Compagnia, un caso per Tremonti

EMILIO VETTORI – Repubblica

Diventa un caso politico l´aumento della quota della Compagnia di San Paolo nella banca guidata da Bazoli e Passera. Dopo la ricostruzione pubblicata martedì da «Repubblica» su come un´operazione nata come un´assicurazione contro la tempesta finanziaria è diventata una speculazione, due parlamentari – Stefano Esposito del Pd e Stefano Allasia della Lega – hanno presentato un´interrogazione al ministro Tremonti.E ci saranno strascichi anche in consiglio comunale. Lo promettono l´interpellanza presentata dal capogruppo del Carroccio Mario Carossa e dal consigliere Antonello Angeleri («Una scommessa persa in partenza decisamente vergognosa» si legge nell´oggetto) e quella annunciata da Luca Cassiani, consigliere del Pd in Sala Rossa, per capire dal sindaco «se la Città di Torino sono a conoscenza di questa operazione finanziaria e, in particolare, dei motivi che hanno spinto la Compagnia di San Paolo alla scelta visto che anche la società di revisione Deloitte&Touche segnalava che l´operazione finanziaria sui derivati presenta rischi».

Il primo a muoversi è stato Stefano Esposito, deputato democratico. Ha scritto al ministro dell´economia Tremonti «per sapere se è a conoscenza dell´operazione finanziaria che ha spinto gli amministratori della Compagnia a rinegoziare l´opzione put sui titoli Intesa Sanpaolo e a chiudere anticipatamente la vendita a termine dell´indice». Il riferimento è alla decisione della fondazione di rilevare l´1,93% di Intesa Sanpaolo a fronte di un eventuale esercizio di opzioni put di vendita da parte di Barclays. In questo modo la quota nella banca salirà, entro giugno, dall´attuale 7,96 al 9,89%. Secondo Esposito, «tale iniziativa potrebbe provocare una minusvalenza durevole e potrebbe non rispondere a criteri di prudenza e trasparenza, assolutamente necessari per una corretta gestione del patrimonio finanziario della Compagnia».

«C´è da augurarsi – continua Esposito – che il Ministero eserciti in pieno le proprie funzioni di controllo per rassicurare i soci, le istituzioni, la Banca e tutti coloro che hanno a cuore la protezione del patrimonio della Compagnia, utile allo sviluppo economico e sociale del nostro territorio».

Il capogruppo leghista Carossa usa toni più duri: «Dopo che la Compagnia ha dimezzato i contributi alla cultura, alle scuole e al welfare, quando l´obiettivo di un´associazione di questo tipo dovrebbe essere proprio quello di contribuire alla crescita di tali settori, veniamo a sapere che si è preferito invece investire in una scommessa perdente in partenza. Una decisione che si può solamente definire come vergognosa».