La Tav scuote il congresso del Pd

Sara Strippoli – Repubblica

Quando si va alla conta, il bon ton democratico salta e si riaccendono le polemiche. In periodo pre-congressuale come replica il Pd ad un accordo fra alcuni suoi amministratori della Val di Susa e le liste civiche di provenienza No-Tav per il controllo della Comunità montana? «Con queste operazioni spericolate il Pd rischia di ridare spazio a quelli del No e questo è molto grave», dice Sergio Chiamparino. Che aggiunge: «la prospettiva non può essere solo quella della Comunità montana, ma quella più a lungo termine delle elezioni regionali. Così il Pd non fa bene a se stesso». D´altronde, ironizza il sindaco «in occasione delle amministrative avevo detto che si doveva cercare un´alleanza pro-Tav, ma come spesso accade non mi hanno ascoltato». 

E mentre in valle si moltiplicano gli incontri e nell´affollata assemblea di Villar Focchiardo (assente Antonio Frrentino) sembra naufragare l´ipotesi di un accordo unitario centrodestra-centrosinistra, Cesare Damiano ribadisce che la realizzazione della Torino-Lione è indispensabile ma mette l´accento sull´importanza di ricucire con le popolazioni locali. Nulla dice però sulla posizione assunta da Sandro Plano (mozione Franceschini), l´ex-sindaco di Susa protagonista dell´intesa con le liste civiche e potenziale candidato del centrosinistra. Scrive Damiano: «Dobbiamo proseguire nella strada che vede insieme soddisfatti gli interessi regionali, nazionali ed europei di realizzazione della Torino-Lione, con le richieste di tutela ambientale e di qualità della vita proposte dagli abitanti della Valle interessata. E´ un metodo che va proseguito e consolidato, continuando il confronto e garantendo il massimo di trasparenza e informazione sulla realizzazione dell´opera». Gianfranco Morgando e la segretaria provinciale Caterina Romeo annunciano che «alla luce delle dichiarazioni e dei comportamenti di alcuni esponenti del Pd della Valle, il partito esaminerà la situazione convocando una riunione per verificare la compatibilità fra quanto affermato nella proposta e la linea espressa dal partito». Romeo aggiunge poi una nota polemica sulle dichiarazioni di Damiano: «Il dialogo con le popolazioni locali non si è mai interrotto e non abbiamo aspettato il Congresso per parlarne. Lo facciamo da sempre». Fuori dalle dichiarazioni ufficiali del candidato, lo staff di Damiano chiarisce che la mozione Franceschini non è favorevole all´accordo di Plano, ma questo non basta per calmare le acque. Dura la reazione del parlamentare Stefano Esposito (mozione Bersani), che chiede per oggi stesso una dichiarazione congiunta dei tre segretari per evitare il patto. «Non si può non condividere la posizione di Damiano. Purtroppo qui il tema è tutt´altro ed è che un pezzo del Pd sta trattando con le liste No-Tav in evidente contrasto con la linea del partito, tenendo peraltro fuori la parte più giovane e moderata della valle. Se questo accadesse si aprirebbe un serio problema politico». Damiano non ha chiarito cosa pensa di questo accordo, incalza Esposito: «Credo che lo faccia perché non abbastanza informato e non per tenere una posizione ambigua a fini congressuali, ma il Pd deve impedire ad ogni costo questo patto scellerato».