Archive for novembre 2009


Codice delle Autonomie

novembre 29th, 2009 — 5:13pm

Venerdì 4 dicembre 2009, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso l’Auditorium della Provincia di Torino (Corso Inghilterra, 7), la Delegazione piemontese dei Parlamentari del PD ed il Gruppo consiliare PD della Provincia di Torino organizzano un seminario pubblico sul “Codice delle autonomie: adeguamento dell’ordinamento degli enti locali alla riforma del Titolo V della Costituzione”.

Al seminario, moderato dall’On. Stefano ESPOSITO, interverranno Claudio LUBATTI (Capogruppo PD Provincia di Torino), Andrea GIORGIS (Presidente Assemblea regionale PD e Capogruppo PD Comune di Torino), Enrico BORGHI (Presidente Nazionale UNCEM),Umberto D’OTTAVIO (Presidente Lega Autonomie Locali), Lido RIBA (Presidente UNCEM Piemonte), Amalia NEIROTTI (Presidente ANCI Piemonte), Antonio SAITTA (Presidente Provincia di Torino), Sergio DEORSOLA (Assessore regionale Enti Locali), Sergio CHIAMPARINO (Presidente ANCI Nazionale e Sindaco di Torino), On. Oriano GIOVANELLI (Presidente Nazionale Lega Autonomie).

“In queste ultime settimane si è svolto un confronto serrato tra il Governo e le Associazioni che rappresentano gli enti locali – spiega l’On. Stefano ESPOSITO – Senza alcuna pretesa di interferire nella dialettica, anche aspra, tra i diversi soggetti (ANCI, UPI, Lega delle autonomie, UNCEM), non si possono non rilevare profonde divergenze sul merito, rispetto alla proposta in oggetto. Come parlamentari piemontesi abbiamo ritenuto necessario organizzare un momento di analisi e confronto con gli amministratori della nostra Regione, che possa contribuire ad individuare una posizione, la meno divaricata possibile, tra azione parlamentare e territorio”.

Delegazione Parlamentari PD Piemonte: Esposito, Boccuzzi, Bobba, Fiorio, Lovelli, Lucà, Merlo, Portas, Rampi, Rossomando, Bindelli, Leddi, Marcenaro, Marino, Negri.

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Treni, il nuovo orario è assurdo

novembre 28th, 2009 — 11:21pm

Sono solo tre i treni che fermeranno a Grugliasco dal 13 dicembre. Un numero che di certo non ha messo di buonumore gli amministratori riuniti ieri mattina in un Consiglio comunale aperto in stazione (foto), anche se a farli stizzire sono stati soprattutto gli orari proposti da Trenitalia: i convogli diretti a Torino fermeranno alle 9,05, 17,25 e 18,30 mentre quelli per Susa alle 10,20, 11 e 18,45. «Si devono modificare – sentenzia il sindaco Marcello Mazzù -. Al mattino si devono anticipare, altrimenti son buoni per le massaie». Il primo cittadino non è il solo a lamentarsi. «Se questi sono gli orari, mi devono spiegare a chi servono – sostiene Stefano Esposito, onorevole del Pd -. Così, tra qualche mese, potranno dire che la fermata di Grugliasco è inutile. E che la cadenza di un treno all’ora è realistica solo quando apriranno la Città della Salute e il Polo universitario». L’opera è costata oltre un milione e mezzo di euro. «Perché parlare di fermata ferroviaria – stiletta il consigliere regionale Nino Boeti – quando si fermeranno tre treni ad andare e tre a tornare è eufemistico». Tutti in attesa di treni e di risposte. Come i cittadini che ancora non conoscono il costo del biglietto. Qualcuno dice si aggirerà tra 1,20 e 1,30 euro.

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LA CARTA DEI CENTO PER IL LIBERO WI-FI

novembre 26th, 2009 — 1:31pm
via Raffaele Bianco
Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.
Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .
Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.
Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.
Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.
Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.
Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.
Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.
Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.
Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

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Stazione fantasma, Grugliasco non ci sta

novembre 23rd, 2009 — 8:49pm

Michelangelo Toma – La Voce del Popolo

Nessun test di fermata il 13 dicembre. Trenitalia continua a sostenere l’immodificabilità dell’ orario invernale sulla tratta Torino-Bardonecchia. Pare che sia destinata a rimanere fantasma la nuova stazione ferroviaria di Grugliasco, nonostante sia dotata di servizi e obliteratrici nuovi di zecca. In questo braccio di ferro tra enti locali e Rete ferroviaria italiana (Rfi-gruppo Fs) da un lato e Trenitalia (anch’essa società del gruppo Ferrovie dello Stato) dall’ altro, chi rischia di vedere compromesso un proprio interesse legittimo sono i cittadini. Nel 2002 Rfi, società che gestisce tra le altre cose l’interporto “Torino Orbassano” e l’intera rete intermodale italiana, sottoscrive un protocollo d’intesa con il comune di Grugliasco, Regione Piemonte e Provincia di Torino che avalla la fattibilità di una fermata a Grugliasco, proprio lungo l’asse che unisce il capoluogo di Regione con Modane e la Valle del Rodano. Una struttura leggera, costruita secondo le indicazioni di tutti i soggetti coinvolti, costata 1,5 milioni di euro coperti per i 2/3 dalla Regione Piemonte e per 1/3 dal Comune di Grugliasco e che si inserisce in un quadro più ampio di riqualificazione ed espansione urbana dell’ area metropolitana in un ottica di mobilità sostenibile integrata. “Grugliasco è una cittadina che conta poco meno di 40 mila residenti che spesso entrano in contatto non solo con il Capoluogo di Regione – afferma il sindaco Marcello Mazzù-. La scelta di un polo universitario di agraria in un’area contigua a Borgata Paradiso non è un caso. Si potrebbero aggiungere un’ infinità di esempi che giustificano l’immediata entrata in funzione della fermata. E’ paradossale che proprio ad un passo dalla meta tutte le sinergie finora prodotte vengano così di colpo bruscamente interrotte. Noi chiediamo solo che si proceda con la tabella di marcia finora concordata e che Trenitalia collabori per offrire un servizio di qualità alla collettività.”. Di sicuro dello stesso avviso  sono le migliaia di studenti che gravitano attorno a villa Claretta e alle facoltà di Scienze Mfn, Farmacia e Veterinaria. Ma anche tutti quei pendolari che si sposterebbero volentieri in treno certi di essere integrati in una rete di trasporti urbana e suburbana più ampia, fitta ed efficiente. Secondo il consigliere comunale Raffaele Bianco (Pd) “la fase di tensione tra Trenitalia e Regione Piemonte non ha facilitato l’avvio della sperimentazione. Ad oggi la Regione paga 10 milioni di euro a Trenitalia per il servizio offerto su tutta la rete regionale ferroviaria. Ora la base della trattativa per il rinnovo del contratto è di 31 milioni euro. Mi sembra ragionevole che la Regione punti i piedi davanti alla richiesta di un prezzo triplicato. Purtroppo questi forti interessi economici rischiano di far passare in secondo piano gli interessi primari dei cittadini e le esigenze di un quartiere, Borgata Paradiso, che ha sopportato per anni cantieri e disagi e che ora si ritrova con il rischio di vedere spezzate tutte le speranze di riscatto di un’area popolare sorta intorno agli anni ’80”. Intanto il caso approda a Montecitorio dove il 17 Novembre l’onorevole Stefano Esposito (Pd) ha depositato un’interrogazione alla Commissione trasporti della Camera dei deputati per sapere dal ministro Altero Matteoli “quali siano le reali prospettive relative all’utilizzo della fermata” e come fare per trovare “una soluzione che non vanifichi l’investimento nella suddetta opera”. Nella mattinata del 28 Novembre un consiglio comunale in seduta straordinaria convocato dinanzi alla fermata Paradiso sarà l’occasione per coinvolgere sulla vicenda tutti i grugliaschesi e le autorità competenti interessati ad evitare che un caso del genere si trasformi presto in un altro simbolo del lato peggiore dell’ Italia.

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All’Antimafia arriva il caso Moncalieri

novembre 23rd, 2009 — 9:09am

GIUSEPPE LEGATO, MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

L’affaire Moncalieri e i suoi intrecci tra politica, affari e rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata arriveranno sul tavolo della Commissione parlamentare antimafia. Sarà l’onorevole Giuseppe Lumia a sollevare il caso per «avviare una riflessione politica all’interno della Commissione». Il parlamentare è intervenuto venerdì sera nel corso di un’assemblea pubblica a Settimo e ha deciso di farsi carico «della richiesta di accendere un riflettore nazionale sulle vicende di Moncalieri e di altri Comuni dell’hinterland di Torino».

Lumia si dice convinto che non si tratta di «territorio dominato dalla mafia, anzi, ma ci sono forti segnali che mettono in evidenza il rischio di penetrazione soprattutto da parte della ’ndrangheta». Il parlamentare siciliano parla di «preoccupanti segnali di radicamento nel territorio e di infiltrazioni nei subappalti».

E aggiunge: «Nel corso degli anni, e malgrado il successo delle inchieste giudiziarie, c’è stata una sottovalutazione di alcuni episodi come, ad esempio, l’omicidio del giudice Bruno Caccia». Per l’ex presidente dell’Antimafia, poi, «sono stati sottovalutati altri segnali che hanno messo in evidenza la collusione con il sistema di potere e di gestione degli appalti e del tentativo di penetrazione nella politica da parte dei clan, soprattutto calabresi».

Ecco perché, per evitare quello che è successo nella Germania dell’Est subito dopo la caduta del Muro di Berlino e che la strage di Duisburg ha reso evidente, cioè il potere delle ’ndrine sul sistema economico di quel paese, è «necessario accendere un riflettore politico anche in provincia di Torino e in tutto il Nord». Che fare, allora? Secondo Lumia è importante «introdurre un codice etico in politica».

E qualcosa in vista delle prossime elezioni comunali si sta muovendo. Concludendo l’assemblea regionale del Pd che si è svolta alla Gam il segretario Gianfranco Morgando ha raccontato che uno dei primi atti da segretario è stato quello di incontrare il coordinatore del Pdl Enzo Ghigo e «insieme abbiamo fatto un ragionamento per tenere fuori dalle alleanze le liste civiche che si muovono con disinvoltura tra gli schieramenti solo per la gestione del potere».

E da ieri quel ragionamento è diventata una proposta politica perché nell’assemblea il tema è stato posto con forza prima dall’onorevole Stefano Esposito: «Sulla scorta di quanto avvenuto ultimamente il Pd deve porsi il problema delle infiltrazioni della ’ndrangheta nel territorio. Sono un garantista e non chiamo in causa nessuno in particolare, non do del mafioso a nessuno e dico che tutti hanno il diritto di ricandidarsi, ma abbiamo il dovere di partire da Moncalieri per trovare un punto di rottura con questo clima torbido fatto di cambi di casacca e di altre cose poco chiare». E poi è toccato all’ex commissario Mauro Marino chiedere che il patto con il centrodestra venga firmato prima delle elezioni per sancire che non saranno fatti accordi con chi ha cambiato casacca senza farsi tanti problemi.

Ieri nel corso dell’assemblea del Pd non sono stati fatti i nomi ma è evidente che il veto democratico si abbatte su Vincenzo Quattrocchi e Francesco Fiumara, ex sindaci calabresi degli Anni Ottanta e Novanta, e fino a pochi mesi fa elementi chiave della dimissionaria coalizione di centrosinistra guidata dal sindaco Ferrero. Oggi i due sono a capo di liste civiche in odore di centrodestra. L’aut aut dei democratici è netto così come la proposta al Pdl. Esposito attacca la Lega Nord perché «sono loro che stanno forzando per fare entrare le liste civiche nel centrodestra».

Lapidario il commento di Fiumara sulla vicenda: «Non devo replicare niente a nessuno. Dico però che evidentemente qualcuno sente il peso politico delle persone. E lo teme». Non risponde nemmeno Quattrocchi: «E cosa dovrei dire a questi “figuri” che nulla sanno di Moncalieri?».

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Alta velocità, Morgando “commissaria” la Valsusa

novembre 22nd, 2009 — 9:39am

Gianfranco Morgando lo chiama “inviato speciale”. Di fatto però ieri l´assemblea del Partito democratico ha deciso di commissariare il Pd valsusino. Dopo l´ultima iniziativa del neo presidente della Comunità montana Sandro Plano il vaso sembra colmo e il segretario regionale dice che «è necessario avere in valle una persona autorevole che sia di riferimento per il partito». Da Venaus, Plano replica che l´inviato speciale sarà il benvenuto: «così finalmente si farà chiarezza».

Per intervenire sulla situazione della Val di Susa alla vigilia della partenza dei sondaggi, Gianfranco Morgando dribbla la parola commissariamento e parla di “inviato speciale”. Giochi linguistici a parte, il Partito democratico della Valle di Susa è di fatto commissariato, se, come spiega il segretario regionale, dopo la goccia che ha fatto traboccare il vaso dell´appello di Sandro Plano ai tecnici perché si ritirino dall´Osservatorio, c´è la necessità di avere una persona «autorevole che sia punto di riferimento del partito in Valle di Susa». La supervisione della segreteria regionale si rende necessaria «anche perché sappiamo bene – chiarisce Morgando – che fra gli amministratori presenti all´interno delle liste della Comunità montana ce ne sono alcuni che, magari sbagliando, sono entrati in lista dichiarando di essere contrari all´accordo con le liste No Tav. È quindi necessario ripartire da un confronto franco».

L´intervento di Morgando chiude la lunga assemblea del partito convocata ieri mattina alla Galleria d´arte moderna. Una riunione molto affollata che poteva risolversi in un borbottio su cariche e nomi di direzione e segreteria e che invece ha spostato il dibattito sui temi di attualità. Su Tav e sull´urgenza che il partito faccia finalmente chiarezza, è nato un vivace dibattito partito dall´ordine del giorno presentato dagli onorevoli Stefano Esposito e Giorgio Merlo, alla fine approvato a maggioranza con due soli voti contrari e l´astensione del consigliere Nino Boeti. Un documento in quattro punti che lancia un messaggio anche alla sinistra radicale: «di fronte a posizioni ambigue e bandiere alzate in occasione della partenza dei sondaggi, anche le alleanze andrebbero ridiscusse», spiegano Esposito e Merlo.

Con la premessa che il governo investa le risorse necessarie, il documento chiede che l´assemblea regionale del Partito democratico piemontese «promuova e sostenga tutte le iniziative volte alla realizzazione dell´opera» e ribadisce che nel rispetto di tutte le opinioni «il compito del partito è far rientrare le posizioni di aperto e manifesto dissenso. Posizioni che, se dovessero ostacolare apertamente la realizzazione del progetto dell´alta capacità ferroviaria, richiederebbero un chiaro e non equivoco intervento degli organi preposti del partito». Al terzo punto si invita il partito «a costruire una coalizione politica per le prossime elezioni regionali che ponga la realizzazione della Torino-Lione fra le priorità programmatiche, senza alcuna ambiguità e al quarto, dopo un emendamento chiesto da Stefano Lepri, si insiste su «una forte attenzione alle procedure di aggiudicazione e costruzione dell´opera, al fine di evitare infiltrazioni mafiose e rischi di intreccio tra politica e affari».

In rappresentanza della Valle di Susa, dal palco è intervenuta Maria Grazia Gerbi, ex-sindaco di Coazze, mozione Marino, favorevole all´accordo fra Pd e liste No Tav per la Comunità montana, che ha votato contro l´ordine del giorno: «Sono molto arrabbiata, impedire alla candidata presidente della Regione di tenere aperte le trattative con un elettorato che si dice di voler riconquistare mi sembra assurdo». Gerbi ha difeso il programma della Comunità montana «sono oltre trenta pagine in cui all´argomento Tav si dedicano solo tre righe e non si dice che siamo contrari alla Tav». Una dichiarazione che non ha convinto Morgando: «Non sono certo tre righe», ha replicato secco nel suo intervento conclusivo.

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Patto contro il partito della betoniera

novembre 22nd, 2009 — 9:38am

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Un patto trasversale per combattere il “partito della betoniera” a Moncalieri. Parte dall´assemblea del Partito democratico, ma coinvolge subito anche il coordinatore del Pdl Enzo Ghigo, la proposta di un patto fra Pd e Pdl perché non si chiudano alleanze, né al primo né al secondo turno, con chiunque dimostri di cambiare casacca e schieramento per coltivare i propri interessi. La proposta è dell´onorevole Stefano Esposito, il quale riapre il tema del futuro governo della città dopo il commissariamento, parlando esplicitamente di «infiltrazioni mafiose a Moncalieri e accusando la Lega di essere il partito al momento più attivo nello stringere alleanze con personaggi che nel suo intervento il commissario del Pd di Moncalieri Mauro Marino definisce senza remore «mercenari della politica». Nomi nella riunione alla Gam non se ne fanno, ma è evidente che il riferimento è a Francesco Fiumara, ex-presidente del Consiglio comunale di Moncalieri che ha lasciato il centrosinistra corteggiato dalla Lega.

L´invito di Esposito è raccolto dal segretario Gianfranco Morgando, che alla questione di Moncalieri dedica una parte del suo intervento conclusivo: «Sono convinto dell´utilità di questo patto etico e ne ho parlato con Enzo Ghigo nell´incontro che ho avuto con lui nei giorni successivi alla mia riconferma nel ruolo di segretario. Sono convinto dell´importanza di sottoscrivere un accordo di questo genere, considerata la disinvoltura di cercare nuove collocazioni finalizzate esclusivamente alla gestione del potere in quel territorio». Enzo Ghigo conferma la sua disponibilità: «Sono assolutamente favorevole, ne ho parlato con Morgando ma dovrò sentire anche con gli altri rappresentanti della mia coalizione. Credo tuttavia che se si vuole garantire la governabilità di quel Comune il patto possa rappresentare un passo importante».

Della situazione di Moncalieri ha parlato venerdì sera anche il presidente della commissione Antimafia Giuseppe Lumia, intervenuto in un incontro a Settimo. Lumia ha dato la sua disponibilità ad andare a Moncalieri per approfondire la situazione, mentre il sindaco di Settimo Aldo Corgiat lancia l´allarme su quanto sta avvenendo anche in altri Comuni della provincia di Torino, la stessa Settimo, Rivoli: «Bisogna mantenere alta l´attenzione», dice Corgiat.

A Moncalieri, il commissario Mauro Marino sta chiudendo gli incontri per la discussione del futuro assetto del partito, la prossima settimana si aprirà il dibattito sui nomi dei candidati del Pd per la carica di prossimo sindaco di Moncalieri. Fra i democratici presenti alla Gam anche l´ex-sindaco Angelo Ferrero. La discussione di oggi all´interno del partito non ci sarebbe stata, lascia intuire «se lui e la sua giunta non avessero rotto il silenzio con la denuncia esplicita sull´impossibilità di governare a Moncalieri».

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Bufera sul negazionista Griffin “Quell’incontro non s´ha da fare”

novembre 19th, 2009 — 3:09pm

FEDERICA CRAVERO – Repubblica

Quell´incontro non s´ha da fare. Senza tanti giri di parole, il tam tam che si è diffuso tra gli uffici della sinistra di partito, l´Anpi, la comunità ebraica e il movimento antagonista da giorni chiede una sola cosa: che non si tenga l´incontro di Forza Nuova previsto per domani sera nella sala consiliare della circoscrizione 10, cui è invitato Nick Griffin, parlamentare europeo del British National Party e noto per le sue tesi negazioniste a proposito dell´Olocausto. Con lui il segretario di Forza nuova, Roberto Fiore. Tema della serata «Tradizioni ed identità nazionali contro immigrazione e islamismo». Ad introdurre il dibattito Renzo Rabellino, consigliere provinciale della lista No euro. Ed è stato proprio attraverso una consigliera No euro in circoscrizione, Stefania Franchi, che è stata chiesta la sala in strada Mirafiori 7.

Una richiesta che ha fatto tremare la circoscrizione, a partire da Maurizio Trombotto, presidente di una giunta di centrosinistra. «Da quando abbiamo saputo dell´incontro – ha detto Trombotto – ci siamo mossi, abbiamo anche chiesto alla consigliera di ripensarci, abbiamo cercato soluzioni, ma dal punto di vista del regolamento avevamo le mani legate». E ieri mattina, quando la giovane consigliera No euro si è presentata agli uffici cassa con gli 84 euro per l´affitto di 4 ore della sala, non hanno potuto negarle l´autorizzazione. Salvo scrivere subito dopo una lettera a sindaco, prefetto e questore per «esprimere preoccupazione per la possibile turbativa dell´ordine pubblico». In altre parole, dal livello politico la questione si è spostata sul timore che i centri sociali, soprattutto in questo momento di tensione per gli sgomberi, possano organizzarsi per impedire l´incontro. «Visto ciò che hanno determinato analoghe iniziative, distogliendo le forze di polizia da funzioni ben più utili, riteniamo opportuno che non si consenta lo svolgimento dell´iniziativa», dicono in una lettera alle istituzioni i deputati del Pd Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi, che hanno presentato anche un´interpellanza in parlamento.

Cori di «no» alla presenza di Griffin anche da Luca Cassano di Rifondazione e Vincenzo Chieppa, dei Comunisti italiani. Indignazione pure dal presidente provinciale dell´Anpi, Gino Cattaneo: «A noi che siamo vecchi combattenti queste cose non vanno giù». Così Tullio Levi, presidente della comunità ebraica di Torino: «Nick Griffin è già stato condannato per incitamento all´odio razziale, detenzione di esplosivo e raid contro ebrei e stranieri. La comunità ebraica di Torino deplora che una sala del Comune venga concessa per tale iniziativa». «Siamo consapevoli delle polemiche che abbiamo scatenato – spiega Rabellino – ma non si può negare che ci sia un problema islamico e non è corretto lasciarlo sono in mano alla Lega Nord. Noi dialoghiamo con tutti, questa è la democrazia».

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INIZIATIVA NEOFASCISTA CON NICK GRIFFIN

novembre 18th, 2009 — 6:54pm

“Relativamente alla notizia secondo la quale sarebbe convocata a Torino dal movimento politico neofascista denominato Forza Nuova, nella giornata del 20 novembre, un’iniziativa alla quale risulta invitato fra gli altri l’esponente politico inglese di estrema destra Nick Griffin (noto per le posizioni dichiaratamente razziste e per il sostegno alle tesi di negazione dell’Olocausto e per questo già condannato, nel suo Paese, per incitamento all’odio razziale), abbiamo presentato quest’oggi un’Interpellanza chiedendo al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Interno di sapere :

· se di tale iniziativa siano informate le Autorità locali di Pubblica Sicurezza e, per loro tramite, il Ministro dell’Interno;

· se il Ministro non ritenga utile ed opportuno richiedere al Prefetto e al Questore di Torino di non consentire, per evidenti ragioni di ordine pubblico, lo svolgimento della predetta iniziativa, alla luce degli effetti e delle conseguenze che analoghe e precedenti iniziative hanno determinato nella città di Torino, distogliendo ingenti contingenti delle Forze di Polizia da compiti e funzioni ben più urgenti e utili per la collettività, nonché della particolare e delicata situazione dell’ordine pubblico in Torino, connessa alla vicenda delle occupazioni di stabili da parte dei Centri Sociali e di cui è stato interessato nelle scorse settimane il Comitato Provinciale per l’ordine e la Sicurezza e lo stesso Sottosegretario Michele Davico.

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STAZIONE FERROVIARIA DI GRUGLIASCO

novembre 18th, 2009 — 6:46pm

“Il Governo dica quali sono le reali prospettive relative all’utilizzo della fermata ferroviaria di Grugliasco, nonché quali iniziative intende assumere al fine di definire, d’intesa con gli enti che hanno condiviso il relativo sforzo finanziario, una soluzione che non vanifichi l’investimento fatto”: questa la richiesta formulata dall’On. Stefano ESPOSITO (PD) in un’Interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’Interrogazione fa riferimento alla vicenda della Fermata Ferroviaria di Borgata Paradiso a Grugliasco (Torino): infatti, il 22 luglio del 2002 venne sottoscritto un protocollo d’intesa tra Ferrovie dello Stato, Regione Piemonte, Provincia di Torino e Comune di Grugliasco, che prevedeva l’impegno dei sottoscrittori a realizzare la Fermata Ferroviaria. I lavori sono stati completati, la Fermata è pronta per l’uso e la spesa complessiva per la realizzazione è stati pari a 1.5 milioni di euro.

Eppure, nonostante gli accordi sottoscritti e le risorse investite, secondo alcune indiscrezioni, le Ferrovie dello Stato non garantirebbero, a partire dal 13 dicembre, la fermata dei treni nella stazione di Grugliasco.

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