No Tav in lista, si accendono le primarie Pd

SARA STRIPPOLI – Repubblica

«Un´ulteriore testimonianza che in questo congresso i contenuti contano poco o niente, tanto è vero che ci si smentisce in poche settimane. Se avevo ancora un po´ di voglia di partecipazione in questo modo mi passa del tutto». Sergio Chiamparino, che appoggia Cesare Damiano nella corsa alla segreteria regionale, è amareggiato. La candidatura di Carla Mattioli, il sindaco No Tav di Avigliana nella lista nazionale della mozione Damiano sul collegio Pinerolo-Val di Susa, questa mattina ha fatto arrabbiare il sindaco di Torino, che più di ogni altro si è speso per condannare l´accordo fra parte del Pd e liste No Tav per l´elezione della nuova Comunità montana. Il testo del documento uscito il primo ottobre dalla segreteria regionale (una riunione in cui era presente lo stesso Cesare Damiano) era chiarissimo: «Gli amministratori della Valle di Susa che hanno scelto la via di un´intesa con i No Tav si sono di fatto collocati al di fuori del partito. Si invitano quindi i tre candidati alla segreteria regionale del Pd a non candidare alle primarie coloro che hanno condiviso quell´accordo». Carla Mattioli non nasconde il suo ruolo di promotore dell´intesa: «Ho lavorato e credo in quell´accordo», ha ribadito la sera della presentazione delle liste. Il sindaco di Torino dice di aver chiesto spiegazioni all´amico Damiano: «Mi ha detto di non essere al corrente di questa candidatura. Non voglio demonizzare la Mattioli che ha tutti i diritti ad avere le sue posizioni – precisa ancora Chiamparino – ma certo mi sarei aspettato un po´ più di coerenza. Morgando ha firmato solo lunedì un patto in cui si ribadisce la necessità dell´avvio dei carotaggi e il tema della Tav, una delle opere più controverse in questo Paese, non può non essere considerato un punto fondamentale del congresso nazionale, soprattutto in questo momento in cui viene messo in discussione il ruolo dell´Osservatorio».

Del caso Mattioli, per la mozione Franceschini-Damiano parla l´onorevole Giorgio Merlo, capolista sul collegio Pinerolo-Val di Susa nella lista nazionale, dove Carla Mattioli compare al secondo posto. Fra l´altro, all´epoca delle polemiche Merlo si era schierato fra i più severi, quelli che avevano chiesto “misure” per i dissidenti: «Questa candidatura non mette in discussione, per alcun motivo, la scelta politica della nostra area sul tema dell´alta capacità ferroviaria – chiarisce adesso Merlo – La linea non è affatto equivoca: sì alla Tav, sì alla realizzazione della Torino-Lione, sì al progetto, sì all´Osservatorio». Molti sì che contrastano però con la decisione presa in Val di Susa: «Se qualcuno dei quasi 700 candidati della mozione ha una posizione diversa sulla Tav, questo non condiziona minimamente le posizioni politiche di quest´area. Ogni altra valutazione appartiene al campo della speculazione politica e della pura strumentalizzazione».

Gli avversari della mozione Bersani-Morgando non infieriscono e si limitano a ricordare che in Val di Susa il loro candidato è Claudio Ferrentino, uno dei giovani democratici nettamente contrari all´accordo. «Per il resto – dice Stefano Esposito – il caso Mattioli si commenta da solo». Molto più critico il coordinatore regionale della mozione Marino Marco Bellion: «Questo è il Pd che non vogliamo più vedere, un partito che una settimana dice una cosa e la settimana dopo fa il contrario. Ci chiediamo come un elettore delle primarie possa crederci. In questo modo perdiamo tutti di credibilità».