Bersani: Bresso sì “Ma con l’Udc trattiamo noi”

MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

La candidata del Pd per le Regionali è Mercedes Bresso, ma il segretario piemontese Gianfranco Morgando ha ricevuto il mandato da Roma per aprire le trattative con le altre formazioni politiche a partire dall’Udc. Si chiude così, dopo quasi un’ora, il confronto tra il leader nazionale dei Democratici Pier Luigi Bersani e la «zarina». Una riunione nata dopo le esternazioni della presidente contro il partito di Casini – in qualche modo accusato di vicinanza alla mafia – che hanno irritato il segretario nazionale alle prese con un complesso risiko di alleanze e desistenze in tutta Italia.

E così in quei sessanta minuti di colloquio – a cui hanno partecipato anche Enrico Letta e Morgando – sono state scelte le strategie per rimettere in carreggiata quella candidatura messa a rischio da una serie di errori di comunicazione. E la ripartenza è dalle conclusioni dell’assemblea regionale del Pd che puntano a riequilibrare il rapporto tra la candidata e il partito. Bersani insomma vuole un Pd protagonista attivo e non subordinato a singole personalità. Non per niente Morgando sottolinea di «aver ricevuto da Bersani il mandato di aprire un confronto politico e programmatico con tutte le forze con cui si possono fare delle alleanze».

Nello stesso tempo Bersani ha rinnovato la fiducia nella Bresso invitandola, però, a usare toni più bassi. La «zarina» incassa il risultato e fa sapere di essere soddisfatta per l’esito dell’incontro sottolineando anche la sua ampia disponibilità ad aprire una trattativa programmatica con i centristi.

Adesso tocca a Morgando trovare i punti che permettano di arrivare a un’intesa con l’Udc o, quantomeno, di garantirsi una posizione di neutralità. Il segretario cercherà di esaltare gli aspetti di discontinuità tra il primo e il secondo tempo del centrosinistra alla guida del Piemonte. Ma Morgando dovrà guardare con attenzione anche all’attivismo degli uomini di Casini. Ieri il leader piemontese Michele Vietti ha incontrato i vertici del Pdl (incontro interlocutorio che però segna un disgelo nei rapporti) e poi i parlamentari Marco Calgaro e Gianni Vernetti che hanno lasciato il Pd per Alleanza per l’Italia.

Alla fine della riunione è stato deciso di dar vita a un patto di consultazione permanente in vista delle prossime regionali. Calgaro e Vernetti sostengono la necessità di «un nuovo centrosinistra che rompa con la sinistra radicale e apra all’Udc». E poi suggeriscono di concentrarsi sul programma «per poi scegliere il candidato che lo interpreti». Vietti si limita a dire che chi vuole «far nascere nuove coalizioni deve tener conto di questo fervore di novità politiche al centro dello schieramento senza pensare a semplici riedizioni del passato». Sinistra e Libertà sottolinea come «Bresso meriti di essere riconfermata» mentre Stefano Esposito (Pd) commenta: «Conoscendo l’antiberlusconismo di Calgaro non si può che giudicare positivamente questo patto».