Il governo dimentica i soldi per la Tav – Mai stanziati i primi 200 milioni di euro

MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

 

Il fondi per la prima fase si dovevano trovare entro il 23 aprile scorso

Lunedì vertice sullo stato dei lavori

 

Mettendo insieme una serie di fatti non possiamo che essere preoccupati perché al di là degli annunci il Governo non ha messo in campo nemmeno un centesimo di quei 200 milioni che sarebbero serviti per realizzare in tre anni una serie di interventi sul nodo urbano di prima fase della Torino-Lione». Daniele Borioli, assessore ai Trasporti, esterna così le preoccupazioni della Regione per «il rischio che la realizzazione della Tav non sia più una priorità» e duenque se «il governo non ha i soldi lo dica chiaramente e spieghi la scelta di rinviare il tutto. Non vogliamo la luna e ci rendiamo perfettamente conto dell’emergenza terremoto ma quei fondi erano e sono necessari anche per creare condizioni sociali più favorevoli». 

Tutto nasce dal mancato rispetto degli accordi sottoscritti tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il Governatore Mercedes Bresso. Il 23 gennaio a Palazzo Chigi si firma un accordo stralcio che impegna Stato e Regione a individuare entro 60 giorni le fonti e le modalità di finanziamento degli interventi prioritari di prima fase della nuova linea Torino-Lione. Sette cantieri per eliminare le strozzature del nodo torinese decisi all’interno dell’Osservatorio sulla Torino-Lione guidato da Mario Virano da finanziare con 300 milioni in tre anni. Cantieri da aprire in breve tempo. La Regione mette 100 milioni dai fondi dell’Ue, il governo 200. 

Tempo massimo per individuare fonti e modalità di finanziamento: sessanta giorni dalla firma: il 24 aprile. Il 24 marzo si riunisce il comitato di monitoraggio dell’intesa. Viene prodotta una bozza di verbale che ad oggi non è ancora stata ratificata. E ad oggi, a più di cento giorni da quella firma non c’è traccia delle risorse e nemmeno come il Governo intenda recuperarle nei prossimi anni. Di fatto quelli che sono stati ribattezzati interventi prioritari per la prima fase della nuova linea Torino-Lione restano sulla carta con il rischio di un rinvio. E quei soldi servono per rendere operativi quei collegamenti per i pendolari i giudicati propedeutici per accrescere il consenso verso la Tav. 

La Regione così ha deciso di uscire allo scoperto e di chiedere al al governo di rispettare l’intesa e di «stanziare per il 2009 una cifra anche simbolica ma, soprattutto, di prendere le iniziative necessarie per permettere di programmare gli interventi prioritari», conclude Borioli. 

Da Roma, fonti del ministero, si dicono stupite della presa di posizione della Regione soprattutto perché non tiene conto di tutto quello che è successo in Italia in queste settimane, cioè il terremoto in Abruzzo. E poi si sottolinea anche che su impuslo del Governo l’Osservatorio sta andando avanti e che Ltf, la Lyon Turin Ferroviarie, di fare il bando di gara per la progettazione unitaria, stiano funzionando a pieno ritmo. Insomma, la volontà di fare la Tav c’è. 

Per capire lo stato dell’arte il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, ha chiesto a più riprese un’audizione del ministro Matteoli e della presidente Bresso da parte della competente commissione della Camera dei deputati. Spiega: «Posso capire l’emergenza del terremoto ma il problema è che anche prima della tragedia il Governo non ha adottato semplici atti di programmazione». Aggiunge: «Una cosa sono le parole e una cosa sono i fatti: vorrei che anche gli industriali del Piemonte, che continuano a giudicare prioritaria la Tav ne prendessero atto». Lunedì prossimo a Parigi si riunirà la Commissione intergovernativa italo-francese per fare il punto sullo stato di avanzamento della nuova linea Torino-Lione. Toccherà al presidente di turno, Rainer Masera, illustrare le attività svolte in questi mesi. All’incontro parteciperà anche il coordinatore dell’Unione Europea per il corridoio 5, Jan Brinkhorst.