BILANCIO DELLA COMPAGNIA DI SANPAOLO

L’On. Stefano ESPOSITO (PD) lancia l’allarme sui conti della Compagnia di SanPaolo e deposita un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro Tremonti per sapere se è a conoscenza dell’operazione finanziaria che ha spinto gli amministratori della Compagnia a rinegoziare l’opzione put sui titoli IntesaSanPaolo e a chiudere anticipatamente la vendita a termine dell’indice. 

Secondo l’On. Stefano ESPOSITO tale iniziativa potrebbe provocare una minusvalenza durevole e potrebbe non rispondere a criteri di prudenza e trasparenza, assolutamente necessari per una corretta gestione del patrimonio finanziario della Compagnia. 

“C’è da augurarsi – dichiara l’On. Stefano ESPOSITO – che il Ministero eserciti in pieno le proprie funzioni di controllo per rassicurare i soci, le istituzioni, la Banca e tutti coloro che hanno a cuore la protezione del patrimonio della Compagnia, utile allo sviluppo economico e sociale del nostro territorio”

 

Al Ministro dell’economia e delle finanze. – Per sapere – premesso che: 

nel Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2008 approvato il 27 aprile u.s. dalla Compagnia di San Paolo si legge che: “Nel mese di agosto 2008, la Compagnia ha chiuso la vendita a termine con un provento complessivo, al netto dell’esborso di 21,2 milioni di euro sostenuto per l’acquisto delle opzioni call, di 236.455 euro; nel contempo le opzioni put sono state rinegoziate con la proroga al 30 giugno 2009 della scadenza, la riduzione del prezzo di esercizio dagli originari 3,28 a 3,00euro (poi salito a 3,21 per la mancata distribuzione nel 2009 di dividendo alle azioni IntesaSanpaolo) e l’adeguamento dell’ammontare nozionale complessivo da 750 a 685 milioni di euro. La rinegoziazione ha comportato l’adeguamento del premio complessivamente incassato dalla Compagnia a 18,7 milioni di euro oltre all’incasso di un provento di 236.050. In data 15 dicembre 2008 il Comitato di Gestione ha deliberato che alla scadenza delle predette opzioni put, qualora la Compagnia di San Paolo sia esercitata, i titoli vengano ritirati e portati ad incremento del portafoglio della partecipazione strategica iscritta tra le immobilizzazioni finanziarie, salvo che il differenziale da liquidare sia nei limiti del premio incassato e in tal caso di opterebbe per la liquidazione del differenziale stesso”; 

se il regolamento avvenisse con il ritiro dei titoli, la Compagnia dovrebbe sostenere, a fronte dell’incasso dei 18,7 milioni di euro di premio, un esborso di 733 milioni che è stato iscritto tra gli impegni di fine esercizio; se invece il regolamento avvenisse con la liquidazione del differenziale, la Compagnia dovrebbe sostenere un esborso, stimato ai prezzi correnti del titolo al 31 marzo (2,07 euro) di 260,3, con un onere complessivo – al netto dell’incasso del premio di 18,7 milioni – pari a 241,6 milioni; 

con lettera datata 17 febbraio 2009 la Compagnia ha provveduto ad inoltrare al Ministero dell’Economia per le opportune valutazioni la comunicazione ai sensi dell’art. 7, terzo comma, del D. Lgs 17 maggio 1999, n. 153 avente ad oggetto le opzioni vendute e le relative implicazioni finanziarie -: 

se il Ministro sia a conoscenza di questa operazione finanziaria e, in particolare, dei motivi che hanno spinto la Compagnia di San Paolo a rinegoziare l’opzione put e a chiudere anticipatamente la vendita a termine dell’indice che avrebbe evitato il rischio dell’eventuale minusvalenza e quale sia l’opinione del Ministro circa la rispondenza dell’iniziativa della Compagnia a criteri di prudenza e trasparenza.