La provincia di Torino incorona Bersani

MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

La sorpresa di questo secondo fine settimana di congressi di circolo del partito democratico è il consenso degli iscritti per Ignazio Marino. Voto parzialissimo, certo, ma il chirurgo raccoglie più del 18 per cento delle preferenze delle 2452 persone che hanno votato in Piemonte. La seconda particolarità della consultazione subalpina è il voto disgiunto per la segreteria regionale che premia Cesare Damiano e penalizza Gianfranco Morgando. Il segretario piemontese uscente è in testa ma ha circa cinque punti in meno rispetto al trionfante Pierluigi Bersani (57,8%). L’ex ministro del Lavoro viaggia invece con sei punti in più rispetto al segretario nazionale uscente. La sorpresa Marino trova una conferma anche nel risultato di Roberto Tricarico (16%).

Ma il dato elettorale consegna anche un Pd subalpino diviso sul territorio. I congressi della provincia di Torino rafforzano Bersani, che supera il 60 per cento ed evidenziano un testa a testa tra Franceschini e Marino, il 19,7% dei voti il primo contro il 19,2 del secondo. Si riduce la forbice del voto disgiunto. Damiano drena meno consensi a Morgando e Tricarico. 

Il candidato della mozione Marino recupera anche grazie all’exploit di Nichelino dove, sostenuto anche dall’ex deputato Salvatore Buglio, vince il congresso di circolo con oltre 160 voti. Nella sezione di Settimo la mozione Bersani ottiene una maggioranza bulgara – anche in Borgo Vittoria – nonostante Piero Fassino si intervenuto a presentare la mozione Franceschini. Gli uomini del segretario nazionale vincono invece il congresso di Chivasso. 

Secondo Mariano Rabino, coordinatore della mozione Franceschini, «il dato parziale è assolutamente in linea con le nostre attese» considerato che si è votato in quelle che si possono considerare «roccaforti di Bersani». Rabino, però punta il dito su quello che giudica un dato preoccupante, il gap tra il numero degli iscritti e quelli che sono poi andati a votare: «Lavoriamo per favorire la massima partecipazione al voto degli iscritti che continua ad essere relativamente ridotta».

Secondo Stefano Esposito (Bersani) la percentuale dei votanti è tra il 56 e il 60 per cento degli aventi diritto. Alta rispetto a quella del vecchio pci/pds/ds dove partecipavano al voto il trenta, quaranta per cento dei militanti. Certo c’è di un circolo del Vco dove ha votato solo il segretario. E così la mozione Franceschini punta tutto sul voto delle primarie e sulla mobilitazione di «iscritti ed elettori». Il coordinamento della Bersani, però, sottolinea come «questi risultati confermano il consenso maggioritario che sta raccogliendo la proposta di Bersani e Morgando e rappresentano un elemento di fiducia e tranquillità per le primarie e il futuro dei democratici».