Bresso in fuga

Il 60% degli intervistati è “soddisfatto” della presidente

Il centrodestra, però, batte la maggioranza: 48,5 a 42,5

 

MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

Mercedes Bresso può essere il valore aggiunto per un centrosinistra che deve recuperare sei punti nei confronti del centrodestra. Ma a fare la vera differenza tra le due coalizioni sarà l’Udc che con il suo 5% è destinata a diventare l’ago della bilancia nella competizione che si svolgerà fra 7 mesi. Il sondaggio commissionato da due parlamentari del Pd (Stefano Esposito e Anna Rossomando) mette in evidenza la bassa mobilità elettorale tra i due poli – Pdl e Lega cedono lo 0,4% al centrosinistra – e la forte competizione interna ai due schieramenti. A sinistra il Pd recupera consensi, rispetto alle Europee, nei confronti dell’Italia dei Valori. Sul fronte opposto la Lega Nord sottrae l’1,7% dei voti alla Pdl. Il partito di Berlusconi perde consensi anche a favore della destra di Storace. 

Il ruolo di Bresso

Dopo il niet di Sergio Chiamparino e i risultati di questo sondaggio (un campione di 1000 piemontesi intervistati tra l’1 e il 3 settembre) dovrebbero cadere anche gli ultimi ostacoli all’interno del Pd per la riconferma di Mercedes Bresso alla presidenza del Piemonte. Le rilevazioni di Ipr evidenziano che la fiducia dei piemontesi nella «zarina» raggiunge il 60,1% e che la soddisfazione per il suo operato e per quello della giunta è del 58,2 per cento. Numeri che fanno dire ad Esposito (Pd ramo Bersani) che la «Bresso è in grado di fare la differenza». E Rossomando (Pd ramo Franceschini) aggiunge: «E’ la conferma della bontà della scelta di riconfermare la Bresso». 

Il Pd e le alleanze

Tutto vero, certo. Ma il problema della Bresso è la debolezza della sua coalizione che, compresa la sinistra radicale, arriva al 42,5%. Certo, c’è una piccola erosione di voti al centrodestra (lo 0,4%) ma i punti da recuperare restano 6 e non tutti potranno arrivare dalla lista civica Insieme per Bresso. Per vincere la presidente ha bisogno di un’alleanza ampia che va dai comunisti all’Udc. La Bresso è pronta ad allargare la sua coalizione (la sinistra radicale, anche se divisa, vale il 5,5%) ma resta da capire quale sarà il prezzo da pagare ai centristi che non hanno nessuna intenzione di allearsi con Ferrero e soci. 

Pdl in calo, Lega superstar

All’interno del centrodestra il sondaggio mette in evidenza la costante ascesa della Lega Nord a scapito del Pdl. Il Popolo delle Libertà resta il primo partito ma perde il 3,4 per cento rispetto alle Europee. Una metà dei voti li assorbe il Carroccio. Anche la Destra attrae elettori. Questi due exploit permettono di mantenere alto il consenso per la coalizione alternativa alla sinistra anche se a oggi non c’è un accordo per le regionali con il partito di Storace. 

Tutti alla corte dell’Udc

E così il partito centrista diventa determinante. Il sondaggio segnala un calo dei consensi, fermi al 5% rispetto al 6,2 delle Europee, ma l’Udc è in grado di fare la differenza. Berlusconi è arrivato a offrire la candidatura di presidente al leader subalpino Michele Vietti. I centristi, per ora, stanno a guardare anche in vista di un annunciato faccia a faccia tra Casini e il Cavaliere.

I minori

Il quattro per cento del campione del sondaggio Ipr si dice pronto a votare per altri partiti. Il dato non specifica la collocazione politica degli intervistati, comunque questo potrebbe essere per i candidati alla presidenza un bacino di voti dove pescare.