“Con un patto nazionale ci sta un candidato Udc”

MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

Porte aperte all’Udc. Porte sbarrate al sogno degli uomini di Casini e del rutelliano Lorenzo Dellai, presidente della provincia di Trento, di sostituire Mercedes Bresso con Sergio Chiamparino alla guida del Piemonte. Gli uomini di Bersani a Roma e a Torino fissano i confini del dialogo con i centristi e si spingono ad ipotizzare «all’interno di un accordo strategico nazionale, e dunque di un cambiamento radicale della geografia politica italiana di un’eventuale candidatura alternativa alla Bresso». Aldo Corgiat il coordinatore piemontese della mozione, però, aggiunge: «Deve essere chiaro che il confronto lo si può aprire solo sul nome di una personalità dell’Udc (Vietti ad esempio, ndr.) perché escludo che il Pd possa accettare di scartare Bresso e sostituirla con il sindaco».

Le fibrillazioni politiche sotto la Mole nascono dalla decisione della «zarina» di partire con una campagna di posizionamento sui mezzi Gtt. Una scelta dettata dalla volontà di marcare il territorio e di affermare nei confronti del centrodestra ma, soprattutto, all’interno del centrosinistra e di quelli che dietro le quinte la criticano che Bresso c’è. Risultato ottenuto visto le proteste del segretario dell’Udc. Alberto Goffi l’accusa di scorrettezza «visto che nel corso di un eventuale trattativa non si tiene conto delle nostre perplessità sul suo nome».

La «zarina» si dice stupite delle reazioni perché «sono stata riconfermata all’unanimità dal mio partito e sul mio nome è arrivato il consenso dell’attuale maggioranza». E sottolinea anche il fatto «che nei poster non ci sono impegni di programma perché su questi la discussione con la maggioranza e i potenziali futuri alleati è aperta».

Tutto vero, certo. Ma Bresso non può ignorare il veto dell’Udc sul suo nome a cui ieri si è aggiunto quello di Lorenzo Dellai, presidente della provincia di Trento, e co-fondatore del movimento di Rutelli. E Dellai arriva a chiedere apertamente al Pd di sostituirla con Chiamparino. Operazione che il sito specializzato Affariitaliani.it dava per conclusa e che invece viene smentita da Filippo Penati, braccio destro di Bersani: «Non esistono accordi nazionali sul Piemonte e non c’è nessun accordo nazionale che possa passare sulla testa di chi governa i territori. Laddove c’è la disponibilità di governatori come la Bresso, bisogna prenderla in considerazione molto attentamente».

La sensazione è che si stiano ancora giocando i preliminari di un lungo torneo dove l’Udc ha tutto l’interesse a fare melina – ieri Berlusconi ha cercato il leader centrista – e prendere tempo per sfruttare al massimo il ruolo di ago della bilancia in alcune regioni. Ecco perché Casini, alla fine dell’incontro con Bersani, ribadisce: «Per le regionali la nostra determinazione è di andare da soli. Ci saranno convergenze sui programmi e sui progetti di modernizzazione delle regioni ma saranno eccezioni».

Parole che spingono il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, a spiegare: «L’Udc non può continuare a fare l’ape che vola di fiore in fiore e non scegliere se stare con il Pd o con Berlusconi. Noi siamo interessati ad un accordo sulla base di un programma e di una loro scelta strategica di alleanze. A queste condizioni siamo disponibili ad avviare un ragionamento su un loro candidato alla presidenza ma non ci possono imporre un nome soprattutto devono rispettare le scelte di Chiamparino che ha ufficialmente affermato di non essere in corsa per la Regione e di sostenere Bresso».