenuto in modo trasparente e corretto – sarà la magistratura a dirlo – tuttavia il ‘conflitto di interessi’ esisteva da anni e la Giunta Bresso avrebbe fatto bene a dare un segnale di ‘discontinuità amministrativa’ nei confronti del passato. 

E’ forse arrivato il momento da parte del centro sinistra di una seria riflessione oltre che sui criteri per l’assegnazione dei contributi anche sul forse troppo ampio potere che talvolta si concentra nelle mani di alcuni dirigenti pubblici.