Pd, Bresso convitata di pietra all´assemblea

MARCO TRABUCCO – Repubblica

È STATA la convitata di pietra dell´assemblea regionale del Pd, Mercedes Bresso che si è tenuta ieri mattina al Lingotto. Assente per motivi personali, il suo nome è ritornato in tutte le relazioni di un congresso che, in certi momenti, è sembrato quasi un referendum sulla sua ricandidatura. Di lei, in apertura di riunione era stato letto un messaggio di saluto che, dopo gli usuali convenevoli, si concludeva con la frase «Sono certa di avervi al mio fianco». Le ha risposto in modo esplicito alla fine dell´assemblea il senatore Pietro Marcenaro: «Mi auguro, e mi chiedo se lei è al nostro fianco» ha detto riferendosi alla minaccia lanciata nei giorni scorsi dalla zarina di correre «comunque» da sola.

«Sulla vicenda Bresso – ha continuato Marcenaro – sono stati commessi errori che vanno corretti». Da lei «che non può ritenersi autosufficiente», ma anche da altri. «E il compito di difendere la sua candidatura aiutandola a correggere gli errori» spetta per il senatore Pd al segretario regionale Gianfranco Morgando. Perché ha aggiunto «L´Udc può essere un alleato importante, ma il Pd deve guardare non solo a loro, ma anche ad altri mondi con cui oggi è in difficoltà».

Già perché in molti interventi è stato chiaro che Bresso viene vissuta ormai da parte del partito come alternativa a una possibile alleanza con l´Udc, soprattutto dopo le parole con cui Casini, venerdì, sembra averla definitivamente bocciata. E gli attacchi più duri in questo senso le sono venuti come era immaginabile, dai cattolici come Davide Gariglio, presidente del Consiglio regionale e Stefano Lepri. Quest´ultimo è stato l´unico, o quasi, in tutta l´assemblea a evocare il nome dell´altro «convitato di pietra» Sergio Chiamparino come possibile alternativa a Bresso nella candidatura regionale e lo ha fatto ricordando gli attacchi continui che Vincenzo Chieppa, del Pdci, che fa parte della maggioranza Bresso lancia negli ultimi tempi al sindaco sulla questione squatter. Una questione che Gariglio, con toni un po´ forzati, citando l´incidente dell´altra sera al Regio durante il Torino Film Festival, ha paragonato «a un atto squadrista che ricorda le Br». Gariglio e Lepri invocando la svolta al centro e «un´alleanza con l´Udc che arrivi fino ai confini del Pdl», hanno anche criticato alcuni aspetti della politica regionale degli ultimi anni, in particolare sulla sanità e la cultura. Il presidente dell´assemblea di Palazzo Lascaris ha anche attaccato (senza nominarlo, ma in modo inequivoco) Andrea Bairati, l´uomo di fiducia di Mercedes Bresso «Ci sono troppi assessori in questa giunta che si credono Dio e che poi da sei mesi non ricevono una delegazione di Confindustria».

Alla fine però la minaccia di un documento critico nei confronti di Bresso che proprio il gruppo dei cattolici voleva proporre è rientrata grazie alla mediazione di Morgando. Che nel suo intervento conclusivo ha ribadito sì che le trattative con l´Udc dovevano partire al più presto ed erano fondamentali per sperare in un successo in Regione. E che non esistevano due tavoli di decisione sulla scelta, «uno a Torino e uno a Roma». Ma ha anche aggiunto di non considerare l´accordo con Casini incompatibile con la candidatura Bresso: «Bisogna partire dai programmi come è stato fatto per le provincie di Torino e Alessandria dove l´alleanza sta funzionando».

Una linea non dissimile da quella di Aldo Corgiat, coordinatore della mozione Bersani in Piemonte. «Eravamo partiti bene, per le regionali – ha detto – poi tutto si è incrinato e l´impressione è che adesso nessuno si fidi più di nessuno. Dobbiamo portare il confronto in superficie, riportare la discussione sui contenuti. Sarà utile per noi e per Bresso, la cui candidatura è da riconfermare. Solo così sarà possibile trovare una accordo con l´Udc, un partito di centro alle prese con scelte difficili, che vanno rispettate». «Attenzione l´accordo con l´Udc è fondamentale, ma non è pensabile che siano loro a imporre il candidato» dice il parlamentare Stefano Esposito. «L´alleanza con l´Udc è un valore aggiunto – anche per Cesare Damiano – il Pd ha scelto il candidato, ora deve essere capace di ritessere una larga alleanza. Sarebbe un grave errore guardare solo a sinistra». Meno bressiano l´intervento dell´altro sconfitto nella corsa alla segreteria Roberto Tricarico: «Bresso è la nostra candidata, ma se ci sono novità, ripensamenti o quant´altro, parliamone».